Somalia, al-Qaida oscura Internet in mezzo paese

Il ramo somalo di Al-Qaida in Somalia costringe le telecom a sospendere il collegamento a Internet, minacciandole con la violenza. Cosa vorranno nascondere?



Al-Shabaab

, il cosiddetto Partito dei Giovani, formalmente riconosciuto come la cellula di Al-Qaida locale in Somalia, sembra essere terrorizzata da Internet, al punto da costringere gli operatori locali a cessare i servizi per impedire alla gente di andare online.

Come facilmente avrete dedotto, una mossa del genere non presagisce nulla di buono. In questi anni e dopo la Primavera Araba, ci siamo abituati a conoscere in tempo reale qual è la situazione in paesi per noi lontani, calandoci il più possibile nel contesto di rivolte e guerre civili grazie al potere innegabile di Twitter e altri social media.

Questo potere, che è nelle mani dell’uomo comune e che non garantisce a nessuno un canale privilegiato, spaventa a morte i regimi, ma anche alcuni rivoluzionari particolarmente sinistri, che hanno una grande necessità di nascondere le proprie tracce e le proprie azioni dall’opinione pubblica. L'oscuramente di Internet risulta anche in una diminuzione d'immagine per Al-Shabaab, che ironicamente usava Internet per rendere diffondere video e comunicati. Possiamo solo pensare che il pericolo di raid aerei come quelli del filmato in cima sia diventato tanto grave da indurre la fazione armata a cercare di coprire il più possibile le proprie attività e peronalità di rilievo.

Internet è immorale


Al-Shabaab è certamente una di queste frange terroristiche, e desidera instaurare una teocrazia nel proprio paese. Internet è solo uno dei tanti ostacoli sulla sua strada, ma di certo è il più insidioso. Qualche giorno fa i capi dell’anello di insurrezionalisti islamici ha minacciato gli operatori di cessare i propri servizi Internet o di subire le conseguenze comminate dalla Sharia per tutta una serie di presunte immoralità contrarie alla legge islamica.

In questi giorni le minacce hanno portato il loro frutto, con i miliziani che si sono recati negli uffici delle Telecom per forzare la mano, controllando poi con gli smartphone l’effettiva scomparsa del segnale nella zona circostante.

Oltre alla suddetta “immoralità” di Internet, c’è anche il timore di spionaggio sulle attività del gruppo. Il liveblogging, insomma, è la rovina dei regimi autoritari?

Via | CIO

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