sabato 20 marzo 2010

Social Media Tour 2010, da Firenze a Roma passando per Milano

pubblicato da fedmor in: Web 2.0 Informazione

Sono già passati due anni dall’Internet Tour di Codice Internet, che partendo da Milano ha toccato varie città della Penisola per divulgare l’uso della rete a curiosi, istituzioni e studenti: presentato da Marco Montemagno è stato anche l’occasione perché importanti professionisti dell’IT si incontrassero e cominciassero a collaborare.

Col passare del tempo Codice Internet – e le iniziative a esso correlate – aveva perso un po’ del suo smalto, anche per la defezione di blogger influenti che avevano perso fiducia nel progetto: ammetto che anch’io sono mesi che non vi partecipo, nel mio piccolo. Forse anche per questo è nato Social Media Tour — già forte dell’esperienza maturata.

Questa volta la tappa di partenza sarà Firenze, per cui è già possibile registrarsi gratuitamente: le altre due città in cui è previsto il tour 2010 sono Milano e Roma. Montemagno ha rasato i capelli, ma saprà indubbiamente coinvolgere ancora una volta il pubblico: il Social Media Tour è organizzato da Augmendy, creata ad hoc per l’evangelizzazione del web 2.0.

Via | Nicola Mattina

venerdì 19 marzo 2010

Google Reader Mobile si arricchisce di funzioni della versione desktop

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Google


Solo i più attenti fra gli utenti di Google Reader avranno notato alcune novità nell’interfaccia mobile del lettore di feed web based di Google, che sono state annunciate sul blog ufficiale del servizio.

Una riguarda il nuovo “magic ranking“: invece di essere ordinabili cronologicamente (dal più recente al meno recente, o viceversa) adesso i vostri feed possono essere mostrati secondo un ordine “magico”: solo “il meglio”, scelto in base ai vostri gusti e alle vostre stelle e condivisioni passate. Per chi ha moltissimi feed è un toccasana davvero. La funzione riproduce il sistema già introdotto nella versione desktop di Reader, qualche tempo fa.

Questo, considerata la scarsezza di tempo che avete a disposizione quando consultate Reader dallo smartphone, e la durata delle relative batterie, migliorerà di un bel po’ la vostra esperienza di lettura on-the-go. Anche la funzione di ricerca fra i feed è stata finalmente implementata nella versione mobile di Reader, e pure in questo caso l’indirizzo degli sviluppatori è quello di farvi perdere il meno tempo possibile. Strano che delle possibilità del genere (soprattutto la ricerca) ci abbiano messo così tanto ad apparire nella versione mobile della web application.

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Yahoo! lancia Share My Info, una sorta di Plaxo 8 anni dopo

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Yahoo


Un anno fa Yahoo! annunciò l’assunzione del CTO di Plaxo Joseph Smarr . Dopodiché, si era anche paventato che Google fosse in procinto di acquistare la stessa Plaxo. Non se n’è fatto più niente.

Oggi, frutto certo di quell’assunzione di un anno fa, Yahoo! tenta di eguagliare e superare Plaxo con un servizio chiamato Share My Info (dal nome decisamente troppo lungo e poco accattivante, di questi tempi di creatività in merito)

L’idea è sempre la stessa: una rubrica indirizzi dinamica e sociale, possibilmente che si aggiorni da sola, ovvero che si aggiorni tramite la mano dei contatti stessi. E, sempre possibilmente, anche meno simile allo spam di Plaxo stessa che, in quanto a noie e mail non sollecitate, non era seconda quasi neanche a Badoo, in certi momenti della sua onorata carriera. Ma la vera domanda è: in questi anni di Facebook e Linkedin, per un verso e per un altro (tempo molto libero e professione), avevano davvero bisogno di un altro, seppur “tecnico” social network in cui inserire i nostri dati personali?

A Share My Info, comunque, si accede direttamente dai propri contatti Yahoo!, cliccando sull’apposito link nel menù Popolar Tools. Comincerete così a condividere con le vostre “connections” (ogni social vuole un nome diverso per definire i contatti) il vostro indirizzo, il vostro numero di telefono e così via.

giovedì 18 marzo 2010

StickyBits, il social network basato sui codici a barre dei prodotti

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 e-Commerce


StickyBits è un’interessante startup newyorkese che si occupa di mettere in relazione persone, computer, smartphone e codici a barre.

Mentre fate la spesa o siete in libreria, vedete un oggetto che vi interessa o che non vi piace affatto: attraverso un’apposita app sviluppata dal team di StickyBits per due grandi piattaforme mobili (solo iPhone e Android, per ora) potete creare un file condivisibile con tutti gli altri utenti del servizio, in cui andrete ad inserire testi, foto, video, con le vostre osservazioni e le vostre critiche.

Gli utilizzi sono pressoché infiniti. Potete scrivere una ricetta usando un tipo di passata di pomodoro in particolare o essere notificati, ancora in negozio, la recensione che stroncherà il disco che avreste comprato, se non foste stati avvertiti in tempo del fatto che è quanto di più lontano dai vostri gusti. Un’intera “wiki” di consigli su come usare al meglio il servizio è già disponibile qui.

Goo.gl è il più veloce Short URL Service

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Web 2.0

Short URL Service

Goo.gl è il più veloce Short URL Service secondo le analisi di Watchmouse.com, riportate da molti blog nelle ultime ore. Il test ha riguardato 14 servizi di Short URL, monitorati nell’arco di un mese. Al secondo posto Youtu.be mentre al terzo Twt.tl, peggiore di tutti Fb.me, fornito da Facebook. C’è da notare che i primi tre classificati goo.gl, youtu.be e twt.tl, non sono disponibili direttamente agli utenti.

Come molti hanno notato, l’utilizzo dei servizi di Short URL rallenta la navigazione, per ovvie ragioni. Dall’altro lato spesso c’è comunque la reale necessità di accorciare gli indirizzi delle pagine. C’è inoltre da dire che alcun servizi offrono qualcosa in più che il semplice reindirizzamento: c’è chi offre statistiche riguardanti il link creato mentre altri permettono l’invio automatico su Twitter o Facebook.

Qualcuno afferma che un servizio basta e avanza. Sarà sicuramente così, ma è anche vero che la concorrenza genera innovazioni e servizi migliori.

Short URL Service
Short URL ServiceShort URL Service

TatMash, per provare tatuaggi sulle vostre foto

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0


Se avete voglia di un tatuaggio e non siete abbastanza determinati da cominciare da un piccolo “lavoretto” abbastanza nascosto, potete sempre usare strumenti online come TatMash, per provare e riprovare centinaia di tattoo sulla vostra pelle virtuale.

TatMash funziona come ve lo aspettereste: si carica una propria foto - in cui la parte interessata dal tatuaggio è ben visibile - e si sceglie un tatuaggio di prova dalla lunga lista a disposizione, divisa per categorie; oppure se ne carica uno di “produzione propria”. La gallery dei tattoo si arricchisce di molte creazioni degli utenti, che a volte non sono niente male.

Comoda la sezione “trends“, coi tatuaggi di volta in volta più provati, anche per darvi un’idea del mercato. Presente anche una sezione “gruppi“, per le discussioni a tema, anche se ancora non risulta aperto nessun thread di conversazione.

Tatuaggi virtuali su TatMashTatuaggi virtuali su TatMashTatuaggi virtuali su TatMashTatuaggi virtuali su TatMash

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mercoledì 17 marzo 2010

Una indie band canadese diffonde in anteprima il suo nuovo album su ChatRoulette

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Comunicazione


Un’altra menzione d’onore a utenti meritevoli di ChatRoulette e poi basta per un po’, promesso. Ma questa indie band canadese che si fa chiamare, significativamente, Holy Fuck, ha avuto un’idea da lodare. Ancora una volta, guardacaso, l’idea ha a che fare con la musica.

Il loro secondo album (dopo il successo, perlomeno critico, con tanto di ottime recensioni su Pitchfork, di “LP”) uscirà solo l’11 maggio. Ma gli Holy Fuck hanno deciso di offrirlo in esclusiva agli utenti di ChatRoulette che riusciranno a schivare i soliti maschi masturbanti e a trovarli.

Diversi account anonimi saranno tenuti attivi a partire da oggi, almeno per qualche giorno, trasmettendo in loop tutto il loro nuovo lavoro. Prima di condannare questo tentativo di sfruttare astutamente un nuovo strumento di comunicazione, ascoltate almeno il loro vecchio album: anche se non vi connetterete su ChatRoulette per questo, potreste sempre averli conosciuti tramite questo post.

martedì 16 marzo 2010

Google Buzz continua a introdurre migliorie, ma la strada è ancora lunga

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Comunicazione Google


Desterà sollievo questa notizia fra i numerosi utenti di Google Buzz, che hanno espresso le loro lagnanze, fin dal lancio del servizio, sulla sua intrusività all’interno dell’inbox di Gmail.

Il blog ufficiale di Gmail ha annunciato che sarà possibile raffinare il filtro che, fino ad ora, ha solo permesso di accettare in toto le notifiche provenienti da Buzz, o di farle tacere del tutto. Le caselle sa spuntare saranno 3: includere i commenti ai propri post; includere i commenti ai post cui avete commentato; includere i commenti ai post in cui siete “menzionati” (per dirla alla Twitter).

In più altra novità: ogni elemento di Buzz presente nel vostro inbox di Gmail ora recherà in alto un’intestazione che spiega il motivo per cui si trova lì (”perché avete commentato anche voi”, etc. etc.). Basteranno “innovazioni” come questa a risollevare le sorti del sistema di microblogging made in Google?

Piano Roulette: quando su ChatRoulette si incontra davvero qualcuno interessante

pubblicato da giovanni de stefano in: Video Social Software Applicazioni web Web 2.0

Non ci sono solo usi perditempo, malevoli o anti-privacy di ChatRoulette. Anche se il rischio di trovarvi di fronte a un obeso maschio con le braghe calate, non appena facciate accesso al servizio, è sempre molto alto, qualcuno di molto meno squallido ha cominciato a fare uso delle potenzialità del sistema.

Ad esempio, questo ragazzo incappucciato di verde (Merton) compare al piano, improvvisando canzoni che descrivono ciò che vede dall’altra parte della cam. Le reazioni dei tanti altri utenti - perfettamente assuefatti al piattume di ChatRoulette -sono esemplari.

Chissà che la curiosità e la speranza di imbattersi in personaggi come questo ragazzo possano lentamente soppiantare la noia e la rassegnazione che si sono presto sostituite alla curiosità iniziale per la novità di interfacciarsi via audio/video con l’utente medio della Rete.

lunedì 15 marzo 2010

Gartic, un social game basato sul disegno

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Giochi Applicazioni web Web 2.0 Facebook


Gartic è un social game ancora agli inizi, ma l’idea su cui è basato mi sembra abbastanza promettente. Soprattutto, considerato che Gartic ha il coraggio di cominciare “da solo” la sua corsa verso il successo, senza appoggiarsi alla solita piattaforma Facebook come fa la quasi totalità dei suoi concorrenti.

Gartic si basa sulla capacità di disegnare: a turno, si cerca di indovinare o di far indovinare ai propri amici la parola che il sistema ci suggerisce di volta in volta, disegnando su un tool apposito disponibile online. Non è necessaria nessuna installazione di software sul proprio PC, per giocare; né lo è una registrazione di account. Per provare il gioco, basta inserire un nickname sulla sidebar di destra dell’interfaccia del sito, come in una vecchia chat javascript, e si parte.

Fra i difetti, probabilmente, l’eccessivo isolamento dagli altri social network: d’accordo non essere un’applicazione Facebook, ma almeno poter condividere i propri punteggi su Twitter o altro sarebbe carino. Inoltre, non è ancora ben implementata una classifica dei migliori giocatori. Per il resto, davvero divertente e, soprattutto, abbastanza oltre le barriere linguistiche.

GarticGarticGartic

Brightkite cambia la comunicazione mobile con Group Text

pubblicato da fedmor in: Social Software Web 2.0

Brightkite Group TextPiaccia o, meno ai provider italiani – tra i più costosi in Europa, benché il nostro Paese registri percentualmente il numero più alto di utenze cellulari al mondo – internet è sempre più orientato al mercato mobile: lo testimonia il fatto che al SXSW 2010 sia Foursquare la killer-application (e le sue funzionalità sono complete solo tramite le applicazioni per smartphone).

Ma la geolocalizzazione è rimasta per lungo tempo appannaggio di Brightkite e quest’ultimo non è disposto a cedere il passo a Foursquare senza combattere: poco prima di Austin è arrivata la presentazione di Group Text, un nuovo sistema di messaggistica privata per membri di Brightkite e non. Gli sviluppatori lo descrivono come un emulo delle reply di massa via e-mail, ma è molto di più.

Ahimè Group Text è solo per utenti registrati se si accede dall’interfaccia web, mentre chi ha già un profilo su Brightkite può invitare chiunque disponga di un’e-mail e/o di un cellulare alle conversazioni: ogni thread può avere fino a 25 destinatari. Disponendo di una connessione a internet è possibile rimpiazzare gli SMS e chattare con chi si trova attorno a sé grazie ai check-in della piattaforma.

domenica 14 marzo 2010

HootSuite aggiunge Foursquare (e MySpace) e vola ad Austin

pubblicato da fedmor in: Social Software Web 2.0

HootSuite Foursquare

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, l’edizione 2010 del SXSW è dedicata – per quanto riguarda la parte “interattiva” – principalmente al geotagging nelle sue numerose sfaccettature: non è un caso che Twitter abbia deciso di pubblicare proprio in questi giorni l’add-on per la posizione geografica sulla propria interfaccia web (anche se in via ufficiosa).

A questo proposito è Foursquare a farla da padrone: con l’inaugurazione della fiera di Austin – che si chiuderà soltanto domenica prossima – il social network ha registrato un inedito picco di chek-in. Chissà che non sia anche merito di HootSuite, che ha fatto in tempo a integrare Foursquare (e MySpace) sulla propria piattaforma.

Purtroppo, a prescindere dal tempismo, HootSuite non riesce a “scavalcare” uno dei principali limiti della piattaforma (se di questo si può parlare): aggiungere il proprio profilo è semplicissimo grazie a OAuth, ma i check-in sono disponibili soltanto attraverso le applicazioni per dispositivi mobili — tagliando fuori l’intero settore desktop.

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