
Non dovrebbe mancare ormai molto al lancio di Google Drive, un nuovo servizio di cloud storage che andrà ad affiancarsi - e fare diretta concorrenza, al già largamente utilizzato Dropbox, a SkyDrive di Microsoft e iCloud di Apple. Lo rivela il Wall Street Journal che, citando fonti interne all’azienda, conferma che il rilascio ufficiale dovrebbe avvenire nel corso delle prossime settimane, qualche mese al massimo.
Pochi i dettagli diffusi finora, se si esclude la caratteristica base che sarà quella di permettere agli utenti di archiviare foto, video e documenti e di poter accedere a loro - e condividerli - da un qualunque dispositivo dotato di connessone Internet. Il servizio dovrebbe offrire uno spazio base gratuito sia per i consumatori sia per le aziende, oltre alla possibilità di estendere, a pagamento, lo spazio di archiviazione, come accade già con Gmail, Picasa e Documenti.
Nulla è ancora trapelato circa i prezzi dello spazio extra, ma si può ipotizzare che BigG deciderà di restare in linea con gli attuali costi dello spazio aggiuntivo: 20GB per 5 dollari all’anno, 80GB per 20 dollari all’anno e così via. Dovrebbero arrivare, in concomitanza col lancio di Drive, anche le applicazioni ufficiali per desktop e mobile, che permetteranno di mantenere i file sincronizzati tra i vari dispositivi. Che ne pensate, idea vincente o c’è il rischio di essere arrivati troppo tardi?
Via | Wall Street Journal
Foto | Pocket-lint

Ecco un’interessante opportunità per tutti quegli utenti di Dropbox che sono alla ricerca di un po’ spazio extra senza dover metter mano al portafogli. Dal forum ufficiale del servizio arriva la possibilità di ottenere fino a 5GB di spazio gratuito in più: è necessario scaricare ed installare l’ultima build sperimentale - 1.3.12 - ed iniziare a testarla. In particolare, per ottenere lo spazio gratuito, bisogna utilizzare la funzione di importazione automatica di foto e video che vi abbiamo già illustrato tempo fa.
Basta collegare un qualunque dispositivo al computer - fotocamera digitale, telefono o scheda SD - e lasciare che l’applicazione importi le foto e i video in esso contenuti. 500MB vengono aggiunti già dalla prima importazione, dalla seconda in poi otterrete 500MB aggiuntivi ogni 500MB di materiale importato, fino ad un massimo di 4,5GB (che arriva a 5GB in totale considerando i 500MB iniziali).
Potete scaricare la nuova build - per Windows, Mac Os X e Linux - direttamente dal forum ufficiale, ricordandovi di effettuare un backup dei vostri file prima del suo utilizzo. Trattandosi di una build sperimentale, infatti, sono presenti diversi bug ed alcune limitazioni: gli utenti di Linux e Mac 10.4 non possono utilizzare l’importazione automatica, mentre chi usa Windows 7 deve aver abilitato il servizio di Acquisizione di immagini di Windows (WIA).
Via | GHacks
Vicenda Megaupload, nuova puntata: l’attenzione è rivolta sempre ai dati inseriti sulla piattaforma dalla sua moltitudine d’iscritti, soprattutto a quelli che non violano alcun copyright e non fanno quindi male a nessuno. La Electronic Frontier Foundation ha dato vita a uno sforzo congiunto con Carpathia Hosting, una delle società che ospita i server di Megaupload: obiettivo quello di proteggere i dati legali dalla cancellazione.
Per l’occasione è stato aperto il sito web Megaretrieval.com, dove sono presenti anche le motivazioni di entrambi i soggetti coinvolti. Ecco come la spiega l’avvocato della EFF Julie Samuels:
“La EFF è preoccupata per i tanti utenti rispettosi della legge di Megaupload.com che hanno visto la loro proprietà portata via senza avvisi e senza che il governo facesse nulla per aiutarli. Pensiamo sia importante che questi utenti ottengano che le loro voci siano ascoltate nell’andare avanti del processo.”
Interessante invece la dichiarazione di Carpathia Hosting sulla cancellazione dei dati:
“Non abbiamo piani immediati per i server di Megaupload. Ciò significa che non ci sarà a breve alcuna perdita di dati per gli iscritti a Megaupload. Se la situazione dovesse cambiare, pubblicheremo un avviso con almeno 7 giorni d’anticipo su www.Carpathia.com e www.MegaRetrieval.com.”
Via | Slashdot.org

È stato giusto chiudere Megaupload? La domanda relativa al sondaggio del lunedì ha concluso la settimana di votazioni, dandoci così modo di scoprire cosa ne pensate voi lettori sulla questione che sta tenendo banco negli ultimi tempi sulla rete.
Col 69% dei voti, vince il partito di chi non ritiene giusta la chiusura e che quindi pensa fosse lecito quanto effettuato dalla piattaforma online. Ma è comunque alta anche la percentuale di chi pensa che invece fosse giusto prendere provvedimenti, senza però arrivare alla chiusura definitiva 23% per questa opzione, seguita invece da quella di chi pensa che la chiusura sia stata giusta col 9%.
Ricordiamo che proprio in queste ore la cancellazione dei dati di MegaUpload è stata scongiurata almeno per qualche tempo: come vi siete organizzati intanto? Avete individuato una delle alternative?

Timeline Movie Maker è un’interessante applicazione web realizzata da Facebook in collaborazione con Definition6 che permette di realizzare brevi ed accattivanti filmati partendo, come si evince dal nome, dal proprio profilo Timeline di Facebook. Il tutto in un unico click: non dovete far altro che autorizzare l’applicazione ad accedere al vostro diario ed attendere i pochi secondi necessari al montaggio.
Vi verrà mostrata un’anteprima, completa di musica ed effetti, e vi verrà data la possibilità di scegliere un’altra base musicale tra le cinque disponibili e di sostituire le immagini o i video scelti casualmente dall’applicazione. A quel punto basterà cliccare su Remake Your Movie, Timeline Movie Maker farà il resto. Quando sarete soddisfatti del risultato potrete pubblicarlo sul vostro profilo. Al momento non è possibile né esportarlo né effettuare l’embed altrove, ma è probabile che un nuovo aggiornamento andrà a colmare questo vuoto, magari soltanto permettendo la condivisione su YouTube.
C’è poco da aggiungere, le opzioni e la personalizzazione sono piuttosto limitate, ma il risultato finale è decisamente interessante, soprattutto se si considera la facilità d’utilizzo e la rapidità di realizzazione del filmato. Provatela e fateci sapere che ve ne pare.
Via | TheNextWeb
Passando da queste parti ieri avrete sicuramente letto la notizia secondo la quale i dati di MegaUpload sarebbero stati cancellati a breve dal fornitore di hosting per la piattaforma di Kim Dotcom: sappiate invece che potete tirare un sospiro di sollievo, visto che il pericolo è almeno per il momento scongiurato.
I dati dei 50 milioni e passa di utenti di MegaUpload non saranno cancellati, o almeno non così a stretto giro: lo ha reso noto News.com, citando come fonte direttamente gli avvocati che si stanno occupando della difesa di MegaUpload. L’accordo sarebbe stato stretto direttamente con le due compagnie di hosting, Carpathia Hosting e Cogent Communications Group, per mantenere i file in vita per almeno due settimane.
L’avvocato Ira Rothken ha inoltre reso noto di essere al lavoro per risolvere la questione in modo permanente, in modo da non perdere il tesoro di file inseriti sulla piattaforma da tutti gli iscritti: per farlo però, Rothken sostiene di avere la necessità di sbloccare alcuni dei beni confiscati dalle autorità durante le operazioni che hanno portato alla chiusura di MegaUpload.
Via | Neowin.net

Dopo la recente chiusura di Megaupload, in tantissimi si sono chiesti che fine avrebbero fatto quei milioni di file di fatto congelati dall’FBI. La risposta, tutt’altro che positiva, è arrivata: tutti i dati di Megaupload potrebbero essere cancellati quanto prima, forse addirittura entro giovedì. La decisione della loro cancellazione, però, non arriva dalle autorità. I dati, infatti, sono ospitati su server esterni gestiti dalle società Carpathia Hosting Inc. e Cogent Communications Group Inc., pagate da Megaupload.
Ora che l’FBI ha congelato tutti i beni e tutti i conti di Megaupload e del fondatore Kim Dotcom, il flusso di pagamento verso le due aziende si è interrotto e con esso dovrebbero arrivare anche l’interruzione del servizio, con la conseguente cancellazione di tutto il materiale ospitato, che siano file illegali o meno. Ira Rothken, legale di Megaupload, ha spiegato che tali dati non sono in alcun modo sotto sequestro, ma che la loro perdita è soltanto una triste conseguenza di quanto accaduto.
Le speranze che si riesca a trovare una soluzione in così pochi giorni sono minime: si dovrebbe raggiungere un accordo che permetta di sbloccare parte del denaro ora congelato e continuare a pagare i servizi offerti dalle due aziende. Poi, se questo dovesse accadere, si dovrebbe riaprire Megaupload e dare la possibilità agli utenti di recuperare i file. Un’ipotesi, questa, che visti i recenti sviluppi sembra piuttosto improbabile.
Continua a leggere: Tutti i dati di Megaupload potrebbero essere cancellati giovedì

Uno degli strumenti più utilizzati per la ricerca delle immagini online è sicuramente quello offerto da Google: chiaro, semplice ed efficente, in linea con gli altri servizi dell’azienda di Mountain View. Oggi, però, vogliamo proporvi un’interessante alternativa che farà sicuramente felici tutti quegli utenti che vogliono scaricare le immagini in un solo click o più semplicemente godersi in risultati in un pratico slideshow.
Sono queste, infatti, le due funzioni che Google Image Ripper aggiunge alla ricerca delle immagini: la possibilità di download di ogni singola immagine tramite l’apposito link - senza dover visitare la pagina originale, come accade con Google - e quella di visualizzare tutte le immagini alla massima risoluzione disponibile e in modalità slideshow. Allo stesso tempo, però, sono stati ridotti alcuni filtri: potete soltanto abilitare o disabilitare il Safe Mode e stabilire la dimensione delle immagini da trovare (large, medium e icon).
Google Image Ripper, come specificato sul sito ufficiale, non è associato a Google e non intende in nessun modo andare a sostituire il servizio originale: vuole soltanto rendere più facile la vita - e risparmiare qualche click - a chi, per lavoro o interesse personale, ha bisogno di scaricare immagini da internet e vuole farlo senza perdere troppo tempo.
Via | AddictiveTips

Gli effetti della chiusura di Megaupload da parte dell’FBI - e la conseguente autocensura operata da Filesonic - continuano a farsi sentire. Mentre migliaia di utenti stanno cercando di recuperare i file caricati sull’ormai defunto cyberlocker e chiedono a gran voce il rimborso di quanto da loro speso per gli account Premium, a chi si sono rivolti quei 50 milioni di utenti che, secondo i dati diffusi proprio da Megaupload, utilizzavano quotidianamente i servizi offerti?
La risposta, almeno in parte, la fornisce TorrentFreak in un grafico che mostra la grande affluenza di utenti in quattro dei principali cyberlocker ancora attivi: Depositfiles, Uploaded.to, Hotfile e Rapidshare. Si tratta, a giudicare dai numeri, di una piccola porzione di utenti. In molti altri, saranno le statistiche a confermarlo, si sono rivolti a servizi simili come Filepost, zShare.net e 4shared.com. Proprio quest’ultimo, stando a quanto dichiarato da un portavoce, non teme affatto la chiusura e va fiero dei suoi oltre 2 miliardi di pagine visitate:
Questo caso ho avuto un grande impatto negativo sui servizi di file hosting e su internet più in generale. 4shared è uno dei servizi con le regole più ferree e non vediamo il motivo di effettuare alcun cambiamento.
In attesa di un quadro più chiaro della situazione, voi, orfani di Megaupload, vi siete rivolti ad altri cyberlocker o avete preferito scegliere strade alternative come BitTorrent per il download dei file o Dropbox per l’archiviazione?
Via | TorrentFreak

Con la chiusura di Megaupload e l’azione preventiva con la quale Filesonic ha chiuso il file-sharing sulla propria piattaforma, ci interrogavamo sulle possibili alternative a questi servizi e sul loro stato in ottica di un’azione dell’FBI che potrebbe essere tutt’altro che completata. Se Rapidshare ha fatto la voce grossa dicendo di non voler cambiare una virgola, in molti hanno preso contromisure più o meno temporanee per cautelarsi in previsione del peggio.
Dopo aver detto chiaramente la propria sulla chiusura di Megaupload tramite una serie di attacchi a vari siti web, il gruppo hacker Anonymous ha deciso di andare ancora più a fondo, aprendo quello che sembra essere il suo servizio di file-sharing dall’eloquente titolo Anonyupload. In realtà risposte in merito non sono arrivate ancora, e anzi via Twitter il gruppo ha vagamente affermato di “non sapere” se Anonyupload sia un qualcosa di ufficiale o meno, rimandando tutto ai test di chi vorrà usarlo. Indicazioni in giro per la rete comunque vogliono il coinvolgimento del gruppo (che in realtà gruppo non è, e quindi qualcuno potrebbe effettivamente non sapere cosa bolle in pentola).
Per evitare possibili grane, il sito riporta che per la sicurezza degli utenti l’intera infrastruttura è localizzata al di fuori degli Stati Uniti, esattamente in Russia, garantendo anche un accesso FTP protetto a chi vorrà effettuare l’upload di materiale. Tutto questo è quanto ci è dato sapere al momento, visto che per ora il sito web chiede solo di effettuare donazioni tramite PayPal per garantire il servizio, oltre alla necessità di diffondere il suo indirizzo sul web per far sì che venga usato: l’apertura è fissata per mercoledì 25 gennaio, cioè dopodomani, giorno in cui molto probabilmente ne sapremo di più.
Grazie a nik988 per la segnalazione.