
Snoccioliamo un po’ di cifre sul fenomeno di Twitter, che tanta attenzione dei media sta attirando, mentre non tutti gli utenti (a cominciare dai nostri lettori) se ne dicono del tutto soddisfatti.
Una percentuale, o meglio, due percentuali che dovrebbero far riflettere sono prima di tutto queste: il 90% di tutti i messaggi recapitati da Twitter sono prodotti solo dal 10% degli iscritti. Un oligopolio di attention whore?
Poi: il 60% degli utenti lascia - più o meno definitivamente - il sito dopo un mese di utilizzo, secondo Nielsen. Nel frattempo, un utente medio di Twitter scrive un tweet ogni 74 giorni. Solo il 19% degli utenti in assoluto usa il servizio almeno una volta al giorno.
Chissà quanto si riducono queste statistiche se dovessimo, ad esempio, indicare quant utenti al giorno sanno usare correttamente le @mentions. Non c’è che dire, questi numeri lasciano molto sconforto nel cuore del fan di Twitter. Qualche tempo fa sostienevo che parlare male di Twitter, data la versatilità e la semplicità del mezzo fornito, fosse un po’ come parlare male della scrittura stessa. Mi devo convincere del contrario?
Via | Silicon Alley Insider
/V
05 giu 2009 - 09:41 - #1Viste le cifre, qui le mie riflessioni:
1) il fatto che il 10% delle utenze generi il 90% dei contenuti é abbastanza normale. In generale in tutti i servizi di carattere peer-to-peer si puó riscontrare la stessa dinamica, i lurker sono sempre in netta maggioranza (e per certi versi preferisco, avendone giá le scatole piene di gente che mi twitta “buongiorno!” “come state tutti” e “che giornataccia”).
2) Si consideri inoltre che twitter é e resta un servizio di microblogging. Ora per fare un paragone prendiamo il blogging classico, poi immaginiamo che per poter leggere un blog sia necessario aprirne uno noi stessi (perché l’iscrizione a twitter di fatto comporta questo). Quanti di questi secondo voi resterebbero vuoti?
3) Non dimentichiamo la forte concorrenza con servizi piú votati a un’utenza “profana” come facebook. Un utente non addentro tutto il meccanismo di mutua fellatio della blogosfera si troverá con piú facilitá a scrivere nell status di FB quello che potenzialmente potrebbe scrivere in twitter, per il semplice motivo che facebook offre un pubblico di gente nota e non di nicknames.
4) In ultima istanza: ma é un maledettissimo servizio per pubblicare messaggini, ma che vi aspettavate?
::: Off Topic News :::
05 giu 2009 - 11:34 - #2davvero negativi i veri numeri di Twitter… incredibile che sia valutato così tanto!
Black Tiger
05 giu 2009 - 14:06 - #3Non riesco capire tutta questa attenzione verso Twitter…
Non è assolutamente nulla di speciale, anzi…
Sinceramente preferisco Facebook che mi permette di tenermi in contatto con amici lontani che vedo purtroppo troppo poco…
a|e§
05 giu 2009 - 14:25 - #4Non capisco perché ora che è diventato popolare magicamente da piattaforma di microblogging sia diventato un social network al pari di facebook, quando di social network ha davvero poco.
abel23
06 giu 2009 - 05:41 - #5Ma questo articolo serve????? XD