
Di Hunch avevamo parlato a marzo, quando il servizio fu lanciato in versione beta privata. Hunch è il nuovo servizio creato dal co-fondatore di Flickr, Caterina Fake, con l’obiettivo di aiutare le persone a prendere decisioni. Da oggi il sito è liberamente accessibile a tutti.
In che modo Hunch aiuta le persone a prendere decisioni? Con una serie di algoritmi che evolvono insieme all’utente. Hunch è uno strumento che utilizza una serie di schemi ad albero per contribuire a prendere decisioni su qualsiasi argomento. Sfruttando le informazioni raccolte dall’utente, Hunch dovrebbe elaborare dei consigli su qualsiasi decisione che riguarda un acquisto su Internet.
Una volta arrivati ad una risposta è possibile scegliere tra una rosa di 5 risultati, leggere le recensioni degli altri iscritti (positive e negative) e correggere o modificare le decisioni, in un sistema molto simile ad un wiki.
Dal momento del lancio di Hunch a marzo, circa 30.000 utenti hanno creato più di sette milioni di domande, con una media di 120 domande a testa. Hunch ha usato tutti questi dati per crearne alcuni molto interessanti.
Tutto, inoltre, si basa sul concetto di comunità, in perfetto stile 2.0: i profili utente sono ricchi di contenuti, consentendo agli utenti “simili” di conoscersi e condividere domande e risposte.
Insomma, alla luce di tutto questo, sarà Hunch il vero motore di ricerca decisionale sul Web?
Via | Mashable.com
Roberto D.
16 giu 2009 - 01:17 - #1Sembra divertente!
::: FREEWARE :::
16 giu 2009 - 02:28 - #2.
un altro motore di ricerca destinato all’oblio già toccato a Cuil e Wolfram Alpha???
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beh, almeno Cuil, Wolfram e Hunch provano a spiegarci come funzionano e perché sono (o sarebbero) migliori di Google e Yahoo, mentre, a settimane di distanza dalla sua introduzione, Microsoft (a parte lo slogan “Bing & Decide”) non ha ancora spiegato a NESSUNO perché Bing è (o sarebbe) migliore di Google, Yahoo, ecc.!!!
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ed il mistero è talmente fitto, che, NEMMENO Google (che pure qualcosa ne sa di motori di ricerca…) ha capito perché mai Bing sarebbe migliore, tanto da avere creato in tutta fretta un TEAM di esperti (guidato personalmente da Sergey Brin!) per cercare di capirlo, e, svelati i misteri di Bing, applicarli al più presto a Google per vanificare ogni (eventuale) vantaggio che Bing dovesse avere o guadagnare sul loro motore di ricerca:
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www.nypost.com/seven/06142009/business/fear_grips_google_174235.htm#comments
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ugo manetta
16 giu 2009 - 21:40 - #3Nonostante sia ormai chiaro che tutti i nuovi soggetti che provano a lanciarsi nel web 2.0 lo fanno con l’intenzione di dedurre le nostre inclinazioni come consumatori per poi rivenderle a chi ne farà buon uso (e a chi ne darà una buona valutazione) devo dire che sono rimasto colpito dall’approccio diretto di questo nuovo progetto: senza perdersi in preamboli cominciano subito a chiederti chi sei, cosa fai, cosa ti piace ecc. ecc. Fatto questo ti indica una serie di cose che secondo il loro motore psico-tecnologico dovrebbero piacerti.
A prescindere dalla bontà dei risultati, mi fà riflettere il fatto che se abbocchiamo a queste cose finiremo con il dire più cose a questi motori di quante ne diciamo a parenti ed amici stretti. Credo che l’impersonalità di questi unita alla loro semplicità nell’uso, oltre che nell’aspetto (Google insegna), ci porti a pensare che siano del tutto innocui.