Winamp continua a vivere, Radionomy conferma l’acquisizione

L’azienda belga Radionomy ha ufficializzato l’acquisizione di WinAmp e Shoutcast.


La tanto attesa conferma è arrivata, la fine di Winamp è stata scongiurata: Radionomy, azienda belga proprietaria dell’omonimo servizio di radio online, ha ufficializzato l’acquisizione di Winamp e di Shoutcast, che continueranno a vivere e mantenere le loro caratteristiche originali.

I termini dell’accordo non sono stati resi noti, ma secondo i bene informati Radionomy avrebbe pagato tra i 5 e i 10 milioni di dollari, tra contanti e azioni, mentre AOL avrebbe ottenuto una partecipazione parziale nell’azienda belga (il 12%).

Ora che il futuro del celebre player non è più a rischio, si apre ufficialmente un nuovo capitolo della sua lunga vita, cominciata quasi 17 anni. A parlarci del suo futuro ci ha pensato Alexandre Saboundijian, CEO di Radionomy, che preannuncia una diffusione capillare di Winamp:

Winamp è un player indipendente che fornisce a milioni di persone le migliori funzionalità disponibili. Il suo ruolo è chiaro nel futuro dell’evoluzione dei media online e abbiamo in programma di rendere questo player onnipresente, sviluppando nuove funzionalità rivolte al desktop, al mobile, ai sistemi per auto, dispositivi connessi e tutte le altre piattaforme.

Sono in programma grandi novità anche per Shoutcast, che sarà fondamentale per la crescita di Radionomy negli Stati Uniti:

Radionomy è sempre stato incentrato sulla creazione di una piattaforma unica per ogni broadcaster radio, dando la possibilità di costruirsi un grande pubblico e monetizzare il proprio flusso. Con Shoutcast abbiamo allargato la nostra portata includendo circa la metà delle radio online, lasciando così Radionomy ben posizionato per cambiare il volto delle radio online.

A questo punto non ci resta che attendere e scoprire con mano cosa si nasconde nel futuro del player che ci ha accompagnato per anni, per poi finire un po’ nel dimenticatoio. Che questa mossa sia l’inizio di un nuovo periodo di gloria?

Via | TechCrunch

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