Associated Press (AP) ha commissionato a MarkLogic la realizzazione d’una nuova infrastruttura per l’archiviazione delle agenzie di stampa. Tutti gli articoli scritti finora sono interrogabili dai partner di AP grazie a un’applicazione dedicata: il processo di transizione, che coinvolge milioni d’articoli, ha richiesto sedici mesi.
Precedentemente redatto in XML, il database di AP s’è adeguato alle esigenze generate dall’ubiquità del web. Il prodotto di MarkLogic è riservato ai clienti, ma l’infrastruttura approntata da AP può essere riprodotta da società private ed enti pubblici per archiviare qualsiasi tipo d’informazione — volendo, con la stessa tecnologia.
MarkLogic, infatti, distribuisce la licenza di prova gratuita per individui e imprese. Prescindendo dal software, la stessa soluzione di AP potrebbe essere adottata dagli archivi pubblici per interrogare le innumerevoli pubblicazioni disponibili. Pensate, ad esempio, alla digitalizzazione dei quotidiani mantenuti nelle biblioteche.
Via | MarkLogic

Si parla da anni di “web semantico” e Google intende muovere con più decisione in tale direzione, allo scopo di rendere più comprensibili agli esseri umani i risultati che il suo motore di ricerca presenta nelle sue pagine. Finora lo sforzo era quello di elencare i siti web in base alla rilevanza e alla popolarità degli stessi, giudicando traffico e contesto e - in gran segreto - elaborando algoritmi che sconfiggessero chi cercava di fare il furbo per creare visite dal nulla.
Secondo il Wall Street Journal, Google ha iniziato a cambiare strada, non solo negli algoritmi ma anche nella presentazione grafica. Amit Singhal (nella foto), Vice Presidente e manager di punta del settore search engine di Google, ha comunicato in una recente intervista che il metodo basato sulle parole chiave già ora usato dal motore di ricerca non verrà rimpiazzato, ma sarà aiutato da una lista in perenne espansione di “entità”. Cose, persone, oggetti, luoghi stanno già venendo catalogati e divisi in “qualità” da un paio d’anni a questa parte.
Continua a leggere: Amit Singhal, Vice Presidente di Google: “Presto un search engine più umano”
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C’è una novita per tutti gli smemorati dotati di smartphone: d’ora in poi Google trasmetterà alla homepage mobile la nostra cronologia di ricerche focalizzata sulla nostra locazione.
Google è sempre più attento al mercato mobile ed ha aggiunto nei mesi passati alla sua homepage per Android e iOS una schiera di informazioni utilissime, rendendo facile la vita a chi ha bisogno di trovare un negozio, un ristorante o un distributore di benzina. E’ davvero fantastico avere uno smartphone sottomano in una città sconosciuta.
L’ultima novità è la sincronizzazione delle nostre ricerche geografiche tra PC e tablet o cellulare. Tali ricerche verranno riconosciute da Google e direttamente spedite alla home mobile sotto un’apposita icona “Recenti”, la prima a sinistra accanto a quelle di ristoranti e caffè.
Continua a leggere: Google attiva la Search History sulla homepage di Google Mobile
Linked Pages è una nuova risorsa di Bing per associare gli indirizzi delle pagine web agli utenti di Facebook. Simile alla soluzione di Google+, Linked Pages permette di “taggare” i risultati col proprio nome o quello degli amici — per migliorare la ricerca sugli individui. In qualsiasi momento si può scegliere di rimuovere i link.
La ricerca di sé sui motori è una pratica molto diffusa, particolarmente utile a verificare la propria reputazione sul web. Bing offre l’opportunità d’affinare i risultati, decidendo in prima persona quali profili mostrare. Collegandosi a Facebook, Linked Pages invia una notifica a Timeline per le nuove pagine associate all’account.
Raggiungibile dall’Italia, Linked Pages è in una fase estremamente sperimentale e l’interfaccia è proposta in inglese: l’autorizzazione dal profilo di Facebook parrebbe mal funzionante. Nella circostanza, gli account per Windows Live non possono sostituire i profili del social network. Bisogna aspettare che si risolvano i problemi.
Via | Bing

Volunia, il nuovo motore di ricerca italiano ideato da Massimo Marchiori, è stato presentato due settimane fa ed è stato accolto da una serie di critiche. Se, da un lato, si è apprezzato l’intento rivoluzionario, dall’altro sono state sottolineate le numerose pecche: dal logo poco accattivante alla grafica troppo anni ‘90, passando per la chat poco pratica ai numerosi limiti delle ricerche. Tutte critiche che Marchiori ha preso in considerazione per effettuare i cambiamenti annunciati poche ore fa.
Saranno due gli interventi principali da compiere prima dell’apertura di Volunia al pubblico, uno sulla grafica e l’altro sul motore di ricerca. Il sito subirà un vero e proprio restyling tenendo in considerazione due parole chiave, semplicità e usabilità. Più vicino a Google, insomma, visto che secondo quanto dichiarato da Marchiori saranno tolte un po’ di funzioni e si punterà tutto su un look minimalista.
L’intervento più importante, però, riguarda il motore di ricerca - che poi è ciò su cui si basa Volunia - che al momento indicizza soltanto l’1% dei siti web. Il traguardo, nell’immediato, è di arrivare al 5%: per permettere l’indicizzazione del proprio sito, però, occorre ancora fare richiesta a Volunia - tramite l’apposita funzione disponibile nel profilo personale - ed inserire un codice all’interno del sito. E’ lo stesso creatore a confermare questo impegno a Wired: “Stiamo lavorando molto sul motore di ricerca, era la parte che avevamo sviluppato meno e ora siamo concentrati su questa perché sotto il profilo social abbiamo ricevuto poche critiche“.
Si è parlato, inoltre, della possibilità di includere Google in Volunia tramite un plugin per i principali browser - Internet Explorer, Chrome e Firefox - mentre è stata esclusa, almeno per ora, la realizzazione di un browser, molto richiesto dagli utenti ma non ancora nei piani di Marchiori. La data dell’apertura dell’accesso a tutti gli utenti è ancora sconosciuta, quindi per testare con mano questi cambiamenti dovremo attendere ancora un po’.
Via | Wired
Ve lo ricordate Cuil? Ma sì, quel motore di ricerca creato circa quattro anni fa da alcuni ex-dipendenti Google, fallito nel tentativo di fare da concorrente al colosso di Mountain View e rilanciatosi poi sotto forma di Cpedia, enciclopedia del web auto-generata fallita poi anch’essa miseramente.
Ci troviamo oggi a riportare quella che è la fine dell’intera storia di Cuil (già offline da tempo), almeno come l’abbiamo conosciuto insieme a Cpedia fino a oggi: il motore di ricerca, o meglio quel che ne resta, è stato infatti comprato da Google, vale a dire il concorrente che Cuil avrebbe dovuto battere. Cose che succedono tutti i giorni per carità, ma è un epilogo che in un certo qual modo strappa un sorriso amaro. Nel dettaglio, Google si è assicurata la proprietà di sette brevetti precedentemente appartenenti a Cuil, riguardanti principalmente l’interfaccia utente e il modo di presentare nel modo migliore un risultato quando più significati sono attribuibile a una parola chiave o a una frase.
Non vengono invece coperti dai brevetti comprati da Google gli algoritmi di ricerca, segno che Larry Page e i suoi avevano già adocchiato da tempo le innovazioni nella interfaccia utente realizzate da parte di Cuil, appropriandosene a tempo debito. Del resto, lo stesso motore Google nel corso degli ultimi mesi ha più volte sperimentato diverse componenti di layout, senza mai dare l’impressione di essere veramente convinto nel portare avanti modifiche sostanziali alla propria interfaccia. Come e quando queste modifiche provenienti dai brevetti Cuil appariranno all’interno di Google non ci è dato ovviamente saperlo, almeno per ora.
Via | Venturebeat.com

San Valentino, la festa degli innamorati, può diventare un incubo oppure un momento di grande complicità. Tutto dipende dalla propria situazione sentimentale. Molti, comunque, la considerano un’occasione commerciale. Qualunque sia la vostra opinione in merito, Suhel Banerjee – ingegnere ed ex-dipendente di Google – ha la soluzione.
Parlare di «soluzione» è appropriato, perché Banerjee ha pubblicato un’equazione matematica che produce un cuore come rappresentazione grafica sugli assi cartesiani. Non è un easter egg e, dal punto di vista trigonometrico, non sembra neppure corretta. L’importante è il risultato in tema con la ricorrenza. Basta condividere un link.
Forse, non è propriamente un messaggio romantico. Rispetto alle cartoline tradizionali, però, è di sicuro un’idea originale. Soprattutto se – come per il sottoscritto – il vostro partner è uno studente di matematica. Magari, non limitatevi a un cuoricino su Google Calculator: non m’assumo responsabilità, se fosse causa di divorzio.
Via | Digital Inspiration
Wolfram Alpha Pro è la novità alla quale alludevano gli sviluppatori della società di Stephen Wolfram. Presentato a una cerchia ristretta di esperti del settore, il nuovo motore di ricerca computazionale è un’esclusiva dei clienti paganti di Wolfram Research. Ecco spiegato il perché di tanta “segretezza”, nell’annuncio preliminare.
Le funzionalità previste dall’aggiornamento della piattaforma ricalcano le ipotesi che, personalmente, avevo fatto in occasione del comunicato. Il focus delle novità riguarda soprattutto i formati: Wolfram Alpha s’avvarrà di Computable Document Format (CDF), l’alternativa computabile al PDF di Adobe — adesso, limitato a Mathematica.
Un’offerta esplicitamente orientata all’istruzione, che integra le funzionalità di Wolfram Educational Portal: il nuovo portale dedicato a insegnanti e studenti. Oltre all’utilizzo di CDF, Wolfram Alpha Pro consentirà l’esportazione dei dati in numerosi altri formati per il web. Una possibilità che si paga e neppure a buon mercato.
Continua a leggere: Wolfram Alpha Pro, la novità a pagamento promessa dagli sviluppatori

Secondo gli ultimi dati diffusi da StatCounter, Yahoo è ancora il terzo motore di ricerca più usato al Mondo. Se la gioca con Bing per pochissimi punti percentuale, ma l’abisso con Google sembra insormontabile. Forse è anche questo il motivo che l’ha spinto, con l’ultima novità introdotta, a puntare sul mondo del mobile e, in particolare, sulla ricerca delle applicazioni per iPhone ed Android.
La nuova funzione, non ancora disponibile per gli utenti italiani, va ad affiancarsi alla ricerca che tutti noi effettuiamo quotidianamente nei vari app store: inserendo una qualunque chiave di ricerca potremo trovare l’applicazione desiderata direttamente da Yahoo e, se interessati, cliccare sul prezzo e venir così reindirizzati all’app store originale per effettuare l’acquisto. Si possono ordinare i risultati per rilevanza o per il punteggio dato dagli utenti, oltre a filtrare i risultati in base al prezzo o alla categoria (intrattenimento, puzzle, lifestyle e via dicendo).
Disponibile anche un box con le classifiche delle app più scaricate del momento per iPhone e Android, classifiche ben diverse da quelle pubblicate sugli app store ufficiali. Per iPhone, ad esempio, tra le app più scaricate dagli utenti troviamo Yahoo! in prima posizione (ottava per Android) e Yahoo! Sportacular al decimo posto. Non è ancora chiaro se e quando questa funzione arriverà anche nel nostro Paese, ma intanto ci interessa conoscere la vostra opinione: utilizzereste Yahoo per cercare applicazioni o continuereste ad usare gli app store ufficiali?
Via | MakeUseOf
È stato presentato ieri, attorno a mezzogiorno, Volunia: il nuovo motore di ricerca italiano – localizzato, però, in dodici lingue straniere – ideato da Massimo Marchiori, il ricercatore che ha realizzato l’algoritmo per HyperSearch. La conferenza stampa s’è tenuta presso l’Università di Padova, della quale Marchiori è professore.
Volunia è un progetto mondiale, che ambisce a introdurre una nuova concezione della ricerca sul web: non è – utilizzando le parole di Marchiori – «un miglioramento del 10%» delle prestazioni di Google. Per il momento, l’accesso al motore è subordinato all’accettazione in una lista di power user. Non è ancora disponibile al pubblico.
Nonostante Marchiori abbia collaborato con Tim Berners-Lee al World Wide Web Consortium (W3C), Volunia non integra una ricerca semantica: è un’evoluzione di PageRank – l’algoritmo di Google, derivato dal lavoro di Marchiori su HyperSearch – in chiave “sociale”. È una mappatura del web, ispirata ai GPS e integrata ai social network.
Continua a leggere: Volunia è il nuovo motore di ricerca realizzato da Massimo Marchiori