MySQL è uno dei sistemi per database open source più utilizzati al mondo (fonte MySQL parla di undici milioni di installazioni) per la realizzazione di siti internet dinamici: dietro quel codice rilasciato sotto i termini della licenza GNU c’è una società che detiene i diritti di quel codice, la MySQL AB.
Sun ha annunciato di aver acquisito la MySQL AB per un miliardo di dollari: in un post sul suo blog, intitolato “helping dolphins fly” (il simbolo di MySQL è appunto un delfino), Jonathan Schwartz, afferma che Sun, mettendo quel miliardo di dollari nella M di LAMP (Linux, Apache, MySQL, PHP/Perl/Python), aiuta tutte quelle società che stanno investendo nella rete e che recentemente sono passate ad utilizzare questo DBMS.
Continua a leggere: Sun compra MySQL AB e il suo sistema di gestione di database
La OpenDocument Foundation ha deciso di terminare il suo supporto al formato ODF (OpenDocument Format) proposto da OASIS in favore del formato del W3C, il Compound Document Format (CDF).
Questa fondazione i cui membri sono il rappresentante del comitato tecnico di OASIS ODF Gary Edwards, il responsabile marketing di OpenOffice.org Sam Hiser, e Paul Martin, esperto legale noto come Marbux su Groklaw, era riuscita nei mesi scorsi ad ottenere il plugin ODF per Microsoft Office con supporto fino ad Office 97.
La OpenDocument Foundation afferma che il passaggio al CDF dovrebbe garantire minori rischi di infrangere copyright, maggiore flessibilità e utilizzo di standard esistenti come XHTML e SVG: secondo loro il formato ODF non sarebbe in grado di garantire apertura e flessibilità in quanto la Sun avrebbe in mano alcuni brevetti determinanti del formato e questo rappresenterebbe un limite importante di cui soffre anche il formato OOXML di Microsoft, recentemente rifiutato come standard dall’ISO.
Tutto questo avviene mentre la OpenDocument Alliance discute a Berlino con rappresentanti di oltre venti stati sulla implementazione di questo formato.
Continua a leggere: Perché la Open Document Foundation vuole abbandonare il formato ODF?

Novità di mezza estate per Google Pack, la suite di Google (rigorosamente solo per Pc) che racchiude numerosi software, tra cui Google Earth, Picasa, Firefox, Skype, Real Player e tanti altri. Da oggi, infatti, è stato aggiunto un nuovo applicativo. Si tratta di StarOffice, la suite da ufficio di Sun. Attenzione, abbiamo detto StarOffice, non OpenOffice.
StarOffice 8 contiene un word-processor, un foglio di calcolo, un’applicazione per le presentazioni, una per i database, una per le funzioni matematiche e, infine, quella per il disegno. Il software costa normalmente 70 dollari; ora, invece, è stato reso disponibile gratuitamente all’interno di Google Pack (il download pesa 140 Mb.
Ma perché Google non ha scelto di diffondere il più famoso (e utilizzato) OpenOffice, che praticamente è del tutto simile a StarOffice?
Sun libera il mondo degli utenti che utilizzano la suite di programmi da ufficio di Microsoft dal formato proprietario.
Dopo mesi di test del plugin per il formato Open Document (ODF) per Word è stata rilasciata la versione definitiva del plugin a standard ISO per Word, Excel e Powerpoint, che permette lettura e scrittura in questo formato.
Funziona con Office 2000, XP e 2003 ed è chiaramente gratuito. Finora solo l’ultima versione di Office era in grado di utilizzare questo formato, oppure era possibile leggerlo tramite software di terze parti.
Installarlo è semplice, l’unica pecca è che per ora è disponibile solo in inglese, mentre versioni in altre lingue saranno distribuite a breve.
La suite gratuita per ufficio OpenOffice.org potrebbe approdare sul web, diventando uno degli avversari di Google Apps e Microsoft Office Online. Lo rivela una lettera inviata agli abbonati alla mailing list di OpenOffice.org, secondo cui l’azienda starebbe lavorando su GravityZoo, un progetto di porting del software sul web.
“Una volta che OpenOffice.org si avvale di GravityZoo - si legge nella lettera - diventerà una suite di produttività sempre disponibile online e accessibile da diversi tipi di apparecchi. Sarà possibile collaborare in tempo reale o passare da un apparecchio come un pc a un altro come un palmare”.
Siete tra coloro sono restii a passare a Windows Vista ma nello stesso tempo sono affascinati dagli effetti grafici del nuovo sistema? Bene, se la risposta è si allora il programma Looking Glass fa per voi. Nato nei laboratori di Sun Microsystems qualche anno fa, il progetto prevede un ambiente in tre dimensioni per il desktop. Oltre a un tocco di trasparenza tipico della nuova interfaccia AERO di Vista, il software vi permette anche di ruotare le finestre per appuntare note o quant’altro.
Looking Glass è nato principalmente per girare con Linux, ma il progetto è stato esteso anche a Windows Xp dove fa ampio uso di Java. In rete è presente anche un video dimostrativo, risalente al 2003, che ne mostra le potenzialità.
Nella pagina ufficiale del progetto trovate il file di installazione dal peso di circa 52 Mb.
Via | Disinformatico
Dopo che ad Eric Schmidt, il CEO di Google, è stato offerto un posto nella Table of Directors di Apple, le indiscrezioni sulle possibili conseguenze sono proliferate a macchia d’olio.
Innanzitutto c’è chi l’ha presa sul ridere come ValleyWag che vede nei possibili effetti la sparizione delle caramelle gratuite dal Google Campus, sostituita da frutta fresca, su indicazioni di Steve Jobs e un redesign di Google in versione aqua-style.
I mercati finanziari cercano invece di vedere più seriamente la questione, andando a scavare nel passato di Schmidt: come ricorda MarketWatch, i suoi primi passi ad alto livello li ha compiuti alla Sun, dove ha ancora tanti buoni contatti.
Ricordate l’accordo tra Google e Sun?
Continua a leggere: Il CEO di Google nel CDA di Apple: verso un accordo Sun-Apple?
OpenOffice.org scende in campo per fare chiarezza riguardo la questione del virus di nome Stardust progettato la settimana scorsa dai laboratori di Kapersky per dimostare come la suite StarOffice (e di riflesso anche la suite OpenOffice) possa essere vulnerabile per colpa delle macros.
Il gruppo ha spiegato attraverso la portavoce Jacqueline McNally che le macros, nonostante siano delle componenti molto utili per qualsiasi suite da ufficio poichè permettono agli utenti di automatizzare i processi ripetitivi, siano allo stesso tempo anche pericolose poichè attraverso delle semplici esecuzioni è possibile modificare e cancellare qualsiasi tipo di file, per questo motivo le macros rappresentano una allettante via di accesso per i programmatori di virus.
La McNally ha aggiunto inoltre che OpenOffice chiede sempre una conferma prima di eseguire qualsiasi processo che riguardi le macros, proprio per prevenire che comandi potenzialmente pericolosi vengano eseguiti automaticamente.
La portavoce di OpenOffice ha anche annunciato che non sono previste patch o aggiornamenti poichè il virus Stardust non è altro che in progetto di laboratorio a scopo dimostrativo e quindi è ritenuto innoquo.
L’unico modo di prevenire attacchi attraverso le macros è il solito vecchio consiglio della nonna…non accettate mai file da fonti sconosciute!
Via | BetaNews
Oggi è stato scoperto il primo virus scritto per StarOffice ma non è stato usato per infettare i computers.
Il virus infatti è stato scritto da Roel Schouwenemberg, senior research engineer di Kaspersky Lab, il virus sfrutta le macro per attaccare la suite di programmi da ufficio della Sun Microsistem.Kaspersky ha chiamato il virus “Stardust” e il suo funzionamento è molto semplice e simile agli altri virus che sfruttano le macro per attaccare le applicazioni Microsoft:
Il virus Stardust usa come tramite le macro infettando i template predefiniti che vengono caricati non appena si lancia un documento scritto con StarOffice.
Se un utente apre il documento infetto con il virus Stardust, ogni documento di testo con estensione “.sxw” o un template con estensione “.stw“, vengono infettati dal virus.
Non appena uno di questi documenti viene eseguito, viene aperta involontariamente una immagine ospitata su un server tripod.com.
Se il virus fosse stato concepito per scopi malevoli l’apertura dell’immagine significherebbe presumibilmente l’infezione del PC dell’utente, ma dato che il virus è solamente un progetto dimostrativo il processo si ferma. Schouwenemberg ha confessato di aver usato il codice di una vecchio codice API per sviluppare il virus. Non si sa se la vulnerabilità riguarda anche OpenOffice.
Via | PCWorld

StopBadware.org è una iniziativa supportata da varie università americane e sponsorizzata da aziende come Google, Sun e Lenovo che si prefigge il compito informare la comunità su quali siano quei programmi che possono essere considerati “badware” (ossia un insieme di spyware e di malware) e da cui quindi è meglio stare alla larga.
Downloadblog si occupò a suo tempo di questa iniziativa, e da allora i primi quattro programmi a finire nella gogna mediatica furono Kazaa, MediaPipe, SpyAxe e Waterfalls 3.
La notizia di questi giorni è che la Badware Watch List si è allungata con l’arrivo di altri quattro “rei” programmi:
FunCade è stato catalogato come spyware poichè se cerchiamo di rimuoverlo non solo non si disinstalla ma lascia sul computer altri programmi adware e spyware.
Team Taylor Made’s “Jessica Simpson Screensaver” è un vero e proprio contenitore di badware poichè una volta aperto installerà sul vostro computer una dozzina di programmi tra cui adware nascosti, dialer per collegarsi automaticamente a siti porno a pagamento e finanche una toolbar che modifica irrimediabilmente l’installazione del browser.
UnSpyPC è un altro software considerato spyware ed installa un icona in Internet Explorer senza nessuna notifica
WinFixer 2005 e 2006 non è da meno poichè con lo scopo di convincere l’utente a comprare la full version del software arriva al punto di minacciarlo, rendendo impossibile la chiusura del programma, installando un rootkit e rendendo difficile ogni tentativo di cancellazione e rimozione.
Via | Computerworld