
Non ci poteva essere migliore risposta di un sito come The Prayer Engine all’invito di Benedetto XVI a bloggare e usare le nuove tecnologie sociali, rivolto ai suoi sacerdoti e ai suoi fedeli.
In pratica, si tratta di un modello di social network dedicato alla richesta di preghiere, per i più vari motivi e aspetti. Ci si registra, si sottopone alla moderazione la propria richiesta e, quando viene accolta da uno o più iscritti (più si è meglio è, credo), si riceve una notifica. Non funziona di per sé, va installato sul proprio sito o blog (richiede un minimo di conoscenza di MySQL, per questo).
Si rivolge ai ministri del culto di qualunque religione e una licenza costa 99 dollari. C’è anche un’applicazione iPhone. Semplice ed efficace modo di fare sentire più vicine le persone lontane.
È una funzione di cui probabilmente si sarebbe anche potuto fare a meno, ma che deriva dal fatto che molti (me compreso) utilizzano Twitter principalmente dalla sua interfaccia web: le hovercard di Twitter sono praticamente dei tooltip che compaiono ponendo il mouse sui nickname in una reply o, sull’avatar di un utente.
Concepite per mostrare informazioni utili nei retweet – che potrebbero richiamare profili che non si stanno ancora seguendo – le hovercard indicano dettagli come account verificati, nome reale (laddove sia stato impostato, altrimenti il nickname per esteso) e località geografica — dando la possibilità di seguire al volo l’utente in oggetto, anche abilitando le notifiche sui dispositivi cellulari, che però in Italia non sono più attive.
Sembra che sarà anche possibile espandere le hovercard per visualizzare informazioni aggiuntive senza la necessità di visitare il profilo di un utente: al momento non si parla di un’integrazione nelle API, ma quest’ultima sarebbe forse più interessante della mera integrazione sul sito web di Twitter… perché nonostante molti client predispongano già qualcosa di simile, via web è più complesso recuperare le stesse informazioni.
Era da diverso tempo che delicious mancava all’appello con aggiornamenti di rilievo e tutto sommato anche le funzionalità appena introdotte non sono nulla di eccezionale: vale comunque la pena di spenderci qualche parola, dal momento che nonostante in somma parte si tratti di feature già viste non manca un’interessante funzione sperimentale.
Forse un po’ in ritardo rispetto ad altri servizi, anche delicious propone una sorta di makeover per cominciare al meglio il 2010: le prime “novità” (che personalmente avevo già notato da settimane, ma tant’è) riguardano il restyling dell’interfaccia web — ovvero il riposizionamento di alcune funzioni note, come il filtro sui bookmark pubblici/privati e il tagging.
Ma la vera novità consiste in Browse these bookmarks, cioè una sorta di barra che consente di navigare attraverso i segnalibri accessibili per un dato utente – selezionando opzionalmente alcuni criteri di selezione – senza lasciare definitivamente delicious: posta sopra la pagina visitata permette di passare al preferito precedente o, successivo.
Era da un po’ che Twitter non proponeva aggiornamenti specificatamente riguardanti la piattaforma e negli ultimi due giorni sembra che il team di sviluppo abbia invertito radicalmente la tendenza: la prima novità – disponibile per tutti già da ieri – riguarda i Local Trends ovvero la geolocalizzazione degli argomenti più popolari che è configurabile dalla barra laterale dell’interfaccia web.
Visitando il sito per la prima volta dall’introduzione della funzionalità viene mostrato un tooltip che invita alla configurazione della località preferita: la scelta di default è il mondo intero (che propone essenzialmente contenuti dagli Stati Uniti), mentre tra le opzioni disponibili ci sono Paesi e città.
Tra gli Stati ovviamente manca ancora l’Italia: l’unica nazione europea già selezionabile è l’Irlanda, ma ci stanno lavorando — in compenso le cittadine sono soltanto statunitensi, com’era prevedibile sulla base della diffusione del servizio, almeno inizialmente. Ma non è tutto, perché maggiori novità potrebbero arrivare dalla prima conferenza ufficiale degli sviluppatori che si terrà a San Francisco.
Sembra che la “febbre” dello URL shortening sia destinata a continuare: nonostante il settore appaia ormai inflazionato, sono sempre più numerosi i servizi che si avvalgono di un dominio proprio. Non più tardi di venerdì scorso avevo parlato delle novità di HootSuite — che è proprietaria dello shorten URL Ow.ly.
Questa volta è Posterous – la piattaforma di blogging via e-mail – a proporre la propria via alla riduzione degli indirizzi per il web: il servizio, che sfrutta le API di Tumblr, si avvale di Post.ly per lo sharing dei post attraverso i social network. In un primo momento il dominio non aveva altre funzioni particolari, ma recentemente è stato aperto a un secondo utilizzo.
In sostanza (che possediate o, meno un blog su Posterous) anche senza registrazione è possibile caricare pressoché qualsiasi tipo di file e aggiornare lo stato di Twitter direttamente da Post.ly: va da sé che chi avesse già un account su Posterous possa accedere a funzionalità avanzate quali link tracking, statistiche varie e personalizzazione delle pagine di transizione per il download dei contenuti caricati.
In realtà il gioco è stato inaugurato nella seconda metà di novembre, ma credo abbia ancora senso parlarne adesso — non soltanto perché si può ancora vincere (tanto i premi finali, quanto quelli settimanali): il Sanremo 2010 comincerà il prossimo 16 febbraio e se ne occuperanno i colleghi di Soundsblog.it. Ma c’è un altro festival che può attrarre anche l’attenzione di chi non ama la manifestazione sanremese.
Sto parlando del Sony Fantasy Festival: certo, si tratta indubbiamente di un’iniziativa promozionale per la promozione di Sony Soundville e della relativa gamma di prodotti… ma la formula è sicuramente intrigante: attraverso il login di Last.fm si può accedere al concorso, che prevede la creazione di un proprio festival – utilizzando $1.000.000 a disposizione – con 15 tra artisti e gruppi.
Questi ultimi sono selezionabili fra quelli presenti nel database di Last.fm e ognuno ha un valore predeterminato: ogni settimana i giocatori che hanno migliorato maggiormente la propria posizione nelle classifiche cui partecipano (a titolo predefinito si viene iscritti a quella generale di Last.fm e quella del proprio Paese) vincono un paio di cuffie Sony XB 700.
Continua a leggere: Sony ha lanciato un gioco promozionale su Last.fm
Forse l’idea non è completamente originale, ma a esserlo è sicuramente la forma in cui è stata realizzata: Onioning è fondamentalmente un servizio di microblogging… che però si basa sullo stesso concetto di Yahoo! Answers.
Al posto dei semplici aggiornamenti di stato Onioning propone (in un massimo di 500 caratteri) la condivisione di domande e risposte: è possibile registrare un profilo attraverso il proprio login di Twitter – cui si può inviare notifica dei propri update – e mantenere il nickname, se disponibile.
Il sistema consente di votare le risposte, che opzionalmente possono essere inviate in forma anonima (se l’utente l’ha esplicitamente consentito) e di creare thread delle discussioni: sul profilo si possono indicare i propri account di Facebook e MySpace e la condivisione di domande/risposte è possibile anche tramite Facebook Share.
Via | Bloggerman

Secondo un’indagine condotta dagli sviluppatori di Twitter, uno degli aspetti importanti per quanti si affaccino per la prima volta al popolare servizio di microblogging riguarda la difficoltà di trovare subito dei following interessanti: per evitare che i nuovi utenti abbandonino la piattaforma per la frustrazione di non identificarne un’utilità, è stato introdotto un supporto migliorato ai suggerimenti.
A spiegare il funzionamento della nuova feature è direttamente Josh Elman, che si è occupato della sua realizzazione: fondamentalmente in fase di registrazione viene richiesto al nuovo utente di selezionare alcune categorie d’interesse che – grazie anche all’introduzione di un nuovo algoritmo di ricerca – portano direttamente a una lista di twitterer selezionati in base ai contenuti che propongono (scelti tra gli account verificati, ma non soltanto).
L’auspicio dell’azienda è che in questo modo nessuno possa trovarsi particolarmente “spaesato”, identificando da subito gli argomenti che trova più vicini a sé: la stessa interfaccia ha subito un restyling per essere il più user-friendly possibile. È un’iniziativa lodevole, che affida ancora più importanza a hashtags e trending topics — tra i parametri presi in considerazione dal nuovo algoritmo.
Mi è capitato spesso di parlare degli aggiornamenti di HootSuite – un client professionale per la gestione degli aggiornamenti di stato sulle piattaforme di microblogging e social networking tra quelli che ritengo più interessanti – e questa volta si tratta di URL shortening: la prima novità non è propriamente tale per chi già sfruttasse una delle sue estensioni per il browser.
Sto parlando dell’integrazione di Ow.ly come URL shortener: la social bar di Ow.ly appare da tempo nei link di chi aggiorna il proprio stato attraverso il bookmarklet installabile su Firefox e Chrome (che accorcia automaticamente l’indirizzo della pagina su cui ci si trova). Ciò che prima non c’era è il tracking dei link come statistica globale – con la redazione di una classifica generale – e per utente.
HootSuite, che ormai va ben oltre Twitter, aveva ricevuto un finanziamento di $1,9 milioni in venture capitalism che gli ha permesso di presentare un nuovo responsabile per la community e soprattutto d’investire in innovazione: è pur vero che il tracking testé introdotto non è poi così “rivoluzionario”, ma in poco tempo non si poteva chiedere di più. Vedremo cosa s’inventeranno in seguito.

Non c’è soltanto Twitter in prima linea per la raccolta fondi come aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal tremendo sisma di Haiti: nelle ultime ore il numero di social network che si sono accodati all’esempio di Biz Stone è cresciuto enormemente — al punto che persino Google è intervenuta attraverso vari interventi di supporto sui propri servizi.
Tumblr non è stato da meno e ha creato una pagina ad hoc per sensibilizzare i propri utenti alla donazione: oltre alla “classica” lista di organizzazioni no-profit impegnate nella raccolta degli aiuti, lo staff consiglia di seguire il tumblog di Medici Senza Frontiere (che contiene utili aggiornamenti sullo sviluppo degli interventi sanitari).
A corredo dell’iniziativa Tumblr propone di mostrare il proprio supporto – ovviamente dopo aver effettuato almeno una donazione simbolica – attraverso l’utilizzo di un ribbon da applicare al proprio avatar in un semplice clic: il fiocco reca ovviamente i colori della bandiera haitiana.
È stato un periodo festivo piuttosto laborioso per il team di Tumblr: pochi giorni fa è stato introdotto il pulsante “Ask” che ha aperto a nuove interessanti prospettive. Ma non è l’unica feature cui gli sviluppatori stavano lavorando in queste settimane. Dopo settimane di studio è stata cambiata la navigazione della dashboard.
Un aspetto che personalmente apprezzo molto degli sviluppatori di Tumblr è l’attenzione alle richieste degli utenti (i feedback sono stimolati e seguiti dagli amministratori): nella circostanza erano stati ravvisati dei problemi nel conteggio dei post non letti tra i following e rispetto alla Tumblarity — ossia una sorta di karma associato al singolo tumblog attraverso numero di interventi nel tempo, letture e preferiti.
Considerando quest’aspetto è stata creata la nuova barra di navigazione laterale, che corregge gli errori notificati e semplifica il raggiungimento delle varie sezioni della piattaforma: Tumblr ha così una migliore ergonomia (e sta testando ulteriori funzionalità come la notifica via e-mail di follower e preferiti).
Tumblr – la popolare piattaforma “ibrida” di blogging – ha finalmente reso disponibile una feature che stava testando nelle ultime settimane: si tratta del pulsante “Ask”, disponibile tra le azioni richiamabili — che sarà presumibilmente incluso anche nelle API e quindi potenzialmente disponibile anche per Posterous.
È una funzionalità che in sé potrebbe non dire molto, ma che apre orizzonti interessanti per quei servizi web che sfruttano Tumblr per notificare ai propri utenti lo stato dei sistemi (un po’ come fa Twitter, ad esempio): in sostanza iscritti e non alla piattaforma possono porre domande specifiche agli amministratori.
Ciò può rivelarsi piuttosto utile se s’intende disporre di un help center in differita che consenta il feedback via Tumblr: tornando a Twitter Status, se abilitassero il pulsante “Ask” gli utenti potrebbero domandare dettagli più specifici sul singolo problema di quanto non venga comunicato attraverso gli sterili messaggi di servizio.