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Mappe

Google usa i reCAPTCHA per decifrare i numeri civici su Street View

pubblicato da Francesco L. in: Curiosità Mappe Google


I reCAPTCHA sono stati inventati dalla Carnagie Mellon University ed acquistati da Google nel 2009: in queste settimane Mountain View ha escogitato un nuovo metodo per trarne profitto.

Se a qualcuno è capitato di notare una stranezza decifrandone uno, ovverosia la presenza di un numero fotografato sul lato sinistro, allora quel qualcuno è incappato nell’ennesimo uso intelligente da parte di Google dei cervelli umani: sfruttare i nostri occhi per identificare i numeri civici su Street View.

Google dice che si tratta di un esperimento. Il lato destro resta quello a cui siamo abituati, un testo contorto. Il lato sinistro invece è una foto (a dire il vero piuttosto sfocata). Si tratta di un tentativo di inserire più dati sulla rete stradale grazie a Street View, e coinvolge anche nomi di piazze e vie e persino la segnaletica stradale.

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L'esodo da Google Maps: per molti siti e servizi è troppo caro

pubblicato da Francesco L. in: Mappe Google


Noi siamo abituati a ritenere l’uso di Google Maps qualcosa di scontato, gratuito. Lo stesso potrebbe non esser più vero per migliaia di imprese in tutto il mondo che finora vi riponevano un’implicita fiducia: da qualche mese Google Maps ha iniziato ad imporre una gabella agli utenti commerciali importanti. Le aziende ne sentono il peso al punto da aver iniziato un esodo silenzioso verso progetti open source.

Per una volta mi sento di spezzare una lancia a favore di Google: sviluppare e mantenere un servizio complesso come Google Maps non è mai stato economico ed è estremamente difficile convincere un cliente a pagare quando fino a quel momento tutto è stato regalato. Eppure quando immobiliari e servizi geografici hanno visto recapitare il conto, la sorpresa deve essere stata agghiacciante, dato che le cifre ora possono arrivare anche ai cinque zeri.

L’aumento dei costi di Google Maps, che comunque era già a pagamento per le compagnie di grandi dimensioni, non va a colpire nè gli utenti nè le imprese che vogliono molto poco da Google, come ad esempio una pizzeria che desidera essere segnalata. Il servizio inizia a costare da una media di 25.000 accessi alle mappe al giorno per almeno quattro mesi.

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Gowalla, a seguito dell’acquisizione, è stato “dismesso” da Facebook

pubblicato da Federico Moretti in: Mappe Facebook

GowallaGowalla, il social network statunitense del posizionamento geografico, è stato chiuso una volta per tutte da Facebook. Zuckerberg aveva acquisito la piattaforma lo scorso 5 dicembre — affinché la tecnologia aiutasse la geolocalizzazione di Timeline. L’annuncio della chiusura è apparso soltanto ieri sulla pagina principale del sito.

Archiviato Places, Facebook ha esteso le funzionalità geografiche a qualunque operazione: Timeline permette – oltre alla modifica della data – l’indicazione della località su ogni aggiornamento. Durante il periodo di prova della nuova interfaccia del social network, la soluzione è stata approntata proprio dagli ingegneri di Gowalla.

Sembra che nei prossimi giorni sarà offerta la possibilità d’esportare da Gowalla la raccolta delle informazioni fornite nel periodo d’utilizzo. Le modalità non sono state rese note. Chiudendo Gowalla, il britannico Foursquare è rimasto l’unica piattaforma della cd. gamification sul posizionamento geografico d’una certa importanza.

Via | CNET

Foursquare: il fondatore Naveen Selvadurai dice addio

pubblicato da Francesco L. in: Social Software Mappe


Naveen Selvadurai è stato uno dei co-fondatori di Foursquare, un servizio/social game di geotagging che nonostante le limitazioni del proprio formato (non si fa molto oltre che contare i propri checkin) ha avuto il merito di essere il primo e di raggiungere fama e successo. Selvadurai ha solo 27 anni, eppure ha raggiunto l’obiettivo di tutti i giovani imprenditori del mondo degli startup, ottenere notorietà, finanziamenti ed un’enorme base di utenti. Forse è per questo che ha deciso di cambiare e ha così annunciato l’abbandono di Foursquare.

La notizia è stata anticipata da GigaOm, che ha notato degli strani movimenti finanziari a Foursquare: a quanto pare gli investitori stavano comprando azioni da qualche dipendente, ed alla fine è risultato ovvio che si trattava dei passi intrapresi da Selvadurai per abbandonare il proprio ruolo di controllo. Il giovane fondatore resterà comunque in veste di consigliere.

Foursquare è stato lanciato tre anni fa, e come tutti gli imprenditori alle prime armi ha ricoperto ogni ruolo possibile ed immaginabile in uno startup che consisteva in lui, il compagno Dennis Crowley ed un centinaio di beta tester. Il futuro è più incerto: “La primavera è il momento per la novità” ha detto sul proprio blog, ma non ha ammesso di avere alcun progetto preciso. Con i ricavi del suo pacchetto azionario di sicuro non ci sarà penuria di danaro per supportare una possibile crisi di mezza età anticipata, ma è probabile che presto si dia da fare in una nuova impresa. Le malelingue invece affermano che Naveen abbia abbandonato la nave di un servizio che ormai è degenerato in una semplice feature di Facebook, ormai privo di evoluzione o sbocchi commerciali. Dal canto mio gli auguro di non bruciare altre tappe, ma di continuare sulla strada del successo.

Aggiornamento: con un meccanismo forse ovvio, ma comunque mai scontato, dopo l’abbandono di Selvadurai ora diventa unico, incontestato leader l’altro fondatore, Dennis Crowley. Secondo Techcrunch gli investitori oggi come oggi sono estremamente pronti a seguire il “modello Facebook” e gradiscono un individuo forte che emerge come guida autorevole di un’azienda, crescendo costantemente nel proprio ruolo di CEO.

Foto | Scott Beale / Laughing Squid
Via | GigaOM

Foursquare ha lasciato Google Maps per OpenStreetMap grazie a MapBox

pubblicato da Federico Moretti in: Mappe Mobile

FoursquareFoursquare, la diffusa piattaforma di gamification sul posizionamento geografico, ha abbandonato Google Maps: utilizzato dagli esordi del social network. Le nuove mappe di Foursquare – a partire da ieri – sono fornite da MapBox Streets, un servizio basato su OpenStreetMap. Più che una scelta, quella di Foursquare è una costrizione.

Per giustificare la transizione, infatti, Foursquare ha parlato di open data: OpenStreetMap è un servizio di mappatura collaborativa, che conta sull’apporto della comunità open source. OpenStreetMap ha raggiunto un livello di maturità tale da essere stato scelto su MapQuest, tra i leader nel settore. Foursquare è un valore aggiunto.

Tuttavia, la scelta di Foursquare ha altre motivazioni. Google, quando ha affidato il mantenimento del database di MapMaker a The World Bank, ha riservato molte delle funzionalità erogate dalle Application Programming Interface (API) ai clienti a pagamento. Foursquare, per continuare a utilizzare Google Maps, avrebbe dovuto pagare.

Via | Foursquare

Bing e Nokia condividono le stesse mappe per le proprie applicazioni

pubblicato da Federico Moretti in: Mappe Microsoft

BingBing ha approntato un restyling delle mappe geografiche per adeguarsi all’interfaccia di Nokia, della quale ha integrato la cartografia. Entrambi i portali condividono la mappatura di NAVTEQ e propongono lo stesso design perché gli utenti non debbano restare disorientati nel visitare l’uno o l’altro. Per alcuni è un passo indietro.

La colorazione adottata da Nokia – che, adesso, appare anche su Bing – sembrerebbe meno accattivante dell’originale di Microsoft. È un problema molto relativo, ma alcuni utenti abituati a utilizzare Bing Maps hanno espresso immediatamente delle perplessità. In compenso, la copertura geografica sarà più accurata — su tutti i portali.

Anziché preoccuparsi del layout, la domanda da porsi è un altra: ha davvero senso erogare tre servizi identici? Oltre al restyling di Bing, Nokia era già partner di Yahoo sulla fornitura delle mappe: Microsoft non acquisirà la multinazionale finlandese ed è dubbia la posizione rispetto a Yahoo. Eppure, sembra controllarle entrambe.

Via | Bing

Catlin Seaview Survey, lo Street View subacqueo fatto in collaborazione con Google

pubblicato da Francesco L. in: Curiosità Mappe Google


Se vi piacerebbe visitare la Grande Barriera Corallina australiana ma non volete affrontare un volo lungo una giornata, un terribile jet lag ed una fauna di voraci squali e meduse assassine, allora restate sulla vostra sedia e immergetevi con Seaview, il nuovo progetto che il Catlin Group ha creato in collaborazione con Google.

Il principio di funzionamento non è difforme da Street View, e consente di vagare in giro tra invertebrati e pesci nel più grande complesso corallino del mondo. Per il momento l’offerta è piuttosto incompleta, ma raggiungerà il proprio apice in settembre, quando tre spedizioni separate concluderanno un survey in 20 punti differenti della Barriera. Per il momento sono online meno della metà, solo 8.

Se doveste chiedervi come sia stato possibile portare a termine questa impresa, sappiate che non hanno buttato a mare una Google Car, ma hanno semplicemente adattato un set di videocamere a 360° ad uno scooter subacqueo (nella foto qui sopra). Il team ingegneristico responsabile è proprio quello del Catlin Group. Chiaramente non sarà mai come esplorare di persona questo ambiente incredibile, ma alla fin fine quanti di noi potranno mai imbarcarsi in un’impresa simile nel corso della loro vita? Google è davvero gentile a darci la possibilità di coglierne almeno un riflesso.

Via | New Scientist | The Verge

Street View sbarca in Russia

pubblicato da Francesco L. in: Mappe Google


In un movimento contrario a quello del Fievel del cartone animato di Don Bluth, Google Street View sbarca in Russia offrendoci un bellissimo tour delle città principali di questo immenso, incomparabile paese: benvenuti a Mosca e San Pietroburgo.

I prodotti di cartografia e mappatura di Google ci trasformano sempre in turisti da scrivania, ma non posso certo dire che l’esperienza mi dispiaccia. A Mosca sarà possibile “passeggiare” per la Piazza Rossa e ammirare i colori del Kremlino da ogni lato, oppure gironzolare per i parchi della città. Si può anche uscire da Mosca a fini turistici e vedere da vicino Kolomenskoye, che un tempo ospitava quello che in molto definiscono l’Ottava Meraviglia del Mondo, un grande palazzo di legno irto di guglie voluto dallo zar Alessio I.

Il tour di San Pietroburgo coinvolge la fortezza di Pietro e Paolo e tutto il centro storico. Si tratta decisamente di un bel viaggetto attraverso parchi e palazzi, tra cui il complesso del Peterhof, probabilmente la gemma della città.

Come sempre, ci ricorda Google, lo sforzo per rendere vive queste strade virtuali è condiviso dagli utenti. Se ci sono delle belle memorie e degli spunti interessanti, ci ricorda il blog di Google Maps e Google Earth, Lat-Long, siete tutti pregati di segnalarle su Google+.

Via | Google Lat-Long

Google lancia le Latitude Leaderboards: sfida implicita a Foursquare

pubblicato da Francesco L. in: Social Software Mappe Google


Google non si sente molto sicuro di se stesso nel campo dei social game tramite geolocazione, al punto da non elencare neppure le nuove Leaderboard tra gli update di Google Latitude. Il che è un po’ paradossale, dato che si tratta dell’aggiunta più significativa, ed anche di un netto schiaffo a Foursquare.

Le Leaderboard sono delle “classifiche” compilate in base ad un punteggio, e se avete letto fin qua non vi sorprenderà per nulla scoprire che si guadagnano punti con i checkin in determinate location. Non si può neppure dire che finora Latitude si sia guadagnata grandi attenzioni da Google, una volta varata l’app nel 2011 essa è rimasta lì tranquilla senza far parlare molto di sè. Anche ora, dato il silenzio di Google, sembrerebbe che il desiderio di sfidare Foursquare, che ormai è ben “calato nel territorio” e molto riconoscibile agli utenti, non sia esattamente in cima alla lista delle priorità.

L’utilizzo delle Leaderboard è abbastanza basilare. E’ necessario usare Latitude e non solo Google Maps per registrare i propri checkin nelle locazioni. Dopo ogni checkin, l’utente guadagna punti, e si può vedere il punteggio personale e quello dei propri contatti di Google+, ma anche una Leaderboard generale di tutti gli utenti del mondo. Non c’è tutta la storia dei sindaci che ha reso Foursquare famoso, c’è soltanto una corona d’oro sul nome di chi ha il numero di checkin più elevato. In effetti, corona a parte i punti non servono proprio a null’altro. Un dato piuttosto particolare è il numero di checkin che si possono contare nella Leaderboard generale: è troppo alto. E’ evidente che questa feature funzionava già da un po’ di tempo, silenziosamente, per dare a Google il tempo di collaudare il tutto.

Esattamente come in Foursquare, poi, c’è un pulsantino che porta ad un profilo della locazione, dove si possono aggiungere fotografie, ottenere informazioni, visitare il sito web se c’è, riceve i dati per farsi guidare lì dal navigatore - Ma sono tutte cose che esistevano già in Latitude anche senza motore per i checkin. Che queste Leaderboard siano solamente una beta varata per errore? C’è da riflettere su sul grado di provvisorietà ed incompletezza di questa feature, oltre che sul completo silenzio di Google.

Foto | Engadget
Via | Gotta Be Mobile

Siria: i ribelli "riscrivono" Google Maps cancellando l'esistenza di Assad

pubblicato da Francesco L. in: Social Software Mappe Google


I ribelli siriani non usano solo le sommosse per combattere il regime, ma cercano di sovrastarlo anche sul piano morale e psicologico “cancellandolo dalla mappa”, o per meglio dire da Google Maps e Google Earth.

Un po’ come i rivoluzionari francesi che ribattezzarono persino il calendario, così i siriani stanno usando il programma di geo-crowdsourcing Map Maker di Google per ricreare una Damasco nuova, con viali, strade, ponti e piazze che vantano i nomi dei loro eroi. E non solo Damasco: anche i paesini di campagna lontani dalla capitale stanno venendo lentamente mutati. Non mancano certo martiri da celebrare, in questa infinita Primavera Araba che in Siria è stata affrontata dal regime con violenza spietata.

In quanto crowdsourcing, non si tratta di scelte capricciose, ma approvate dagli altri utenti - E a quanto pare da Google stesso. Le mappe infatti non sono fantasiose, gli eroi non sono “sindaci” di Foursquare e i ribelli stanno lentamente combattendo una guerra serissima e decisa contro i nomi di regime, soppiantandoli poco a poco. E non sta avvenendo solo online: i cittadini stanno fisicamente abbattendo i vecchi cartelli per sostituirli con i nomi creati con il crowdsourcing.

La situazione è arrivata ad un punto tale che Bashar al-Jafaari, inviato ufficiale del regime, ha protestato di fronte alle Nazioni Unite per quella che lui ha chiamato un’intromissione di Google nelle faccende interne della Siria. Dal canto suo Google non ha dato alcuna risposta ufficiale. Il crowdsourcing è parte delle feature di Google, che in realtà non lo intendeva come un’arma politica ma come una maniera per tenersi aggiornato senza dipendere dalle autorità. E’ chiaro che quando le suddette autorità cessano di essere autorevoli, perdono la loro influenza in mille maniere sottili, come qui è successo - Senza contare che anche prima della rivolta non c’è mai stato uno sforzo del regime per fornire dati accurati sugli stradari siriani.

Via | Ogle Earth | Washington Post