Mobile X2 è il nuovo prodotto di Eye-Fi, una società diventata popolare per la creazione delle schede di memoria Secure Digital (SD) dotate di connettività WiFi integrata. La particolarità di Mobile X2 è in Direct Mode, una funzione che permette di condividere automaticamente le fotografie scattate coi dispositivi di Android e iOS.
La nuova scheda da 8Gb di memoria è in pre-ordine a $79.99: le applicazioni per Android e iOS, necessarie alla condivisione delle fotografie, sono entrambe gratuite. Eye-Fi Mobile X2 è un prodotto interessante, perché consente di caricare su Instagram – o qualunque altro servizio – le immagini immortalate con le fotocamere digitali.
Le fotocamere integrate in smartphone e tablet hanno risoluzioni sempre più elevate. Tuttavia, non possono competere con la definizione garantita da compatte e reflex. Eye-Fi Mobile X2 permette di condividere fotografie professionali “al volo” sui social network. Non a caso, ne hanno appena parlato anche i colleghi di Clickblog.it.
Via | Eye-Fi

Placeme è un’app per Android e iOS che segue tutto quello che facciamo, usando i sensori del nostro smartphone e il GPS per tracciare con precisione ogni nostro spostamento. Tutto è registrato in background, senza alcun intervento da parte dell’utente, senza chiedere altri permessi.
Se l’idea vi fa venire i brividi, probabilmente sarete sollevati dallo scoprire che non siete i soli. Eppure, c’è un’ottima ragione per installare Placeme ed usarla: si tratta di un’applicazione di tracking personale non condivisa. Tutti i dati sono al sicuro e crittografati, inaccessibili dall’esterno. Questo scrutinio pervasivo ed intrusivo della nostra vita privata è un aiuto alla memoria ed un esame accurato delle nostre abitudini ed orari che possiamo consultare per aiutarci a vivere meglio.
L’uso più semplice è proprio quello di moleskine virtuale ed automatico. Tutto è annotato ed ancora meglio è annotabile. I luoghi della nostra vita possono essere editati qualora Placeme non abbia un nome per loro, dividendoli in Places (luoghi dove svolgiamo delle attività significative) e Visits (dove invece passiamo di sfuggita, come negozi o bar). Si possono anche lasciare delle note, per mandare a memoria qualche altro particolare.
Continua a leggere: Placeme, l'app che ci segue ovunque: un futuro spaventoso o desiderabile?
Pair, un’applicazione gratuita per i possessori di iPhone, risponde con semplicità alla domanda che gli utenti dei social network si pongono di continuo. Qual è il giusto numero di “amici” da aggiungere? Solo uno, quando si parla di relazioni sentimentali. L’intento di Pair è proprio quello di condividere le esperienze col partner.
Messaggi, fotografie, filmati e “schizzi” da abbozzare col proprio lui o la propria lei — per un social network che resta all’interno della coppia. Pair è un modo di sentirsi più vicini, quand’è fisicamente impossibile. Nulla vieta d’utilizzare l’applicazione con persone diverse dal partner: magari, con un amico o un figlio lontano.
Una caratteristica interessante di Pair è il “bacio”. Grazie alle gestualità del multi-touch, quando le dita degli utenti sfiorano contemporaneamente lo schermo entrambi gli iPhone vibrano. Una soluzione molto geek per sublimare la distanza: al più presto, l’applicazione sarà disponibile pure su Android. L’idea è davvero simpatica.
Via | Technology Review

Instagram è uno startup ed un software cresciuto in fretta, ed a ritmi vertiginosi. In una recente intervista al SXSW il co-fondatore Kevin Systrom ha fatto sapere che Instagram ha superato i 27 milioni di utenti e presto farà la sua entrata in scena su Android.
Non si tratta neppure di una di quelle app che vengono installate e poi ignorate, anzi diventano estremamente amate dai propri utenti. Secondo le statistiche il 67% di essi lo usa ogni giorno, il che è un ritmo impressionante per un’utility con risvolti social. Come ha ammesso Systrom, la sfida di Instagram è ora quella di capitalizzare sul suo successo e creare abitudine e fedeltà negli utenti, evitando il pericolo di essere classificata come moda passeggera. Per il momento lo startup è valutato 500 milioni di dollari secondo il Wall Street Journal.
In questa luce, il passaggio ad Android sarà sicuramente una pietra miliare di importanza vitale per Instagram. Gli utenti del sistema operativo di Google attendevano questo momento da quello che pareva un periodo interminabile. “Sarebbe stata dura innovare al ritmo che siamo riusciti a sostenere, se avessimo sviluppato l’app per Android e iPhone allo stesso tempo” dice Systrom. “Da un certo punto di vista, [l’app per Android] è migliore di quella per iOS. E’ una cosa folle!”.
Ci sono pochi dettagli solidi su Instagram per Android, ma si sa per certo che gestirà bene ogni passaggio da uno schermo grande ad uno piccolo e da un processore svelto ad uno più datato (data l’eterogeneità della piattaforma, un’attenzione particolare a questo aspetto non stupisce). Systrom ha fatto vedere rapidamente (sul suo Nexus) la beta di un’app svelta, capace di condividere immagini con i social network con facilità.
Via | Techcrunch
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C’è una novita per tutti gli smemorati dotati di smartphone: d’ora in poi Google trasmetterà alla homepage mobile la nostra cronologia di ricerche focalizzata sulla nostra locazione.
Google è sempre più attento al mercato mobile ed ha aggiunto nei mesi passati alla sua homepage per Android e iOS una schiera di informazioni utilissime, rendendo facile la vita a chi ha bisogno di trovare un negozio, un ristorante o un distributore di benzina. E’ davvero fantastico avere uno smartphone sottomano in una città sconosciuta.
L’ultima novità è la sincronizzazione delle nostre ricerche geografiche tra PC e tablet o cellulare. Tali ricerche verranno riconosciute da Google e direttamente spedite alla home mobile sotto un’apposita icona “Recenti”, la prima a sinistra accanto a quelle di ristoranti e caffè.
Continua a leggere: Google attiva la Search History sulla homepage di Google Mobile

In molti non si accorgono neppure di usarlo ma il browser di Android (il cui nome è molto facile da ricordare: “Browser”) è ora il più comune sulla piazza tra quelli mobile, avendo superato Opera.
Con l’attivazione di milioni e milioni di apparecchi Android e l’utente medio che si trova adeguatamente a proprio agio con il browser preinstallato, almeno per quanto riguarda le ultime versioni del sistema operativo, sembra un po’ riproporsi la situazione del dualismo Windows/Explorer. Non stupisce che StatCounter, specializzata nelle analisi del traffico web, abbia quindi segnalato un sorpasso con relativa flessione nella popolarità di Opera.
Nel corso del 2011 Android Browser ha guadagnato il 23% di tutti gli utenti, che con i dovuti calcoli pare significare circa 167 milioni di individui su circa 740 milioni di smartphone-dotati. 12 mesi fa si parlava appena del 14%. Opera invece coi suoi 160 milioni di utenti si attesta al 21%, appena sopra all’iPhone (e questo parla chiaro delle dimensioni commerciali dello smartphone di Apple). Con il passaggio (sicuramente lentissimo) di Android a Chrome, che avverrà solo man mano che Ice Cream Sandwich ed i suoi eredi sostituiranno il parco macchine attuale, il panorama cambierà di nuovo: il cannibalismo interno a Google sarà sicuramente responsabile di alcune strane statistiche.
Google dal canto suo teme pochi rivali come search engine ed è padrone incontrastato delle ricerche web mobile. Di fatto Google arriva tranquillamente al 97% del mercato, polverizzando la concorrenza sugli smartphone.
Via | Techcrunch
Se internet «non ha danneggiato» la TV, è altrettanto vero che i telespettatori non s’accontentano più delle limitate funzioni interattive promesse dalla televisione. Anziché optare per una costosa Internet-Connected TV (ICTV), però, gli utenti preferiscono accostare un “secondo” schermo al televisore: un computer o uno smartphone.
Negli Stati Uniti, come in Italia, l’interattività dei Set-Top Box (STB) non è decollata. Le ICTV non sono ancora mainstream, eppure gli spettatori esprimono l’esigenza d’intervenire nella comunicazione frontale offerta dal tubo catodico. La soluzione è quella delle applicazioni web, disponibili per un elevato numero di dispositivi.
La società di statistica Nielsen, infatti, sottolinea l’aumento degli individui che – mentre guardano la televisione – utilizzano un “secondo” schermo per interagire in qualche modo sui contenuti. Servizi come Miso, un social network per condividere quanto si guarda alla TV, sono diventati piuttosto popolari anche nel nostro Paese.
Continua a leggere: L’integrazione del web sulla TV è, attualmente, il “secondo” schermo
Foursquare, la diffusa piattaforma di gamification sul posizionamento geografico, ha abbandonato Google Maps: utilizzato dagli esordi del social network. Le nuove mappe di Foursquare – a partire da ieri – sono fornite da MapBox Streets, un servizio basato su OpenStreetMap. Più che una scelta, quella di Foursquare è una costrizione.
Per giustificare la transizione, infatti, Foursquare ha parlato di open data: OpenStreetMap è un servizio di mappatura collaborativa, che conta sull’apporto della comunità open source. OpenStreetMap ha raggiunto un livello di maturità tale da essere stato scelto su MapQuest, tra i leader nel settore. Foursquare è un valore aggiunto.
Tuttavia, la scelta di Foursquare ha altre motivazioni. Google, quando ha affidato il mantenimento del database di MapMaker a The World Bank, ha riservato molte delle funzionalità erogate dalle Application Programming Interface (API) ai clienti a pagamento. Foursquare, per continuare a utilizzare Google Maps, avrebbe dovuto pagare.
Via | Foursquare

A quanto pare non ci sarà nessun filo diretto tra il team di Android e la neo-acquisita Motorola. Difficile dire se Google abbia risposto a modo proprio ai timori esterni sulla creazione di un impero monolitico che potrebbe danneggiare gli altri produttori di smartphone, o se viceversa la corporation stia mettendo in pratica un proprio disegno.
Secondo Andy Rubin, direttore del progetto Android e curatore delle trattative di acquisto di questo grande nome dell’industria mobile, una volta terminato il processo di acquisizione non ci sarà nessun contatto tra i team esistenti all’interno di Google e quello che sviluppa gli apparecchi per cui Motorola è famosa. E non solo: Motorola non vedrà alcun cambiamento interno e i suoi smartphone continueranno ad avere lo stesso brand.
Secondo Rubin è sufficiente la semplice matematica a bandire ogni timore sulla creazione di un nuovo conglomerato monopolista: c’è già un gigante accentratore sul mercato e si chiama Apple. Motorola ha una fetta di utenti inferiore al 10% e solo un pazzo penserebbe di poter ribaltare queste cifre con interferenze interne e favoritismi particolari, i quali non avrebbero altro risultato di alienare grandi industrie, responsabili per l’enorme espansione del fenomeno Android. Ogni strategia del genere si rivolterebbe subito contro Google.
Continua a leggere: Google crea un muro tra Android e Motorola
Opera decide una tattica aggressiva per il mercato mobile e presenta oggi a Barcellona i suoi browser per Android e Symbian: Opera Mobile 12 e Opera Mini 7.
Nessun grosso cambiamento visibile per GUI ed esperienza visiva dell’utente, nulla di evidente. Tutto quello che Opera ha fatto è stato di lavorare “sotto al cofano”, ottimizzando e potenziando il software. L’unica eccezione a questa severa astensione dall’eye-candy è la presenza di un nuovo speed dial a scrolling infinito, ovverosia una front page che elenca dinamicamente le pagine visitate più spesso sotto forma di thumbnail.
Notevole l’implementazione del nuovo parser per l’HTML5 creato dall’azienda e denominato Ragnarok: anche se non si vede, renderà molto più rapide le web app. Su Android le funzionalità saranno particolarmente avanzate e comprenderanno WebGL.
Continua a leggere: Mobile World Conference 2012: presentati Opera Mobile 12 e Opera Mini