La notizia della multa di 1.9 milioni di dollari data alla signora Jammie Thomas per aver scaricato e condiviso 24 canzoni su Internet, ha fatto il giro del mondo. E, nonostante la soddisfazione degli avvocati della RIAA, alcuni musicisti hanno espresso dei pareri negativi.
E’ il caso di Moby e Radiohead, due artisti che hanno spesso appoggiato le cause a favore degli utenti, accusando la RIAA e le società di tutela del diritto d’autore.
Secondo Moby è assurdo pagare 80.000 dollari per ogni canzone: l’industria musicale dovrebbe pubblicare musica a prezzi più economici e smetterla con queste cause.
Questo modello di business non è sostenibile a lungo andare. Inoltre negli ultimi anni oltre 30.000 utenti avrebbero preferito patteggiare con la RIAA per una media di 3.500 dollari, e ciò significa che la RIAA avrebbe guadagnato oltre 10 milioni di dollari senza affrontare neanche un processo.
Anche i Radiohead si sono espressi a favore degli utenti, sostenendo il caso del giovane Tenenbaum, del quale abbiamo più volte parlato in passato.
Via | Torrentfreak.com
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20 giu 2009 - 23:49 - #1finalmente un post che scaccia indietro la macabra news su Twitter!
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comunque, Moby non fa testo, perché senza la tecnologia, i computer e i campionamenti di pezzi di altri (suppongo regolarmente pagati) lui e la sua musica neanche esisterebbero
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Lerio
21 giu 2009 - 00:18 - #2Mobi è un grande artista!
::: FREEWARE :::
21 giu 2009 - 01:20 - #3comunque la foto di Moby in questo post è più funerea della notizia del post precedente
italian style
21 giu 2009 - 02:17 - #4se gli “artisti” vogliono i soldi che facciano i concerti la musica deve essere libera lavorano un giorno per registrare una canzone e poi beccano il doppio dei soldi di chi magari lavora tutti i giorni
clauderouges
21 giu 2009 - 10:19 - #5Non penso proprio che gli artisti lavorino un solo giorno. Un artista serio lavora molto e cura le proprie opere, altrimenti è solo un ciarlatano, come ce ne sono tanti anche nel mondo dell’arte (vedi i vari Antonacci, Ligabue, Zucchero…). Un artista che fa bene il suo lavoro è giusto che venga pagato anche per il lavoro in studio a mio parere. Certo è chiaro che il sistema di vendita tradizionale non regge più. La soluzione ideale secondo me è il download illimitato su canone, ma in Italia la FIMI sembra più impegnata nella crociata contro i pirati che a velocizzare un po’ queste tecnologie e a renderle fruibili da chiunque e non solo da chi ha un telefono Nokia.
bomber75
21 giu 2009 - 10:49 - #6Bravo Moby.
Anche se i tuoi ultimi 2 dischi fanno letteralmente pena (posso dirlo, li ho tutti) stavolta ti sei espresso bene.
Emiliano_ifn
21 giu 2009 - 11:43 - #7pagare bene un artista è sacrosanto, rendere ricche le case discografiche che ormai sono solo dei finanzieri, che spacciano delle canzoni inascoltabili, di artisti fatti in 5 minuti di casting, per musica… beh… P2P 4ever!
h3O
21 giu 2009 - 12:21 - #8pirati!
abecedario
21 giu 2009 - 14:50 - #9pagare liberamente i dischi scaricati, così come hanno fatto i radiohead per il loro ultimo album.
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la scelta che fecero fu secondo me geniale: sapevano a priori che un x% di persone comunque avrebbero scaricato l’album pagando magari 1 solo euro cent (o addirittura alcuni 0 euro cent, cosa che comunque sarebbe avvenuta con i torrent), ma un altra e sostanziosa percentuale di utenti invece hanno pagato “il giusto” contribuendo, comunque, a premiare il lavoro del gruppo inglese.
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se tutti gli artisti si spostassero su questa strada sicuramente vedremmo ridotto (anche se non del tutto abolito) il problema della pirateria musicale.