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Web 2.0

Web 2.0: i dati statistici dell'Internet italiano

pubblicato da blogo in: Social Software Blog Web 2.0 Facebook

Ieri sera ho partecipato all’anticipazione della semestrale ricerca sul web italiano di Web 2.0 research. E’ stata presentata un’infografica (che vedete qui per intero) sui profili psicologici e le motivazioni di chi condivide online, con uno spaccato interessante per tipologia di contenuti e aree geografiche.

In Italia abbiamo 24 milioni di iscritti ai Social Network, ossia circa l’89% dell’utenza web settimanale in Italia. Gli iscritti ai Forum sono il 50% del pubblico, ossia 13.5 milioni: cifra interessante che mostra uno zoccolo duro di utenza vecchio stile - dovuta sia ad un uso complementare con quello di Facebook, sia probabilmente alla grande facilità di indicizzazione dei forum rispetto a walled garden come i social network. I blogger sono 4 milioni e 6.5 milioni di navigatori seguono un blog con continuità: un fenomeno che ormai si può dire non sia mai diventato di massa.

Qualche dato interessante in attesa della ricerca completa prevista per Marzo:

  • Calo vistoso dei siti di photo sharing classico: probabilmente dovuto sia alla crescita di Facebook sia di app come Instagram.
  • Il 15% del campione usa i Social Network come prima pagina da navigare la mattina, ma la cifra sale al 34% nei giovani fino a 25 anni.
  • Youtube è il secondo Social Network italiano, usato spesso dal 59% degli italiani che navigano. Il 37% sembra usarlo per cercare spot pubblicitari in video.
  • Twitter è conosciuto quasi da tutti, ma usato spesso solo dal 12% pari a circa 4 milioni di iscritti. Google + risulta usato dal 14% del campione.

Futuro dell'Internet: cosa si gioca al tavolo delle International Telecommunications Regulations

pubblicato da alediegoli in: Web 2.0


Internet potrebbe essere diverso da quello che conosciamo? Di questa domanda si abusa spesso, ogni volta che un governo propone una legge più restrittiva o un hacker viola il database di una grande corporation. Questa volta però il timore per un cambiamento epocale, che potrebbe cambiare il nostro modo di comportarci online, non è peregrino.

A fine anno è previsto a Dubai l’incontro di 193 delegazioni dei paesi di tutto il mondo che dovranno sedersi a un tavolo per rinegoziare un trattato delle Nazioni Unite dal nome inequivocabile: International Telecommunications Regulations. Il trattato ha normato fino ad ora le “vecchie” telecomunicazioni: il telefono, la radio la televisione. L’incontro di Dubai dovrà decidere se estenderlo anche a internet, prospettiva che solleva l’atavico dubbio su chi finirà per controllare la rete, e come.

In un lungo articolo, pubblicato su Vanityfair.com, Michael Joseph Gross delinea gli scenari di quella che si preannuncia come una “Guerra Mondiale 3.0”.

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Come stare meno sul web ed essere felici

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Web 2.0 Informazione

web scalare marcia brian lamCiclicamente ripensiamo la nostra presenza online. E se stessimo esagerando? E se passassimo troppe ore davanti allo schermo, a intossicarci col nulla totale? E se non fosse la cosa migliore avere account su tutte le piattaforme social, se in definitiva questo non fosse un modo per renderci più felici?

Nelle ultime settimane il tema è stato toccato da più punti. Brian Lam su Wirecutter ha citato il 25 gennaio scorso uno studio della Stanford University, secondo il quale le ragazze di età compresa tra gli 8 e i 12 anni che affermano di dedicare molto tempo all’utilizzo di strumenti multimediali si descrivono come meno felici e meno sicure socialmente rispetto alle coetanee che passano meno tempo dinanzi agli schermi.

Da lì Brian riflette sul rapporto tra uomo e tecnologia. Lui, che già da un annetto ha “scalato marcia”, ha scelto di avere una presenza online meno totalizzante

Devo la mia sopravvivenza alla tecnologia e mi piace come strumento, ma, al tempo stesso, la temo un po’ più della maggior parte della gente. È uno strumento ma non come un bel martello: perché un martello non vi sedurrà tenendovi seduti da soli in mutande per sei ore di seguito cliccando su di un video di YouTube e aggiornando Twitter. Temo la tecnologia perché temo la brutta sensazione che provo ogni anno a ridosso delle festività dopo una baldoria di tre giorni con la XBox. Temo non la tecnologia, in quanto male, ma perché è troppo facile iniziare a cliccare e non smettere mai (…) tutto ciò che ho fatto nell’ultimo anno, professionalmente e personalmente, è stato ridurre il peso eccessivo della tecnologia e del rumore nella mia vita il che ha fatto sì che la mia felicità aumentasse moltissimo. La felicità è il metro più importante nella tecnologia personale: se ti migliora la vita, è importante.

Ecco: la felicità. Quella stessa felicità di cui scriveva nel dicembre scorso Pico Iyer sulla Sunday Review del New York Times, parlando di “The joy of quiet”, la gioia della tranquillità che proviamo una volta che ci siamo volontariamente privati dell’eccesso di informazione.

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Il tracciamento oculare rivela le abitudini sui siti di appuntamenti

pubblicato da Federico Moretti in: Web 2.0 Geek to live

TobiiTobii, una società che realizza e distribuisce dei dispositivi per il tracciamento oculare, ha effettuato una ricerca statistica a determinare le differenti abitudini di uomini e donne — nell’approccio ai siti per appuntamenti. Se i risultati dello studio sono abbastanza scontati hanno comunque acquisito una veridicità scientifica.

Gli ingegneri di Tobii hanno sottoposto ai partecipanti dei mockup di alcuni popolari siti per incontrare l’anima gemella registrando il movimento oculare e i tempi di permanenza sulle pagine. È emerso che gli uomini passano il 65% in più a guardare le fotografie, mentre il 50% delle donne preferisce soffermarsi a leggere i profili.

Gli uomini impiegano una media di 58 sec. a decidere se sono interessati a un profilo, le donne fino a 84. In generale, a prescindere dal sesso, gli individui sono attratti dalle pagine che riflettono le proprie abitudini nella condivisione dei dati personali: chi scrive poco di sé è più attratto da chi sceglie di fare altrettanto.

Via | AllThingsD

Klout accusato di creare i «profili–ombra» dei contatti via Facebook

pubblicato da Federico Moretti in: Social Software Web 2.0

KloutKlout, la piattaforma più popolare per il calcolo della reputazione sul web, è accusata della creazione di «profili–ombra»: la stessa imputazione che è stata fatta nei riguardi di Facebook. E, infatti, Klout utilizzerebbe i contatti del social network per “preparare” degli account per aumentare gli inviti a nuovi utenti potenziali.

Con l’introduzione del nuovo algoritmo, per il calcolo della popolarità sulle reti sociali, Klout ha iniziato a proporre dei suggerimenti sui contatti da invitare per innalzare il proprio punteggio. Appena venerdì scorso mi lamentavo del meccanismo su Twitter e, a quanto pare, quella tesi è stata confermata: Klout invade la privacy.

Il problema è tanto più grave perché fra i dati collezionati da Klout, in antitesi con la proposta dell’Europa, sarebbero inclusi quelli di minori. Klout si prepara a integrare il punteggio assegnato agli utenti per calcolare la popolarità su Twitter a Facebook e, evidentemente, del social network ha ereditato addirittura i “vizi”.

Via | The New York Times

Klout ha aggiornato l’algoritmo per calcolare la reputazione sul web

pubblicato da Federico Moretti in: Web 2.0 Twitter

KloutInsights è una nuova funzione di Klout, una piattaforma per il calcolo della reputazione sul web, e permette d’ottenere un riassunto giornaliero delle attività che influiscono sul proprio punteggio. Finora limitato a Twitter, Klout sarà esteso a Facebook e ad altri social network o servizi per il web. Insights è disponibile subito.

Klout calcola vari fattori per determinare un punteggio di massima, relativo alla reputazione acquisita sul web. Ad esempio, il numero di follower su Twitter e degli aggiornamenti di stato citati o riportati da terzi. Insights riassume nel pannello di controllo le alterazioni quotidiane all’algoritmo. Non soltanto per gli individui.

Il servizio di Klout si riferisce tanto agli utenti singoli, quanto alle imprese: oltre al calcolo della reputazione, Klout stesso è un social network all’interno del quale gli utenti possono aggiungere i propri contatti a delle liste tematiche. Nonostante emergano dei competitori, Klout è ancora il leader del settore con Insights.

Via | Klout

Un nuovo tipo d’attacco minaccia la “sicurezza” del protocollo HTTPS

pubblicato da Federico Moretti in: Security Web 2.0

The Hacker’s Choice (THC)Il protocollo HTTPS non è così “sicuro” come si potrebbe pensare: un gruppo di hacker tedeschi, firmatosi The Hacker’s Choice (THC), ha realizzato un semplice script in grado di compromettere un server. Sfruttando una falla di sicurezza delle connessioni sicure, un computer è appena sufficiente a perpetrare un attacco di tipo DDoS.

THC SSL DOS è uno strumento d’analisi delle connessioni sicure: l’intento degli hacker non è quello di fornire un tool per disconnettere i server, bensì quello di sensibilizzare i sistemisti sulla vulnerabilità di HTTPS. Compromettere un servizio web è un’operazione davvero molto semplice, alla portata di tutti. È un grave problema.

Lo script di THC può essere eseguito da un emulatore del terminale di UNIX o dal prompt dei comandi di Windows. L’attacco si basa sul fatto che un server compie quindici volte le operazioni del client per stabilire una connessione di tipo HTTPS: saturando il server di richieste, quest’ultimo reagisce con un Denial of Service (DoS).

Via | CNET News

Google+ ammetterà gli pseudonimi al posto dei nomi reali nei profili

pubblicato da Federico Moretti in: Web 2.0 Google

Google+Google cambierà la discussa politica sulle generalità degli utenti di Google+, incontrando le esigenze espresse dagli iscritti. Non sarà più obbligatorio utilizzare il nome reale per accedere al servizio: nei prossimi giorni, la modifica ai termini consentirà gli pseudonimi. Tra «le altre forme d’identità» ci saranno pure i marchi.

Il ripensamento di Google è stato annunciato durante il Web 2.0 Summit di San Francisco dal vice-presidente Vivek Gundotra e dal co-fondatore Sergey Brin. L’argomento dell’identità in rete ha coinvolto altri progetti di rilievo, trovando quasi tutti d’accordo sulla necessità di tutelare la privacy evitando l’utilizzo dei nomi reali.

A guidare la “rivolta” alla politica di Facebook e Google+ è stato Christopher Poole, il creatore di 4chan, supportato questa volta da Twitter. Dick Costolo, presidente del servizio di microblogging, ha sottolineato la differenza tra «libertà d’espressione» e identità sul web. Così, Google è stata costretta a cedere sui nomi reali.

Via | Digital Trends

Bit.ly promette di «predire il futuro» (con delle nuove statistiche)

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Web 2.0

Bit.lyBit.ly, un servizio popolare per la possibilità d’accorciare gli indirizzi da condividere sui social network, sostiene di «prevedere il futuro». L’abilità è associata a una nuova piattaforma di statistiche in tempo reale, che analizza gli URL accorciati con Bit.ly, per monitorare le tendenze riguardo a una particolare parola-chiave.

Reputation Monitoring di Bit.ly è un servizio piuttosto accurato: propone una lista d’articoli in ordine di popolarità che evidenzia con delle icone i cambiamenti di posizione in classifica e un istogramma riassuntivo. Il periodo di riferimento può essere impostato dall’utente a partire da ventiquattr’ore fino a centottanta giorni.

Tuttavia, Bit.ly non ha integrato un modulo di ricerca e perciò i termini consultabili pubblicamente sono limitati a quelli selezionati dalla piattaforma. Un espediente per la sottoscrizione di un account a pagamento che permette di monitorare qualsiasi dominio o parola-chiave. Se cercate una macchina del tempo rivolgetevi altrove.

Via | Bit.ly

Delicious è stato appena rilanciato da AVOS, introducendo gli Stacks

pubblicato da Federico Moretti in: Social Software Web 2.0

Delicious è tornato in linea con la nuova veste concepita da AVOS, la società fondata dai creatori di YouTube che ha acquistato la piattaforma da Yahoo. La novità tanto attesa riguarda gli Stacks, definiti come «playlist per il web»: sono delle raccolte di collegamenti per argomento e possono essere “seguite” nello stile di Twitter.

Si tratta, in sostanza, di un aggiornamento dei preesistenti network di Delicious: i bookmark sono stati rinominati in link e le tag ridotte a semplici liste di collegamenti. Niente da fare, almeno per il momento, quanto alla localizzazione del portale (tuttora proposto soltanto in lingua inglese). I profili supportano le immagini.

E proprio le immagini sono l’introduzione più evidente della nuova interfaccia: il layout è stato reso ancora più minimale. Tuttavia, i link supportano l’anteprima dei contenuti multimediali e recuperano le immagini più significative dalle pagine salvate o condivise su Delicious. Obiettivamente, l’aspetto migliore è il salvataggio.

Via | AVOS