
Questa è interessante: dopo lo scandalo-link in seguito al quale Google è stata costretta a penalizzare Chrome e quindi sé stessa, il browser della società di Mountain View ha visto per la prima volta nella sua storia la perdita di quota mercato: ce lo annunciano i dati di Net Applications relativi al mese di gennaio.
Una flessione se vogliamo piccola, dal 19,11% al 18,94%, ma significativa per due motivi: si tratta come già detto della prima perdita di percentuale in assoluto per Chrome, ma soprattutto perché arriva in seguito allo scandalo-link che ha visto Google prendere il provvedimento “autopunente” a inizio 2012. La perdita di Chrome si traduce in guadagno per Internet Explorer, che passa dal 51,87% al 52,96%, mentre perde anche Firefox che scende al 20,88%. Quasi fermi Safari al 4,90% e Opera al 1,67%.
Aggiornamento: il dato di Statcounter segnalatoci nei commenti sembra invece suggerire comunque un aumento per Chrome nell’ultimo mese: non ci resta che affidarci a eventuali aggiornamenti ufficiali per sapere la verità.
Via | Neowin.net
Se il mese di novembre, relativamente alle quote mercato di vari browser presenti in circolazione, è stato segnato dal sorpasso di Chrome nei confronti di Firefox, quello di dicembre verrà ricordato per l’ennesimo balzo in avanti del browser di Google che, stando ai dati pubblicati da StatCounter, cresce di quasi due punti percentuali arrivando a 27,26%. Firefox, invece, sembra essersi fermato: dal 25,23% di novembre ad appena 25,29% del mese che si sta per concludere.
Anche Internet Explorer non se la sta cavando bene, pur continuando a dominare il mercato globale. Rispetto al mese scorso il browser targato Microsoft è sceso di due punti percentuali, toccando il minimo storico di 38,65%. Il crollo di Internet Explorer è più evidente in Europa, dove ha perso quasi un punto percentuale ed ha lasciato il primato di browser più utilizzato a Firefox, in testa con 32,46%. Chrome, invece, continua a crescere costantemente toccando quota 25,53%.
Nel nostro Paese la classifica non è variata, con i tre browser principali che continuano la tendenza registrata a novembre: Internet Explorer, ancora in testa, scende di pochissimo (36,24%), Chrome sale di un punto percentuale (30,67) e Firefox resta in terza posizione registrando un calo di mezzo punto.
Continua a leggere: Mercato browser: Chrome cresce ancora, Internet Explorer perde due punti
Una nuova vulnerabilità di Windows 7 è stata scoperta nei giorni scorsi dall’utente Twitter @w3bd3vil e confermata sia dal report Secunia appena linkato, sia dal video che trovate qui sopra, contenente la prova filmata del rischio BSoD che ne deriverebbe.
Secondo lo stesso report, il problema affliggerebbe solo la versione a 64 bit dell’ultimo sistema operativo Microsoft e sarebbe circoscritto al solo uso del browser Safari: basterebbe però un solo tag HTML a scatenare il BSoD causato da un errore nel file win32k.sys. Non solo l’antipatica schermata blu come minaccia, ma anche la possibile esecuzione di codice esterno al sistema operativo da parte di malintenzionati.
Nel dettaglio, per scatenare il patatrac basterebbe aprire un file HTML con all’interno un tag IFRAME contenente un attributo height troppo grande: nel caso in cui usiate sia Windows 7 64 bit che Safari come browser principale, il consiglio è quindi quello di stare attenti a quali pagine aprite in attesa che Microsoft risolva il problema.
Via | Theregister.co.uk
Era inevitabile: dopo la crescita di Chrome nel corso degli ultimi mesi, il browser di Google ha superato Firefox nella speciale classifica di un mercato come al solito dominato da Internet Explorer (40,63%). Almeno stando ai dati pubblicati da StatCounter, secondo i quali nell’uso in tutto il mondo Chrome sarebbe attualmente al 25,69%, seguito proprio da Firefox al 25,23%: nemmeno un punto percentuale, ma tanto quanto basta a far guadagnare a Chrome la seconda posizione, che da anni ormai occupava Firefox.
Ha comunque modo di consolarsi Mozilla, visto che restringendo il campo alla sola Europa, Firefox se la gioca praticamente alla pari con Internet Explorer al 32,55%, staccando Chrome al 24,37%. E l’Italia? Nel nostro Paese la scena cambia ulteriormente (come potete vedere dopo il break): Internet Explorer è sempre primo al 36,52%, ma deve addirittura guardarsi le spalle da un Chrome impennatosi al 29,67%: terzo è invece Firefox, al 25,98%.
Come al solito, nelle percentuali rimanenti restano le poche briciole di cui devono accontentarsi Opera, Safari e tutti gli altri.
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Internet Explorer perde ancora quota, pur rimanendo il browser più utilizzato in assoluto. Se fino a settembre più del 50% della navigazione web avveniva grazie ad Internet Explorer nelle sue varie versioni, i dati di ottobre 2011, diffusi da Netmarketshare, parlano chiaro: la percentuale del suo utilizzo, per la prima volta dopo un decennio, è scesa al 49,59 percento.
Il merito, o la colpa, è in parte dei dispositivi mobili che, ad oggi, coprono circa il 6% della navigazione in internet. E lì Internet Explorer non se la cava affatto bene: il 62,17% della navigazione da smartphone e tablet avviene tramite Safari Mobile, seguito da Opera Mini e dal browser Android. Internet Explorer è all’ultimo posto con un microscopico 0,16%.
Se si considera soltanto il mercato dei browser desktop, il diretto concorrente di Internet Explorer risulta essere Chrome. Il browser targato Microsoft è ancora al top con un 52,63%, ma sta perdendo lentamente punti a favore di quello sviluppato da Google che sta acquistando circa due punti percentuale al mese ed è già arrivato al 17,62%.
Torniamo dopo qualche tempo a dare un’occhiata ai dati provenienti da StatCounter, relativi alle quote mercato di vari browser presenti in circolazione. Un mese importante quello di giugno per Chrome, che ha superato per la prima volta la barriera del 20%, arrivando sempre più vicino a Firefox, in discesa fino al 28%. Sempre primo Internet Explorer, anche se per il browser Microsoft c’è ben poco di cui essere allegri, andando a vedere lo spaventoso tonfo di circa 10 punti percentuali nel corso degli ultimi 365 giorni.
Sostanzialmente diverso il discorso in Europa e in Italia, dove Firefox mostra di essere più forte rispetto al mercato globale, anche se a livello continentale c’è da registrare il sorpasso di Internet Explorer ai danni del browser Mozilla, favorito anche in questo caso dal successo di Chrome, la quale base d’utenza sembra essere (a ragion veduta) la stessa di Firefox. Nel nostro Paese si assottiglia ancora di più il divario tra Firefox e Chrome: 26% il primo e 24% il secondo, a contendersi il secondo posto dietro a Internet Explorer, a quota 41% ma anche in questo caso in netta discesa rispetto al passato (10% in meno rispetto a un anno fa).
Appare quindi chiaro come nonostante il dominio di Internet Explorer e l’uso sostenuto di Firefox, sia Chrome il browser in maggior ascesa: non ci sarà da stupirsi quindi se a distanza di qualche mese da ora dovessimo registrare il suo sorpasso ai danni dello stesso Firefox, mentre per raggiungere Internet Explorer ci sarà comunque da lavorare ancora un po’. In cima al post potete vedere il grafico relativo al mercato globale, mentre dopo il berak vi aspettano quello europeo e quello italiano.
Continua a leggere: Quota mercato browser: continua la corsa di Chrome, sempre più vicino a Firefox
Oggi cade un mito sulla proverbiale sicurezza del browser Safari. Una squadra di ricercatori ha effettuato con successo l’exploit del browser Apple sfruttando una falla e vincendo il concorso per hacker Pwn2Own. Chaouki Bekrar, a capo del team, è infatti riuscito ad indirizzare un MacBook ad un sito web appositamente creato e ha lanciato con successo un calcolatore sulla macchina compromessa.
Sulla macchina oggetto di hijack girava una versione aggiornata e completa di patch di Mac OS X (64-bit). Bekrar ha rivelato come il suo successo sia da attribuire ad una vulnerabilità in WebKit, il motore di rendering open-source utilizzato in Safari. La squadra di ricercatori ha impiegato circa due settimane per scoprire la vulnerabilità e creare un exploit funzionante, vincendo un premio da 15.000 dollari e un Apple MacBook Air 13″ con sistema operativo Mac OS X Snow Leopard.
Secondo Bekrar, riuscire a violare Safari è stato abbastanza difficile a causa della mancanza di documentazione sull’exploit per Mac OS X da 64.bit. Il team ha dovuto crearsi tutto dal nulla, a partire dal tool di debugging, per poi passare alla shellcode e alla tecnica di ROP (return oriented programming). Senza documentazione precedente a disposizione, ci è voluto più tempo del previsto per creare l’exploit, mentre trovare la vulnerabilità è stato relativamente più semplice poichè in WebKit ve ne sono molte.
L’exploit creato da Bekrar ha richiesto circa cinque secondi di navigazione sul sito apposito: da quel momento è stato in grado di lanciare l’applicazione calcolatrice e scrivere un file sul disco senza nemmeno mandare in crash il browser. La violazione funziona aggirando l’ASLR (Address Space Layout Randomization) e il DEP (Data Execution Prevention), due chiavi anti exploit integrate in OS X; è sufficiente che la vittima visiti una pagina Web, anche senza interagirvi.
La prossima “vittima” designata del team sarà Internet Explorer 8 su Windows 7 (SP1) 64-bit.
Via | ZDnet
Archiviato anche il mese di febbraio, torniamo come al solito a dare un’occhiata al mercato dei browser, in attesa che la guerra entri nel vivo nei prossimi mesi con il rilascio delle nuove versioni dei principali software di navigazione. Nel secondo mese del 2011 grazie ai dati forniti da Statcounter possiamo notare ancora un incremento per Chrome che supera anche la barriera del 16%, mentre Internet Explorer continua a perdere, con oltre mezzo punto percentuale lasciato per strada: il browser Microsoft va così al di sotto del 46%. Anche Firefox cede un po’ il passo a Chrome, scendendo al 30,37%.
Più o meno la stessa musica anche nel mercato europeo, dove pur mantenendo la prima posizione con il 37,56%, Firefox perde ancora punti insieme a Internet Explorer, anche in questo caso a favore di Chrome arrivato al 16,28%. Sempre fermi invece al di sotto del 5% sia Safari che Opera, che anche a livello globale mantengono all’incirca inalterata la loro quota mercato. Inutile ribadire ancora una volta che nei prossimi mesi entreremo nuovamente nel periodo caldo della guerra tra browser, per cui sarà lecito aspettarsi nuovi scossoni che vadano ad alterare il trend visto negli ultimi mesi, durante i quali Chrome è stato in grado letteralmente di galoppare a cavallo.
Chi dovesse essere interessato a vedere anche il grafico europeo lo può trovare dopo il break.
Continua a leggere: Browser market share: continua la corsa di Chrome a febbraio
Passato anche gennaio, andiamo a dare nuovamente un’occhiata al mercato dei browser e al suo andamento nel primo mese del 2011 grazie ai dati forniti da Statcounter. Per quanto riguarda le cifre globali, nonostante la perdita di altri tre punti percentuali Internet Explorer resta sempre al primo posto con il 46%, seguito da Firefox stabilmente al 30,68%: ma la corsa inarrestabile sembra essere sempre più quella di Chrome, arrivato oltre il 15% con una salita impressionante soprattutto se presa in considerazione a partire dagli ultimi mesi del 2010. Un risultato che sicuramente farà piacere a Google, visto che il suo browser inizia a “vedere” in lontananza Firefox, anche se la strada da fare per raggiungere il panda rosso è ovviamente ancora lunga.
Discorso un po’ diverso invece se andiamo a guardare esclusivamente il mercato europeo, dove proprio Firefox è il browser più usato con il suo 37,92% tallonato dal 36,91% di Internet Explorer. Cifre più o meno simili a quelle mondiali invece per Chrome, al 15,47%: evidentemente nel vecchio continente deve esserci una certa affezione per il browser Mozilla che probabilmente altrove manca. Da notare anche le cifre di Safari e Opera, entrambi intorno al 5%: se per Safari si tratta di un dato in linea con le statistiche di tutto il globo, anche per Opera significa invece una particolare affezione da parte degli Europei, visto che guadagna circa 3 punti percentuali.
Chi dovesse essere interessato a vedere anche il grafico europeo lo può trovare dopo il break.
Continua a leggere: Browser market share: passi da gigante per Chrome, ora sopra il 15%
Siamo fatti così (o esplorando il corpo umano che dir si voglia) è stato uno dei cartoni animati più conosciuti dell’infanzia di molti. Cosa c’entra con questo post? Forse poco, ma è la prima idea che mi è venuta leggendo di Google Body Browser, nuovo servizio web partorito dalle diaboliche menti di Google.
Ancora all’interno della sezione Labs dell’azienda californiana, Body Browser è una specie di Google Earth per il corpo umano, come lo definisce Gizmodo. Permette sostanzialmente di vedere la struttura del nostro corpo andando per livelli, passando cioè dal lato “esterno” scendendo nel dettaglio verso la muscolatura, lo scheletro e gli organi.
Per funzionare richiede un browser che supporti WebGL, per cui è necessario scaricare Firefox 4.0 beta, l’ultima Safari Nightly Build o l’ultima Chrome beta (al momento non funzionante), cogliendo così i cosiddetti due piccioni con una fava e andando anche a testare le nuove funzionalità di questi browser qualora non se ne sia avuta ancora occasione.