
Il battagliare continuo fra il Governo cinese e Google è ormai ai ferri corti, lo si sapeva già da tempo. L’attacco informatico nei confronti dell’azienda di Mountain View, però, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg più “diretta” di una serie di conseguenze che Google potrebbe pagare se non rispetterà le leggi valide sul suolo cinese.
“Noi supportiamo l’espansione di Google nel nostro mercato, ma se violasse le leggi cinesi non sarebbe amichevole e sarebbe irresponsabile e dovrà risponderne delle conseguenze”.
Sono parole di Li Yizhong, ministro cinese dell’Industria e della Tecnologia. Il Governo cinese fa filtrare dai motori di ricerca tutto il contenuto che non ritiene adatto alla popolazione che amministra: pornografia, violenza, ma anche contenuti politici di varia natura. Le parole del vice-presidente di Google Nicole Wong, però, non lasciano presagire nulla di buono:
“Google è ferma nella sua decisione di smettere di censurare i suoi risultati in Cina. Anche a costo di dover chiudere il nostro dominio google.cn e di lasciare il paese, siamo pronti ad andare avanti”.
Sono parole molto pesanti, soprattutto considerato che sono state pronunciate davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento americano, durante un dibattito su “come la tecnologia può aiutare gli attivisti per la democrazia sparsi nel mondo”. Insomma, Google è avvertito, ma anche la Cina lo è. Del resto, nessuna delle due parti sembra temere l’altra: la Cina è convinta di poter fare a meno del motore di ricerca americano per sviluppare comunque il suo mercato di Internet e su Internet; Google è forte della sensazione di essere nel giusto, e nell’appoggio concretissimo del Governo del suo paese.

BackType è una piattaforma molto apprezzata dai professionisti perché consente di valutare i trend della rete a partire dalle conversazioni: inizialmente orientato ai commenti sui blog, negli ultimi mesi l’attenzione di BackType è stata rivolta interamente a Twitter — anche in relazione al blogging con una serie di utili risorse integrabili nei principali servizi.
La novità riguarda l’apertura di BackType Labs, ovvero di un centro per il testing dei servizi proposti ancora in via del tutto sperimentale: al momento si parla di 4 applicazioni tra cui BackType Me che costituisce forse lo strumento più utile. È un “tracker” degli aggiornamenti dei propri contatti che riporta discussioni ad albero, anteprime delle immagini e video.
Ma i BackType Labs non si limitano a questo: c’è un servizio equivalente a Google Alerts per ricevere notifiche via e-mail per particolari keyword utilizzate su Twitter e Backtweets che propone un motore di ricerca avanzato per i trackback dei blog ed è installabile su WordPress con un plugin dedicato; bt.io sarà probabilmente un URL shortener.
Domani si terrà l’82ª edizione degli Oscar (che godrà ovviamente della copertura di Cineblog.it) e come di consueto dalla sua nascita Wolfram Alpha ha inaugurato per l’occasione una serie di statistiche avanzate sull’evento a partire dal 1929 — il primo anno in cui gli Academy Awards sono stati assegnati. Mi chiedo cosa penserebbe Jack Nicholson – tradizionalmente poco incline al senso dell’umorismo – di essere stato casualmente associato a quella data.
Già perché per l’esempio di query mostrato dagli sviluppatori di Wolfram Alpha è stato scelto proprio lui: a parziale discolpa del team bisogna ammettere che le statistiche che lo riguardano partono “solo” dal 1970 — e comunque l’attore statunitense porta discretamente bene i suoi anni. Andiamo oltre, perché gli snippet per il motore di ricerca computazionale offrono ampi margini e non è prettamente necessario includere academy awards nel form per raggiungere statistiche avanzate sulla manifestazione.
Le informazioni recuperabili da Wolfram Alpha includono tutte le nomination (e non soltanto i premi assegnati) previste dal 1929 e dati statistici sulla carriera di singoli attori, registi e film: ricercando il nome o, il titolo di uno tra questi le statistiche relative agli Oscar saranno mostrate automaticamente nei risultati. Gli sviluppatori meditano di fare altrettanto quanto prima anche per i Golden Globe. A proposito: lo streaming ufficiale della trasmissione di ABC è curato da Livestream, perciò fate attenzione al Grande Fratello.

Secondo ReadWriteWeb una piccola, grande rivoluzione sta per essere messa a punto da Google, riguardo le modalità di indicizzazione dei contenuti web, da sempre la forza del suo motore di ricerca. Gli ingegneri di Mountain View sono al lavoro da tempo a un sistema che permetterà a chi pubblica sul web, non importa quanto grande o importante sia, di segnalare a Google nuovi contenuti pochi secondo la loro comparsa online.
Questa direzione è stata, fra l’altro, confermata da Dylan Casey, senior product manager del motore di ricerca, in un’intervista riportata da GigaOm. Il sistema dovrebbe fare uso di una tecnologia che Google ha già sviluppato per altri scopi: PuSH.
PuSH crea un hub fra chi sottoscrive un feed e chi lo pubblica, che si occupa di controllare per conto del sottoscrittore (in questo caso, Google) il feed in questione. Una novità del genere potrebbe significare molto per la “democraticità” interna a Google. Solo pochi (relativamente) grandi siti web vengono indicizzati dal motore più di una volta alla settimana, tramite il sistema di crawling attuale. Tutti gli editori sarebbero finalmente ad armi pari davanti a quello che, nel corso del tempo, è diventato uno degli standard del modo di interfacciarsi alle notizie e ai contenuti su Internet: Google.

Antonio Vivaldi è il primo musicista italiano a meritarsi l’onore di un Google Doodle dedicato all’anniversario della sua nascita (il 332esimo, per la precisione).
Il grande compositore veneziano, vissuto fra ‘600 e ‘700, si unisce alla schiera elettissima di personalità omaggiate dal gigante del XXI secolo, formata da icone del calibro del Mahatma Gandhi (il cui compleanno è stato “festeggiato” in questo stesso modo da Google nello scorso ottobre) o Michael Jackson (ricordato ad settembre agosto).
Quello dedicato a uno dei nostri orgogli nazionali è stato il primo Doodle apparso dopo la lunga serie di quelli dedicati ai vari sport invernali praticati nel corso delle Olimpiadi di Vancouver.
Anzitutto una buona notizia: Bing ha abbandonato il curioso servizio di URL shortening che aveva scatenato l’ilarità generale all’inizio dell’anno perché più lungo del dominio-base del motore di ricerca. L’aspetto ancora più interessante è che ha abbracciato ^CoTags per Twitter — usato appunto per comunicare le nuove feature.
La notizia ovviamente è un’altra: Bing ha introdotto la cronologia negli auto-suggerimenti presenti nel form di ricerca, una funzione già conosciuta e apprezzata (nonché criticata per quanto riguarda i problemi di privacy) su Google. Si tratta di salvare le query al motore tramite cookie e riorganizzare così gli script della piattaforma per richiamare i termini già utilizzati in precedenza.
Bing può essere utilizzato sia tramite il login di Windows Live che senza effettuare alcun accesso: nei dettagli della nuova feature – che inizialmente è stata annunciata a gennaio – non si fa cenno alla durata del mantenimento della cronologia, né alla necessità di registrare un account. In compenso, i termini già utilizzati compaiono in un colore diverso e in cima alla lista dei suggerimenti (il ché è particolarmente utile per riconoscerli rispetto agli auto-suggerimenti predefiniti).
Wolfram|Alpha è indubbiamente una piattaforma unica nel suo genere: non a caso rispetto a Bing (che infatti ne integra i risultati) e Google preferisce la definizione di motore di ricerca computazionale e/o motore di calcolo. Personalmente – da entusiasta del servizio – ritengo che l’unica carenza imputabile al progetto riguardi l’assenza di localizzazioni: ciò è ahimè giustificato dalla sua stessa natura.
Dopo un periodo medio-lungo di rodaggio, negli ultimi mesi lo sviluppo di Wolfram|Alpha ha subito notevoli migliorie pure legate a eventi (come avvenuto in largo anticipo per le olimpiadi invernali di Vancouver) ed evoluzioni di ricerca e tecnologia: fantastica la funzione di calcolatrice per iPhone e iPod Touch. Le novità non potevano certo finire qui.
Con un po’ di rammarico sulla scelta del formato – si tratta infatti del proprietario GIF – è approdata su Wolfram|Alpha una interessante feature per generare immagini dalle tabelle create attraverso la piattaforma: si tratta praticamente di salvare on-the-fly i risultati di query tipiche dei fogli di calcolo tradizionali o, mashup di mappe geografiche in un formato grafico semplice.

Secondo un tweet proveniente da Google, da oggi gli aggiornamenti delle pagine fan su Facebook saranno inseriti nei risultati delle ricerche effettuate grazie al motore di Mountain View.
Il loro posto sarà accanto ai micropost di Twitter, che già fanno bella mostra di sé da tempo, nella sezione “real time” di Google.com.
ReadWriteWeb considera la mossa di Google come una difesa nei confronti di Bing. Infatti a breve, grazie a uno speciale accordo con Facebook, il motore di ricerca di Microsoft includerà fra i suoi risultati anche gli status Facebook degli utenti comuni.

Giornate nere per Google. Dopo le accuse di bullismo online, e la relativa condanna, arrivano anche da parte dell’Unione Europea, e per “abuso di posizione dominante”.
Ad aver fatto scattare la denuncia, che si avvale del trattato di Lisbona, sono state 3 aziende europee, concorrenti di Google in vari settori: un motore di ricerca inglese (Foundem), un servizio di comparazione dei prezzi per l’ecommerce (Ciao) ed eJustice.fr, un sito dedicato alle questioni legate al diritto (francese). Al centro delle accuse, le caratteristiche stesse degli algoritmi di ricerca di Google, che sfavorirebbero eccessivamente la concorrenza, attraverso dei “penalty filters”.
L’accusa più grave proviene da Foundem e da eJustice: Google posizionerebbe più in basso del dovuto i risultati di ricerca che li riguardano, intervenendo “manualmente” per non essere svantaggiata essa stessa dal punto di vista degli introiti pubblicitari. Per quanto riguarda Ciao (di proprietà di Microsoft), invece, secondo Mashable il problema sarebbe circoscritto a sole, per quanto massicce, problematiche relative alle policy di Adsense.
Google dovrà rispondere a delle precise domande da parte della Commissione Europea alla Concorrenza, aprendosi almeno in parte sui meccanismi di funzionamento delle proprie ricerche. Se Mountain View saprà dimostrare che i suoi risultati di ricerca sono ancora solo frutto di algoritmi, tutto bene. Altrimenti, se le ammende pecuniarie fossero poco, per quanto ingenti, per un colosso del suo calibro, l’Antitrust europeo saprebbe comunque come mettergli i bastoni fra le ruote. Congelando affari, ad esempio, come già successe nel 2008 per un accordo pubblicitario con Yahoo!.

Google, per moltissimi, è soprattutto motore di ricerca e Gmail, la webmail potente e - quasi sempre - affidabile. Aggiungiamo Google Maps, e anche un bisogno ormai primario, come quello della cartografia online, soddisfatto (sempre meglio).
Non tutti sanno però che Google, fra esperimenti e nicchie varie, offre una miriade di servizi secondari, atti a soddisfare anche le esigenze meno immediate. Alcuni sono servizi originalmente inventati da Google, altri sono frutto di qualcuna delle tante acquisizioni che Mountain View fa di tanto in tanto, come noialtri facciamo shopping. La lista ce l’ha segnalata Lost in Technology.
1. Aardvark, che è una versione moderna e impronunciabile di Yahoo! Answers. Provate per credere, risponderanno ad ogni vostra domanda, ma solo in inglese. Il suo compito è quello di effettuare una social search. Si propone, in pratica, di trovare persone, e non siti o soluzioni. Molto interessante.
2. Google Sets vi lascia dei campi vuoti a disposizione, in cui voi inserirete degli elementi. Magari dei film che hanno qualcosa in comunque, oltre al fatto di piacervi molto. Sets si occuperà di completare la lista con altri elementi attinenti. Un po’ magico, ma funziona.
3. Audio Indexing tiene conto di quante volte un certo argomento è trattato
nell’audio dei video di YouTube. Per ora funziona solo con la politica americana, ma le potenzialità sono enormi.
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YouTube è stato aperto il giorno di San Valentino del 2005 (prima ancora che la piattaforma fosse acquistata da Google) e Wolfram Alpha vuole festeggiare il suo quinto compleanno con una rassegna dei video preferiti tra quelli presenti sul proprio canale ufficiale.
I festeggiamenti sono stati posticipati rispetto al 14 febbraio perché in quella data il motore di ricerca computazionale ha presentato alcune funzioni “geometriche” su aree e volumi a forma di cuore — oggettivamente un po’ kitsch, ma l’idea in sé è stata carina.
I cinque video selezionati – gli upload sono in tutto 36 al momento – hanno un sapore decisamente geek: si passa dalla presentazione officiale di Stephen Wolfram a un montaggio relativo ai lavori sul data center prima del lancio definitivo. Non saranno virali come Keyboard Cat, ma ci hanno provato!
Negli ultimi giorni Google ha pressoché monopolizzato le discussioni sul web grazie all’introduzione di Buzz, eppure abbiamo già dimostrato come novità da altri fronti non siano mancate: è il caso del passaggio a Jabber per la chat di Facebook, ma anche delle recenti evoluzioni di Bing Travel.
Ed è ancora Microsoft a stupire (non è eccessivo parlarne in questi termini) rivedendo una funzione già implementata a suo tempo per le mappe Windows Live: trattasi di un’applicazione per Bing Maps che integra una vista 3D per le foto geolocalizzate di Flickr grazie a Silverlight 3.
Gli effetti di Spatial Search – che consente pure di applicare dei filtri alla Visual Search di Bing in base alla licenza delle immagini, come già su Google Images – sono davvero spettacolari: purtroppo l’uso di Silverlight limita l’accessibilità degli utenti Linux (occorre Moonlight 3.0 Preview 1 su Firefox e l’applicazione sovente porta al blocco del browser).