
Per chi ama i blog costruiti con il look da “giornale telematico” c’è una pagina web di WP Hacks che da più di due anni segnala il meglio dei temi Wordpress concepiti per la realizzazione di un news magazine.
La pagina, che si trova a questo indirizzo, non è affatto da considerarsi datata (pur essendo apparsa in rete a novembre del 2007) perchè viene tuttora aggiornata periodicamente con le ultime novità del settore. Vi troverete templates gratuiti e a pagamento, i demo dei temi proposti e il link ai siti da cui si possono scaricare o comprare.
Tra i temi presentati ci sono anche Transcript, un template commerciale piuttosto gettonato dalle testate on line (anche in Italia), ed il notissimo Arthemia, uno dei più utilizzati in assoluto anche perchè è gratis.
Ho parlato altre volte di Typekit e di come il servizio – che offre una serie di font-family a pagamento da usare sul proprio sito attraverso la funzione @font-face dei CSS3 – si sia “evoluto” nel tempo: ora è possibile sfruttarlo anche con WordPress (a prescindere dalla modalità in uso).
Che si possegga un blog su WordPress.com, si abbia installato WordPress come CMS oppure si utilizzi una piattaforma basata su WordPress MU è disponibile una soluzione dedicata per utilizzare le librerie di font che Typekit mette a disposizione dei suoi utenti.
I blog ospitati dal WordPress.com possono usufruire direttamente di una funzione apposita dalla dashboard, mentre gli altri hanno a disposizione due plugin: uno di questi è compatibile anche con la versione multiutente di WordPress.
Artisteer è un generatore di templates, in parole povere è un software grazie al quale è possibile costruire da soli dei temi per varie piattaforme tra cui Wordpress, Joomla, Drupal e Blogger.
Una volta aperto il programma, viene presentato un template di default a cui è possibile applicare un grande numero di cambiamenti visivi: si può agire su colori e immagini dello sfondo, numero e posizionamento delle colonne, tipi e colori dei fonts, posizione e aspetto dei menu, dell’intestazione e del footer. E l’elenco potrebbe continuare a lungo, perchè i parametri modificabili sono davvero tanti.
Ciò che è interessante, soprattutto per chi non ha troppo tempo da perdere o grande creatività, è che si può delegare ad Artisteer la scelta del layout complessivo del tema, operando in seguito solo i cambiamenti che si riterranno opportuni. È possibile anche esportare i temi ed utilizzarli in siti “normali”, anche se secondo me non è in questa direzione che il software dà il suo meglio.
Continua a leggere: Artisteer, il generatore di temi per blog
Elegant Themes è un sito web americano in cui trova spazio una raccolta di temi per Wordpress professionali e, soprattutto, belli da vedere.
Domanda fondamentale: si tratta di temi gratuiti? Non proprio. Ed infatti, mentre navigavo nel sito, inizialmente mi chiedevo perchè pagare visto che in rete si trovano dei templates free più che validi anche dal punto di vista visivo; eppure mi sono bastati cinque minuti per innamorarmi di questi temi, uno più carino dell’altro: al momento sono 28, tutti rispettosissimi degli standard tecnici e compatibili con l’ultima versione di Wordpress (oltre che con i più comuni browsers).
Salvo pochissime eccezioni, i temi contenuti in Elegant Themes sono tra l’altro adatti ai cosidetti “non blog”, cioè a quei siti che - pur non avendo la classica home page da blog - intendono comunque sfruttare le potenzialità di Wordpress. Tutti i templates sono presentati in un’apposita gallery dimostrativa, attraverso la quale potrete anche fare un’opportuna “prova su strada”.
Continua a leggere: Elegant Themes, temi professionali per Wordpress (non proprio gratis)
Deluxetemplates.net è uno dei siti “definitivi” (oltre a Btemplates) per chi ha un blog su piattaforma Blogger e desidera regalargli un nuovo look.
Si tratta di una vasta raccolta di temi “non banali”, molti dei quali nati per Wordpress e poi riconvertiti per l’occasione. I templates sono davvero parecchi, tutti diversi tra di loro ed utilizzabili per uso sia personale che commerciale; tra questi - visto il periodo natalizio ormai alle porte - vi segnaliamo Lovely Xmas, un tema con due colonne e la sidebar a destra che potreste usare con orgoglio durante le prossime feste.
Ecco il link per entrare nella raccolta, che accompagniamo con una curiosità: se sul sito proprio non trovate alcun tema che vi piaccia, Klodian (questo il nome dell’autore di Deluxe Template) accetta anche suggerimenti specifici via Twitter!

Se avete un ristorante e non ancora un sito web o non credete nel web (e sbagliate, moltissimi clienti potenziali vi troverebbero proprio lì) oppure non sapete ancora come fare.
Se contattare un professionista per realizzare un sito coi fiocchi vi sembra una scelta azzardata, provate le soluzioni offerte da un servizio come LiveResto. Per circa 500 euro all’anno (secondo le varie soluzioni disponibili) avrete in pochissime ore non solo un sito vetrina, in cui presentare semplicemente i vostri menù e il vostro locale, ma anche un sistema funzionante per gestire gallerie di immagini e prenotazioni.
Nel prezzo è incluso anche un dominio personalizzato e tutto lo spazio che vi occorrerà, nonché anche alcuni temi e grafiche base da completare secondo le vostre esigenze. E’ una sorta di CMS per ristoratori non bravi con l’HTML quanto coi fornelli, ma anche qualcosa di più. Il prezzo, forse, è un po’ altino per dei siti dall’aspetto un po’ standard.
Google Sites non è propriamente un servizio per utenti finali: è la stessa Google ad affermare che la piattaforma ha superato le aspettative degli sviluppatori — specie per quanto riguarda i clienti aziendali di Google Apps.
Il servizio in sé consente la creazione di pagine web ospitate da Google, solitamente destinate alla documentazione di un software distribuito via Google App Engine — o, comunque a progetti associativi e/o no-profit.
Tanto che i template introdotti per Google Sites riflettono le esigenze dei customer: i modelli utilizzabili si riferiscono alle categorie di intranet aziendale, siti privati per famiglie (che magari condividono le foto con Picasa), organizzazioni umanitarie, club e comitati di quartiere.
Foto | Google Blog
Non c’è voluto molto perché Typekit annunciasse l’apertura al pubblico del servizio erogato precedentemente ai soli beta tester: con essa sono emersi maggiori dettagli riguardanti i font disponibili e le relative categorie di prezzo.
Non soltanto caratteri royalty free, ma una serie di librerie legate ad altrettante fasce in abbonamento: si parte dalla versione Trial (gratuita, ma richiede un badge col link al sito) per arrivare alla Performance — passando dalle intermedie Personal e Portfolio.
In occasione del lancio i prezzi sono scontati: si va dai $24,99 della versione Personal ai $249,99 della Performance per il primo anno, ma il listino pubblicato indica costi dai $7 ai $49 al mese. Gli abbonamenti più impegnativi consentono un numero di font illimitati per sito e l’accesso alla libreria completa, differenziandosi per il numero di siti configurabili e per la banda mensile garantita. Un investimento più adatto ai professionisti che agli utenti occasionali.

Usabilla.com è un servizio che i designer e gli sviluppatori di siti e blog troveranno molto utile, oltre che facile e divertente da usare. In pratica, fornisce una valutazione “sociale” sulla funzionalità del sito in questione, offrendo anche spunti e consigli pratici su come eventualmente migliorarne la fruizione.
Sottoponendo un sito o anche parte di esso ai criteri di usabilità di Usabilla, otterrete una versione di esso sui cui intervenire e far intervenire (l’interazione è qui fondamentale, come ogni servizio 2.0 che si rispetti)
Dunque un risultato visuale e pubblico, su cui sia voi che gli altri utenti di Usabilla potrete scrivere note, evidenziare punti critici e via dicendo. Fortemente sconsigliato dunque ai web designer naricisisti e troppo orgogliosi, ma solo a chi riesca a mettersi creativamente in discussione (tanto le critiche potranno essere sempre restituite).
All’inizio del mese avevo parlato di Open Font Library su Ossblog.it: il concetto alla base di Typekit è lo stesso, ovvero fornire un archivio di font utilizzabili direttamente sul sito dell’utente tramite la dichiarazione @font-face dei CSS3.
La differenza di Typekit – attualmente in fase di beta privata – rispetto a Open Font Library è nella fruibilità dei contenuti: non esistono imposizioni legate alla licenza di rilascio delle font family, purché esse siano royalty free.
Esattamente come lo standard CSS3 (ancora in draft, sebbene parzialmente disponibile sui browser di ultima generazione), anche Typekit non è ancora accessibile a tutti: chi fosse interessato può seguirne gli sviluppi sul blog ufficiale e attraverso l’account di Twitter.