sabato 20 marzo 2010

Digimi: molto più che avatar 3D online

pubblicato da fedmor in: Grafica Applicazioni web

DigimiDi primo acchito Digimi può sembrare il “solito” servizio per la creazione di avatar da usare online – un po’ come il tool per Avatar (intendendo con esso il film) e i Na’vi – ma navigando attraverso le sue funzioni si scopre molto di più. Ad esempio registrandosi è possibile scaricare gratis Super Avatar Studio con un seriale che attiva tutte le feature della versione beta per Windows e OS X.

Di per sé l’applicazione (che utilizza Adobe Flash ed è oggettivamente piuttosto pesante) consente di creare un avatar 3D in due modalità differenti: si può scegliere di generare un personaggio completo o, soltanto un volto. L’avatar è esportabile e i cambiamenti effettuati si possono salvare nel proprio profilo — la registrazione gratuita richiede pochi secondi e un indirizzo e-mail valido.

Navigando attraverso le sezioni della piattaforma si possono generare calendari, cartoline e altre amenità come immagini per l’anteprima oppure il download di contenuti dal proprio blog/sito: alcune sono particolarmente ridicole, come il papà amante della birra. Se ciò non bastasse esistono delle API per gli sviluppatori di videogame che possono sfruttare gli avatar creati nei propri giochi.

Via | Maestro Alberto

venerdì 19 marzo 2010

Google Reader Mobile si arricchisce di funzioni della versione desktop

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Google


Solo i più attenti fra gli utenti di Google Reader avranno notato alcune novità nell’interfaccia mobile del lettore di feed web based di Google, che sono state annunciate sul blog ufficiale del servizio.

Una riguarda il nuovo “magic ranking“: invece di essere ordinabili cronologicamente (dal più recente al meno recente, o viceversa) adesso i vostri feed possono essere mostrati secondo un ordine “magico”: solo “il meglio”, scelto in base ai vostri gusti e alle vostre stelle e condivisioni passate. Per chi ha moltissimi feed è un toccasana davvero. La funzione riproduce il sistema già introdotto nella versione desktop di Reader, qualche tempo fa.

Questo, considerata la scarsezza di tempo che avete a disposizione quando consultate Reader dallo smartphone, e la durata delle relative batterie, migliorerà di un bel po’ la vostra esperienza di lettura on-the-go. Anche la funzione di ricerca fra i feed è stata finalmente implementata nella versione mobile di Reader, e pure in questo caso l’indirizzo degli sviluppatori è quello di farvi perdere il meno tempo possibile. Strano che delle possibilità del genere (soprattutto la ricerca) ci abbiano messo così tanto ad apparire nella versione mobile della web application.

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Yahoo! lancia Share My Info, una sorta di Plaxo 8 anni dopo

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Yahoo


Un anno fa Yahoo! annunciò l’assunzione del CTO di Plaxo Joseph Smarr . Dopodiché, si era anche paventato che Google fosse in procinto di acquistare la stessa Plaxo. Non se n’è fatto più niente.

Oggi, frutto certo di quell’assunzione di un anno fa, Yahoo! tenta di eguagliare e superare Plaxo con un servizio chiamato Share My Info (dal nome decisamente troppo lungo e poco accattivante, di questi tempi di creatività in merito)

L’idea è sempre la stessa: una rubrica indirizzi dinamica e sociale, possibilmente che si aggiorni da sola, ovvero che si aggiorni tramite la mano dei contatti stessi. E, sempre possibilmente, anche meno simile allo spam di Plaxo stessa che, in quanto a noie e mail non sollecitate, non era seconda quasi neanche a Badoo, in certi momenti della sua onorata carriera. Ma la vera domanda è: in questi anni di Facebook e Linkedin, per un verso e per un altro (tempo molto libero e professione), avevano davvero bisogno di un altro, seppur “tecnico” social network in cui inserire i nostri dati personali?

A Share My Info, comunque, si accede direttamente dai propri contatti Yahoo!, cliccando sull’apposito link nel menù Popolar Tools. Comincerete così a condividere con le vostre “connections” (ogni social vuole un nome diverso per definire i contatti) il vostro indirizzo, il vostro numero di telefono e così via.

giovedì 18 marzo 2010

StickyBits, il social network basato sui codici a barre dei prodotti

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 e-Commerce


StickyBits è un’interessante startup newyorkese che si occupa di mettere in relazione persone, computer, smartphone e codici a barre.

Mentre fate la spesa o siete in libreria, vedete un oggetto che vi interessa o che non vi piace affatto: attraverso un’apposita app sviluppata dal team di StickyBits per due grandi piattaforme mobili (solo iPhone e Android, per ora) potete creare un file condivisibile con tutti gli altri utenti del servizio, in cui andrete ad inserire testi, foto, video, con le vostre osservazioni e le vostre critiche.

Gli utilizzi sono pressoché infiniti. Potete scrivere una ricetta usando un tipo di passata di pomodoro in particolare o essere notificati, ancora in negozio, la recensione che stroncherà il disco che avreste comprato, se non foste stati avvertiti in tempo del fatto che è quanto di più lontano dai vostri gusti. Un’intera “wiki” di consigli su come usare al meglio il servizio è già disponibile qui.

Microsoft include le costellazioni in Spatial Search. Deja vu?

pubblicato da giovanni de stefano in: Applicazioni web Mappe Microsoft


Proseguono le innovazioni e le timide migliorie per Bing, il motore di ricerca Microsoft, nonché uno dei prodotti più sottovalutati nel suo genere (e, probabilmente, a ragione). Questa volta gli sviluppatori Microsoft tentano la strada della chicca, al di là delle funzionalità classiche che si chiedono a un buon motore di ricerca.

Bing Maps (fin’ora timidissimo concorrente del ben più famoso e onnipresente Google Maps) ha lanciato una variante per la sua Spatial Search, che include la posizione delle costellazioni fra quello che può mostrarvi delle città del mondo. Per ora disponibile, in via sperimentale, solo per Seattle, San Francisco e Vancouver. Il tutto, naturalmente, gira su Silverlight.

Interessante? Forse, peccato solo che la cosa arrivi anni dopo Google Sky, con un grosso numero di limitazioni e con l’obbligo di installare, appunto Microsoft Silverlight. Oltre all’incompatibilità con diversi browser. Ecco come non si sviluppa una chicca.

TatMash, per provare tatuaggi sulle vostre foto

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0


Se avete voglia di un tatuaggio e non siete abbastanza determinati da cominciare da un piccolo “lavoretto” abbastanza nascosto, potete sempre usare strumenti online come TatMash, per provare e riprovare centinaia di tattoo sulla vostra pelle virtuale.

TatMash funziona come ve lo aspettereste: si carica una propria foto - in cui la parte interessata dal tatuaggio è ben visibile - e si sceglie un tatuaggio di prova dalla lunga lista a disposizione, divisa per categorie; oppure se ne carica uno di “produzione propria”. La gallery dei tattoo si arricchisce di molte creazioni degli utenti, che a volte non sono niente male.

Comoda la sezione “trends“, coi tatuaggi di volta in volta più provati, anche per darvi un’idea del mercato. Presente anche una sezione “gruppi“, per le discussioni a tema, anche se ancora non risulta aperto nessun thread di conversazione.

Tatuaggi virtuali su TatMashTatuaggi virtuali su TatMashTatuaggi virtuali su TatMashTatuaggi virtuali su TatMash

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mercoledì 17 marzo 2010

Una indie band canadese diffonde in anteprima il suo nuovo album su ChatRoulette

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Comunicazione


Un’altra menzione d’onore a utenti meritevoli di ChatRoulette e poi basta per un po’, promesso. Ma questa indie band canadese che si fa chiamare, significativamente, Holy Fuck, ha avuto un’idea da lodare. Ancora una volta, guardacaso, l’idea ha a che fare con la musica.

Il loro secondo album (dopo il successo, perlomeno critico, con tanto di ottime recensioni su Pitchfork, di “LP”) uscirà solo l’11 maggio. Ma gli Holy Fuck hanno deciso di offrirlo in esclusiva agli utenti di ChatRoulette che riusciranno a schivare i soliti maschi masturbanti e a trovarli.

Diversi account anonimi saranno tenuti attivi a partire da oggi, almeno per qualche giorno, trasmettendo in loop tutto il loro nuovo lavoro. Prima di condannare questo tentativo di sfruttare astutamente un nuovo strumento di comunicazione, ascoltate almeno il loro vecchio album: anche se non vi connetterete su ChatRoulette per questo, potreste sempre averli conosciuti tramite questo post.

martedì 16 marzo 2010

Google Buzz continua a introdurre migliorie, ma la strada è ancora lunga

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Comunicazione Google


Desterà sollievo questa notizia fra i numerosi utenti di Google Buzz, che hanno espresso le loro lagnanze, fin dal lancio del servizio, sulla sua intrusività all’interno dell’inbox di Gmail.

Il blog ufficiale di Gmail ha annunciato che sarà possibile raffinare il filtro che, fino ad ora, ha solo permesso di accettare in toto le notifiche provenienti da Buzz, o di farle tacere del tutto. Le caselle sa spuntare saranno 3: includere i commenti ai propri post; includere i commenti ai post cui avete commentato; includere i commenti ai post in cui siete “menzionati” (per dirla alla Twitter).

In più altra novità: ogni elemento di Buzz presente nel vostro inbox di Gmail ora recherà in alto un’intestazione che spiega il motivo per cui si trova lì (”perché avete commentato anche voi”, etc. etc.). Basteranno “innovazioni” come questa a risollevare le sorti del sistema di microblogging made in Google?

Piano Roulette: quando su ChatRoulette si incontra davvero qualcuno interessante

pubblicato da giovanni de stefano in: Video Social Software Applicazioni web Web 2.0

Non ci sono solo usi perditempo, malevoli o anti-privacy di ChatRoulette. Anche se il rischio di trovarvi di fronte a un obeso maschio con le braghe calate, non appena facciate accesso al servizio, è sempre molto alto, qualcuno di molto meno squallido ha cominciato a fare uso delle potenzialità del sistema.

Ad esempio, questo ragazzo incappucciato di verde (Merton) compare al piano, improvvisando canzoni che descrivono ciò che vede dall’altra parte della cam. Le reazioni dei tanti altri utenti - perfettamente assuefatti al piattume di ChatRoulette -sono esemplari.

Chissà che la curiosità e la speranza di imbattersi in personaggi come questo ragazzo possano lentamente soppiantare la noia e la rassegnazione che si sono presto sostituite alla curiosità iniziale per la novità di interfacciarsi via audio/video con l’utente medio della Rete.

lunedì 15 marzo 2010

Gartic, un social game basato sul disegno

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Giochi Applicazioni web Web 2.0 Facebook


Gartic è un social game ancora agli inizi, ma l’idea su cui è basato mi sembra abbastanza promettente. Soprattutto, considerato che Gartic ha il coraggio di cominciare “da solo” la sua corsa verso il successo, senza appoggiarsi alla solita piattaforma Facebook come fa la quasi totalità dei suoi concorrenti.

Gartic si basa sulla capacità di disegnare: a turno, si cerca di indovinare o di far indovinare ai propri amici la parola che il sistema ci suggerisce di volta in volta, disegnando su un tool apposito disponibile online. Non è necessaria nessuna installazione di software sul proprio PC, per giocare; né lo è una registrazione di account. Per provare il gioco, basta inserire un nickname sulla sidebar di destra dell’interfaccia del sito, come in una vecchia chat javascript, e si parte.

Fra i difetti, probabilmente, l’eccessivo isolamento dagli altri social network: d’accordo non essere un’applicazione Facebook, ma almeno poter condividere i propri punteggi su Twitter o altro sarebbe carino. Inoltre, non è ancora ben implementata una classifica dei migliori giocatori. Per il resto, davvero divertente e, soprattutto, abbastanza oltre le barriere linguistiche.

GarticGarticGartic

venerdì 12 marzo 2010

Pictarine, un foto sharing alternativo con qualche caratteristica vincente

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0


Pictarine è un nuovo servizio di photo sharing con un occhio molto attento alla privacy dei propri utenti. E’ ancora molto “giovane” e ne deve fare di strada se vuole minimamente competere anche con i più “alternativi” in circolazione, fra i suoi concorrenti. Ma almeno due punti di forza li possiede.

Il primo sono gli album collaborativi: più di un utente può contribuire a un progetto fotografico comune, ad esempio raccontando per immagini un evento da più punti di vista. Semplicissimo ma, se non attraverso tag, non ci aveva ancora pensato nessuno. Neanche il grande Flickr.

Per cominciare a usare Pictarine non è nemmeno necessario creare un account apposito: si può fare log in attraverso il proprio account Facebook, Flickr o Picasa, e importare le proprie foto direttamente da lì, sfruttando le API. Inoltre, è possibile notificare con un click del caricamento di una nuova foto i propri contatti che potrebbero esserne interessati. Se tutto va male, per gli sviluppatori, Pictarine rappresenterà una serie di suggerimenti ai più grandi competitor nel suo settore. Se andrà bene, chissà.

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Google pubblica Sputnik, piattaforma di test JavaScript 3

pubblicato da Rosario in: Applicazioni web Google

Google pubblica Sputnik, piattaforma di test JavaScript 3Lo scorso mese di giugno Google ha rilasciato per gli sviluppatori Sputnik, raccolta di test JavaScript comprendente oltre 5.000 diversi test coi quali verificare le prestazioni del proprio browser nei confronti delle specifiche ECMA-262 spec, verificando allo stesso tempo non solo la velocità nell’esecuzione del codice ma anche il livello di correttezza del software nel farlo.

Torniamo ora a parlare di Sputnik perché la stessa Google ha pubblicato il sito ufficiale dove eseguire direttamente il test, cosa che ne apre l’utilizzo a tutti quanti, utile magari da combinare con il famoso test Acid3. La piattaforma permette anche di confrontare i dati ottenuti dai vari test nel modo che vedete qui accanto, nel quale è riportato un test condotto dallo stesso staff di Google su una macchina con Windows installato, dove Opera 10.50 è risultato fallire 78 volte, Safari 4 159 volte, Chrome 4: 218 volte, Firefox 3.6: 259 volte e Internet Explorer 8 463 volte, beccandosi così la “maglia nera Sputnik”.

L’immagine di confronto tra browser mostra due cose: la distanza verso il centro indica quanto il software è stato in grado di passare tutti i test, mentre la distanza tra i browser stessi indica il loro comportamento. Browser che hanno fallito lo stesso tipo di test saranno più vicini tra loro, mentre quelli che hanno fallito test diversi più lontani.

Via | Chromium Blog

Network Blogo