TeamSpeak 3 non è soltanto l’ultima versione di uno dei programmi più apprezzati per comunicare via internet: è una completa riscrittura dell’applicazione. Apprezzato soprattutto dai videogiocatori, TeamSpeak 3 permette di parlare coi contatti senza interrompere le sessioni di gioco. Meglio di prima grazie ai nuovi controlli vocali.
La realizzazione dell’aggiornamento ha richiesto più di un anno: l’annuncio, infatti, risale al dicembre del 2009. Rispetto al passato, TeamSpeak è arrivato su Android e iOS. La versione per i prodotti di Apple è a pagamento. Tutte le altre sono gratis. Il sistema delle estensioni permette l’integrazione con altri programmi simili.
Alcuni produttori di videogiochi hanno inserito TeamSpeak 3 direttamente nei propri giochi: è il caso di America’s Army 3, il simulatore distribuito dall’esercito degli Stati Uniti. Escludendo le chiamate ai telefoni tradizionali, TeamSpeak è l’alternativa più credibile a Skype per le comunicazioni vocali (anche di gruppo) in rete.
Via | Download Crew
Continua lo scambio di accuse tra Skype ed Eutelia. La scorsa settimana l’accusa di Skype: “i nostri abbonati ad un numero SkypeIn dal 28 di agosto potrebbero non vedersi più garantito tale servizio”. Il problema nasce dal fatto che in Italia Skype si appoggia ad Eutelia e, visto lo stato di amministrazione controllata di quest’ultima (questa la sentenza del luglio 2010), l’azienda di Arezzo non potrebbe più soddisfare offerte e tariffe attualmente in vigore.
La risposta di Eutelia non si è fatta attendere e la stessa, per bocca dei suoi commissari straordinari, ha negato qualsiasi disservizio presente o futuro dovuto a mancanze da parte della società la quale rimanda ogni responsabilità a Skype ed al Ministero dello Sviluppo Economico (prot. 59624 del 14 luglio 2011). Secondo tale comunicazione: “ad Eutelia è stata imposta la disattivazione delle numerazioni geografiche di cui essa è titolare ed attraverso le quali Skype ha fino ad oggi potuto erogare i servizi agli utenti, non essendosi Skype conformata alla normativa italiana ed alle indicazioni al riguardo da tempo prescritte dal competente Ministero”.
L’ultima puntata della saga è la nuova risposta da parte del colosso del VOIP mondiale, il cui annuncio in parole povere ammette una trattiva con Eutelia (ed altri provider italiani) al fine di trovare una soluzione che non crei disservizi agli utenti italiani e i loro numeri on-line. L’alternativa già annunciata è il rimborso o la migrazione del medesimo numero verso altro provider…staremo a vedere!
Via | Skype
Google offre la possibilità di telefonare a numeri di rete fissa e cellulare da GMail a 38 nuovi Paesi: l’Italia è tra loro. Non si deve confondere il servizio con Voice, il numero “sostitutivo” di Google per le telefonate al web. Per effettuare le chiamate bisogna installare un plugin di GTalk disponibile per Windows, OS X e Linux.
Telefonare da e verso l’Italia con GMail ha un costo di 0,11€ al minuto per i cellulari (esclusi i numeri di H3G a 0,14€) e di 0,02€ per i fissi. Il plugin da installare sul computer è lo stesso utilizzato per la chat audio e video su GTalk. L’arrivo del servizio di chiamata è previsto per tutti gli utenti nelle prossime settimane.
Nel calcolo delle tariffe non è incluso il traffico su internet: alla connessione si applicano i prezzi standard del proprio provider, senza costi aggiuntivi. Telefonare a Stati Uniti e Canada dall’estero costerà soltanto 0,01€ al minuto sia sui cellulari sia sui fissi: il servizio, in questi Paesi, sarà gratuito per tutto il 2011.
Via | Google
Facebook terrà una presentazione, mercoledì prossimo, nel corso della quale dovrebbe essere presentata l’attesa chat audio/video in collaborazione con Skype. L’argomento della conferenza non è stato dichiarato pubblicamente: questa è l’ipotesi più accreditata, dopo le indiscrezioni sul rilascio di un’applicazione ufficiale per iPad.
Skype e Facebook lavorano da tempo all’integrazione tra i rispettivi servizi per gli utenti e l’acquisizione di Microsoft ha accelerato questo processo. L’ultimo aggiornamento sperimentale di Skype per Windows include la possibilità di chattare coi contatti di Facebook. Google ha pubblicato WebRTC per la chat audio/video via HTML5.
La disponibilità di Google+ ha reso ancora più importante la realizzazione di una chat audio/video per Facebook. Se ne parla da troppo e non è mai stata pubblicata. Microsoft è proprietaria di Skype ed è un’investitrice del social network: l’interesse a limitare l’espansione di Google è grande. Ne sapremo di più mercoledì prossimo.
Via | GigaOM

Skype 5.5 Beta per Windows, la prima versione dal passaggio della società a Microsoft, ha introdotto l’eXtensible Messaging and Presence Protocol (XMPP) per includere la chat di Facebook. Non ci sarebbe nulla da segnalare se il maggiore sponsor di XMPP non fosse Google (per via di GTalk). Microsoft risponde così al lancio di WebRTC.
XMPP è il successore di Jabber, il protocollo di messaggistica istantanea scelto da Google per GTalk e adottato dalla chat di Facebook più di un anno fa. Introducendo il supporto a XMPP, Skype apre alla possibilità di comunicare in chat con tutti i server e i client che lo utilizzano. Perciò potrebbe supportare i contatti di GTalk.
Il condizionale è d’obbligo, perché Skype non ha ancora abilitato il supporto a server su XMPP diversi da quello della chat di Facebook. Poiché è stato presentato Google+, però, Microsoft potrebbe difendere il proprio investimento ampliando le possibilità di comunicazione per Skype con XMPP. GTalk è soltanto uno dei tanti provider.
Via | Skype Journal
Google diventerà presto un competitor di Skype grazie a WebRTC, una tecnologia open source per la realizzazione di conferenze audiovisive col browser in HTML5. Il prodotto sarà integrato in Chrome e dipende da SPDY, il progetto di Google per rendere il web «due volte più veloce» del normale. E Microsoft sta iniziando a preoccuparsi.
Real-Time Communications (RTC) può essere sperimentato su Chrome con un plugin: Google ha intenzione d’estenderne la compatibilità ad altri browser tra cui Firefox, Opera e Safari. Perché dovrebbe diventare un problema per Skype? Soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, Google Voice ha già abbracciato il VoIP e dialoga con GTalk.
Sommando le caratteristiche di Google Voice, GTalk e WebRTC si ottiene un sistema di comunicazione del tutto simile a quello di Skype. La differenza è nell’utilizzo di soluzioni open source e compatibili con tutte le piattaforme. Inclusi Windows e Internet Explorer. Ciò potrebbe alludere all’arrivo di Google Voice in Europa e Asia.
Via | TG Daily
Se state seguendo la vicenda della P4, l’associazione segreta al centro dell’inchiesta dei pm napoletani Curcio e Woodcock - struttura definita da alcuni addirittura un “governo ombra” - avrete forse letto questo pezzo di Repubblica in cui si descrive l’utilizzo di un trojan per condurre le indagini. Le forze dell’ordine avrebbero infettato il pc di Luigi Bisignani, dominus dell’organizzazione:
‘Querela’ - questo il nome del file installato sul pc di Bisignani - è un programma sviluppato interamente dalle forze dell’ordine italiane e la sua funzione è quella di trasformare un pc in una cimice: prendendo il controllo della scheda audio, può catturare attraverso il microfono tutto quello che succede nella stanza e inviarlo agli investigatori. Non solo: registrando direttamente dalla scheda audio, può aggirare le difficoltà di intercettazione dei software per le chiamate Voip.
Tecniche del genere non sono in realtà novità assolute. Abbiamo fatto qualche ricerca, e sono alcuni anni che il tema è caldo. Avete mai sentito parlare di government malware? E di federal trojan? Vediamo di approfondire dopo il salto.
Continua a leggere: Inchiesta P4: "Querela" il trojan nel pc di Luigi Bisignani

Ci stanno arrivando segnalazioni di altri problemi per Skype, confermato anche dai trend di Google e Twitter. Facili le ironie sui crash dopo l’acquisizione di Microsoft, quello che però ci interessa sono i motivi di questi problemi.
Vi terremo aggiornati.
Ecco gli updates direttamente da Skype Heartbeat
A small number of you may have problems signing in to Skype. We’re investigating the cause, and hope to have more details to share soon.
Update: A configuration problem has meant that some of you have been disconnected from Skype. We’ve identified the cause of the problem, and have begun to address it. If you’ve been affected, you should start to see improvement in the next hour or so. You shouldn’t need to manually sign back in to Skype - it should reconnect automatically when it’s able to do so. We apologise for the disruption to your conversations.
Update 2: We are continuing to address today’s problems, and are seeing indications that the situation is improving. If you were disconnected from Skype earlier, you shouldn’t need to manually sign back in to Skype - it should reconnect automatically when it’s able to do so. We apologise for the disruption to your conversations.
Qualche problema per Skype. Molti utenti ci hanno segnalato che il programma va in crash. La cosa strana è che è successo a molti più o meno negli stessi istanti, in tutto il mondo, e su sistemi operativi diversi.
Il problema è stato ufficializzato sul sito di Skype, che ha dato istruzioni precise su come risolverlo. Vediamole insieme:
Windows Vista e Windows 7
1. Chiudere Skype.
a. Fare clic destro sull’icona di Skype nella barra di sistema (in basso a destra nello schermo)
b. Scegli Esci.
2. Assicurarsi che “Visualizza cartelle e file nascosti” sia attivo.
a. Fare clic su Start, Esegui e premere Invio.
b. Digitare “control folders” e fare clic su OK (dovrebbe aprire il sottoprogramma Opzioni cartella del Pannello di controllo).
c. Selezionare la scheda Visualizza
3. Individuare il file shared.xml.
a. Fare clic su Start, Esegui e premere Invio.
b. Digitare % appdata%Skype e fare clic su OK.
c. Eliminare il file shared.xml.
4. Riavviare Skype. Il file shared.xml verrà ricreato.

Nelle scorse settimane abbiamo analizzato l’acquisto del secolo: Microsoft ha speso 8.5 miliardi di dollari per acquisire Skype, superando le pratiche imposte dall’antitrust. Microsoft è in periodo di espansione e grossi investimenti, visto anche l’accordo con Nokia per l’utilizzo dell’OS mobile Windows Phone 7, e cercando di affermarsi in nuovi settori. Considerando che eBay ha venduto Skype ad una compagnia di investimenti nel 2009 per meno di due miliardi di dollari, Redmond ha speso una cifra ben superiore che però non assicura un ritorno certo: la storia è piena di pesci grossi che ingoiano i pesci piccoli e ne rimangono “scottati”.
Dal momento dell’acquisto tutti si sono chiesti quali siano le intenzioni di Microsoft rispetto al futuro di Skype: a parte aver parlato di generici “grandi piani” ed aver assicurato che continuerà lo sviluppo della versione per Mac, non abbiamo altri dettagli. Sono molti gli speculatori che scommetterebbero sulla morte del più noto servizio VoIP, ma per riuscire questo funesto traguardo cosa dovrebbe fare Microsoft? Dave Methvin di InformationWeek ci propone tre scenari:
Microsoft ha promesso tempo fa un client Skype per Windows Phone 7 perfettamente integrato, ma non possiamo dimenticarci che iPhone, Android e BlackBerry al momento dominano il mercato mobile. Se Microsoft decidesse di terminare il supporto di Skype alle altre piattaforme per avere l’esclusiva sul proprio OS otterrebbe di certo un effetto negativo. Per rimanere rilevante rispetto alla competizione, l’unica soluzione è quella di creare un client davvero competitivo per tutte le piattaforme, monetizzando tramite le chiamate. L’investimento per migliorare la qualità di tutte le versioni del client ripagherebbe in termini di soddisfazione del cliente ed utilizzo.
Continua a leggere: Skype e Microsoft: tre strategie che porterebbero al fallimento