Google Glass, in un video i primi mini giochi

Il team di Google Glass vuole dare un'idea di come potrebbero essere i primi videogame per gli occhiali smart, pubblicando un piccolo video molto interesante.

Google ha appena postato un video piuttosto interessante sulle potenzialità “giocose” dei Google Glass. Non aspettatevi di affrontare nemici tridimensionali mentre andate a passeggio con il cane, il massimo che si riesce a vedere qui sono minigiochi in cui si interagisce con delle grezze ma definite forme geometriche, ma è già qualcosa.

Da quando smartphone e tablet sono diventati popolari, quello dei giochi è sempre stato il mercato più interessante, che non smette mai di crescere. Secondo i dati, per farvi un esempio, i top 200 classificati tra i giochi presenti sul Google Play Store sono capaci di fatturare 12 milioni di dollari al giorno, una cifra che farebbe girare la testa a chiunque, visto che tanti di videogame molto popolari sono sviluppati “al risparmio” da piccoli team emergenti o addirittura singoli programmatori competenti e talentuosi. Google quest'anno ha iniziato a puntare molto su questo settore, e non vuol certo lasciare indietro il suo progetto di "tecnologia indossabile".

Il futuro è smart


Google cerca sempre nuove aperture, e sebbene si renda conto dell'infinito potenziale di un aggeggio flessibile come un paio di occhiali smart è prima necessario aprire gli occhi a developer e pubblico, in modo da ispirarli e abituarli all'idea.

I giochini visualizzati da Google pertanto sono roba molto semplice, ma usano in modo innovativo i sensori dei Glass. C’è una versione molto primitiva del tennis, un tiro al piattello in cui miriamo con la testa e urliamo “bang!” per fare fuoco, una prova di equilibrio con dei libri virtuali in testa - Il nostro corpo diventa il gamepad, insomma, senza però costringerci a stare davanti ai sensori di una console.

L’unico problema, a questo punto, è aggirare la relativa debolezza dell’hardware dei Google Glass… E il naturale imbarazzo di “giocare con l’aria” in pubblico, ovviamente. Questo perché vediamo e sentiamo solo noi quello che ci propinano gli occhiali.

Via | RE/Code

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