sabato 06 febbraio 2010

Blippy è il Twitter dei consigli per gli acquisti

pubblicato da giovanni de stefano in: Applicazioni web Web 2.0 e-Commerce Twitter


Avete già provato Blippy? A me sembra un interessante spin-off di Twitter. Con una caratteristica fondamentale: invece di comunicare, sottoforma di microblog, ai vostri amici (e non) quello che vi pare, su Blippy si parla solo di acquisti fatti in rete.

Collegandosi ai vostri account su vari servizi e siti di distribuzione online, informerà automaticamente i contatti che vi “seguono” di quanto avete speso e di cosa avete comprato, giorno dopo giorno. Un esempio lampante è l’integrazione con iTunes Store.

Da un certo punto di vista è la morte definitiva (o quantomeno apparente) di un certo margine di privacy da ecommerce. Per altri versi, se riuscite a non includere nelle vostre liste della spesa gli acquisti più imbarazzanti o privati, per molti potrebbe essere una fonte inesauribile di consigli per gli acquisti. E, naturalmente, una di guadagno per i rivenditori che riescano a mettere dalla loro parte questa forma così spontanea e democratica della “vox populi”. Provatelo con moderazione e fateci sapere.

venerdì 05 febbraio 2010

Immagini dallo spazio con Twitter

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Aziende Twitter

Twitter Spazio

Qualcuno storcerà il naso per un altro post su Twitter, ma la notizia letta su Mashable merita davvero di essere segnalata. L’astronauta Soichi Noguchi sta inviando aggiornamenti sul proprio account Twitter dalla Stazione spaziale internazionale. Non solo, Soichi Noguchi utilizza il servizio di TwitPic per inviare le proprie immagini. Possiamo vedere il Golden Gate, il Kennedy Space Center ed il Monte Fuji, ma non manca anche una vista su Roma.

Se quelle di Soichi Noguchi sono immagini in diretta, l’astronauta americano Jose Hernandez sta inviando le proprie foto d’archivio ad alta risoluzione sempre via TwitPic.

Personalmente trovo sia uno degli utilizzi di Twitter e Twitpic più azzeccati di sempre.

Twitter SpazioTwitter SpazioTwitter Spazio

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Twitter abilita le hovercard, ma non (ancora) per tutti

pubblicato da fedmor in: Social Software Twitter

Twitter Hovercards È una funzione di cui probabilmente si sarebbe anche potuto fare a meno, ma che deriva dal fatto che molti (me compreso) utilizzano Twitter principalmente dalla sua interfaccia web: le hovercard di Twitter sono praticamente dei tooltip che compaiono ponendo il mouse sui nickname in una reply o, sull’avatar di un utente.

Concepite per mostrare informazioni utili nei retweet – che potrebbero richiamare profili che non si stanno ancora seguendo – le hovercard indicano dettagli come account verificati, nome reale (laddove sia stato impostato, altrimenti il nickname per esteso) e località geografica — dando la possibilità di seguire al volo l’utente in oggetto, anche abilitando le notifiche sui dispositivi cellulari, che però in Italia non sono più attive.

Sembra che sarà anche possibile espandere le hovercard per visualizzare informazioni aggiuntive senza la necessità di visitare il profilo di un utente: al momento non si parla di un’integrazione nelle API, ma quest’ultima sarebbe forse più interessante della mera integrazione sul sito web di Twitter… perché nonostante molti client predispongano già qualcosa di simile, via web è più complesso recuperare le stesse informazioni.

venerdì 29 gennaio 2010

Twitter introduce i Local Trends

pubblicato da fedmor in: Social Software Twitter

Twitter Local Trends Era da un po’ che Twitter non proponeva aggiornamenti specificatamente riguardanti la piattaforma e negli ultimi due giorni sembra che il team di sviluppo abbia invertito radicalmente la tendenza: la prima novità – disponibile per tutti già da ieri – riguarda i Local Trends ovvero la geolocalizzazione degli argomenti più popolari che è configurabile dalla barra laterale dell’interfaccia web.

Visitando il sito per la prima volta dall’introduzione della funzionalità viene mostrato un tooltip che invita alla configurazione della località preferita: la scelta di default è il mondo intero (che propone essenzialmente contenuti dagli Stati Uniti), mentre tra le opzioni disponibili ci sono Paesi e città.

Tra gli Stati ovviamente manca ancora l’Italia: l’unica nazione europea già selezionabile è l’Irlanda, ma ci stanno lavorando — in compenso le cittadine sono soltanto statunitensi, com’era prevedibile sulla base della diffusione del servizio, almeno inizialmente. Ma non è tutto, perché maggiori novità potrebbero arrivare dalla prima conferenza ufficiale degli sviluppatori che si terrà a San Francisco.

mercoledì 27 gennaio 2010

Posterous apre Post.ly agli upload su Twitter

pubblicato da fedmor in: Social Software Twitter

Posterous Post.ly Sembra che la “febbre” dello URL shortening sia destinata a continuare: nonostante il settore appaia ormai inflazionato, sono sempre più numerosi i servizi che si avvalgono di un dominio proprio. Non più tardi di venerdì scorso avevo parlato delle novità di HootSuite — che è proprietaria dello shorten URL Ow.ly.

Questa volta è Posterous – la piattaforma di blogging via e-mail – a proporre la propria via alla riduzione degli indirizzi per il web: il servizio, che sfrutta le API di Tumblr, si avvale di Post.ly per lo sharing dei post attraverso i social network. In un primo momento il dominio non aveva altre funzioni particolari, ma recentemente è stato aperto a un secondo utilizzo.

In sostanza (che possediate o, meno un blog su Posterous) anche senza registrazione è possibile caricare pressoché qualsiasi tipo di file e aggiornare lo stato di Twitter direttamente da Post.ly: va da sé che chi avesse già un account su Posterous possa accedere a funzionalità avanzate quali link tracking, statistiche varie e personalizzazione delle pagine di transizione per il download dei contenuti caricati.

martedì 26 gennaio 2010

Downloadblog a Social Networking in Dada

pubblicato da Rosario in: Informazione MySpace Facebook Twitter

Social Networking in Dada

Ieri sera ho avuto modo di partecipare per Downloadblog al dibattito Social Networking in Dada, incontro organizzato dal gruppo Linkedin toscano dal nome ToscanaIN. Nella coloratissima sede di Firenze di Dada si sono incontrate circa 100 persone interessate per un motivo o un altro ai social network, con la partecipazione anche del presidente di Assodigitale Michele Ficara Manganelli e il sindaco della città Matteo Renzi.

In un’atmosfera molto informale e amichevole è stato proprio Ficara a dare inizio al dibattito salutando i presenti e presentando la “macchina infernale” di Friendfeed, con tanto di proiezione delle sue 33.000 e passa iscrizioni sull’applicazione davvero poco invidiabili da riuscire a seguire. Ma a quanto pare lui ci riesce, anche se non ci ha detto come.

Dopo il saluto del presidente di Assodigitale è stato il turno dell’avvocato Petrocchi, che ha spiegato i rischi sulla privacy nei social network e in Facebook in particolare, ricordando che se da un lato non è possibile rivalersi sul mezzo (e quindi sul social network stesso) per eventuali violazioni della sfera personale, dall’altro la legge è applicabile nei confronti di nostri “amici” che dovessero pubblicare foto sconvenienti ritraenti noi stessi.

Social Networking in Dada
Social Networking in DadaSocial Networking in Dada

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venerdì 22 gennaio 2010

Twitter suggerisce following ai nuovi utenti

pubblicato da fedmor in: Social Software Twitter

Twitter Suggestions

Secondo un’indagine condotta dagli sviluppatori di Twitter, uno degli aspetti importanti per quanti si affaccino per la prima volta al popolare servizio di microblogging riguarda la difficoltà di trovare subito dei following interessanti: per evitare che i nuovi utenti abbandonino la piattaforma per la frustrazione di non identificarne un’utilità, è stato introdotto un supporto migliorato ai suggerimenti.

A spiegare il funzionamento della nuova feature è direttamente Josh Elman, che si è occupato della sua realizzazione: fondamentalmente in fase di registrazione viene richiesto al nuovo utente di selezionare alcune categorie d’interesse che – grazie anche all’introduzione di un nuovo algoritmo di ricerca – portano direttamente a una lista di twitterer selezionati in base ai contenuti che propongono (scelti tra gli account verificati, ma non soltanto).

L’auspicio dell’azienda è che in questo modo nessuno possa trovarsi particolarmente “spaesato”, identificando da subito gli argomenti che trova più vicini a sé: la stessa interfaccia ha subito un restyling per essere il più user-friendly possibile. È un’iniziativa lodevole, che affida ancora più importanza a hashtags e trending topics — tra i parametri presi in considerazione dal nuovo algoritmo.

giovedì 21 gennaio 2010

Twitter: Bill Gates vs Ashton Kutcher

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Twitter

twitter balenaProprio ieri parlavamo dell’account nuovo di zecca di Bill Gates su Twitter. Andiamo avanti allora con un post che potremmo catalogare nell’ “assolutamente inutile”, lo ammetto subito, ma che nasce dalla più classica pausa caffè alla macchinetta aziendale.

Veniamo al punto. Bill Gates ha probabilmente stabilito un record in fatto di numero di utenti in poco tempo. Per buona parte del pomeriggio di ieri al posto della sua pagina c’era la simpatica balena indice di malfunzionamenti. Nel momento in cui scrivo il buon Bill ha circa 280.000 follower, numero in continua crescita: basta fare refresh per verificarlo. Numeri importanti ma che sono nulla rispetto a quelli di Ashton Kutcher, il “nuuuumero uno” (detto alla Dan Peterson), forte dei propri 4.400.000.

Secondo voi, in quanto tempo riuscirà Bill Gates a superare per numero di followers di Ashton Kutcher?

Mi raccomando, siate clementi e non fiondatevi tutti sulla penultima risposta…

lunedì 18 gennaio 2010

Arrestato per terrorismo a causa di una battuta infelice su Twitter

pubblicato da giovanni de stefano in: Applicazioni web Web 2.0 Twitter


Un uomo residente nel Regno Unito è stato arrestato per una battuta pubblicata attraverso Twitter. L’accusa è di terrorismo.

La battuta in questione - probabilmente non delle più quintessenzialmente british che si possano regalare al mondo per mezzo di social network - recita più o meno così:

“L’aeroporto Robin Hood è chiuso, avete una settimana per risolvere la cosa, altrimenti faccio saltare l’aeroporto in aria”.

Dopo una settimana di indagini e accertamenti, Paul Chambers (questo il nome dello sfortunato utente di Twitter), è stato arrestato e interrogato per più di 7 ore dalle autorità inglesi. Ora la situazione sembra rientrata, pagata la cauzione e ottenuto il rilascio di Chambers, ma resta da considerare la gravità della cantonata presa dalla polizia britannica, soprattutto considerato che per questo il cittadino è stato sospeso dal lavoro.

domenica 17 gennaio 2010

Facebook implementa una funzione alla retweet

pubblicato da fedmor in: Facebook Twitter

Facebook Retweet

Come recitano alcuni interventi, la “twitterizzazione” di Facebook è pressoché completa: volendo essere pignoli – dopo l’implementazione del tagging negli aggiornamenti di stato (che permette di citare anche eventi, gruppi e pagine) – mancherebbe giusto il geotagging, un aspetto su cui Facebook appare piuttosto carente — soprattutto con l’eliminazione delle reti regionali avvenuta recentemente.

Questa volta è stato introdotto qualcosa di simile alla funzione di retweet già presente con successo su Twitter: la condivisione dei link (sembra che sia già possibile sfruttare questa funzionalità, almeno per chi avesse impostato la lingua inglese nelle preferenze dell’interfaccia) include la dicitura “via Nome Cognome” che rimanda al profilo dell’utente che per primo ha inserito un contenuto nella propria bacheca.

Verrebbe da chiedersi come ciò si adatti alle impostazioni sulla privacy, che sono sempre più complesse — il ché per la verità dipende molto più dalle esigenze degli utenti e dalle rimostranze governative che non da una volontà precisa del network: supponendo che il singolo link sia stato condiviso da un utente che non consente a tutti di raggiungere il proprio profilo, è escluso che la feature possa fare il proprio dovere (a meno che non abbia impostato una versione limitata per il pubblico).

Foto | All Facebook

venerdì 15 gennaio 2010

Solo lo 0,23% dei messaggi su Twitter risulta localizzato geograficamente

pubblicato da giovanni de stefano in: Internet Applicazioni web Web 2.0 Twitter

Nonostante il fatto che la funzionalità di geolocalizzazione dei messaggi di Twitter sia ampiamente pubblicizzata da ciascuno sviluppatore di client che la incorpori nel suo prodotto, ad oggi solo lo 0,23% dei tweet vengono corredati di informazioni sulla posizione dell’utente che li invia.

Il dato sembra avere più qualcosa a che fare con l’inesperienza o la mancanza di interesse nei confronti di questa funzione, piuttosto che con l’attenzione per la propria privacy da parte degli utenti del servizio.

La speranza di chi crede in questa possibilità dei social network è che il lancio (avvenuto in agosto) di nuove API Twitter che includono nativamente il geotagging, possa lentamente segnare la svolta in questo senso di un sistema di microblogging in perenne trasformazione e sempre rivolto verso le esigenze dei propri utenti.

Voli gratis per medici verso Haiti: la bufala viaggia su Twitter

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Twitter

La bufala viaggia su Twitter, non solo via mail. Lo riferisce la CNN per la notizia di presunti voli aerei gratuiti di American Airlines e JetBlue per medici diretti ad Haiti in aiuto alla popolazione. Sia American Airlines sia JetBlue hanno smentito il fatto, definendolo appunto come una bufala. American Airlines ha inviato ad Haiti 13 tonnellate di generi di prima necessità. Altra bufala ha coinvolto UPS, che avrebbe inviato gratuitamente pacchi di peso inferiore ai 20 kg verso Haiti. Viceversa, è vero che UPS abbia donato 1 milione di dollari destinati agli aiuti umanitari.

Il tweet aveva che iniziato a circolare citava il numero telefonico del Consolato Haitiano a New Tork, al quale potevano rivolgersi i medici. Il centralino del consolato è stato intasato di telefonate inutili, impedendo così comunicazioni telefoniche ben più urgenti o importanti. C’è da chiedersi se la bufala sia nata da malintesi in buona fede, oppure sia stata pianificata a freddo speculando sull’onda emotiva post terremoto.

Anche se il tweet non è fortunatamente arrivato in Italia, consigliamo come al solito di non abboccare all’amo di notizie non verificate e controproducenti. Diventa allora importante interrompere le catene inutili su Twitter, così come via email o Facebook, perchè possono avere effetti deleteri, come in questo caso. Speriamo che nostro amico Paolo Attivissimo non debba aprire una categoria “Twitter” nel proprio servizio Antibufala.

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