Gli ultimi giorni hanno visto il crescere di una protesta da parte di alcuni illustratori nei confronti di Google, rea secondo gli artisti di aver chiesto loro di partecipare alla creazione di alcuni temi per Google Chrome senza offrire loro alcun compenso ma solo guadagni in termini di immagine una volta pubblicati i propri lavori per il browser.
Il primo a dare il via alla protesta è stato Gary Taxali, collaboratore di giornali come il Time, Newsweek e Fortune, contattato lo scorso aprile dall’ufficio marketing di Google che appunto gli proponeva di creare dei temi rispondendo ciccia alla sua domanda relativa al pagamento.
Taxali oltre a rifiutare l’incarico non ha gradito la cosa a tal punto da pubblicare un post e una vignetta molto esplicita nei confronti di Google su Drawger, raccogliendo segnalazioni e consensi da parte di altri professionisti del suo settore ai quali era accaduta la stessa identica cosa.
Per una serie di illustratori che hanno rifiutato esprimendo il proprio sdegno, la società americana non ha però tardato a trovarne altrettanti (e anche più) disposti a compiere il lavoro gratuitamente, sfruttando la consuetudine sulla rete che vede i creatori di temi e simili lavorare il 99,9% delle volte per la gloria: fattore che affligge un po’ tutti i settori che si affacciano sul web (come l’informatica), dove spesso il lavoro di professionisti improvvisati finisce per svalutare un determinato compito.
Né tornando al caso specifico si può dare torto a Joe Ciardiello, collaboratore del New York Times secondo il quale se proprio c’è qualcuno che si suppone sia in grado di pagare artisti e designer questa dovrebbe essere proprio una società in grado di guadagnare milioni di dollari, dato che un’altra illustratrice come Melinda Beck ha dichiarato di aver intrattenuto lo stesso tipo di rapporto con società come Target e Nickelodeon, ricevendo però in cambio una retribuzione per il proprio lavoro.
Via | NYTimes.com
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15 giu 2009 - 15:09 - #1 (nascondi).
MI FA RIBREZZO dare ragione a Google, ma, in effetti, essendo il loro sito e i loro servizi e prodotti abbastanza noti… :) :) :) …il ritorno in termini di immagine e di guadagni per i grafici è molto maggiore se realizzano i temi gratis, se poi SI SA in tutto il mondo, piuttosto che essere pagati come un qualsiasi dipendente però senza che se ne sappia nulla e senza ricavare niente altro in termini né di immagine né di guadagni (e magari essere pure licenziati in tronco, come è accaduto ai 10.000 contractors Google alla fine del 2008)
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posso dire, inoltre, che, rispetto alla mia personale esperienza con i “metodi” di Google [ http://www.ghostnasa.com/posts/008moonprize.html ] quei grafici possono dirsi già FORTUNATISSIMI perché, anche se Google NON LI PAGA (cosa assolutamente comprensibile per un azienda che, solo nel 2008, ha realizzato “appena” CINQUE MILIARDI DI DOLLARI DI UTILE NETTO…) almeno è disposta a riconoscere la paternità dei temi di Chrome ai leggittimi autori invece che usarli e poi dire che sono stati “sviluppati internamente” sin dal lontano 1976… :|
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insomma, sarà l’effetto (purtroppo solo temporaneo!) di “Bing” ma Google comincia ad avere un pò di “strizza”… :)
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www.nypost.com/seven/06142009/business/fear_grips_google_174235.htm#comments
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15 giu 2009 - 15:19 - #2.
aggiungo che, per un grafico (o un qualsiasi freelance) di professione (e non per hobby) il tempo ha un valore e deve essere usato bene e retribuito se si vive del proprio lavoro (purtroppo la “SoloPerLaGloriaCARD” non è ancora accettata in nessun esercizio commerciale)
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Luglio7
15 giu 2009 - 15:33 - #3onestamente credo che il ritorno di immagine sia pressoché nullo…
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15 giu 2009 - 15:41 - #4“onestamente credo che il ritorno di immagine sia pressoché nullo”
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dipende molto dal NUMERO di temi resi disponibili, se sono troppi ogni tema ed autore viene “diluito” come una goccia in un oceano, se, invece (almeno nei primi tempi) sono poche decine, ogni tema ed autore può avere una notevole visibilità (se poi ciò si trasforma anche in soldi, e quanti, nessuno può saperlo)
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Freelancer aka unemployed
15 giu 2009 - 16:00 - #5Il ritorno di immagine ha senso per il classico talentoso ancora poco conosciuto e senza lavoro, non di certo per uno già affermato e che il suo giro ce l’ha. Per quest’ultimo il ritorno di immagine ha un valore relativo con il quale non si pagano le bollette. Purtroppo le cose stanno proprio così, in quest’era di internet se tu chiedi tot per un determinato lavoro c’è sicuramente qualcun altro che chiederà di meno per lo stesso lavoro, magari fatto alla carlona (o anche meglio di come l’avresti fatto tu, non è detto).
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15 giu 2009 - 16:03 - #6“Freelancer aka unemployed”
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mai nickname fu così vero… :(
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15 giu 2009 - 16:06 - #7.
però, i due soci di Google bisogna anche capirli se sono così tirchi… devono pur mettere da parte qualche soldino per poter comprare almeno un pò di pane raffermo alla loro famiglia… :|
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MetalSho
15 giu 2009 - 16:52 - #8Già è uno scandalo quando lo fanno sitarelli e società piccole… figuriamoci se lo fa un’azienda multimilionaria.
Senza vergogna…
Tirate fori i soldi taccagni! >:-P
Neck
15 giu 2009 - 19:04 - #9Il ritorno d’immagine per un professionista che lavora per il ritrono d’immagine e’
indiscutibilmente l’immagine diunpirla.
Peggio ancora per un dilettante che lavora per il ritorno d’immagine ma con un professionista
doppiamentepirla.
L’unica condizione per ci un professionista o un dilettante hanno un ritorno d’immgine davvero,lavorando per un professionista ratuitamente in cambio del suddetto ritorn,
e’ che sia il professionista o il dilettante
PER PRMO
a proporsi gratuitamente.
Il tipo sa perfettamente tutto cio’ e ha fatto benissimo a rispedire l’insulto al mittente.
Ps.
Basterebbe chiedere un parere adunamignotta qualsiasi e verrebbe confermato alla grande quanto sopra.
ffffff
16 giu 2009 - 09:22 - #10hanno più ritorni a farli gratis che venire pagati….idea di che visibilità ha google?!?
cmq mica li ha obbligati….google ha fatto la sua proposta, nn gli va bene? che facciano altro ;)
_invernomuto_
16 giu 2009 - 09:45 - #11Per me ha ragione fffff, mica li ha obbligati nessuno a lavorare gratis. Il fatto è che, per quanto famoso possa essere il signor Gary Taxali (e con lui tutti gli altri suoi colleghi contattati da da big G), mettere la propria firma su un prodotto Google comunque rende in termini di immagine, poi che non sia un bene fisico il pagamento questo mi pare ovvio, ma se ai siignori Taxali & Co non piace la proposta “collaborativa” di google non vedo perchè lanciarci in una crociata contro quest’ultima. Se rifiuto un lavoro perchè ritengo che l’accordo economico non sia adeguato, poi mica mi metto a sparlare della società che mi ha proposto tale accordo o disegno vignette satiriche su essa.
koprokop
16 giu 2009 - 11:02 - #12ma non ha lanciato nessuna crociata, ha solamente espresso pubblicamente il suo pensiero… lo vogliamo censurare? No!