Microsoft ha annunciato la sua nuova visione sulla virtualizzazione e le strategie per arrivare ad una larga utilizzazione della virtualizzazione dei sistemi operativi e delle applicazioni.
I punti chiave attorno a cui si delinea questa visione sono l’acquisizione di Calista Technologies, una rinnovata alleanza con Citrix, un taglio dei prezzi delle licenze per l’utilizzo di sistemi Windows Vista virtualizzati su PC e thin client, e un ampliamento delle possibilità di virtualizzazione per l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft.
A questi si aggiungono le precedenti acquisizioni come quelle di SoftGrid, Softricity.
Una strategia che si delinea su quattro fronti della virtualizzazione: server, applicazioni, visualizzazione, desktop.
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La virtualizzazione nel campo dei sistemi operativi è normalmente una pratica in mano agli amministratori di sistema o a chi ha necessità di testare soluzioni in ambienti protetti o “sacrificabili”: ultimamente si è però definita una diversa tipologia di virtualizzazione che potrebbe interessare di più gli utenti.
VmWare ha acquisito Thinstall, un software per la virtualizzazione delle applicazioni, e che è in grado di rendende indipendenti dalla necessità di installarle come normalmente si fa in ambito Windows: una soluzione come questa si rende molto utile sia per utilizzare software da dispositivi removibili come memorie USB, sia per distribuirle senza la necessaria operazione di installazione.
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Microsoft ha annunciato a Barcellona, al TechEd IT Forum, le versioni in cui verrà commercializzato Windows Server 2008: ancora una volta Microsoft propone diverse versioni a seconda degli utilizzi finali ma in questo caso si aggiunge una nuova variabile.
Le versioni di quello che per diverso tempo abbiamo chiamato Longhorn Server, saranno otto, tre con Hyper-V, il sistema di virtualizzazione prima conosciuto come Viridian e cinque senza questa caratteristica: le tre con Hyper-V saranno la Standard, la Enterprise e la DataCenter; senza Hyper-V verranno distribuite oltre le prime tre già citate anche la Web edition e quella per Itanium.
Quando verrà lanciato sul mercato all’inizio del 2008 (alcune voci parlano di febbraio), le versioni con Hyper-V non conterranno il codice definitivo di questa caratteristica: la versione beta che accompagnerà queste versioni sarà aggiornata nel giro di sei mesi dalla versione definitiva.
Microsoft sta pianificando di rilasciare una versione di Windows Server con il solo Hyper-V, un hypervisor stand-alone estremamente leggero, adatto per esigenze di virtualizzazione e che verrà messa in vendita per soli 28$, utile per chi vorrà consolidare su un solo server anche sistemi linux e unix.
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Finalmente Apple ha deciso di colmare una lacuna importante nella propria offerta sul mercato server, ovvero la possibilità di virtualizzare il proprio sistema operativo.
Se da un lato Apple sottolineava la possibilità offerta da OSX di poter far girare anche Windows, sia tramite BootCamp che tramite software di virtualizzazione, dall’altro nella sua regolamentazione vietava la virtualizzazione del proprio sistema.
Ormai questo tipo di tecnologia si sta affermando sempre più nell’ambito aziendale, in quanto permette ottimizzazione delle risorse dei server, risparmio energetico, maggiore ridondanza, migliore gestione e sicurezza delle parti nevralgiche delle reti.
Con Leopard Server la posizione di Apple è cambiata e in pratica permette di poter utilizzare questo sistema operativo (solo nella versione server) anche in istanze multiple sulla stessa macchina Apple, se corredate dalla apposita licenza per ognuna di queste istanze.
Visto che sono ormai trascorsi quattordici mesi dall’ultima versione degli Xserve di Apple si prevede che entro gennaio o febbraio dell’anno prossimo, il lancio di questi nuovi prodotti potrebbe essere legato anche al lancio di software per gestire installazioni virtuali di Leopard Server da parte di Parallels e VMware.
Pertanto, rimanendo nella legalità, non sarà possibile utilizzare installazioni virtuali di Leopard Server su un server senza il marchio della mela.
[via Tidbits]
Novità nel mondo della virtualizzazione dei sistemi operativi con Citrix che acquisisce XenSource e sfida apertamente VMware, oltre a rischiare di riaprire un contenzioso con Microsoft.
Citrix è leader mondiale nel settore del software per gestire thin client, sessioni remote e terminal service per permettere alle aziende di far utilizzare le proprie applicazioni sui propri server dai client leggeri dislocati sulla rete, anche attraverso un collegamento internet.
L’acquisizione di XenSource per 500 milioni di dollari è strategica in quanto il motore di Xen permette non una virtualizzazione ma una paravirtualizzazione dei sistemi: la differenza sta nel fatto che Xen non emula l’hardware ma regola e controlla l’accesso alle risorse fisiche della macchina da parte delle varie istanze virtuali, con un decadimento minimo delle prestazioni rispetto ad un funzionamento non virtualizzato.
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