Facebook, "debunking" della ricerca di Princeton che lo dichiarava morto entro il 2017

Facebook destinato a sparire entro il 2017 "come un'epidemia in remissione"? Uno studio di Princeton non risulta reggere molto alle critiche sulla sua metodologia.

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Facebook oggi risponde con molta ironia ad un recente studio proveniente da Princeton, che illustra come il social network sia destinato a sparire “come un’epidemia” nei prossimi 3 anni.

Diciamo che l’analisi in stile epidemiologico del social network è già di base un errore. Parte dal presupposto che Facebook sia una cosa completamente brutta, una malattia da cui guarire o una moda insopportabile come le zeppe, da cui tuttavia si rinsavische. Questo ignora del tutto il fatto che Facebook piace non per la sua bellezza o per la novità, ma per le feature (il social networking, sorpresa, è davvero utile per comunicare con individui e gruppi di persone e per conoscere gente nuova).

Secondariamente, la ricerca di Princeton cita come esempio di newtork poi caduto in rovina MySpace, ma pare “scordarsi” che la ragione principale della sua dipartita è l’ascesa dello stesso Facebook - di rivali al trono ce ne sono, ma nessuno è un sostituto credibile.

Terzo punto, Princeton sostiene che la diminuzione di ricerche sui search engine della parola Facebook è un segno di decadenza, ma oggi come oggi tutti sono già su Facebook da un lato, e dall’altro vi accedono sempre più da smartphone e sempre meno da PC. Questo vuol dire che Facebook non ha problemi? Ne ha, eccome - Ma le cause sono molto meno semplici di quelle proposte dall'articolo dell'università statunitense.

La risposta di Facebook è ironica


Facebook non ha resistito a prendere in giro questo articolo che prevede la sua prematura dipartita, cogliendone le metodologie un po’ “particolari” e usandole per studiare il futuro di Princeton stessa: secondo le analisi di Mike Develin, scienziato dell’analisi dati al soldo di Facebook, il prestigioso college è destinato a sparire nel nulla se ci si basa sul numero di “Like” della sua pagina su Facebook, in netto calo rispetto a Harward e Yale.

Stessa cosa cercando su Google gli articoli pubblicati con il nome “Princeton” da qualche parte. E anche analizzando i dati sul numero di ricerche da parte di futuri studenti sulla prestigiosa università il risultato pare decisamente a sfavore di Princeton.

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“Tristemente” continua Develin “questo preannuncia pessime nuove per questo ente conosciuto come Princeton, i cui punteggi di Google Trends stanno andando in declino da anni. Questi dati suggeriscono che Princeton avrà solo metà delle sue attuali matricole nel 2018, e per il 2021 non avrà più alcuno studente, se rimaniamo in armonia con i risultati del precedente grafico che è super, super scientifico.”

I risultati, conclude l’esperto di analisi di Facebook, sono ancora peggiori per il fato dell’umanità: i Google Trends per la parola “Aria” stanno diminuendo. Da ciò si deduce che entro il 2060 la Terra purtroppo resterà priva di atmosfera.

Foto | Flickr

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