
Un paio d’anni fa su queste stesse pagine avevamo già introdotto Glide, definito all’epoca come “virtual desktop”: nel frattempo il progetto è cresciuto ed è giunto alla versione 4.0 che è molto più matura della prima release di Glide OS. Ora il servizio è proposto in due soluzioni e quella free ha aumentato lo spazio da 5Gb a 30Gb fino a 6 utenti per account.
Benché le caratteristiche siano più che allettanti, le applicazioni proposte coprano tutte le esigenze basilari e sia pure possibile ottenere un account e-mail gratuito… non è tutto oro quello che luccica: troppo spesso per avviare un programma è richiesta l’apertura di una nuova finestra e l’interfaccia in generale è piuttosto scomoda.
Sicuramente l’aspetto più intrigante è la possibilità di sincronizzare il proprio account su pressoché qualunque modello di smartphone esistente e sui principali sistemi operativi per il desktop: Glide OS 4.0 è compatibile con Linux, OS X e Windows (ora addirittura con OpenSolaris). A patto d’impiegare del tempo per abituarsi al layout è una scelta interessante.

Rapportive è un plug-in per Gmail che sembra molto interessante, almeno per gli utenti della webmail di Google che si trovano a gestire molti contatti di lavoro attraverso di essa. Naturalmente, vale anche per quelli che leggano la mail aziendale attraverso l’interfaccia offerta da Gmail.
Rapportive in pratica agisce come un software di CRM (Customer Relationship management) applicato a Gmail, una volta che viene installato (gratuitamente). Funziona, per ora, solo su Firefox e su Chrome. La sua interfaccia è una sidebar che compare sulla destra delle finestre, divisa in 3 parti.
Una conterrà tutte le informazioni sul contatto (titoli, qualifiche, aziende); un’altra link alle sue pagine sui vari social network (con un occhio di riguardo all’integrazione con Linkedin, naturalmente); infine un’ultima è uno spazio per le vostre note personali. Rapportive è in fase di sviluppo sia dal punto di vista del supporto per nuovi browser (il prossimo, avvertono sulla home page, è Internet Explorer); sia dell’integrazione con nuovi servizi per il business. Tenetelo d’occhio, se Gmail è al centro della vostra comunicazione lavorativa.
Mozilla ha pubblicato il primo aggiornamento importante per il suo client di posta gratuito Thunderbird 3, che si aggiorna quindi alla versione 3.0.3.
In Thunderbird 3.0.3 troviamo principalmente una correzione riguardante una cartella locale “account” che nella versione precedente era sparita dal menu delle cartelle a sinistra. Numerosi utenti lamentano però bug di diversa natura anche in questa 3.0.3, come messaggi letti che rimangono segnati come non letti (anche a me è successo).
Ricordiamo che le novità principali introdotte da Thunderbird 3 sono un restyling del’interfaccia, le smart folder e soprattutto un nuovo sistema di ricerca interno molto più efficace del precedente.
Visita la pagina ufficiale di Thunderbird 3.0.3
Scarica Thunderbird 3.0.3 (Windows)
Scarica Thunderbird 3.0.3 (Mac OS)
Scarica Thunderbird 3.0.3 (Linux)
La notizia ha fatto il giro del mondo nelle ultime ore, sebbene non ci sia granché di cui preoccuparsi: in sintesi alcuni nuovi utenti di Facebook sono stati esposti all’inoltro dei messaggi privati alle persone sbagliate (e con le nuove impostazioni della piattaforma è stato possibile leggerli senza dover accedere al sito).
Un utente in particolare, ovvero Zachary Seward, ha ricevuto una cifra record di notifiche: centinaia di e-mail che non gli appartenevano gli hanno intasato la casella di posta in pochi minuti. Il bug è stato definito come Facebook Glitch e ha coinvolto un numero esiguo di iscritti sul totale di 400 milioni e più.
Il problema dovrebbe essere rientrato, sebbene non ci siano ancora comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda che attualmente è impegnata sul fronte dei crediti virtuali: è augurabile che non sussistano problemi simili anche con le transazioni in denaro. Resta un punto di domanda circa le potenziali querele per violazione della privacy che qualcuno potrebbe sporgere per quanto accaduto.
Foto | Twitpic

Un post sul blog di Gmail ci spiega un po’ del ciclo vitale delle nuove funzioni Gmail. Innanzitutto, ogni ingegnere al lavoro sul progetto Gmail può suggerirne una. Prima di poter diventare “ufficiali”, le varie funzioni devono attraversare un lungo periodo di test pubblico, in Gmail Labs. Non tutte possono fare il grande salto. Ad esempio, proprio in questi giorni, per 6 che diventano ufficiali, 5 scompaiono. Una delle prime ad uscire vittoriosa dai test nei Labs è stata Tasks: ormai parte irrinunciabile di Gmail, per molti utenti.
In principio le funzioni Labs erano 13, ora sono 60. Io, personalmente, non posso fare a meno di “Undo Send“, che permette di bloccare, entro 5 secondo dall’invio, una mail già spedita. Quali sono le prossime 6 funzioni a diventare ufficiali?
Primaditutto, due che diventano una sola funzione: “search autocomplete” e “go to label”, che rappresentano un deciso potenziamento del campo delle ricerche in Gmail. Sarà possibile cercare contatti della rubrica semplicemente scrivendone le iniziali, il resto lo suggerirà Gmail. Oppure, con l’apposito operatore “label” (o invocandolo automaticamente con la scorciatoia “g + l”) cercare all’interno di un’etichetta. Questa funzione, potentissima, vale per ora solo per la versione inglese.
Continua a leggere: 6 funzioni di Gmail Labs diventano ufficiali
Google ha annunciato di aver acquistato ReMail, fino ad oggi un’applicazione per iPhone dal largo successo. L’ideatore e gestore dell’app, Gabor Cselle, è stato subito assunto da Google in qualità di product manager. Curioso il fatto che Cselle fosse a sua volta un ex dipendente Google.
L’app è stata già eliminata dall’App Store di Apple, ma continuerà a funzionare per tutti gli utenti di iPhone che l’abbiano già scaricata in precedenza. ReMail è una potente applicazione che scarica tutta la vostra posta elettronica dai server in locale, permettendone la consultazione e la ricerca avanzata anche in modalità offline.
Una bella rivincita per Cselle, che era in entrato nel progetto Gmail da stagista e che ora ci torna da protagonista.

Quale miglior modo di festeggiare il 31esimo anniversario della Rivoluzione Islamica, per le autorità iraniane, se non quello di annunciare alla loro paese che l’accesso a Gmail sarà bloccato, in vista della sostituzione del servizio di webmail offerto da Google da parte di una nuova posta elettronica “nazionalizzata”.
E’ proprio quello che è successo ieri a Teheran, forse in risposta alle fortissime proteste che stanno caratterizzando il clima di questi giorni di fuoco per l’opposizione al governo ufficiale.
Visto che non è la prima volta che le autorità iraniane ricorrono a blocchi più o meno permanenti per servizi di comunicazione 2.0 (come già avvenne per Twitter, ad esempio), con questa decisione si sarà pensato di prendere due piccioni con una fava, proibendo di fatto la posta elettronica di Gmail e il nascente servizio di microblogging ad essa legato, Google Buzz.
Mentre in molti si stanno beando nel provare le funzionalità offerte da Google Buzz, tanti altri non hanno gradito il nuovo strumento social inserito in Gmail, soprattutto a causa del suo inviare gli aggiornamenti direttamente nella casella email che si possiede.
Se già ne avete abbastanza di Buzz, ecco un paio di dritte per limitarne l’invadenza o ancora più drasticamente disattivarlo in modo completo. La prima arriva grazie ai filtri Gmail, accessibili cliccando sul link Crea un filtro posto al centro in alto allo schermo della schermata principale: una volta dentro basta aggiungere alla casella di testo Contiene le parole la stringa label:buzz, cliccare su Passaggio successivo e scegliere l’azione da intraprendere sul messaggio di notifica (inclusa la cancellazione diretta).
Per disabilitare Buzz completamente invece basta cliccare sul link disattiva Buzz posto in posizione completamente opposta a quella precedente, vale a dire in basso alla schermata principale, sempre al centro al di sotto della scritta che indica quanti MB si stanno usando.
Quella che inizialmente è stata una semplice voce potrebbe in temi molto brevi diventare realtà, portandoci a vedere Gmail diventare un po’ più “social” con aggiornamenti di stato e possibilità di inserire contenuti provenienti da YouTube, Picasa e altre applicazioni web.
Secondo quanto riporta Mashable l’annuncio della nuova funzionalità potrebbe arrivare addirittura durante la giornata di oggi, visto l’invito inviato da parte di Google allo staff del sito per “svelare alcune innovazioni in due dei suoi prodotti più famosi”.
In questo modo Gmail andrebbe direttamente a lanciare la concorrenza a social network come Twitter e Facebook: staremo a vedere.

Dispostable è l’ennesimo servizio che fornisce un indirizzo e-mail temporaneo. Molto comodo ed utile quando ci si registra a forum o siti di dubbia provenienza oppure non si ha intenzione di lasciare il proprio indirizzo principale per evitare spam o scocciature simili.
Il funzionamento è piuttosto semplice. Senza alcuna registrazione, è possibile scegliere un proprio indirizzo (solo la parte a sinistra di @) oppure utilizzarne uno generato casualmente ed andare subito nella propria inbox. Non c’è alcuna password quindi consigliabile solo per un utilizzo “usa e getta”.
Via | Maestroalberto.it
Uno degli aspetti che ho sempre ritenuto fra i più apprezzabili di Facebook era proprio il fatto che non consentisse l’accesso alle e-mail degli utenti tramite le proprie applicazioni: da qualche ora non è più così, perché – dopo l’abilitazione della possibilità di rispondere ai commenti attraverso la posta elettronica – gli sviluppatori hanno cambiato idea.
Il fatto che ora le applicazioni possono accedere alle e-mail degli utenti è un’arma a doppio taglio: da un lato consentirà l’invio di newsletter ai fan di Facebook a tutti i siti che fanno uso di Facebook Connect (e sono sempre di più), dall’altro moltiplica considerevolmente l’opportunità di effettuare spam sistematico attraverso un database d’indirizzi decisamente vasto.
A prescindere dalle modifiche alle API, che interessano per lo più gli sviluppatori, è comunque apprezzabile il fatto che sia stato introdotto un ulteriore sistema di autorizzazioni — poiché l’accesso all’e-mail del singolo utente non è automatico. Consigliando di prestare sempre attenzione a quante e quali applicazioni si accettano, è in ogni caso possibile cambiare l’indirizzo di posta predefinito con uno alternativo (magari poco usato o, particolarmente sicuro).
Con un annuncio sul blog ufficiale, Facebook ha lanciato la nuova funzionalità con la quale rispondere ai commenti (e non solo) fatti sulla propria bacheca direttamente tramite email, senza doversi loggare alla piattaforma per farlo in modo da poter interagire anche solo attraverso la propria casella di posta, cosa utile soprattutto nel caso in cui non si possa accedere a Facebook.
Come potete vedere nell’esempio dell’immagine qui sopra, per usare la nuova funzione basta semplicemente rispondere alla notifica che viene inviata da Facebook e ricevuta da noi nella nostra mailbox: ci penserà poi il social network stesso ad aggiungere la risposta mettendo anche la provenienza “Email Reply”. Un bel modo per snellire il carico sui server.
Per ricevere le notifiche occorre ovviamente abilitarle dalle impostazioni del profilo qualora le aveste disattivate in precedenza.