Yahoo si difende: sarà sempre un motore di ricerca

pubblicato da Federico Moretti

YahooShashi Seth proprio non ci sta. A una settimana esatta dall’annuncio della chiusura di SearchMonkey, il vice-Presidente di Yahoo prende nuovamente la parola e ne ha un po’ per tutti. L’accusa rivolta ai medium è l’errata interpretazione del comunicato stampa precedente.

Con un giro di parole piuttosto pretestuoso sul contesto economico internazionale, Seth sostiene che l’outsourcing di Yahoo Search non cambi nulla. Il motore di ricerca sarà curato da Microsoft (la versione statunitense riporta i crediti a Bing), tutto qui. Come, «tutto qui»?

Gli esempi di Seth non stanno in piedi. Il vice-Presidente di Yahoo ha paragonato il motore di ricerca a una compagnia aerea. Se trasliamo il parallelo in Italia, l’epilogo non sarà dei migliori: Alitalia è fallita e non è più la stessa. Yahoo Search diventerà presto Bing, come già annunciato da Microsoft. Tutto qui.

Via | Yahoo Search

condividi condividi 2 commenti giovedì 26 agosto 2010

Yahoo passa a Bing: SearchMonkey sarà abbandonato

pubblicato da Federico Moretti

Yahoo SearchMonkey

La notizia non è nuova: il passaggio era già nell’aria e l’annuncio di Natasha Fattedad appare come una conferma ufficiale. SearchMonkey, il sistema alla base del motore di ricerca di Yahoo, chiuderà definitivamente il 1 ottobre prossimo. Sviluppatori ed editori sono avvisati. Siti e applicazioni di terze parti dovranno fare riferimento esclusivamente a Microsoft.

Se in questo periodo c’è un particolare “accanimento” dei blogger verso i fallimenti di Google, la chiusura di SearchMonkey non può certo passare inosservata. E non soltanto perché le pagine di ricerca su Yahoo riporteranno il logo di Bing. SearchMonkey aveva appena due anni di vita e ha promosso interessanti sviluppi del web semantico. Tutto da dimenticare.

È indubbio che la crisi economica di Yahoo abbia portato a inevitabili ridimensionamenti e tagli ai servizi. SearchMonkey non costituiva neppure il prodotto più riuscito. Eppure, ciò che resta di Yahoo è sempre meno innovativo: difficile superare l’impasse clonando e aggregando contenuti dall’esterno. Il web non è «morto», ma Yahoo non se la passa benissimo.

Via | Yahoo Search Blog

condividi condividi 2 commenti giovedì 19 agosto 2010
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La famiglia reale inglese è su Flickr

pubblicato da Federico Moretti

House of WindsorOggi Sua Maestà, la Regina Elisabetta II ha aperto i propri album di famiglia al mondo su Flickr. I reali britannici sono molto attivi sui social network, tanto da annoverare anche un account Twitter e un canale su YouTube. In realtà la galleria di Flickr risale al mese di aprile, ma aveva proposto esclusivamente gli scatti istituzionali dei fotografi. La novità di oggi è nella pubblicazione delle foto private della monarchia inglese.

Trattandosi di un’iniziativa voluta nientemeno che dalla Regina, è improbabile che nelle foto compaia da qualche parte la compianta Lady Diana. La notizia ha comunque una certa importanza mediatica. La famiglia reale è la prima monarchia a usare internet con tanta disinvoltura, senza che ciò infici la severità del protocollo. Non è un caso che proprio il Regno Unito sia all’avanguardia per gli open data nell’amministrazione pubblica.

Il fatto che la scelta sia ricaduta su Flickr è indice di come la piattaforma goda di un’altissima considerazione, nonostante l’annosa crisi del portale Yahoo!. Ogni membro della famiglia reale avrà una sua galleria che potrà gestire personalmente. Non è chiaro se sarà proprio la Regina a caricare “materialmente” le fotografie o, se sarà un addetto stampa a occuparsene. Voci parlano di Elisabetta II come di un’esperta navigatrice della rete.

Immagine | Wikipedia

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Yahoo! pubblica una guida di stile per scrivere sul web

pubblicato da Rosario

Yahoo pubblica una guida di stile per scrivere sul webEmail invece di e-mail, 3D invece di 3-D o altre varianti, MB per scrivere megabyte senza mettere spazi da la cifra e la sigla (es. 2MB). Sono solo alcuni dei consigli pubblicati da Yahoo! nella propria guida di stile alla scrittura sul web, raggiungibile all’indirizzo http://styleguide.yahoo.com/ ma soprattutto in vendita dal 6 luglio su Amazon e in altre librerie online e non.

Al di là del libro però, il portale stesso offre alcune interessanti indicazioni raccolte sia in articoli per migliorare la scrittura sul web che in un elenco di regole per i termini della “generazione digitale” come quelle che abbiamo avuto modo di vedere a inizio post.

Continuiamo nella lettura con website invece di web site, Wi-Fi per wireless fidelity e Blu-ray per indicare il nuovo supporto ottico, rigorosamente con le maiuscole e i trattini dove indicato: siete d’accordo con quanto suggerisce Yahoo! nella sua guida? Ci sono dei termini che proprio non accettate di dover scrivere in un determinato modo?

Via | Mashable.com

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Facebook diventa ufficialmente fornitore di contenuti, per Yahoo!

pubblicato da Francesco

Gira da ieri la notizia dell’accordo di integrazione tra Yahoo! e Facebook: Techcrunch ha pubblicato gli screenshot della nuova interfaccia di Yahoo!, che permette di gustare tutte le funzionalità di Facebook dal proprio profilo personale su Yahoo! Vedete qui le immagini per capire meglio di cosa si tratta: ad esempio i messaggi di Facebook diventano un tab della posta elettronica di Yahoo!

Read Write Web ha espresso un’opinione non proprio favorevole sull’accordo, notando un pò come tutti che Yahoo! sembra privo di una direzione strategica e che l’attacco alla diligenza Facebook è un pò scontato. Però si parla anche di un nuovo ruolo del portale come aggregatore di social network: il comunicato stampa è molto vago e pomposo, a me ricorda un pò il lancio di Yahoo! 360, altro servizio di aggregazione mai decollato e ormai dimenticato da tutti.

Tra le righe, quello che i grandi blog americani non dicono, è che Facebook diventa ufficialmente un fornitore di contenuti veri e propri, che per la prima volta accetta di esportare i propri flussi per la visualizzazione su siti esterni. Così a naso, l’accordo potrebbe tranquillamente prevedere un revenue share importante per le entrate pubblicitarie di queste nuove pagine viste che Facebook porta in dote a Yahoo! - che ne dite voi, potrebbe essere un canale di entrate interessante per Facebook? E’ un modello che vedremo in futuro applicato da altri social network, ad esempio Twitter? Leggereste Twitter e Facebook da dentro le pagine di Yahoo! e Google?

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Carol Bartz di Yahoo! manda letteralmene a quel paese Michael Arrington di TechCrunch

pubblicato da Rosario

L’intervista di Michael Arrington a Carol Bartz di Yahoo! in occasione del TechCrunch Disrupt ha preso sicuramente una piega inaspettata quando, come testimoniato nel video che vedete qui sopra, la CEO dell’azienda ha letteralmente a quel paese Arrington con un bel “fuck off”.

Le continue pizzicate del fondatore di TechCrunch sarebbero state per la Bartz la classica goccia che fa traboccare il vaso, a suo dire già colmo di attacchi ingiustificati e continui nei confronti di Yahoo! da parte dei media. Dal canto suo Carol non è di certo una che le manda a dire, dotata anche di sicuro di una certa ambizione, visto che ha anche paragonato il suo momento in Yahoo! a quello del ritorno di Steve Jobs in Apple nel 1997: gli auguri sono che possa riuscire a fare di meglio, il carattere di certo non le manca.

Per i più curiosi, dopo la pausa la versione completa dell’intervista.

Continua a leggere: Carol Bartz di Yahoo! manda letteralmene a quel paese Michael Arrington di TechCrunch

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Google Bookmark e Delicious: due approcci diversi al social bookmarking

pubblicato da Nicola D'Agostino

bookmarklet Delicious

Con l’aggiunta delle liste alla fine dello scorso mese Google Bookmarks ha fatto un significativo passo in avanti. Le liste infatti implementano i “bundle” di Delicious e al contempo offrono finalmente un sistema per condividere pubblicamente indirizzi e contenuti utili online con chiunque.

Questo non vuol dire però che Google Bookmarks sia diventato un equivalente di Delicious: non solo i due servizi non sono (ancora) paragonabili in quanto a numero di funzioni, ricchezza e versatilità d’uso ma ci sono alcuni elementi che rendono evidente come ci si trovi dinanzi a due approcci diversi al social bookmarking.

Google punta infatti a un bookmarking veloce, spartano e votato all’uso immediato e privo (per ora?) di quegli elementi che sono invece chiodo fisso degli utenti avanzati di Delicious. È una differenza che emerge ad esempio dalle due finestre che compaiono usando le rispettive bookmarklet.

Continua a leggere: Google Bookmark e Delicious: due approcci diversi al social bookmarking

condividi condividi 3 commenti lunedì 12 aprile 2010

Sorpresa: il login unificato è appannaggio di Yahoo!

pubblicato da Federico Moretti

Yahoo! LoginAlmeno stando alle statistiche di Echo (un sistema di commento simile a DISQUS e IntenseDebate) è Yahoo! il leader dei login universali: Khris Loux – co-fondatore e CEO di Echo – ha pubblicato le statistiche relative ai siti tracciati dalla piattaforma, coi seguenti risultati. E a uscirne con le ossa rotte è OpenID, fermo al 7% degli accessi, che invece sarebbe stato concepito per questo.

Facciamo un po’ di chiarezza: la “torta” pubblicata da Echo si riferisce alla frequenza con la quale vengono usati vari tipi di profili per firmare i commenti su blog e siti web che ne utilizzano i servizi. Secondo le statistiche, Yahoo! si attesta al 34% degli accessi totali — superando Facebook Connect al 25% e Google Friend Connect al 23%. Una vittoria schiacciante e certamente molto “curiosa”. Twitter con OAuth si posiziona al quarto posto con il 10%.

Sì, perché Yahoo! – a differenza delle altre piattaforme incluse nella ricerca – utilizza un’autenticazione SSL tramite password, molto più lenta del single-click necessario per Facebook e Google Friend Connect (anche in presenza di cookie). In ogni caso occorre sottolineare come le statistiche siano limitate all’uso tramite Echo, che in Italia è un sistema di commento pressoché sconosciuto.

condividi condividi 1 commento martedì 30 marzo 2010

Yahoo! lancia Share My Info, una sorta di Plaxo 8 anni dopo

pubblicato da giovanni de stefano


Un anno fa Yahoo! annunciò l’assunzione del CTO di Plaxo Joseph Smarr . Dopodiché, si era anche paventato che Google fosse in procinto di acquistare la stessa Plaxo. Non se n’è fatto più niente.

Oggi, frutto certo di quell’assunzione di un anno fa, Yahoo! tenta di eguagliare e superare Plaxo con un servizio chiamato Share My Info (dal nome decisamente troppo lungo e poco accattivante, di questi tempi di creatività in merito)

L’idea è sempre la stessa: una rubrica indirizzi dinamica e sociale, possibilmente che si aggiorni da sola, ovvero che si aggiorni tramite la mano dei contatti stessi. E, sempre possibilmente, anche meno simile allo spam di Plaxo stessa che, in quanto a noie e mail non sollecitate, non era seconda quasi neanche a Badoo, in certi momenti della sua onorata carriera. Ma la vera domanda è: in questi anni di Facebook e Linkedin, per un verso e per un altro (tempo molto libero e professione), avevano davvero bisogno di un altro, seppur “tecnico” social network in cui inserire i nostri dati personali?

A Share My Info, comunque, si accede direttamente dai propri contatti Yahoo!, cliccando sull’apposito link nel menù Popolar Tools. Comincerete così a condividere con le vostre “connections” (ogni social vuole un nome diverso per definire i contatti) il vostro indirizzo, il vostro numero di telefono e così via.

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L'MBL ha stretto una partnership con Yahoo! per il fantabaseball

pubblicato da Federico Moretti

Yahoo! Fantasy Sports

Oggettivamente il baseball non è uno degli sport più diffusi in Italia, sebbene esista una federazione nazionale piuttosto attiva: è invece – almeno al pari del SuperBowl – uno dei più seguiti negli USA e come per noi esiste il fantacalcio (che impegna decine di migliaia di connazionali) gli Stati Uniti hanno il fantabaseball.

Mi rendo conto che fino a qui ci sia poco d’interessante, ma Yahoo! Fantasy Sports – una piattaforma di casual gaming sportivo, oggettivamente poco conosciuta – ha ricevuto recentemente l’ufficialità della Major League per ciò che concerne il gioco del baseball per la stagione 2010: non occorre certo la cittadinanza statunitense per giocarci.

Il casual gaming è un settore in espansione (basti pensare a Zynga e Playfish, per intenderci) e Yahoo!, nel quindicesimo anno dalla sua fondazione, entra da protagonista dei videogiochi sportivi in una fetta di mercato sempre più ampia: chissà che ciò non possa risollevarne in parte le sorti finanziarie tuttora in crisi.

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Delicious ha un'estensione ufficiale per Chrome

pubblicato da Federico Moretti

Delicious Chrome

Qualcuno scrisse sul newsgroup dedicato che «la mancanza di un plugin per Delicious fosse il motivo per cui non era ancora passato a Chrome» ed è probabile che nella stessa situazione si trovino molti altri utenti. Oggi non ci sono più scuse, sebbene l’estensione sia installabile soltanto sulla versione beta del browser di Google.

Delicious è stato un po’ il pioniere del social bookmarking ed esistono ormai numerose soluzioni alternative per salvare i preferiti (Chrome stesso integra una funzione built-in allo scopo), eppure le feature che propone restano tra le più apprezzate dagli utenti: per questo gli sviluppatori hanno annunciato con entusiasmo l’integrazione con Chrome.

Rispetto all’equivalente per Firefox, l’estensione di Delicious per il browser di Google – ancora da considerarsi in fase sperimentale – non propone una sidebar, ma i segnalibri sono raggiungibili direttamente dalla barra degli indirizzi: la finestra di dialogo per il salvataggio dei preferiti è pressoché identica a quella cui sono abituati gli utenti di Mozilla.

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Google compra Picnik, la suite per il fotoritocco online, promettendone l'integrazione coi suoi servizi

pubblicato da giovanni de stefano


L’acquisizione di Picnik sa tanto di sfida a Yahoo!, da parte di Google. Picnik è la suite di editing fotografico online usata dagli utenti di un servizio Yahoo! come Flickr per modificare le proprie foto. Anche le foto caricate su Facebook o MySpace possono essere usate modificate tramite Picnik, ma non è l’unico modo per farlo, e l’integrazione è meno stretta.

Picnik - che, al momento in cui scriviamo, è offline - non presenterà subito particolari modifiche, almeno a quanto riporta il blog ufficiale di Google. Tuttavia, assicurano: “Lavoreremo su nuove integrazioni e funzioni”.

In effetti, c’è da aspettarsi come minimo una forte sinergia con Picasa. Il resto si vedrà. Picnik è una delle prime - se non la prima - web application comparsa per fare fotoritocco elementare e, rimasta indipendente, meritava le attenzioni di un gigante come Google (anche se avrei detto che l’avrebbe comprata Yahoo!, prima o poi).

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