MySpace non ha – o, almeno, non più – un’identità precisa e neanche un mentore che si rispetti. Scaricato da News Corp., è abbandonato all’estro di Justin Timberlake — che lo plasma a seconda dei trend del momento. Eppure, negli Stati Uniti genera ancora un traffico mensile di visite uniche superiore a quello di Google+ (e Tumblr).
Non possiamo prevedere quale sarà il destino dell’ennesima rivisitazione di MySpace, ma le statistiche pubblicate da comScore parlano chiaro. È il quarto social network per le pagine visitate, subito dopo LinkedIn. Arrivando quasi a raddoppiare il traffico di Google+, pressoché appaiato a Tumblr nella coda della classifica stilata.
Parliamo di circa 24 milioni di visite contro i 15 di Google+. Un numero esiguo rispetto ai 166 di Facebook. Tuttavia, possiamo trarre almeno due considerazioni: se MySpace fosse gestito meglio potrebbe tuttora competere coi migliori e, soprattutto, Google+ è vicino al sostanziale fallimento di Wave e Buzz. È un dato significativo.
Via | GigaOM
Opera TV Store è una nuova soluzione di Opera Software, la società che distribuisce l’omonimo browser, per le Internet–Connected TV (ICTV). È un app store in HTML5 sulla falsariga di Android Market per televisori connessi a internet e Set–Top Box alla Google TV. Quello della televisione sul web è un trend del CES 2012 di Las Vegas.
Non è un caso che da martedì, quando la fiera ha aperto i battenti, siano state presentate la TV di MySpace da Justin Timberlake e la soluzione di Ubuntu da Mark Shuttleworth. Opera TV Store è più vicina a quest’ultima, ma non “costringe” – se di “costrizione” si può parlare – a utilizzare una distribuzione di Linux perché funzioni.
Il browser di Opera ha una notevole diffusione sugli smartphone ed è possibile che Opera TV Store permetta, un domani, d’utilizzarli al posto del telecomando. Un’opzione inaugurata da Google TV. In Italia, a prescindere dal software e dal costo ancora elevato delle ICTV, il problema è sui contenuti — i servizi non sono accessibili.
Via | Opera Software

Dopo il restyling di qualche settimana fa, sono in arrivo altre novità per MySpace, ormai pronto al rilancio. Justin Timberlake, co-proprietario insieme a Specific Media, ha annunciato al recente Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, il salone della tecnologia che svela ogni anno le nuove tendenze del settore, l’intenzione di lanciare la MySpace Tv, una nuova piattaforma sociale per guardare la tv con gli amici pur non trovandosi nella stessa stanza.
Dettagli più specifici non sono ancora stati resi noti, ma da quanto emerso durante la conferenza si tratterà di un’applicazione che permetterà di usufruire di canali televisivi sui dispositivi più disparati, dagli smartphone ai tablet, passando ovviamente per i televisori. Non a caso l’annuncio è stato fatto durante la conferenza Panasonic, che sarà la prima azienda a commercializzare televisori col supporto all’applicazione MySpace TV (anche alcuni dispositivi usciti nel 2010 potranno accedere all’app dopo aver effettuato un update).
L’applicazione darà accesso ad una serie di canali tematici che spazieranno dalla musica alle notizie, dallo sport alle notizie, senza dimenticare i reality show che tanto piacciono al pubblico. Qualche vago dettaglio è stato diffuso anche da Marcus Liassides, vice presidente esecutivo di MySpace: “Abbiamo intenzione di integrare il servizio con altri social network come Facebook, ma non stiamo cercando di reinventare la TV. La stiamo solo evolvendo per renderla un’esperienza di condivisione tra persone che non si trovano nello stesso salotto“.
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Dopo l’annuncio ufficiale dello scorso ottobre, Google ha lanciato il primo canale di quella che nel web viene chiamata “YouTube TV”, per la sua impostazione più televisiva, ma che sarà a tutti gli effetti soltanto una nuova sezione della piattaforma. Degli oltre 100 i canali che saranno lanciati entro il 2012 (qui una piccola anteprima), il primo a fare la sua comparsa è stato KinCommunity, un canale di lifestyle dedicato al mondo femminile e gestito dall’azienda Deca.
Al di là dei contenuti, che potete scoprire da soli collegandovi a questo indirizzo, quello che ci interessa è la nuova veste grafica, ben diversa da quella dei vari canali che ogni utente può creare. Scompaiono, ad esempio, le sezioni dedicate agli iscritti al canale e agli amici, che lasciano spazio all’elenco dei video caricati e alle playlist.
Al posto della sezione Profilo, poco professionale in quanto contenente l’età dell’utente e la possibilità di aggiungerlo come amico, viene inserito un form testuale con la presentazione del canale e di quali saranno i suoi contenuti. Inevitabili anche i collegamenti con altri social network: tramite appositi pulsanti situati a sinistra si può raggiungere il profilo Facebook del canale, quello di Twitter o di Google+.
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Dovrebbe essere annunciato oggi l’accordo tra la Disney Interactive Media e YouTube che porterà, nel corso dei prossimi mesi, alla creazione di contenuti originali che andranno ad arricchire la già vasta offerta di canali inediti annunciata dal colosso di Mountain View e allo stesso tempo porteranno nuovi giovani visitatori al sito internet dell’azienda fondata da Walt e Roy Oliver Disney.
Al momento, infatti, Disney.com non ha molto appeal verso i più giovani: troppo ricco di contenuti e difficile da navigare, l’esatto opposto di YouTube che è ormai diventato un punto di riferimento anche per chi si è avvicinato da poco al mondo di internet. Da qui l’idea dell’accordo: la Disney Interactive Media andrà così a pescare utenti dal celebre sito di condivisione video, mentre YouTube diventerà parte integrante del portale Disney e potrà finalmente pubblicare alcuni dei prodotti tanto amati dai giovani e finora trasmessi soltanto in tv, in uno scambio continuo di visitatori.
Le due aziende dovrebbero spendere tra i 10 e i 15 milioni di dollari per la realizzazione di serie inedite - si parla già di alcuni cortometraggi basati sul gioco per dispositivi mobili “Dov’è la mia acqua?” - prodotte dalla Disney e distribuite su entrambi i portali. YouTube, dal canto suo, includerà nel canale molti dei cortometraggi animati realizzati dagli utenti e visualizzati ogni giorno da milioni di persone.
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Il servizio Instant Video di Amazon continua a crescere. Agli oltre 100.000 video tra film e serie televisive disponibili on demand per gli abbonati al servizio si stanno per aggiungere i prodotti targati Disney-ABC Television Group. Amazon, infatti, ha appena stretto un accordo col colosso televisivo che arricchirà il già vasto catalogo con circa 13mila titoli.
Prime Instant Video, diretto avversario di Netflix negli Stati Uniti, renderà disponibili i contenuti di Disney Channel, ABC Studios, ABC Family e Marvel. Tra questi titoli ci saranno prodotti di grande appeal per il pubblico come Grey’s Anatomy, Lost, The Secret Life of the American Teenager e tutti quei cartoni animati dedicati ai celebri supereori dell’universo Marvel.
Questi nuovi contenuti dovrebbero essere disponibili sugli oltre 300 dispositivi in cui negli Stati Uniti è possibile usufruire del servizio Prime Instant Video (televisori, lettori blu-ray, box multimediali e Kindle Fire) già a partire dai primi mesi del 2012.
Via | Msn Money
Anonymous, il popolare gruppo di pressione, ha pubblicato un filmato nel quale arriva a minacciare gli Zeta: uno tra i gruppi più potenti del narcotraffico internazionale. La tensione s’è creata a causa del rapimento d’un attivista di Anonymous, avvenuto in Messico mentre affiggeva dei manifesti. Gli hacker hanno dichiarato guerra.
Il messaggio di Anonymous non rivela l’identità dell’attivista rapito in Veracruz. La rappresaglia degli hacker, se non fosse rilasciato immediatamente, inizierà il 5 novembre col Guy Fawkes Day: è l’anniversario del tentato atto terroristico del 1605, quando il cattolico cercò d’incendiare la Camera dei Lord del parlamento inglese.
Registrato in lingua spagnola, il filmato dichiara che Anonymous è pronto a fornire tutte le informazioni sugli Zeta e gli amministratori messicani o statunitensi corrotti. Se si realizzasse, si tratterebbe dell’operazione più grande contro il narcotraffico internazionale. Un’operazione condotta da presunti “terroristi” della rete.
Via | CNET News
Free Bieber, la campagna di sensibilizzazione contro la legge S.978, rischia d’essere bloccata dal proprio testimonial. Justin Bieber inizia ad avere un rapporto travagliato con la giustizia, forse per emulare le pop–star più “navigate”, e al tempo stesso cerca di guadagnare da un riscatto illegittimo dei propri diritti d’immagine.
Com’era intuibile, il cantante non è affatto entusiasta di rappresentare una campagna politica e pretende che il materiale pubblicato da Fight For The Future a sostegno dell’iniziativa sia rimosso. Tuttavia, il Primo Emendamento della Costituzione statunitense autorizza l’uso di personaggi popolari per finalità d’interesse pubblico.
Se approvata, la S.978 equiparerebbe le cover cantate dagli emuli di Bieber e pubblicate in streaming al download illegale di musica protetta dal diritto d’autore. Perché, allora, Bieber dovrebbe opporsi alla campagna di Fight For The Future? Beh, anzitutto perché il cantante è canadese e la legge non avrebbe effetti nel suo Paese.
Via | EFF
Gli Stati Uniti, con un accordo bipartisan, s’apprestano ad approvare in parlamento la S.978: una legge che equipara lo streaming di contenuti protetti dal diritto d’autore al download illegale. Nulla d’eccezionale, se il decreto non includesse le cd. “cover” dei brani musicali più popolari. È finita per gli emuli di Justin Bieber.
Proprio Bieber, l’adolescente che s’è trasformato in un cantante di fama internazionale partendo da YouTube, è stato eletto a simbolo di una campagna di sensibilizzazione per impedire il passaggio della S.978. Infatti, anziché calcare i palcoscenici di tutto il mondo, con la nuova legge Bieber rischierebbe cinque anni di prigione.
La S.978 è voluta da Recording Industry Association of America (RIAA) e Motion Picture Association of America (MPAA), in accordo col Congresso statunitense. Il decreto estende le pene già previste per chi diffonde collegamenti allo streaming di contenuti protetti: la magistratura americana ha utilizzato la stessa misura in passato.
Via | TorrentFreak
Yahoo Screen è un nuovo progetto che raccoglie tutti i video dei quali l’azienda detiene la licenza in un’interfaccia alla Leanback, la versione di YouTube dedicata a Google TV. Sarebbe un anticipo dell’acquisizione di Hulu, un servizio statunitense di streaming per film e serie televisive. Molto ambizioso, per una società in crisi.
L’ennesimo stravolgimento di Yahoo è indirizzato al mercato emergente delle internet-connected TV. Quando ancora non si parlava del progetto di Google, Yahoo proponeva già dei widget sui televisori. Trasferito il comparto del motore di ricerca a Bing, Yahoo ha tuttora delle risorse riguardo alle notizie e ai contenuti multimediali.
Sia la nota interna di Jerry Yang sia la proposta di Alibaba Group per l’acquisizione di Yahoo sembrano smentite dal rilancio della piattaforma orientata al broadcasting. Google TV è vicina al fallimento e Yahoo stringe una partnership col network di ABC sulle notizie: Yahoo News ed ABC News condivideranno i propri servizi sul web.
Via | Digital Trends