Qualche ombra (e tanto rumore) su Google Wave


Cominciano a fioccare le critiche rivolte alla novità di Google, presentata proprio in questi giorni in anteprima al Google I/O: Wave.

Per critiche non intendo solo giustificabilissimi dubbi sull'opportunità della piccola ombra del logo Wave sulla T-shirt dei due sviluppatori che hanno tenuto la presentazione. Sebbene questa somigliasse davvero troppo a una macchia di sudore.

Il punto contro Wave è che in realtà, almeno allo stato attuale delle cose, si tratta di un'applicazione web dalle grandi potenzialità, ma che invece di prevenire e risolvere il problema del troppo "rumore" del nostro flusso di informazioni, ne favorisce la creazione e il mantenimento. E' già fastidioso loggarsi su Gtalk e su Gmail (per non parlare di Facebook), facendo una cosa alla volta, con tutte le richieste, i messaggi, lo spam di varia natura che ci avvolge non appena ci affacciamo alla parte sociale del nostro web.

E' quello che pensa anche Mark Milian del blog tecnologico del Los Angeles Times, e non si può che essere d'accordo con lui. A meno che Google non riesca a inventare dei filtri per questo "rumore" superiori anche a quelli approntati da FriendFeed.

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