Quando si parla di Chiesa, in molti pensano ad un organismo vecchio e “medievale”. In realtà recenti annunci hanno confutato questa visione errata della Chiesa in relazione alle nuove tecnologie. Negli ultimi tempi, infatti, il Vaticano ha intrapreso un deciso cammino di rinnovamento abbracciano Internet e la rete.
A partire dal canale su YouTube, dove vengono pubblicati i video del Papa, ad una recente applicazione per Facebook, il Vaticano è sempre più presente su Internet.
In un recente discorso tenuto in Inghilterra, padre Federico Lombardi ha affermato che la Chiesa crede nell’importanza di Internet come mezzo di comunicazione, sicuramente molto diverso da quelli di qualche decennio fa. I problemi di Internet sono molti, soprattutto per il fatto che molte persone, al mondo, sono tagliate fuori da questa realtà.
Ma, per la Chiesa, anche Internet può diventare uno strumento di beatitudine, grazie proprio alla sua caratteristica di collegare le persone e abbattere le frontiere delle nazioni. La crescita dei social network è una dimostrazione del bisogno umano di socializzare, anche se spesso vengono usati nella maniera sbagliata, pur avendo dato luogo a fenomeni di flussi di comunicazioni omnidirezionali mai visti prima.
Tuttavia, proprio quando si parla di Chiesa, il flusso di comunicazione non è omnidirezionale, ma unidirezionale. La risposta è semplice: la struttura gerarchica della Chiesa impedirebbe al Papa di rispondere personalmente a tutti i messaggi di commento ai video di YouTube. Ma padre Lombardi ha comunque dichiarato che il cammino iniziato continua a piccoli passi, anche se per il momento si tratta di una presenza unidirezionale.
Chissà, magari un giorno arriverà il momento in cui sarà possibile stabilire un dialogo con i visitatori. Soprattutto, bisogna promuovere la presenza del Papa nella vita di tutta la Chiesa senza contribuire alla crescita di una mentalità centralistica e in disaccordo con le autonomie delle Chiese locali.
Insomma: Internet è una cosa positiva, ma non deve contribuire a distorsioni della realtà. Per esempio il desiderio di connessione virtuale, che può diventare ossessivo e isolare gli individui dall’interazione sociale e impedire lo sviluppo umano psico-fisico. E, ovviamente, tutto ciò che è collegato al porno.
Sicuramente la Chiesa si sta aprendo alle nuove tecnologie, secondo un movimento che in molti hanno paragonato a quello dei gesuiti nei secoli passati.
Via | Arstechnica.com
nettud
28 mag 2009 - 00:13 - #1 (nascondi)Ma sei pazzo a permetterti di scrivere un articolo sulla Chiesa, con pure una foto del papa? Ma come ti permetti?
Adesso vai di insulti. Dimostriamo il grado di civiltà che ha raggiunto il nostro illuminato paese.
sembra che Kumo si chiamerà Bing
28 mag 2009 - 00:39 - #2Internet può essse un mezzo di “”"beatitudine”"”
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mi sa che per errore hanno cliccato su qualche sitoxxx che non avevano mai visto prima… :)
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abel23
28 mag 2009 - 01:14 - #3tutto cio’ è fantastico! XD
MetalSho
28 mag 2009 - 01:25 - #4La Chiesa è molto più complessa di quello che traspare dalla televisione.
Purtroppo quello che arriva ai più sono solo i messaggi che il Papa lancia dal pulpito che vengono interpretati, sbagliatamente, come dogma, mentre invece dovrebbero servire a far riflettere.
Il problema della Chiesa è che, soprattutto in questo ultimo periodo, non riesce a comunicare le sue vere intenzioni e quel poco che passa viene strumentalizzato dai nostri “cari” politici.
Neck
28 mag 2009 - 03:21 - #5cioe’ si son fattii il canale su Youtube e anche l’apllicazione su Facebook
forse non sai che hanno anche il profilo su Ustream e stanno prendendo accordi con Glomera…
quindi
e’ sempre piu’ presente in Internet…
capito capito….
hei blogger !
ma Internet dove inizia e dove finisce ?
E’ QUESTO IL GRANDE ENIGMA DEL NUOVO MILLENNIO SAI?
hihi
mamma mia…se siamo conciati male in questo “blog”…..
Carlo Ruggeri
28 mag 2009 - 07:08 - #6Occhio ai bambini…
nonnevalelapena
28 mag 2009 - 09:04 - #7penso che internet sia il posto più libero e democratico del mondo, dove chiunque abbia (sempre nel rispetto del prossimo) il diritto di rimanerci e di esporre le proprie idee
Se il Vaticano vuole usare il web e esporre le proprie idee non ci trovo nulla di male, e a chi da fastidio, beh! a solo da non andarci sopra
angelusk
28 mag 2009 - 10:01 - #8sn del parere che la chiesta se ne deve stare zitta e buona per i fatti suoi e non venire a rompere le scatole su fatti che non gli riguardano affatto… fosse per me andrebbe kiusa!!
gRuspa
28 mag 2009 - 11:57 - #9internet is for PoRn
tangalor
28 mag 2009 - 15:47 - #10Ottimo! Mi fa piacere che la Chiesa ritenga Internet una cosa utile e positiva. Se usato bene credo che Internet sia potentissimo! :)
geko_blu
28 mag 2009 - 20:05 - #11Già è sempre in TV, ora anche tra le news su Internet …
Basta, o una o l’altra …
Marco Dianti
29 mag 2009 - 09:19 - #12si dovrebbero fare un servizio di streaming delle messe! Sarebbe paradisiaco
Leonardo2
29 mag 2009 - 23:57 - #13Pur condividendo quanto dice “nonnevalelapena” mi viene da chiedermi: Ma non avevano già sufficienti pulpiti ?!?
Ora vengono a rompere i c*** (pardon, evangelizzare) anche in rete ?!?
Comunque, sempre meglio dei loro colleghi che ti vengono a suonare il campanello la domenica mattina :)
Paolo766000
03 giu 2009 - 22:36 - #14Una cosa che umanamente mi addolora è il fatto che ogni volta che si parla di Chiesa o Papa non si riesca mai ad usare un tono sereno, soprattutto in certi commenti, sempre un po’ viziato da punti di vista opprimenti.
Parlo da non credente e non cattolico. Ritengo però che la Chiesa sia libera di parlare e di essere guardata senza i troppi pregiudizi che aleggiano abbondanti nell’ambiente italiano purtroppo.
Io ho ricominciato a leggiucchiare con più attenzione i tanti discorsi della chiesa e del Papa e solo così ho cominciato ad apprezzare un pensiero, che anche se distante del mio, merita un grande e sicuro rispetto. L’informazione e la politica non aiutano di certo la Chiesa a mostrarsi con il suo vero volto. Basterebbe anche da parte nostra più attenzione… Il dibattito tra fede e laicità avrà finalmente toni decenti da entrambe le parti e ognuno potrà serenamente provare a ragionare e scegliere da che parte stare.