Skype, il popolare servizio di VoIP, è stato aggiornato su Windows per ammettere la condivisione dello spazio di lavoro: la funzione di Screen Sharing era già prevista, ma la novità introduce il supporto ai gruppi fino a dieci contatti simultanei. Purtroppo, Microsoft ha limitato la disponibilità dell’aggiornamento a Skype Premium.
Il Group Screen Sharing era un’esclusiva del programma su Mac OS X – sempre in possesso di un abbonamento a Skype Premium – e Microsoft l’ha esteso a Windows con Skype 5.8. Gli utenti paganti possono già scaricare immediatamente l’aggiornamento dell’applicazione: tutti gli altri, invece, per accedere al servizio dovranno iscriversi.
La stessa funzionalità può essere ottenuta gratuitamente utilizzando una delle tante applicazioni di Virtual Network Computing (VNC): tuttavia, le risorse più accessibili sono tutte a pagamento. Soltanto gli utenti smaliziati possono configurare una simile connessione tra sistemi con facilità e Skype potrebbe essere un compromesso.
Via | Skype
AIM, l’applicazione di AOL per la messaggistica istantanea, proporrà al più presto una nuova versione. Disponibile in anteprima per i principali sistemi operativi desktop e mobile o sul web, il futuro di AIM richiama il presente di Skype. La somiglianza tra le due soluzioni è impressionante — già a partire dall’interfaccia grafica.
Discussioni di gruppo, videoconferenze multi-utente e messaggi di testo per gli smartphone sono le funzionalità presentate da AOL per AIM: le stesse disponibili su Skype. A queste s’aggiunge il supporto ai contatti, agli aggiornamenti di stato e alle conversazioni di Facebook. Suona familiare? Beh, AIM include i tweet. E pure Skype.
Se non fosse per l’arancione predominante, sembrerebbe d’utilizzare Skype. AIM è stato uno dei primi programmi di messaggistica e per anni uno dei migliori, ma il tempo passa per tutti. Se volete dargli una chance, non occorre registrarsi. Le credenziali di GTalk corrispondono a un account su AIM che, magari, non avreste mai usato.
Via | MakeUseOf
Il Video Calling di Facebook, introdotto con un annuncio all’inizio di luglio, non richiederà più d’installare delle estensioni per il browser. Almeno, per gli utenti di Skype con Windows o Mac OS X: la funzione è stata integrata nel client sul desktop dall’ultimo aggiornamento delle applicazioni. Riuscirà a promuovere il servizio?
In pratica, gli utenti di Skype e Facebook potranno video–chiamarsi da posizioni differenti. Skype può avviare una video–chiamata dal desktop al social network, a patto che entrambi gli utenti siano iscritti pure a Facebook. Sono esclusi Linux – per il quale non è ancora previsto il plugin del Video Calling – e i dispositivi mobili.
Il guadagno più evidente è la possibilità d’avviare video–chiamate in alta definizione utilizzando per intero la superficie del monitor. Facebook “forza” lo streaming a una dimensione predefinita all’interno della finestra del browser. Benché sia una funzione intrigante, il Video Calling di Facebook non ha avuto un grande successo.
Via | Skype
La Commissione Europea dovrebbe autorizzare tra qualche ora l’acquisizione di Skype da parte di Microsoft: Joaquín Almunia, chiamato a pronunciarsi sulla legittimità della transazione per l’antitrust europeo, sarebbe intenzionato a emettere un verdetto favorevole e Microsoft non avrà problemi a formalizzare l’acquisto della società.
L’intervento di Almunia era stato sollecitato da Messagenet, un’azienda italiana di servizi sul VoIP. Grazie a Skype, Microsoft creerebbe una sorta di monopolio in questo genere di comunicazioni: tra le richieste di Messagenet, era prevista soprattutto l’apertura del protocollo di Skype allo sviluppo di applicazioni di terze parti.
La Commissione non è obbligata a rispettare un termine temporale per esprimersi sulla questione, tuttavia l’entourage di Almunia aveva previsto per oggi la lettura della sentenza. Il via libera dell’Unione Europea seguirebbe l’approvazione della Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti, già incassato da Microsoft in giugno.
Via | Financial Times
Joaquín Almunia, responsabile per la competitività comunitaria, stabilirà il 7 ottobre se l’acquisizione di Skype da Microsoft è valida in Europa. Messagenet, un’azienda italiana, ha sottoposto alla Commissione Europea un’istanza per bloccare la transazione da $8.5 miliardi: la richiesta avrebbe buone possibilità d’essere accettata.
Se l’Europa accogliesse la richiesta di Messagenet, Microsoft dovrebbe soddisfare due condizioni per acquisire la multinazionale del VoIP: rendere opzionale l’installazione con Windows e aprire il protocollo di Skype ai servizi di terze parti. Un compromesso simile a quello sulla scelta del browser per Internet Explorer su Windows.
La sentenza di Almunia potrebbe obbligare Microsoft a realizzare quanto gli sviluppatori chiedono da anni, cioè la possibilità d’appoggiarsi al protocollo di Skype con applicazioni non ufficiali. L’istanza di Messagenet potrebbe arrivare a ritardare il rilascio di Windows 8 che prevede l’integrazione di Skype nel sistema operativo.
Via | The New York Times

È un fenomeno in costante aumento, quello dei terapisti iscritti alla American Psychological Association (APA) che prevedono delle “sedute” psicanalitiche a distanza in videoconferenza con Skype. L’applicazione di Microsoft per il VoIP non è l’unica scelta operata da psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti e psichiatri statunitensi.
Negli Stati Uniti esistono delle piattaforme specializzate nella comunicazione criptata tra terapeuta e paziente: California LiveVisit, Breakthrough sono tra le più popolari e quest’ultima annovera oltre novecento terapeuti tra i propri iscritti. Eric Harris, avvocato e psicologo, sostiene che la formula «esploderà» entro tre anni.
Tuttavia, esistono dei limiti terapeutici alla videoconferenza. Lynn Bukfa, psicologa, evidenzia i problemi del rapporto a distanza col paziente: è impossibile «guardarlo direttamente negli occhi» e valutare con criterio altri segnali della comunicazione extra-verbale. Sono aspetti che un professionista non può certo sottovalutare.
Continua a leggere: I terapisti statunitensi offrono delle “sedute” a distanza con Skype
Windows 8 permetterà di telefonare da Metro: è una delle novità passate pressoché inosservate della Windows Developer Preview, in distribuzione gratuita da settimana scorsa. Avevamo già previsto qualcosa di simile con l’aggiornamento sperimentale di Windows Live Messenger e «il cerchio s’è chiuso», con l’app store via Windows Phone.
Nello specifico, Metro prevede una funzione per le chiamate senza risposta: esistono almeno tre spiegazioni. La prima, più probabile, è l’ingresso di Skype tra le applicazioni predefinite di Windows 8 con un’integrazione diretta su Metro. La seconda, banale, allude alla connessione d’uno smartphone con Windows Phone 7 e successivi.
La terza possibilità è una somma delle precedenti: Windows 8, escludendo la versione per i server, è un sistema concepito per i tablet e questi ultimi includono spesso una SIM per le funzioni di connessione e chiamata. Metro, quindi, dovrà dialogare forzatamente con le SIM, mentre sul desktop potrebbe avvalersi di Skype e del VoIP.
Via | TG Daily
Skype ha formalizzato l’acquisizione di GroupMe: si tratta di una società che opera nel settore mobile, offrendo delle applicazioni per chattare in gruppo dagli smartphone. GroupMe era già installabile su tutte le piattaforme supportate da Skype: Android, BlackBerry, iOS e Windows Phone. Presto i servizi saranno unificati via Skype.
Mentre i responsabili di Skype non hanno aggiunto molti dettagli, quelli di GroupMe hanno subito parlato del trasferimento dei propri servizi sul programma di Microsoft per il VoIP. GroupMe non offre soltanto una chat di gruppo via SMS: l’applicazione prevede altre funzioni, ad esempio la condivisione di foto. Arriveranno su Skype?
Un’altra funzionalità interessante di GroupMe è la geolocalizzazione: se Skype ne usufruisse, potrebbe sfidare Foursquare o includere Facebook Places nelle proprie applicazioni per gli smartphone. Il VoIP non è più l’unico indirizzo di Skype (e Microsoft). Le novità arriveranno presumibilmente coi prossimi aggiornamenti dei client.
Via | Skype
TeamSpeak 3 non è soltanto l’ultima versione di uno dei programmi più apprezzati per comunicare via internet: è una completa riscrittura dell’applicazione. Apprezzato soprattutto dai videogiocatori, TeamSpeak 3 permette di parlare coi contatti senza interrompere le sessioni di gioco. Meglio di prima grazie ai nuovi controlli vocali.
La realizzazione dell’aggiornamento ha richiesto più di un anno: l’annuncio, infatti, risale al dicembre del 2009. Rispetto al passato, TeamSpeak è arrivato su Android e iOS. La versione per i prodotti di Apple è a pagamento. Tutte le altre sono gratis. Il sistema delle estensioni permette l’integrazione con altri programmi simili.
Alcuni produttori di videogiochi hanno inserito TeamSpeak 3 direttamente nei propri giochi: è il caso di America’s Army 3, il simulatore distribuito dall’esercito degli Stati Uniti. Escludendo le chiamate ai telefoni tradizionali, TeamSpeak è l’alternativa più credibile a Skype per le comunicazioni vocali (anche di gruppo) in rete.
Via | Download Crew
Continua lo scambio di accuse tra Skype ed Eutelia. La scorsa settimana l’accusa di Skype: “i nostri abbonati ad un numero SkypeIn dal 28 di agosto potrebbero non vedersi più garantito tale servizio”. Il problema nasce dal fatto che in Italia Skype si appoggia ad Eutelia e, visto lo stato di amministrazione controllata di quest’ultima (questa la sentenza del luglio 2010), l’azienda di Arezzo non potrebbe più soddisfare offerte e tariffe attualmente in vigore.
La risposta di Eutelia non si è fatta attendere e la stessa, per bocca dei suoi commissari straordinari, ha negato qualsiasi disservizio presente o futuro dovuto a mancanze da parte della società la quale rimanda ogni responsabilità a Skype ed al Ministero dello Sviluppo Economico (prot. 59624 del 14 luglio 2011). Secondo tale comunicazione: “ad Eutelia è stata imposta la disattivazione delle numerazioni geografiche di cui essa è titolare ed attraverso le quali Skype ha fino ad oggi potuto erogare i servizi agli utenti, non essendosi Skype conformata alla normativa italiana ed alle indicazioni al riguardo da tempo prescritte dal competente Ministero”.
L’ultima puntata della saga è la nuova risposta da parte del colosso del VOIP mondiale, il cui annuncio in parole povere ammette una trattiva con Eutelia (ed altri provider italiani) al fine di trovare una soluzione che non crei disservizi agli utenti italiani e i loro numeri on-line. L’alternativa già annunciata è il rimborso o la migrazione del medesimo numero verso altro provider…staremo a vedere!
Via | Skype