Logo Blogo

LinkedIn cerca traduttori, ma senza pagare

Pubblicato: 29 giu 2009 da Rosario

LinkedIn cerca traduttori, ma senza pagareDopo il caso degli illustratori non pagati da Google anche il popolare social network professionale LinkedIn ha deciso di usufruire dei servizi di alcune persone senza però voler pagare in moneta sonante, in questo caso per tradurre la piattaforme in altri linguaggi rispetto a quelli attualmente esistenti: inglese, spagnolo, francese e tedesco.

Analogamente al caso-Google, la protesta è partita proprio dalle persone contattate come Chris Irwin, che si è ritrovato da parte di LinkedIn un questionario al quale rispondere, riguardante proprio il lavoro di traduzione proposto nel quale veniva chiesto come si preferiva essere “pagati”, con una serie di alternative tranne che ovviamente sotto forma di denaro, domanda alla quale Irwin ha risposto ironicamente alla voce “Altro” chiedendo proprio soldi in cambio del proprio lavoro professionale.

Matthew Bennett ha invece immediatamente creato un gruppo di protesta sulla piattaforma, dove in poco tempo più di 300 persone si sono iscritte, lamentando la mancanza di rispetto di LinkedIn nei confronti dei traduttori, sempre analogamente a quanto visto nel caso di Google con gli illustratori.

Il social network non ha rilasciato ancora commenti ufficiali, ma proprio sul gruppo di Bennet tale Nico Posner ha dichiarato che le persone hanno equivocato le intenzioni di LinkedIn, per il quale il tipo di lavoro andava visto nell’ottica di “volontariato” con cui le persone concorrono all’aggiornamento di Wikipedia, affermando anche che diverse persone hanno accettato a patto di essere inserite tra i credits del sito.

Siamo alle solite: ciò che per alcuni professionisti che vivono del proprio lavoro deve essere pagato, per altri che magari lo fanno per hobby vale una semplice menzione speciale. Di questi tempi, è un discorso particolarmente spinoso e andrebbe affrontato soprattutto quando a richiedere “lavoro gratis” sono società a scopo di lucro.

Via | Nytimes.com

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 3.67 su 5)
condividi condividi
13 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • ::: FREEWARE :::

    29 giu 2009 - 13:08 - #1
    -3 punti
    Up Down

    “E’ il web 2.0 bellezza! Il web 2.0!”
    .
    http://it.wikipedia.org/wiki/L%27ultima_minaccia

  • ::: FREEWARE :::

    29 giu 2009 - 13:10 - #2
    -2 punti
    Up Down

    post edit: citazione completa
    .
    “E’ il web 2.0, bellezza! Il web 2.0! E non puoi farci proprio niente!”
    .
    http://it.wikipedia.org/wiki/L%27ultima_minaccia

  • Profilo di skalka

    skalka

    29 giu 2009 - 13:58 - #3
    0 punti
    Up Down

    Boh, io non ci vedo nulla di male nell’offrire il proprio lavoro gratis. Io curo la localizzazione italiana di 23hq (cercare su google se non si conosce) e l’ho sempre fatto gratis. Oggi senza saperlo mi è arrivato un pacchetto con tanti simpatici adesivi e una esclusiva magliettina (http://twitpic.com/8qvcz), sono stato contento.

  • stecrv

    29 giu 2009 - 14:11 - #4
    0 punti
    Up Down

    é bello dire “come wikipedia” e poi dimenticarsi che i servizi di wikipedia NON sono a pagamento.
    La localizzazione è molto importante per l’apertura a nuovi mercati, non si capisce perchè un azienda che apre a nuovi mercati non dovrebbe pagare chi fa da tramite.

  • Anonimo Codardo

    29 giu 2009 - 14:24 - #5
    0 punti
    Up Down

    Beh, che c u l o…. hai lavorato gratis… ma hai ottenuto una simpatica maglietta e degli stickers… con cui farai pubblicità *gratis* al servizio… quasi ti invidio…

  • friulodino

    29 giu 2009 - 14:40 - #6
    0 punti
    Up Down

    Un’azienda non può fare cadute di stile del genere…se fosse un progetto no profit ok ma non un’azienda ( LinkedIN è un azienda intesa come fabbrica di denaro :D )

  • ::: FREEWARE :::

    29 giu 2009 - 14:42 - #7
    1 punto
    Up Down

    .
    Wikipedia è una enciclopedia (per adesso) senza fini di lucro, aperta a tutti (non solo agli utenti registrati che, già solo per questo, “regalano” i loro dati utilizzabili per fini di marketing of di ricerche “a valore aggiunto”) e che si finanzia con donazioni
    .
    Google, Facebook, Twitter, LinkedIn, ecc. sono tutte piattaforme COMMERCIALI che hanno ricevuto e ricevono centinaia di milioni di dollari da società di venture capital (che non fanno beneficenza ma investono là dove ritngono di poter realizzare, prima o poi, grossi guadagni) che investono SOLO per rafforzarsi (guardandosi bene dal dividrene almeno le briciole con chi ne rende possibile il successo nel mondo, come fanno, appunto i traduttori) e tutte queste aziende guadagnano soldi a palate (come Google) o stanno studiando per guadagnarne presto ed il più possibile (vedi Twitter)
    .
    il pargone con Wikipedia, quindi, è del tutto fuori luogo!
    .
    lavorare gratis per aziende come queste è lo stesso che lavorare gratis per una banca!
    .

  • Profilo di vendaval

    vendaval

    29 giu 2009 - 18:16 - #8
    0 punti
    Up Down

    . è un social network professionale
    . è in 4 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo)
    . l’account di base è gratis
    . gli iscritti cercano lavoro e raccomandazioni
    . gli iscritti lo vorrebbero in altre lingue
    . loro chiedono agli iscritti che ricompensa gradiscono per farlo
    . gli iscritti in maggioranza chiedono l’upgrade dell’account o la “raccomandazione”
    . loro sono maestri
    . ma gli iscritti che credono nel buon funzionamento del network chiedono qualcosa che potrebbe portargli più di un solo occasionale compenso.

    Prendere o lasciare

  • Massimiliano Badolati

    29 giu 2009 - 18:49 - #9
    0 punti
    Up Down

    Beh non ci trovo nulla di strano. Anche Facebook prima che spopolasse in italia ha usato la stessa tecnica per la localizzazione in italiano.

  • Profilo di skalka

    skalka

    29 giu 2009 - 19:18 - #10
    0 punti
    Up Down

    @Anonimo Codardo Esiste anche il piacere di fare le cose nella vita, non tutto si fa per soldi, ho tralasciato il fatto che comunque mi hanno “regalato” anche quattro anni di sosttoscrizione gratis. Se uno nella vita fa anche altro non vedo perchè dovrebbe negarsi il piacere di rendere un servizio ad una comunità che grazie al tuo aiuto può crescere. Allora mandiamo a caare tutto il mondo open source e quello che ci sta dietro, sono tutto scemi quelli che si sbattono per tradurre un qualcosa tipo gnome in centinaia di lingue. Alla fine non è che nessuno ti punta un fucile contro, lo fai per libera scelta e il tuo tornaconto sta nel piacere di averlo fatto.

  • Anonimo codardo

    29 giu 2009 - 22:27 - #11
    0 punti
    Up Down

    Hai tralasciato un fatto importante: ti hanno compensato con quattro anni di sottoscrizione al servizio. Quindi è come ti avessero pagato, non lo hai fatto “gratis”.

    No, la menare con il FLOSS. Gran parte degli sviluppatori dei progetti “importanti” è pagata direttamente o indirettamente (la maggior parte) per il codice che scrive.

  • Profilo di skalka

    skalka

    30 giu 2009 - 02:51 - #12
    0 punti
    Up Down

    Qualcuno è pagato, è vero, dire che la gran parte è pagata renderebbe l’open source una eldorado in questi tempi di crisi. Per quanto riguarda la sottoscrizione può essere importante, per me, per le mie esigenze non lo era. Con il piano gratuito potevo caricare 30 foto al mese, i limiti non c’erano con quello a pagamento. Io se carico 3 foto al mese è tanto, avevo però cercato un’alternativa a flikr perché lì dopo la 200esima foto non sono più visibili andando a scalare e mostrando solo le più nuove. Resta il fatto che quando ho deciso di offrire la mia collaborazione non ho pensato alla ricompensa, che come la maglietta è stata una piacevole sorpresa, l’ho fatta per ricompensare qualcuno di un servizio che mi veniva offerto gratuitamente, anche se entro certi limiti, pur riconoscendo che nessuno regala niente per niente.

  • Traduttore tecnico elisabetta

    11 feb 2012 - 12:30 - #13
    0 punti
    Up Down

    Il fatto di lavorare e non essere pagati è sempre malsano. specialmente nel settore dei servizi. I traduttori professionali sono già una categoria che ha bisogno di riconoscimento. Il tempo è comunque denaro. Io con la famiglia non potrei dedicare ore per cause diverse della mia professione!!! Ma non tutti sono uguali.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento