Facebook, ragazzo italiano ruba smartphone e viene trovato grazie a Zuckerberg

Facebook ha aiutato la squadra mobile di Bergamo ad accelerare le operazioni

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La squadra mobile di Bergamo deve ringraziare Facebook, anche se - diciamolo - sarebbe stata in grado di arrivare al ladro in questione anche attraverso altri mezzi: il social network di Mark Zuckerberg ha soltanto semplificato e accelerato la ricerca, che si è conclusa - i bergamaschi lo sapranno senz'altro - con un processo per direttissima fissato proprio per oggi 27 gennaio.

Ma procediamo con ordine: alla Stazione Autolinee di Bergamo un ragazzo italiano, diciannovenne di cui non si fa il nome, ha rapinato un tredicenne di Alzano Lombardo; voleva lo smartphone che il ragazzino usava, ma ha dovuto insistere parecchio, almeno fino a quando non ha minacciato il tredicenne di perquisirlo - erano le 8.30 del 15 gennaio -, non ha ottenuto ciò che voleva ed è poi scappato con la refurtiva.

La vittima del furto - ricordiamo che qui in Italia sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli americani di iPhone e iPad - ha denunciato tutto alla questura: il ragazzo, aiutato dai passanti che avevano riconosciuto il ladro, è stato in grado persino di comunicarne il nome e cognome; la polizia, quindi, non ha dovuto far altro che controllare su Facebook le generalità ottenute, prima di rintracciarlo: L.M. di Ghisalba è stato così condannato al processo per direttissima e oggi scoprirà quale sarà la sua pena.

Facebook - come dicevamo - non è stato vitale per le operazioni (visto che le forze dell'ordine sarebbero potute arrivare al ragazzo anche attraverso semplici ricerche), però ha aiutato il ragazzino a confrontare il nome e il cognome che gli avevano fornito con la foto che il ladro aveva sul social network: insomma, tutto è stato decisamente velocizzato e questo non può che spingerci a sperare in un maggiore utilizzo delle reti sociali da parte dello stato.

Via | Eco di Bergamo

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