Ebook, ePub, Drm, Kindle, iPad, Amazon, Apple. Ok il nuovo mondo dei libri digitali vi ha già stancato? Volete leggere ed acquistare i vostri libri in formato digitale in maniera semplice senza rinunciare a sottolinearli, condividerli, commentarli assieme ai vostri amici e senza perdere ore in conversioni e rimozione delle protezioni? Cercate un punto d’incontro tra lettori, libri, autori ed editori? Pensate che il social network sia solo Facebook e di aver già visto e provato tutto? Bene non avete ancora provato Bookliners, il social network che ti permette di entrare nel libro.
Ma di cosa stiamo parlando in concreto? Un sito internet che ci permette di sottolineare e di commentare i libri on-line? Per capire bene di cosa stiamo parlando, abbiamo intervistato gli ideatori del progetto Clelia Caldesi Valeri e Luca Novarino.
Continua a leggere: Bookliners, il social network tutto italiano che ti fa entrare nei libri
Centinaia sono i post che tutti i giorni vengono scritti con riguardo al tema della privacy nel mondo digitale, sui pericoli che ne possono derivare e sulle eventuali soluzioni future. Poche persone possono però affermare di comprendere realmente cosa ciò rappresenti, fornendo un quadro chiaro e attuale. Una di queste è sicuramente l’Avv. Nicola Fabiano specialista in diritto civile, consulente ed esperto di privacy e diritto delle nuove tecnologie, impegnato a livello europeo ed internazionale – al quale oggi poniamo 6 importanti domande.
1) Cos’è e in quali modi si può realizzare il furto di identità digitale? Quali possono essere le conseguenze di questo tipo di furto?
Ogni soggetto che accede ad Internet acquisisce una identità digitale (eID) al pari di come accade nel mondo reale. Il furto d’identità digitale si realizza quando qualcuno sottrae ed utilizza (ovviamente per scopi illeciti) le informazioni dell’identità digitale di un soggetto. In realtà, giuridicamente parlando, non esiste nel nostro ordinamento (sebbene sull’argomento ci siano progetti di legge in corso di esame in Parlamento) un’ipotesi di ‘furto d’identità’, posto che il codice penale fa riferimento unicamente alla sostituzione di persona prevista dall’art. 494.
L’espressione furto d’identità è stata recepita dall’esperienza americana dove il fenomeno dell’ ‘identity theft’ è molto diffuso. Le tipologie di furto d’identità sono molteplici: ghosting, criminal identity theft, medical identity theft, identity cloning, financial identity theft, syntetic identity theft, ecc. Le conseguenze possono essere: frodi finanziarie, frodi creditizie, commissioni di reati, terrorismo, immigrazioni illegali, ecc.
Continua a leggere: Il punto sulla Privacy nell'era digitale: intervista all'Avv. Fabiano

Bruce Sterling, considerato unanimemente uno dei padri del cyberpunk e della science fiction contemporanea si è raccontato in una lunga intervista a Rhys Hughes - in parte ripresa il 29 settembre scorso da La Stampa - che trovate integrale su 40k, noi ci siamo arrivati tramite il sempre ottimo Giuseppe Granieri.
Delle riflessioni di Sterling, vi segnalo quella sulla retrotecnologia, tradotta anche su La Stampa:
Perché sei così affascinato dalla tecnologia obsoleta? È un esempio di quello che Borges definisce «piacere dell’inutile erudizione»? O c’è qualcosa di più importante dietro?
È impossibile comprendere la tecnologia corrente senza capire quella obsoleta. Tutta la tecnologia diventa obsoleta alla fine. Viviamo in una società molto concentrata sulle tecnologie che possono creare ricchezza in futuro. Ma la tecnologia non è realmente questo. Questo, banalmente, è ciò che certe persone sono pagate per pubblicizzare.
L’obsolescenza è già contenuta negli oggetti industriali che acquistiamo: solo, ci piace scordarlo…
Continua a leggere: Bruce Sterling, l'internet delle cose, Google e la retrotecnologia

Se siete dei blogger sicuramente già lo saprete: da Venerdì a Domenica c’è stata, a Riva del Garda, la blogfest, l’annuale festa dei blog organizzata da Macchianera. Se ne era parlato in giro, sui blog, se ne era parlato molto, come molto solitamente si parla di questi raduni di blogger; in particolare sul Post c’era un bell’articolo di Simone Tolomelli sul perché andarci, sul perché non perdersela:
vado alla blogfest perché mi sento un sacco figo, lì. perché la gente mi incontra e mi saluta e a casa mia no. perché la gente che mi incontra e mi saluta e mi abbraccia alle volte, lo fa perché in un piccolo modo suo mi sta ripagando di quello che faccio gratis: scrivere per loro. e loro alle volte mi stimano e alle volte no. ma io mi sento un sacco figo lo stesso. e secondo me ho quel grado di felicità addosso di quando sei in un posto e gli altri ci sono anche perché ti vogliono vedere. e vale anche per me, che voglio vedere loro.
E’ stato insomma un bel raduno, in cui incontrare di persona chi sta dietro ai blog che ogni giorno si leggono. Un bel raduno formato non solo da blogger, ma arricchito anche da conferenze dedicate al mondo della rete.
Continua a leggere: Le cose che ha detto Bernabè alla Blogfest
Al Meet the Media Guru abbiamo avuto l’occasione di rivolgere qualche domanda a Derrick de Kerckhove, sociologo che oggi all’Università degli Studi di Napoli Federico II insegna nientepopodimeno che “Metodi e analisi delle fonti in rete”, “Sociologia della cultura digitale” e “Sociologia dell’arte digitale”.
Siamo a Campus Party Madrid con il team di Blogo Spagna (qui avevamo scritto da Campus Party Brasile) e per voi abbiamo intervistato Ben Hammersley, storico blogger e giornalista tecnologico inglese, fotografo e anche reporter di guerra per diverse prestigiose testate online. Tra le altre cose è oggi Editor at large dell’edizione UK di Wired.
Con la prima domanda ti vorrei riportare al 2005, quando hai fatto una presentazione a LesBlogs intitolata: Otto cose che rivoluzioneranno il prossimo secolo (e perchè i blog non sono una di quelle) - quali erano le otto idee, cosa è rimasto e dove invece avevi sbagliato le previsioni, quali sono le idee nuove?
Ah ah, sai che non mi ricordo. Fammi riflettere…
Ok dimmi solo perchè il blogging non era una di quelle.
Non lo era per due motivi: cinque anni fa qualsiasi cosa critica dicessi contro i blog scatenava una discussione acerrima, e non c’è niente di meglio che scatenare un putiferio ad una conferenza, è stata una provocazione, per divertimento. All’epoca, la gente pro-blog sosteneva che il solo fatto di poter parlare delle cose, sarebbe stato sufficiente a cambiare il mondo per il meglio. [Era l’idea della Terza Superpotenza, la blogosfera come terzo potere globale.] Era un’idea incredibile, molto naif, una cosa stupida.
Continua a leggere: Campus Party: intervista con Ben Hammersley

In occasione del lancio della localizzazione di FeedMyApp in nuovi paesi, ho avuto modo di fare qualche domanda a Matteo Alessani, fondatore di Extendi, società fiorentina che si cela dietro a una delle applicazioni web più utilizzate nel suo genere.
Per chi non dovesse conoscerla, FeedMyApp è una Directory Web 2.0, dove è possibile inserire e trovare le migliori applicazioni online 2.0 con aggiornamenti giornalieri, non a caso fonte anche di qualche nostra segnalazione qui su Downloadblog. Il tutto viene classificato utilizzando delle tag e una breve descrizione per ognuno dei siti elencati, da consultare rapidamente e con una immediata varietà di scelta in base a tutti i gusti.
RS: Presentati ai nostri lettori: chi è Matteo Alessani e di cosa si occupa?
MA: 30 anni, quasi 31. Ingegnere Informatico. Socio fondatore di Extendi (http://www.extendi.it/) e felice sviluppatore Ruby on Rails su Mac OS. Mi occupo dello sviluppo di progetti interni e commissionati dai clienti. Amministro i server (rigorosamente Linux, Debian o Ubuntu) su cui girano le nostre applicazioni web.
Continua a leggere: Intervista a Matteo Alessani, creatore di FeedMyApp
Interrompiamo il flusso di notizie hi-tech per segnalarvi che Ecoblog ha pubblicato una breve intervista con un volontario della Protezione Civile attivo nella zona del terremoto.
Ci sono le sue impressioni vivissime e il link per trovare la sede delle Misericordie più vicina a voi, in maniera da poter contribuire in prima persona agli aiuti.
Abbiamo intervistato per voi Cory Doctorow che questa serà parlerà alla Mediateca di Milano per il ciclo di incontri Meet the Media Guru. Cory è una persona molto gentile, che molti di voi conosceranno già come autore del celebre BoingBoing, come attivista per le libertà digitali e come scrittore di fantascienza aperto al Creative Commons (scaricate qualcosa da laeggere dal suo sito Craphound).
Raccontaci qualcosa dell’evoluzione degli strumenti di comunicazione sul web, dalla tua prospettiva di smanettone di lunga data.
C’è stato un tempo in cui riuscivo a leggere l’internet per intero, tutto quello che veniva scritto su Usenet, e poi in poco tempo è diventato troppo per le mie capacità e ho dovuto scegliere a quali gruppi abbonarmi. Poi anche questi sono diventati troppo frequentati per poter leggere tutti i messaggi e lo stesso per le mailing list e poi per la posta elettronica e il web. Mi ricordo quando navigavo tutti i siti della lista NCSA, che pubblicava tutti i nuovi siti usciti sul web quel giorno - potevi leggere tutti i siti di Internet.
Le tecnologie di pubblicazione sono diventate sempre migliori ma non hanno fatto miglioramenti sostanziali per l’altro aspetto, quello che ci permette di ignorare quello che viene pubblicato. Siamo in alto mare con i filtri: a me per esempio piacerebbe avere un feed reader con dei filtri facili da configurare, almeno come la mail. Argomenti, autori, parole chiave: filtri per ignorare categorie di notizie. Anche nella mail, potrebbe essere molto più semplice configurare una regola, e invece ci vogliono cinque o sei click nascosti in un menu.
La buona notizia è che è più facile pubblicare e comunicare, quella cattiva è che è ancora difficile ignorare le cose. Il futuro delle applicazioni per la comunicazione ci dovrà permettere di far questo in maniera più diretta. Non solo lo spam, quello è un disastro totale, ma anche senza lo spam non riusciresti comunque ad avere una casella della posta vuota.
Linus Torvalds, padre del kernel Linux, durante le vacanze in Australia è stato intervistato da Rodney Gedda di ComputerWorld durante il Linux Conf Australia.
Dalle domande del cronista sono emersi alcuni particolari e riflessioni interessanti: parlando di distribuzioni, Linus ha sottolineato che farne nascere una non è difficile, lo è invece svilupparla e migliorarla costantemente, nonchè testarla su un gruppo significativo di utenti per avere riscontri rilevanti; secondo lui l’ascesa vertiginosa di Ubuntu non sarà un caso isolato, ma si potrà ripetere in futuro.
Sull’avvento dei netbook si è espresso positivamente (lui stesso ha un EEEpc, su cui peraltro ha installato una sua distro personale), catalogando quelli al momento disponibili come di prima generazione ed auspicando che la prossima sia più prestante; non crede però che i netbook danneggeranno il mercato dei desktop quanto quello degli smart phone, come i futuri modelli che adotteranno Google Android ed offiranno più o meno gli stessi servizi. Per vedere Linux su un pda invece ci vorrà del tempo, dato che, a detta sua, è un lavoro duro e con tante incognite.