
Sebbene l’attesa per Microsoft Office 2010 (di cui è già disponibile una beta gratuita) stia per essere premiata, ci sono ancora dei buoni motivi per utilizzare Word 2007 e precedenti: tra questi spicca Word Hyperlink Checker — un’utile estensione compatibile con Office dalla versione 2000 a quella attuale.
Se il nome non bastasse, l’enorme screenshot dell’applicazione di AbleBits sarebbe già sufficiente a spiegare di cosa si tratti: Word Hyperlink Checker è un plugin per controllare l’effettiva raggiungibilità degli URL inseriti in un documento ed è particolarmente utile per chi debba distribuire (come nell’esempio) file molto grandi.
L’estensione – nota anche con il nome di Document Hyperlink Checker – è completamente gratuita: il supporto è relativo espressamente ai file di Word e consente di controllare pagine singole, specifici range oppure un intero documento — anche la presenza di controlli ActiveX è inclusa tra le feature.
Via | MakeUseOf
Il termine cloud computing – destinato a ricorrere sempre più spesso quando si parla di tecnologia e reti – sembra qualcosa di decisamente “lontano” dagli utenti e accessibile esclusivamente a un’élite di professionisti. In parte è davvero così e Windows Azure non fa eccezione: concepito sulla falsariga dell’Amazon EC2, la piattaforma di Microsoft è sicuramente destinata al settore aziendale.
In sé però il cloud computing è qualcosa che proviamo tutti ogni giorno: che si tratti di applicazioni Google o, della stessa Microsoft (basti pensare a Windows Live e in particolare a SkyDrive) è impossibile non imbattersi in qualcosa che sia definibile in questo modo. Parentesi linguistiche a parte, sono passati due anni da quando Redmond ha rilasciato le prime indiscrezioni su Windows Azure.
Ciò nonostante – anche per i problemi di Windows Vista e il rilascio anticipato di Windows 7 – il progetto è entrato in fase beta solo di recente: si parla di una vendita dei servizi a consumo che riguarda l’utilizzo dei server dedicati, di Microsoft SQL Azure come database e di un sistema in stile app store chiamato AppFabric — il tutto corredato da una soluzione di storage ad hoc. L’hardware sarà fornito da Helwett-Packard che investirà $250 milioni nei prossimi tre anni.
Software e licenze d’uso: non sempre i termini sono chiarissimi. Spesso i software sono gratuiti solo per uso privato, escludendo di fatto l’utilizzo aziendale. Esaminiamo insieme un caso particolare.
Microsoft Security Essentials può essere utilizzato in ambito aziendale? In linea generale la risposta è ovviamente no (anche perchè per le aziende c’è Microsoft Forefront), ma nella licenza d’uso dell’antivirus gratuito (che potete leggere qui) c’è un importante particolare che non è certo notizia di oggi ma che ancora non è conosciuto da tutti:
Il licenziatario potrà installare e utilizzare un numero qualsiasi di copie del software sui propri dispositivi domestici per l’utilizzo da parte di membri del nucleo familiare del licenziatario medesimo o nell’ambito di una piccola impresa esercitata presso l’abitazione di quest’ultimo.
In pratica l’utilizzo di Microsoft Security Essentials appare concesso anche ai cosiddetti “imprenditori casalinghi”, cioè a chi ha una piccola azienda ubicata in casa propria (e qui viene facile pensare alle numerose ditte individuali con sede legale presso l’abitazione del titolare). È comunque il caso di dare un’occhiata ad un’interessante discussione presente su Microsoft Answers, che dimostra (a parte un po’ di confusione sull’argomento) come questa concessione abbia dei limiti ben precisi; in caso di dubbi, quindi, è meglio contattare direttamente Microsoft tramite l’apposito Servizio Clienti.

Dopo averlo già promesso via YouTube qualche mese fa, Google ha deciso di avviare il processo che porterà gradualmente l’azienda a non supportare più Internet Explorer 6, versione del browser Microsoft risalente all’ormai giurassico (informaticamente parlando) 2001.
Nonostante abbia una certa età, Internet Explorer 6 a dicembre 2009 poteva ancora godere del 10,9% della quota mercato, un’enormità considerando che la ben più recente versione 8 ne aveva il 13,5%. L’aggiornamento non è ovviamente un capriccio ma un’esigenza sempre più riscontrata, a causa dei problemi di sicurezza di IE6 e del suo mancato supporto ai più recenti standard di realizzazione di pagine web, vero e proprio grattacapo per chi deve lavorarci.
La rimozione del supporto a IE6 inizierà dal 1 marzo sui servizi Google Docs e Google Sites.
Via | Neowin.com
Con ben 60 milioni di copie vendute nell’ultimo quarto dell’anno appena trascorso, Windows 7 ha fatto registrare a Microsoft ben 19 miliardi di dollari in entrata, rendendo l’ultimo periodo dell’anno il miglior quarto della sua intera vita aziendale.
Ripensando ai 40 milioni venduti da Vista nei suoi primi quattro mesi di vita sul mercato, appare evidente il successo riscosso dall’ultima versione di Windows, rilasciata lo scorso 21 ottobre anche via Internet in digital delivery.
Via | Livbit.com
Microsoft e Apple potrebbero in un prossimo futuro non essere più gli acerrimi nemici che sono stati fino a qualche tempo fa, viste e considerate anche le voci che vorrebbero Bing come motore di ricerca predefinito su iPhone nei prossimi tempi.
Fa comunque scalpore vedere Steve Ballmer (che comunque non è nuovo a uscite eclatanti) prendere un MacBook dalle mani di uno studente della Trevecca Nazarene University e autografarlo quasi senza battere ciglio. Il tutto documentato dal video che vedete qui sopra.
I nostri amici di Melablog ci segnalano anche il blog personale dello studente, letteralmente preso d’assalto dopo la pubblicazione della notizia e del video.
Via | Mashable.com

Non sono passate che 19 ore (alle 16 di oggi) da quando Bill Gates, il fondatore di Microsoft, ha fatto il suo ingresso ufficiale nella società virtuale di Twitter, che già ha quasi 200.000 followers. Il suo primo messaggio è stato uno dei più classici: “Hello, World”, ma il piglio che ha cominciato a dare al suo account non è affatto banale. La sua bio, nella sidebar, recita così:
“Condividerò le cose interessanti che imparo attraverso la mia Fondazione, il mio lavoro e i miei altri interessi”.
Dopo i ringraziamenti di rito alle grandi star di Twitter che ne hanno segnalato la presenza, e dunque sancito la prima impennata di followers (come ad esempio Ashton Kutcher, sempre attentissimo, uno dei primi ad accorgersi della novità), ci aspettiamo molto da questo insolito “amico virtuale”.
La notizia relativa all’immagine che potete vedere a sinistra non è propriamente una “breaking”, perché se ne parla già da qualche giorno: nel silenzio più totale di Microsoft è apparso – in un tweet proposto da Bing Travel (un servizio inaccessibile in Italia) – un indirizzo curioso che allude all’esistenza di un servizio di URL shortening per uso interno ai dipendenti di Bing.
Il problema è che suddetto indirizzo – nello specifico http://binged.it/4Hi4Ha, che rimanda a un post tra le news di MSNBC – presenta un dominio base più lungo di quello standard: sono 8 caratteri contro 7 — peraltro il TLD è stato registrato proprio in Italia. Eppure, per quanto ciò sia risibile non è l’unica notizia fallimentare per il motore di ricerca della multinazionale di Redmond.
Ieri mattina infatti Sean Carlos (esperto statunitense di SEO che vive e lavora nel nostro Paese) si è accorto dell’ennesimo “fail”: sempre su Twitter ha riportato un’altra news per cui il dominio wwwbing.com – senza punteggiatura tra www e bing.com – rimanda nientemeno che a Google. Quest’ultima è un’idiosincrasia decisamente più grave per Microsoft, che nei confronti del web non ha mai curato granché semantica e standard.

Oggi su Mashable troviamo una lista di 5 motivi per cui vale la pena abbandonare IE6. Ne elenco rapidamente 4, abbastanza condivisibili, per commentarne uno che invece non mi ha convinto neanche un po’.
1 La vostra sicurezza e quella della vostra azienda è a rischio. 2 Anche le amministrazioni pubbliche consigliano di cambiare browser. 3 Anche Microsoft consiglia di abbandonare IE6. 4 Questa non sarà l’ultimo aggiornamento importante per la sicurezza di IE6. Veniamo a quello che mi ha lasciato perplesso, e che trovate in versione originale in inglese alla fine del post: non voler fare l’upgrade di Windows XP non è più una scusa legittima.
Secondo Mashable l’unico un modo di cancellare IE6 è quello di passare a Vista o Windows 7. Prosegue l’autore “Potevamo capire perchè le persone non volevano fare l’upgrade quando la scelta era Vista, ma ora che c’è uno stabile, solido e sicuro upgrade sul mercato, ovvero Windows 7, non c’è più scusa per non farlo. Certo, costerà, ma sarà sempre meno che perdere i propri dati“.
In seguito all’attacco cinese a Google, i quali dettagli hanno visto anche l’utilizzo di una falla di Internet Explorer per compiere il fattaccio, Microsoft ha pubblicato un post su Technet con i suggerimenti per porre rimedio preventivamente a un eventuale attacco ai danni del proprio PC.
Il primo consiglio che viene dato è quello di pensionare definitivamente Internet Explorer 6 qualora non lo si sia ancora fatto (e sarebbe decisamente ora, visti gli ultimi sviluppi), passando all’occorrenza anche a un sistema operativo più aggiornato rispetto a Windows XP, anche se comunque la cosa principale da fare riguarda il browser.
L’avvertimento di Microsoft arriva dalla considerazione che a essere vulnerabili sarebbero proprio le macchine con Windows XP e IE6 installato, e visti i rapporti di amore/odio della società di Redmond con il sistema operativo e il vecchio browser credo che essa abbia deciso di cogliere la palla al balzo per far compiere definitivamente il salto generazionale ai propri clienti.
Via | Arstechnica.com
Anche Internet Explorer tra le modalità con cui sarebbe stato effettuato l’attacco cinese a Google. A rivelarlo è stata la stessa Microsoft nel proprio Security Advisory 979352, approfondendo poi il tutto nel blog di Mike Reavey, direttore di MSRC (Microsoft Security Response Center).
Secondo la nota diffusa dalla società di Redmond sarebbe immune dalla falla solo IE 5.01 su Windows 2000, lasciando potenzialmente aperti al buco di sicurezza tutti gli utilizzatori di IE6, IE7 e IE8 su Windows 2000, XP, Server 2003, Vista, Server 2008, Server 2008 R2 e perfino Windows 7: insomma grandissima parte (a meno che non abbiate ancora IE 5.01) di chi usa Windows come sistema operativo e Internet Explorer come browser.
Anche se nessuno probabilmente è interessato a sfruttare la falla per eseguire del codice maligno sui nostri PC, è bene dare un’occhiata a quanto consigliato da Microsoft per dare una soluzione parziale al problema, in attesa che arrivi un aggiornamento di sicurezza in grado di sistemarlo completamente: segue dopo la pausa.
Via | Computerworld.com

Molto, molto divertente e ben girato questo spot per Microsoft realizzato dall’agenzia di comunicazione Radical Media.
In pieno genere film di spionaggio, lo spot - in inglese, ancora privo di sottititoli in italiano - racconta della fantomatica minaccia di un gruppo di cospiratori che avrebbe scoperto come convincere l’umanità di qualunque cosa legga, basandosi sulla suggestione di certi font, a un certo corpo.
Per salvare la popolazione mondiale da questo pericolo viene richiamato in causa il team Office. Che, nonostante la scomparsa del compianto Clippy (il vecchio assistente di Office), mostra coraggio e determinazione. Guardate lo spot dopo il continua.