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  <title>Downloadblog.it</title>
  <subtitle>Download di software e di programmi gratis per PC</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-02-15T15:07:39+00:00</updated>
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    <title type="html">Eolas: brevetto non valido, il web interattivo è salvo (almeno per ora)</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-02-11T11:29:03+00:00</published>
    <updated>2012-02-11T11:29:03+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>eolas</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>patent troll</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee eolas</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ricorderete probabilmente il caso Eolas di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. A beneficio di chi non sapesse di cosa stiamo parlando, oltre a rimandare al link precedente riassumiamo anche in breve:[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16397/eolas-brevetto-non-valido-il-web-interattivo-e-salvo-almeno-per-ora"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/timbernersleeeolas_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="" alt="Eolas: brevetto non valido, il web interattivo &Atilde;�&Acirc;&uml; salvo (almeno per ora)" /><br clear="all" /></p>
<p>Ricorderete probabilmente <a href="http://www.downloadblog.it/post/16379/patent-troll-mette-a-rischio-tutti-i-siti-web-moderni-tim-berners-lee-chiamato-a-testimoniare/">il caso Eolas</a> di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. A beneficio di chi non sapesse di cosa stiamo parlando, oltre a rimandare al link precedente riassumiamo anche in breve: una società con due brevetti ritiene di aver diritto a chiedere royalty ai cosiddetti &#8220;siti web interattivi&#8221;, in possesso cioè di video in streaming o immagini con effetti. Al processo, in svolgimento in Texas, le società della difesa (tra le quali anche Google, Yahoo e Amazon) hanno chiamato a testimoniare personaggi di spicco del web, come il suo &#8220;papà&#8221; <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Tim Berners-Lee">Tim Berners-Lee</a>, il fondatore di Netscape, Eric Bina, il creatore del browser Viola, Pei Wei, e l&#8217;inventore del tag HTML &lt;embed&gt;, Dave Raggett.</p>
<p>A quanto pare, una prima immediata vittoria è stata ottenuta: uno dei due brevetti è stato infatti ritenuto<strong> non valido</strong>, come annunciato dallo stesso <a href="https://twitter.com/#!/timberners_lee/status/167724524299759616">Berners-Lee via Twitter</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;La giuria in Texas ha deliberato che il brevetto Eolas 906 non è valido. Buona cosa!&#8221;</p></blockquote>
<p>Soddisfatte per il momento anche le società coinvolte nella difesa, come riportato da Google ad <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2012/02/jury-rules-that-eolass-interactive-web-patent-is-invalid.ars">Arstechnica.com</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo felici che la corte abbia trovato il brevetto non valido, il che afferma la nostra affermazione che le pretese sono senza fondamento.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ma la strada per debellare eventuali minacce è ancora lunga, o almeno lo sarà fino a quando il sistema di brevetti USA (fortemente criticato da Tim Berners-Lee come riportato nel post precedente sull&#8217;argomento) non sarà cambiato alla radice.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/knightfoundation/2859432258/sizes/z/in/photostream/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Patent troll mette a rischio tutti i siti web moderni: Tim Berners-Lee chiamato a testimoniare</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-02-09T18:00:32+00:00</published>
    <updated>2012-02-09T18:00:32+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>eolas</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>patent troll</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee eolas</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Come al solito, quando parla Tim Berners-Lee il nostro rispetto per quello che viene universalmente riconosciuto come papà del World Wide Web ci impone di prestare attenzione a ciò che egli dice.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16379/patent-troll-mette-a-rischio-tutti-i-siti-web-moderni-tim-berners-lee-chiamato-a-testimoniare"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/bernerslee_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="Tim Berners-Lee in difesa della libert&Atilde;�&Acirc;&nbsp; della rete" /><br clear="all" /></p>
<p>Come al solito, quando parla <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Tim Berners-Lee">Tim Berners-Lee</a> il nostro rispetto per quello che viene universalmente riconosciuto come <em>papà del World Wide Web</em> ci impone di prestare attenzione a ciò che egli dice. L&#8217;argomento di oggi ci arriva dall&#8217;insolito scenario di un&#8217;aula di <strong>tribunale del Texas</strong>, dove Berners-Lee è stato chiamato a testimoniare nel caso che vede un gruppo di società difendersi contro l&#8217;accusa di violare alcuni brevetti, che la società Eolas e l&#8217;Università della California sostengono essere di loro proprietà. Qualora dovesse essere riconosciuta, tale proprietà garantirebbe all&#8217;accusa il diritto di pretendere royalty praticamente da chiunque possieda un sito con &#8220;funzionalità interattive&#8221;, come un video in streaming o immagini con effetti.</p>
<p>Mentre su <a href="http://www.wired.com/threatlevel/2012/02/patent-troll-trial/">Wired USA</a> è riportato il background dell&#8217;intera faccenda, che vede tra i vari soggetti impegnati nella difesa società come Google, Amazon e Yahoo, proprio tali aziende hanno chiamato Berners-Lee a testimoniare sul caso, insieme ad altri veterani del web come il fondatore di Netscape, Eric Bina, il creatore del browser Viola, Pei Wei, e l&#8217;inventore del tag HTML &lt;embed&gt;, Dave Raggett. Come dicevamo, nel caso in cui la tesi di Eolas dovesse risultare vincitrice, il suo fondatore Michael Doyle potrebbe decidere di rivalersi nei confronti di praticamente qualsiasi sito web moderno, nonché di sancire la definitiva vittoria dei cosiddetti <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Patent_troll">patent-troll</a>, in un sistema di brevetti USA che appare sempre più bacato quanto pericoloso.</p>
<p>La presenza di Berners-Lee al processo è motivata dalle sue stesse parole, quando interrogato dall&#8217;avvocato di Yahoo e Amazon, Jennifer Doan:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sono qui perché voglio aiutare a fare chiarezza su qualcosa di ovvio, e quello che era il senso dell&#8217;informatica all&#8217; inizio degli anni &#8216;90. Gli attrezzi che avevo nella mia borsa, per dirla così.&#8221;</p></blockquote>
<p>Perché all&#8217;epoca della nascita del WWW, non pensò a brevettare l&#8217;idea?</p>
<blockquote><p>&#8220;Internet era già in giro. Mi occupavo dell&#8217;ipertesto, ed era già in giro da parecchio anch&#8217;esso. Mi occupavo di cose che conoscevamo già&#8230; tutto quello che facevo era mettere insieme i pezzi che erano sparsi da anni, in una combinazione particolare che incontrasse i bisogni che avevo. [&#8230;] Noi (inteso come la collettività, NdR) siamo proprietari del web.&#8221;</p></blockquote>
<p>Continua <strong>dopo il break</strong>.</p>
 <p>
Dal punto di vista processuale, il centro della testimonianza del padre del WWW per dimostrare che la tesi di Eolas non è valida è costituito dalla ricostruzione dei rapporti tra egli stesso e Pei Wei, già alcuni anni prima che Doyle brevettasse la propria invenzione di &#8220;web interattivo&#8221;: lo stesso Berners-Lee parla infatti di Viola come &#8220;pezzo importante nello sviluppo del web&#8221;, riportando anche uno scambio di email tra i due, all&#8217;interno del quale si parla già dal 1991 di dare la possibilità d&#8217;inserire oggetti in embed all&#8217;interno di file HTML:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il mio libro è la storia di quei tempi - inventare il web, ma in realtà non fare molto nell&#8217;inventarlo rispetto al processo sociale di provare a far sì che tutti usassero gli stessi standard. La ragione per cui il web è decollato non fu perché era un&#8217;idea magica, ma perché convinsi tutti a usare HTML e HTTP.&#8221;</p></blockquote>
<p>Da buona tradizione nei processi, Berners-Lee è stato poi interrogato anche dal legale di Eolas, Mike McKool, scambio ancora più interessante in quanto contenente la visione di Berners-Lee sui brevetti software:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ho avuto chiaramente delle preoccupazioni sul sistema di brevetti in USA, e questo particolare brevetto è la chiave che mi ha portato ad avere i miei dubbi.&#8221;</p></blockquote>
<p>Lo stesso McKool ha tirato fuori una slide di un vecchio discorso di Berners-Lee del 2004 in Finlandia, dove il sistema di brevetti veniva riportato come portatore di &#8220;paura, incertezza e dubbio&#8221;, grazie al fatto che il Patent Office USA abbia un&#8217;idea di livello &#8220;ridicolmente basso&#8221; per definire una nuova invenzione. Per una persona come il povero Tim, in grado 20 anni fa di &#8220;non-inventare&#8221; il web, un processo del genere deve essere stato sicuramente un duro colpo: a noi, ovviamente schierati con lui, non resta che sperare che il resto delle testimonianze in programma in questi giorni possa contribuire a smontare l&#8217;intero caso.</p>
<p>Via | <a href="http://www.wired.com/threatlevel/2012/02/tim-berners-lee-patent/">Wired.com</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/tanaka/3212373419/sizes/z/in/photostream/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">I tempi d&#039;oro di Internet sono destinati a finire?</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-02-06T17:00:40+00:00</published>
    <updated>2012-02-06T17:00:40+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>libertà internet</dc:subject><dc:subject>minacce internet</dc:subject><dc:subject>sopa</dc:subject><dc:subject>tempi d'oro internet</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Per i nati negli ultimi 20 anni, Internet è praticamente un dato di fatto: quello che è inizialmente stato un servizio per pochi è in modo rapido diventato d&amp;#8217;accesso immediato e gratuito[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16313/i-tempi-doro-di-internet-sono-destinati-a-finire"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/internetopen.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="I tempi d&#39;oro di Internet sono destinati a finire?" /><br clear="all" /></p>
<p>Per i nati negli ultimi 20 anni, Internet è praticamente un dato di fatto: quello che è inizialmente stato un servizio per pochi è in modo rapido diventato d&#8217;accesso immediato e gratuito per tutti, al punto che proprio tale accesso è stato <a href="http://www.downloadblog.it/post/15935/vint-cerf-laccesso-a-internet-non-e-un-diritto-umano/">paragonato a un diritto umano</a>. Gli ultimi anni ci hanno abituato a una rete aperta, spesso libera dall&#8217;intervento delle autorità (tranne casi particolari relativi a piattaforme ben precise o governi particolarmente &#8220;sensibili&#8221;): ma tutto questo è destinato a durare? Quelli che ricorderemo come i <strong>tempi d&#8217;oro di Internet</strong> sono destinati a finire? <a href="http://www.techrepublic.com/blog/10things/10-threats-to-the-golden-age-of-the-internet/3024">Tech Republic</a> ha provato a rispondere a tali domande, individuando una serie di minacce più o meno concrete alla rete così come la conosciamo oggi.</p>
<p>Le prime due sono strettamente legate tra loro, visto che si parla di <strong>leggi e censura</strong>: gli ultimi arrivati <a href="http://www.downloadblog.it/tag/SOPA">SOPA</a> (Stop Online Piracy Act) e PIPA (Protect IP Act) hanno causato <a href="http://www.downloadblog.it/post/16055/sopa-e-pipa-wikipedia-e-reddit-guidano-la-protesta-del-web-coi-blackout/">un&#8217;ondata di proteste</a> dentro e fuori gli Stati Uniti, in grado almeno per ora di limitare i danni. Ma siamo sicuri che tali provvedimenti possano considerarsi davvero <a href="http://www.downloadblog.it/post/16125/la-fine-di-sopa-e-vicina/">scomparsi</a>? Mentre anche in Italia iniziano a esserci <a href="http://www.downloadblog.it/post/16161/litalia-e-il-nostro-sopapipa-lemendamento-dellon-giovanni-fava/">segnali inquietanti</a> (per fortuna anche in questo caso <a href="http://www.downloadblog.it/post/16271/e-stato-rifiutato-alla-camera-lemendamento-dellon-giovanni-fava/">respinti</a>), la risposta alla domanda è difficile: come ci suggerisce la fonte, <em>&#8220;mai sottovalutare il potere dei governi nel distruggere ciò che tentano di proteggere, portando leggi e ordine in Internet&#8221;</em>.</p>
<p>Veniamo poi alla censura: si potrebbe pensare che sia universalmente ritenuta un qualcosa di sbagliato, e invece un sondaggio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship#BBC_World_Service_global_public_opinion_poll">BBC World Service</a> ha dimostrato che &#8220;solo&#8221; il 53% degli intervistati ha dichiarato di ritenere che Internet non debba essere controllata dai governi. Percentuale vicina al 50% e quindi pericolosamente in bilico verso quella che potrebbe diventare una richiesta di censura proveniente dal basso: ipotesi fantascientifica? Chissà, ma anche in questo caso mai sottovalutare la conseguenze di eventi particolari. Per quanto riguarda la pericolosità della censura del resto, basta rivolgere il proprio sguardo alla Cina per vedere come Internet può essere ridotta con un controllo del genere.</p>
 <p>
Parliamo poi di <strong>tasse</strong>: si può tassare Internet? Al di fuori della rete esistono quelle sui prodotti &#8220;peccaminosi&#8221; come fumo e alcool, e cosa sfruttare soprattutto in tempi di crisi se non il peccato per antonomasia, cioè la pornografia? Anche lo stesso e-commerce potrebbe essere impattato da eventuali decisioni in termini di tasse, con governi e autorità che in passato hanno dimostrato ogni tanto di volerci provare nel regolare (come sopra, leggere &#8220;possibilmente rovinare&#8221;) in qualche modo le compravendite di beni online effettuate tra diversi Paesi.</p>
<p>Interessanti poi anche gli aspetti relativi alla <strong>gestione della banda</strong>, in particolare nell&#8217;articolo tradotti in termini di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bandwidth_cap">bandwidth cap</a> ma ancora più preoccupanti se visti come possibili <a href="http://www.downloadblog.it/post/12861/google-e-verizon-vogliono-cambiare-le-priorita-sul-web-net-neutrality-a-rischio">minacce alla Net Neutrality</a>. La possibilità che ci siano privilegi per contenuti ritenuti &#8220;degni&#8221; di essere promossi a discapito di altri ritenuti meno meritevoli, e sappiamo tutti di cosa stiamo parlando, è uno dei pericoli più concreti per la rete. Chi dovrebbe prendere decisioni in merito? In base a quali elementi? Tutto da vedere, e anche in questo caso con impatto potenzialmente devastante su Internet come la conosciamo adesso.</p>
<p>Non sarei invece troppo preoccupato dallo spettro dell&#8217;accesso <strong>Wi-Fi non più libero</strong>: per intenderci, quello sul modello delle grandi catene come Starbucks, dove col proprio dispositivo è possibile collegarsi alla rete senza spendere soldi. Il motivo sta nella concorrenza: se un giorno qualcuno dovesse decidermi di farmi pagare, potrei sempre rivolgermi a qualcun altro. Discorso diverso invece per le situazioni di monopolio (per esempio ferrovie e aereoporti) o peggio ancora nel caso in cui soggetti teoricamente in concorrenza dovessero fare cartello: questo sì che sarebbe disastroso.</p>
<p>Un&#8217;altra possibile minaccia secondo Tech Republic è quella costituita dal ritorno di fiamma per il modello di <strong>sottoscrizione a pagamento</strong>: le avvisaglie sia in Italia che all&#8217;estero ci sono tutte, e quello che era stato bocciato a favore del modello free con introiti pubblicitari potrebbe clamorosamente vedere un passo indietro, obbligando quindi gli iscritti a un servizio a pagare per poter continuare a farne uso. Potrebbero essere siti web, ma anche piattaforme come <strong>Skype</strong>, anche se come nel caso di Wi-Fi la concorrenza è al momento vista come possibile ancora di salvezza.</p>
<p>Siamo poi al punto relativo alla <strong>privacy</strong>: mai come di recente, le persone sono state letteralmente sotto assedio. I motori di ricerca raccolgono e collegano le nostre preferenze, i social network fanno incetta di tutto ciò che ci riguardi, e come se non bastasse gli hacker si divertono a irrompere nei vari servizi presenti sulla rete per rubare dati personali nei modi più variopinti possibili. In tutto questo s&#8217;inseriscono anche gli immancabili governi con le loro ricerche più o meno segrete: l&#8217;ultima minaccia è costituita da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Einstein_(US-CERT_program)">Einstein 3</a>, una sorta di sistema in grado di prevedere il male prima che accada (tipo Minority Report, ma senza precog) analizzando anche il traffico dati delle reti private.</p>
<p>Internet così com&#8217;è piace sicuramente a molti, ma il tempo che le resta nella forma attuale sembra essere sempre più scarso. Se da un lato ci sono provvedimenti necessari, come quello legato all&#8217;annoso problema della violazione del copyright con la pirateria, ad affiancarli troviamo anche tanti tentativi più o meno maldestri di dare una regolata a un qualcosa che di fatto non ne ha bisogno, ma anzi trae beneficio dalla propria struttura aperta. Un gioco che verrà effettuato nei prossimi tempi e che potrebbe rivoluzionare completamente Internet decretando la fine dei suoi tempi d&#8217;oro.</p>
<p>Cosa ne pensate? Credete che sia tutto frutto di una visione catastrofica? Credete ci siano altre minacce ben più serie? Fatecelo sapere nei commenti.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/balleyne/2668834386/sizes/z/in/photostream/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Digital Life Design: reale e virtuale si sono fusi, il web affronta una svolta radicale</title>
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    <author>
      <name>sigul</name>
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    <published>2012-02-03T16:00:49+00:00</published>
    <updated>2012-02-03T16:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>aziende</dc:subject><dc:subject>content curation</dc:subject><dc:subject>dld 2012 monaco</dc:subject><dc:subject>internet futuro</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il web sta cambiando e per certi aspetti tornando alle proprie origini. Oggi Internet non è più costituito solo da pagine web, ma da contenuti di diversa natura. Dati. Informazioni. Open data, dai[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16281/digital-life-design-cosa-troveremo-nel-web-del-futuro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/dldmonaco2012_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="" /><br clear="all" /><br />
Il web sta cambiando e per certi aspetti tornando alle proprie origini. Oggi Internet non è più costituito solo da pagine web, ma da contenuti di diversa natura. Dati. Informazioni. Open data, dai cioè disponibili per tutti. Open linked data: dati collegati fra di loro.</p>
<p>La scorsa settimana sono stato alla <a href="http://www.dld-conference.com/">Digital Life Design</a> di Monaco per <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/">Comunità Digitali</a>, uno dei blog di Blogosfere, parte di Popoulis come Blogo. Il tema centrale della conferenza erano i dati. <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-perch-internet-ha-bisogno-di-essere-re-inventato.html">Internet ha fuso reale e virtuale e il web ha bisogno di essere re-inventato</a>: questo è stato il messaggio di partenza. </p>
<p>L&#8217;analisi dei dati e la ricostruzione del web ci porterà alla <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-le-smart-city-si-costruiscono-come-le-auto-di-formula-uno.html">realizzazione delle cosiddette smart city</a>, città intelligenti dotate di sensori in grado di raccogliere dati. Hilary Mason, hacker consulente del sindaco di New York e chief scientist di Bit.ly, mi ha spiegato la <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-hilary-mason-e-il-culto-dei-dati-video.html">correlazione fra dati, hacker e smart city</a>.</p>
 <p>Dati e informazioni, dicevo. <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-jack-dorsay-d-ragione-a-comunit-digitali-twitter-non-social-come-facebook-o-google-p.html">Jack Dorsey per primo è intervenuto sul tema riposizionando Twitter</a>: non più social network, ma strumento di informazione. <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-david-karp-spiega-tumblr-e-levoluzione-del-blogging.html">David Karp ha invece descritto il proprio Tumblr</a> come un &#8220;social network accidentale&#8221; per spiegare poi come i tumblelog siano strumenti per la cura dei contenuti. <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-la-content-curation-che-accomuna-huffington-tumblr-twitter-e-pinterest.html">Sul tema è ritornata anche Arianna Huffington</a>.</p>
<p>Durante l&#8217;evento ho incontrato anche Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, che mi ha spiegato il <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-jimmy-wales-a-blogosfere-il-blackout-di-wikipedia-ispirato-dallitalia.html">significato della battaglia contro la Sopa, ispirata dall&#8217;Italia</a>.</p>
<p>L&#8217;evento si è concluso con un intervento del coo di Facebook, Sheryl Sandberg, secondo cui <a href="http://comunitadigitali.blogosfere.it/2012/01/dld-2012-monaco-facebook-ci-salver-dalla-crisi-importandoci-nel-truman-show.html">Facebook ci porterà fuori dalla crisi</a>. E dentro a un Truman Show collettivo, ho pensato io.</p>
<p>Il web l&#8217;abbiamo costruito e riempito di cose. Ora è tempo di studiare i dati e mettere un po&#8217; di ordine. Non so se siamo alle fine del web 2.0 o all&#8217;inizio del 3.0 o altro. Quello che mi è parso evidente a Monaco è che stiamo vivendo una fase di radicale cambiamento in cui la nostra esperienza digitale va ripensata sulla base dei dati che nel frattempo abbiamo raccolto.</p>
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    <title type="html">Il boss della EMI contro il SOPA: &quot;non è quello il modo corretto di agire&quot;</title>
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    <author>
      <name>Daniele P.</name>
    </author>
    <published>2012-01-26T12:00:37+00:00</published>
    <updated>2012-01-26T12:00:37+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>contrastare la pirateria</dc:subject><dc:subject>contro sopa</dc:subject><dc:subject>pirateria online</dc:subject><dc:subject>sopa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La Recording Industry Association of America (RIAA), per ovvi motivi, è tra i principali sostenitori dello Stop Online Privacy Piracy Act (SOPA) e del Protect IP Act (PIPA), le due norme statunitensi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16179/il-boss-della-emi-contro-il-sopa-non-e-quello-il-modo-corretto-di-agire"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/EMI_Music.jpg" class="post" border="0" width="586" height="359" alt="EMI_Music" /><br clear="all" /></p>
<p>La Recording Industry Association of America (<a href="http://www.riaa.com/">RIAA</a>), per ovvi motivi, è tra i principali sostenitori dello Stop Online <del datetime="2012-01-26T11:14:44+00:00">Privacy</del> Piracy Act (SOPA) e del Protect IP Act (PIPA), le due norme statunitensi al momento <a href="http://www.downloadblog.it/post/16125/la-fine-di-sopa-e-vicina">bloccate dal Congresso</a> a seguito delle proteste. Non tutti i boss dell&#8217;industria discografica, però, si trovano d&#8217;accordo con le misure proposte dalle due norme. Tra questi c&#8217;è Craig Davis, Vice President of Urban Promotions alla EMI, che si è <a href="http://www.techdirt.com/articles/20120124/17134417531/emi-vp-comes-out-against-sopapipa-says-answer-to-piracy-is-providing-better-service.shtml">schierato pubblicamente</a> contro i metodi per contrastare la pirateria che sono alla base del SOPA e del PIPA.</p>
<blockquote><p>Personalmente credo che i metodi usati siano scorretti. Tutto quello che farebbero sarebbe creare problemi a tutti. E&#8217; vero, la pirateria è un problema, ma credo che la chiave per risolvere la questione non sia la legislazione, ma l&#8217;innovazione. Cose come Spotify possono essere di grande aiuto per questo problema.</p></blockquote>
<p>Il discorso di Davis si riallaccia a quello fatto poche settimane fa da <a href="http://www.gamesblog.it/post/29793/gabe-newell-la-pirateria-non-e-una-questione-di-prezzo">Gabe Newell</a>, boss di Valve, secondo il quale è necessario &#8220;<em>creare un servizio che abbia più valore di quello dei pirati</em>&#8220;. Davis sostiene di trovarsi d&#8217;accordo con Newell: &#8220;<em>E&#8217; un problema di servizio, non di soldi. Le vendite di concerti e merchandise sono in aumento, è chiaro che i nostri fan amano ancora la musica, forse non stiamo dando loro la musica nel modo giusto. Dobbiamo rivalutare la tecnologia e trovare un modo migliore di fornire musica, le soluzioni DRM non sono il metodo giusto</em>&#8220;. Voi che ne pensate?</p>
<p>Via | <a href="http://torrentfreak.com/emi-boss-opposes-sopa-says-piracy-is-a-service-issue-120125/">TorrentFreak</a></p>
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    <title type="html">La fine di SOPA è vicina?</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-01-21T10:00:47+00:00</published>
    <updated>2012-01-21T10:00:47+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>pipa</dc:subject><dc:subject>sopa</dc:subject><dc:subject>sopa rinvio</dc:subject><dc:subject>stop online piracy act</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Qualcuno dirà che vincere una battaglia non equivale a vincere la guerra, per cui è presto per entusiasmarsi: tutto giusto, anche se quanto ci ritroviamo a riportare in questo post è indubbiamente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16125/la-fine-di-sopa-e-vicina"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/sopabill.jpg" class="post" border="0" width="586" height="340" alt="La fine di SOPA &Atilde;&uml; vicina?" /><br clear="all" /></p>
<p>Qualcuno dirà che vincere una battaglia non equivale a vincere la guerra, per cui è presto per entusiasmarsi: tutto giusto, anche se quanto ci ritroviamo a riportare in questo post è indubbiamente significativo. Nella settimana che ha visto le <a href="http://www.downloadblog.it/post/16055/sopa-e-pipa-wikipedia-e-reddit-guidano-la-protesta-del-web-coi-blackout/">proteste contro SOPA</a> divampare e acquistare supporto anche all&#8217;interno del mondo politico, Camera e Senato degli Stati Uniti hanno deciso di <strong>rinviare le votazioni</strong> su entrambi i disegni di legge anti-pirateria, conosciuti con le ormai famose sigle SOPA e PIPA.</p>
<p>Ad annunciarlo sono stati Lamar Smith e Harry Reid, secondo i quali i lavori sulle due leggi sono stati rinviati &#8220;fino a quando ci sarà un accordo più ampio su una soluzione. A quanto pare, proprio il crescente supporto delle società attive nel campo tecnologico, tra le quali Facebook, Google e Microsoft, hanno spinto la politica ad abbandonare la strada intrapresa in precedenza: naturalmente, gli Stati Uniti continueranno a cercare un modo per lottare contro la pirateria, ma a quanto pare quello sbagliato è - almeno per il momento - scongiurato.</p>
<p>Anche per questa decisione però non sono mancate le critiche, come quella del senatore Patrick Leahy:</p>
<blockquote><p>&#8220;Verrà il giorno in cui i senatori responsabili di questa mossa si guarderanno indietro realizzando di aver avuto una reazione d&#8217;impulso a un problema monumentale. Da qualche parte in Cina, Russia e tante altre nazioni che non rispettano la proprietà intellettuale americana, criminali che non fanno altro che smerciare prodotti americani contraffatti e rubati stanno guardando in modo compiaciuto come il Senato degli Stati Uniti ha deciso che non ne valeva nemmeno la pena di dibattere su come fermare i criminali oltreoceano dal togliere energia alla nostra economia.&#8221;</p></blockquote>
<p>Questo non è ovviamente il parere dei detrattori di SOPA, secondo i quali i nuovi provvedimenti causerebbero evidenti problemi di libertà d&#8217;espressione sulla rete, attribuendo un ruolo di sceriffo ai proprietari delle piattaforme costretti a essere responsabili di eventuali violazioni di copyright in esse avvenute.</p>
<p>Via | <a href="http://www.engadget.com/2012/01/20/pipa-and-sopa-votes-pushed-back/">Engadget.com</a></p>
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    <title type="html">Megaupload chiuso: Anonymous attacca i siti di Dipartimento di Giustizia, Ufficio Copyright e Universal Music</title>
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    <published>2012-01-20T00:22:12+00:00</published>
    <updated>2012-01-20T00:22:12+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>anonymous</dc:subject><dc:subject>anonymous megaupload</dc:subject><dc:subject>megaupload</dc:subject><dc:subject>megaupload chiuso</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Rappresaglia immediata dopo la chiusura di Megaupload, attraverso quello che il famoso gruppo Anonymous ha definito come il proprio attacco più grande di sempre, con oltre 5.000 persone coinvolte.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16111/megaupload-chiuso-anonymous-attacca-i-siti-di-dipartimento-di-giustizia-ufficio-copyright-e-universal-music"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/anonymousmegaupload.jpg" class="post" border="0" width="586" height="384" alt="Megaupload chiuso: Anonymous attacca i siti di Dipartimento di Giustizia, Ufficio Copyright e Universal Music" /><br clear="all" /></p>
<p>Rappresaglia immediata dopo la <a href="http://www.downloadblog.it/post/16107/megaupload-e-megavideo-chiudono-lfbi-denuncia-sette-persone-per-pirateria-online/">chiusura di Megaupload</a>, attraverso quello che il famoso gruppo <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Anonymous">Anonymous</a> ha definito come il proprio attacco più grande di sempre, con oltre 5.000 persone coinvolte. Obiettivi della dimostrazione di forza alcuni siti web dei soggetti coinvolti, tra i quali ovviamente quello del Dipartimento di Giustizia USA all&#8217;indirizzo <a href="http://www.justice.gov">justice.gov</a>.</p>
<p>L&#8217;arresto di quattro persone, incluso il fondatore di Megaupload, ha scatenato dunque l&#8217;ira dei gruppi di hacker in giro per la rete, che non hanno risparmiato neanche i vari siti RIAA.org, universalmusic.com e copyright.gov, con un attività che nel momento in cui vi scrivo continua ad andare avanti incessantemente su <a href="https://twitter.com/?tw_e=screenname&#038;tw_i=160126096308846592&#038;tw_p=tweetembed#!/search?q=%23Megaupload">Twitter</a>, dove tra l&#8217;altro l&#8217;hashtag #megaupload è ovviamente diventato in men che non si dica trending topic.</p>
<p>Una situazione in costante evoluzione, che dà l&#8217;impressione di essere tutt&#8217;altro che finita: la chiusura di Megaupload il giorno dopo la <a href="http://www.downloadblog.it/post/16055/sopa-e-pipa-wikipedia-e-reddit-guidano-la-protesta-del-web-coi-blackout/">protesta contro SOPA</a> è di fatto vista come un vero e proprio affronto a chi ha alzato la propria voce contro lo scellerato disegno di legge USA. Da qui le ire di Anonymous e gli attacchi ai siti di proprietà dei soggetti ritenuti responsabili.</p>
<p>Via | <a href="http://mashable.com/2012/01/19/doj-megaupload-anonymous/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+Mashable+%28Mashable%29">Mashable.com</a></p>
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    <title type="html">L’accesso a Internet è un diritto umano? I risultati del sondaggio</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-01-18T13:00:04+00:00</published>
    <updated>2012-01-18T13:00:04+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>sondaggi</dc:subject><dc:subject>accesso internet diritto</dc:subject><dc:subject>internet diritto</dc:subject><dc:subject>sondaggio del lunedì</dc:subject><dc:subject>vint cerf</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Per l&amp;#8217;appuntamento col sondaggio del lunedì della settimana scorsa, vi avevamo chiesto di commentare le parole di Vint Cerf a proposito della visione dell&amp;#8217;accesso a Internet come[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16081/laccesso-a-internet-e-un-diritto-umano-i-risultati-del-sondaggio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/internetdirittoumanosondaggio.png" class="post" border="0" width="586" height="452" alt="L&acirc;��accesso a Internet &Atilde;&uml; un diritto umano? I risultati del sondaggio" /><br clear="all" /></p>
<p>Per l&#8217;appuntamento col <a href="http://www.downloadblog.it/tag/sondaggio%20del%20luned%C3%AC">sondaggio del lunedì</a> della settimana scorsa, vi avevamo chiesto di commentare le parole di <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Vint Cerf">Vint Cerf</a> a proposito della visione dell&#8217;accesso a <a href="http://www.downloadblog.it/post/15935/vint-cerf-laccesso-a-internet-non-e-un-diritto-umano/">Internet come diritto</a>, umano o civile che sia. Tra le varie opzioni disponibili, col <strong>39% è proprio il diritto civile</strong> a vincere su tutte le altre, dimostrando così la volontà (almeno dei lettori di questo blog) di avere comunque delle leggi che regolamentino la possibilità di accedere alla rete dandone così diritto al cittadino. Opinione del resto condivisibile e meno &#8220;drastica&#8221; del diritto umano, votato comunque dal <strong>29%</strong>: a conti fatti, è comunque l&#8217;idea di accesso a Internet come diritto a vincere, visto che la somma delle due opzioni arriva al 68%.</p>
<p>Al terzo posto invece l&#8217;opzione <em>un mezzo per esercitare i diritti</em> col <strong>21%</strong>: non un diritto vero e proprio quindi, ma un importante mezzo tramite il quale farli valere da trattare quindi con estrema considerazione. Un buon 11% invece ha votato l&#8217;ultima opzione, quella cioè di chi crede che sia tutto quanto <em>solo filosofia</em> e che si debba probabilmente dibattere su altri temi riguardanti la rete.</p>
<p>Prima di lasciarvi, ricordiamo il <a href="http://www.downloadblog.it/post/16045/il-sondaggio-del-lunedi-search-plus-your-world-approvate-la-mossa-di-google">sondaggio di questa settimana</a>: approvate la mossa di Google con Search plus Your World?</p>
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    <title type="html">World IPv6 Launch: Google, Facebook e altri passeranno a IPv6 entro il 6 giugno 2012</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.downloadblog.it/post/16073/world-ipv6-launch-google-facebook-e-altri-passeranno-a-ipv6-entro-il-6-giugno-2012" />
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      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2012-01-18T11:00:26+00:00</published>
    <updated>2012-01-18T11:00:26+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>facebook ipv6</dc:subject><dc:subject>google ipv6</dc:subject><dc:subject>ipv6</dc:subject><dc:subject>ipv6 giugno</dc:subject><dc:subject>world ipv6 launch</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Archiviato ormai da tempo il World IPv6 Day, i grandi del web proseguono i loro piani di migrazione alla nuova versione del protocollo IP, destinata a salvare la rete dalla fine degli indirizzi IPv4.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16073/world-ipv6-launch-google-facebook-e-altri-passeranno-a-ipv6-entro-il-6-giugno-2012"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/ipv6logo.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="178" alt="Google, Facebook e altri passeranno a IPv6 entro il 6 giugno 2012" />Archiviato ormai da tempo il <a href="http://www.downloadblog.it/post/14411/world-ipv6-day-ecco-i-risultati/">World IPv6 Day</a>, i grandi del web proseguono i loro piani di migrazione alla nuova versione del protocollo IP, destinata a salvare la rete dalla fine degli indirizzi IPv4. Così come per la giornata di prova dello scorso 8 giugno, anche in questo caso a guidare le danze sono in prima linea Facebook e Google, seguite anche da altre piattaforme come Bing e Yahoo. Obiettivo prefissato: completare la migrazione entro il <strong>6 giugno 2012</strong>.</p>
<p>Leslie Daigle, CTO di Internet Society, ha commentato così la notizia:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il fatto che le più grandi società attraverso i vari ambiti si stiano prefissando importanti obiettivi per partecipare al World IPv6 Launch è ancora un&#8217;altra indicazione che IPv6 non è più un esperimento di laboratorio; è qui ed è un importante passo per l&#8217;evoluzione di Internet.&#8221;</p></blockquote>
<p>Passo necessario soprattutto per la fine degli indirizzi IPv4, già terminati da <a href="http://www.potaroo.net/tools/ipv4/">alcuni dei RIR</a>, i registri regionali che si occupano della loro assegnazione. Ricordiamo che per noi comuni mortali il passaggio a IPv6 sarà praticamente indolore in quanto già supportato da hardware e software recenti: nel caso in cui temiate il peggio, è sempre disponibile il sito <a href="http://test-ipv6.com/">test-ipv6.com</a>, o in alternativa <a href="http://ipv6test.google.com/">ipv6test.google.com</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://thenextweb.com/insider/2012/01/17/google-facebook-and-more-will-permanently-switch-to-ipv6-by-6-june-2012/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+TheNextWeb+%28The+Next+Web+All+Stories%29">Thenextweb.com</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">SOPA e Protect IP Act: Rupert Murdoch via Twitter contro Google e la Casa Bianca</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-01-16T11:00:55+00:00</published>
    <updated>2012-01-16T11:00:55+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>protect ip act</dc:subject><dc:subject>rupert murdoch</dc:subject><dc:subject>rupert murdoch google</dc:subject><dc:subject>rupert murdoch twitter</dc:subject><dc:subject>sopa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[C&amp;#8217;è stato un buon livello di agitazione nel fine settimana su Twitter, dove il neo-arrivato Rupert Murdoch ha sparato a zero su Google e Casa Bianca, accusando quest&amp;#8217;ultima di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16049/sopa-e-protect-ip-act-rupert-murdoch-via-twitter-contro-google-e-la-casa-bianca"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/rupertmurdochtwitter_02.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="168" alt="Rupert Murdoch via Twitter contro Google e la Casa Bianca" /><br clear="all" /></p>
<p>C&#8217;è stato un buon livello di agitazione nel fine settimana su Twitter, dove il neo-arrivato <a href="https://twitter.com/#!/rupertmurdoch">Rupert Murdoch</a> ha sparato a zero su Google e Casa Bianca, accusando quest&#8217;ultima di essere un&#8217;impiegata dei <a href="https://twitter.com/#!/rupertmurdoch/status/158317988284596224">&#8220;padroni della Silicon Valley&#8221;</a> e allo stesso tempo Google di trarre consapevolmente profitto dalla pubblicità venduta tramite contenuti pirata, al punto da definire la società di Mountain View come <a href="https://twitter.com/#!/rupertmurdoch/status/158321072943542272">&#8220;leader della pirateria&#8221;</a>.</p>
<p>Se da Obama e dal suo staff non si vedono al momento risposte, Google ha inviato a CNET una <a href="http://news.cnet.com/8301-31001_3-57359506-261/google-calls-murdochs-piracy-allegations-nonsense/">mail di risposta</a> alle accuse di Murdoch, rispedendo indietro al mittente tutto quanto:</p>
<blockquote><p>&#8220;Tutto questo non ha senso. Nell&#8217;ultimo anno abbiamo eliminato dai risultati 5 milioni di pagine Web che violavano copyright e investito più di 60 milioni di dollari nella lotta contro pubblicità malevole. Lottiamo contro pirati e contraffattori ogni giorno.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il punto di principale discordia tra Murdoch, Google e Casa Bianca è da ritrovare dentro le discussioni al Congresso su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stop_Online_Piracy_Act">SOPA</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PROTECT_IP_Act">Protect IP Act</a>, provvedimenti spalleggiati da diverse società proprietarie dei diritti (come News Corp. di Murdoch), ma accusati di estrema pericolosità nei confronti della libertà di Internet, al punto da causare ripensamenti anche all&#8217;interno del governo stesso. Google aveva affermato di credere a modi migliori per lottare contro la pirateria:</p>
<blockquote><p>&#8220;Crediamo, come altre aziende tecnologiche, che la migliore via per fermare i pirati sia attraverso un sistema di leggi mirato che richieda a circuiti pubblicitari e chi emette il pagamento - come noi -  di tagliare fuori i siti dedicati a pirateria o contraffazione.&#8221;</p></blockquote>
<p>Inutile dire che la lotta andrà irrimediabilmente avanti nei prossimi giorni: staremo a vedere.</p>
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    <title type="html">Il sondaggio del lunedì: l&#039;accesso a Internet è un diritto umano?</title>
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    <published>2012-01-09T13:59:38+00:00</published>
    <updated>2012-01-09T13:59:38+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>sondaggi</dc:subject><dc:subject>accesso internet diritto</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>internet diritto</dc:subject><dc:subject>sondaggio del lunedì</dc:subject><dc:subject>vint cerf</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Come avevamo previsto, le parole di Vint Cerf della settimana scorsa hanno scatenato il dibattito sulla rete sull&amp;#8217;opportunità di ritenere l&amp;#8217;accesso a Internet come diritto umano o[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15967/il-sondaggio-del-lunedi-laccesso-a-internet-e-un-diritto-umano"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/vintcerfwikipedia.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="280" alt="Vint Cerf: l&#39;accesso a Internet non &Atilde;&uml; un diritto umano" />Come avevamo previsto, <a href="http://www.downloadblog.it/post/15935/vint-cerf-laccesso-a-internet-non-e-un-diritto-umano/">le parole di Vint Cerf</a> della settimana scorsa hanno scatenato il dibattito sulla rete sull&#8217;opportunità di ritenere l&#8217;accesso a Internet come diritto umano o civile, o piuttosto un &#8220;solo&#8221; mezzo con il quale fare in modo che tali diritti possano essere esercitati.</p>
<p>Rimandandovi al post sopra linkato per approfondire la questione nel caso in cui ve la siate persa, com&#8217;è giusto che sia per il nostro <a href="http://www.downloadblog.it/tag/sondaggio del lunedì">sondaggio del lunedì</a> qui su <a href="http://www.downloadblog.it">Downloadblog</a> vogliamo chiedervi la vostra opinione in merito, dopo averla già scandagliata coi vostri commenti al post originale. Credete quindi che l&#8217;accesso a Internet sia un diritto? Umano o civile? O credete che si tratti semplicemente tutto di menate filosofiche?</p>
<p><iframe allowTransparency="true" frameborder="0" src="http://app.blogo.it/poll/10295" width="432" height="220" scrolling="no"></iframe></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Vint Cerf: l&#039;accesso a Internet non è un diritto umano</title>
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    <published>2012-01-05T15:00:49+00:00</published>
    <updated>2012-01-05T15:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>diritto accesso a internet</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>vint cerf</dc:subject><dc:subject>vint cerf accesso a internet</dc:subject><dc:subject>vint cerf internet</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;accesso a Internet non è un diritto umano. Arrivati nel 2012, una frase del genere può senza dubbio sollevare polemiche, soprattutto alla luce di mosse &amp;#8220;evolute&amp;#8221; come[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15935/vint-cerf-laccesso-a-internet-non-e-un-diritto-umano"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/vintcerfwikipedia.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="280" alt="Vint Cerf: l&#39;accesso a Internet non &Atilde;&uml; un diritto umano" />L&#8217;accesso a Internet non è un diritto umano. Arrivati nel 2012, una frase del genere può senza dubbio sollevare polemiche, soprattutto alla luce di mosse &#8220;evolute&#8221; come <a href="http://www.downloadblog.it/post/12665/la-banda-larga-e-ufficialmente-un-diritto-in-finlandia">quella della Finlandia</a> di qualche tempo fa. Ma se a pronunciarla è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vint_Cerf">Vint Cerf</a>, universalmente riconosciuto come uno dei padri di Internet, allora vale quantomeno la pena stare a sentire le sue motivazioni.</p>
<p>Dal 2010 membro della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Broadband_Commission_for_Digital_Development">Broadband Commission for Digital Development</a> fondata dall&#8217;UNESCO per rendere le tecnologie a banda larga disponibili più ampiamente sulla faccia della Terra, Cerf ha riassunto il suo pensiero sul <a href="http://www.nytimes.com/2012/01/05/opinion/internet-access-is-not-a-human-right.html?pagewanted=all">New York Times</a>, partendo dalla Primavera Araba e dalla possibilità offerta da Internet a tutti quanti di comunicare, organizzare e promuovere iniziative di ogni tipo, in ogni luogo e pressoché istantaneamente.</p>
<p>In base a questo, secondo Cerf, sarebbe nato il dibattito sulla necessità di ritenere l&#8217;accesso a Internet un diritto civile o umano, soprattutto in nazioni dove la rete è strettamente controllata e censurata dalle autorità. Ecco la sua risposta in merito:</p>
<blockquote><p>&#8220;L&#8217;argomento, comunque sensato, perde di vista una cosa importante: la tecnologia è un &#8216;attivatore di diritti&#8217;, non un diritti in sé. C&#8217;è un livello alto per cui qualcosa possa essere considerato un diritto umano. Mettendola in modo semplice, deve essere tra le cose che in qualità di umani necessitiamo per condurre vite salutari e che abbiano un senso, come la libertà dalla tortura o la libertà di coscienza. È un errore mettere una tecnologia in questa categoria importante, perché col passare del tempo finiremmo per dare valore a cose sbagliate. Per esempio, se tempo fa non avevi un cavallo era difficile guadagnarsi da vivere. Ma il diritto importante in quel caso era il diritto a guadagnarsi da vivere, non il diritto ad avere un cavallo. Se oggi avessi il diritto ad avere un cavallo, non saprei che farmene.&#8221;</p></blockquote>
 <p>
Il cavallo è ovviamente Internet, cioè il mezzo tramite il quale arrivare a ottenere i propri diritti fondamentali come per l&#8217;appunto la libertà d&#8217;espressione, non necessariamente legati a qualsiasi tipo di tecnologia in qualsiasi momento. L&#8217;accesso a Internet è quindi un diritto civile? Ecco la risposta di Cerf anche in questo caso:</p>
<blockquote><p>&#8220;Lo stesso ragionamento può essere applicato anche qui - l&#8217;accesso a Internet è sempre solo un mezzo per ottenere qualcosa di più importante - anche se l&#8217;argomento che si tratti di un diritto civile, lo concedo, è più forte di quello che lo vorrebbe un diritto umano. I diritti civili, dopotutto, sono diversi da quelli umani perché sono concessi dalla legge, non intrinsechi alla natura umana. Anche se nessuno ha mai dato un &#8216;diritto&#8217; ad avere un telefono, siamo arrivati vicini a questo con la nozione di &#8217;servizio universale&#8217; - l&#8217;idea che il servizio telefonico (e la corrente elettrica, e ora la banda larga) debba essere disponibile anche nelle regioni più remote. Quando accettiamo quest&#8217;idea, accettiamo l&#8217;idea dell&#8217;accesso a Internet come diritto civile, perché garantire l&#8217;accesso è una regola fatta dal governo.&#8221;</p></blockquote>
<p>Arriviamo quindi al punto chiave di tutto ciò: la responsabilità di chi crea la tecnologia a supportare sia i diritti umani che quelli civili, attraverso le numerose vie offerte ormai da Internet a chi ne ha l&#8217;accesso per esercitarli. Un mezzo che dunque va visto come tale, mettendo nelle mani di chi se ne occupa il dovere di preservarlo:</p>
<blockquote><p>&#8220;Migliorare Internet è solo un modo, anche se importante, tramite il quale migliorare la condizione dell&#8217;essere umano. Deve essere fatto con comprensione per i diritti umani e civili che meritano di essere protetti - senza pretendere che l&#8217;accesso in sé sia uno di questi.&#8221;</p></blockquote>
<p>Una discussione forse dal significato troppo filosofico piuttosto che reale, ma comunque interessante per una discussione. Cosa ne pensate?</p>
<p>Foto | <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Vint_Cerf_-_2010.jpg">Wikipedia</a></p>
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    <title type="html">Arial Sarcastic: il sarcasmo ha un suo font</title>
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    <id>http://www.downloadblog.it/post/15719/arial-sarcastic-il-sarcasmo-ha-un-suo-font/</id>
    <author>
      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2011-12-13T13:00:21+00:00</published>
    <updated>2011-12-13T13:00:21+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>geek-to-live</dc:subject><dc:subject>arial sarcastic</dc:subject><dc:subject>font sarcasmo</dc:subject><dc:subject>sarcastic font</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cosa sarebbe Internet senza il sarcasmo? Non avremmo per esempio i demotivational poster, tanto per dirne una, così come probabilmente mancherebbero gran parte delle fonti di divertimento che ogni[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15719/arial-sarcastic-il-sarcasmo-ha-un-suo-font"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/SarcasticFont_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="" height="360" alt="Il sarcasmo ha un suo font"/>Cosa sarebbe Internet senza il <strong>sarcasmo</strong>? Non avremmo per esempio i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Motivational_poster#Parodies_and_demotivational_posters">demotivational poster</a>, tanto per dirne una, così come probabilmente mancherebbero gran parte delle fonti di divertimento che ogni giorno la rete ci offre. È per questo che a pensarci sembra strana l&#8217;assenza di un <strong>font dedicato al sarcasmo</strong>, grazie al quale ergersi come paladini di questa dote di burla e presa in giro.</p>
<p>Assenza che c&#8217;era fino a ieri, visto che finalmente qualcuno si è preso la briga di creare il cosiddetto <a href="http://glennmcanally.com/sarcastic/">Sarcastic Font</a>, genialmente semplice: come il classico corsivo, ma al rovescio. Ed ecco il manifesto di questi geni:</p>
<blockquote><p>&#8220;Per troppo tempo email, messaggi istantanei, pagine web e documenti non sono stati in grado di comunicare a dovere la sottigliezza del sarcasmo. Del testo recapitato senza intonazione fallisce nel rappresentare la rara forma di linguaggio in cui il significato voluto è l&#8217;opposto delle parole scritte.</p>
<p>Su Internet urliamo l&#8217;un l&#8217;altro con il CAPS LOCK ed enfatizziamo con grassetto e corsivo, ma dov&#8217;è il sarcasmo? Dov&#8217;è la sua sfumatura, la sua eleganza? Per noi è ora di cambiare. È ora di una rivoluzione. È ora di un nuovo stile di font!&#8221;</p></blockquote>
<p>Trattasi dunque di <strong>Arial Sarcastic</strong>, ed eccone un esempio:<br />
<img src="http://static.blogo.it/downloadblog/smsample_arial.gif" class="post" border="0" align="left" width="101" height="12" alt="Ariel Sarcasm: il sarcasmo ha un suo font" /><br clear="all"/></p>
<p>Dopo il break, come da netiquette anche la <strong>guida all&#8217;uso</strong> del font dedicato al sarcasmo.</p>
 <p>
- Usarlo al proprio livello naturale di sarcasmo (un abuso di sarcasmo potrebbe cambiare le vostre amicizie).<br />
- A meno che non si stia scrivendo un lungo pensiero sarcastico, fa più effetto evidenziare una frase o due col font sarcastico.<br />
- Usare il grassetto sul font sarcastico per commenti MOLTO sarcastici.<br />
- Il font sarcastico è utile quanto scrivete ad altri in una lingua diversa. Potrebbero non capire cosa state scrivendo, ma sapranno che è sarcasmo.</p>
<p>Via | <a href="http://thenextweb.com/dd/2011/12/12/finally-sarcasm-has-a-voice-in-print-with-its-own-font/">Thenextweb.com</a></p>
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    <title type="html">Flout sfida Klout: quando sono influencer lo decido da solo</title>
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    <author>
      <name>sigul</name>
    </author>
    <published>2011-11-24T16:03:20+00:00</published>
    <updated>2011-11-24T16:03:20+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>web-apps</dc:subject><dc:subject>flout vs klout</dc:subject><dc:subject>klout</dc:subject><dc:subject>klout score</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Klout, l&amp;#8217;applicazione che determina quanto sei in grado di influenzare i tuoi contatti, sta facendo parlare di sé sempre più spesso, nel bene e nel male. Personalmente non mi interessa più[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15549/flout-sfida-klout-quando-sono-influencer-lo-decido-da-solo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/ScreenShot20111124at3.51.16PM.jpg" class="post" border="0" width="586" height="366" alt="" /><br clear="all" /><br />
<a href="http://www.downloadblog.it/tag/klout">Klout</a>, l&#8217;applicazione che determina quanto sei in grado di influenzare i tuoi contatti, sta facendo parlare di sé sempre più spesso, nel bene e nel male. Personalmente non mi interessa più di tanto sapere quante persone siano influenzate da me, ma dopo decine di tweet uno si fa prendere dalla curiosità e si iscrive.</p>
<p>Pat Nakajima e Anoop Ranganath sostengono: &#8220;Siti come Klout pretendono di dire quanto sei importante. Questo è ridicolo! Solo tu puoi sapere quanto sei importante&#8221;. Per questo hanno creato <a href="http://flout.me/">Flout.me</a>, per consentirci di ostentare (flaunt) quanto ci sentiamo importanti. Basta andare sul sito, segnarsi tramite Twitter e compilare la nostra dichiarazione d&#8217;importanza. Utilizzando numeri positivi o negativi.</p>
<p>È una stupidaggine, ok. Però io ho cominciato a intenderla in questo senso: quanto mi sento importante dipende da quanto la gente apprezza quello che faccio. Questo a volte può determinare il mio buon umore. Ho un amico che spesso come status sui social usa &#8220;99% happy&#8221; o &#8220;5% happy&#8221; e mi sono chiesto se Flout non potesse servire per far sapere ai miei contatti su Twitter quanto bene o male stia andando la mia giornata.</p>
<p>È stato un pensiero. Probabilmente nessuno la userà così. Però l&#8217;idea di twittare ai miei follower che non sono per nulla interessato al loro Klout score mi è parsa carina. Anche se, alla fine, diventa una guerra fra spammer. Se devo stare da una parte però scelgo Flout. E voi? Sappiate che non posso mettere - infinito su Flout quindi non esagerate con gli insulti.</p>
<p>Via | <a href="http://techcrunch.com/2011/11/22/flout-me/">Techcrunch</a></p>
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    <title type="html">I domini .xxx comprati anche dalle università</title>
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    <id>http://www.downloadblog.it/post/15423/i-domini-xxx-comprati-anche-dalle-universita/</id>
    <author>
      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2011-11-14T18:27:26+00:00</published>
    <updated>2011-11-14T18:27:26+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>.xxx</dc:subject><dc:subject>domini xxx</dc:subject><dc:subject>domini xxx università</dc:subject><dc:subject>università xxx</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Suonerà a molti un po&amp;#8217; strano leggere una notizia del genere, eppure a quanto pare al di là dell&amp;#8217;industria pornografica i soggetti maggiormente intenzionati all&amp;#8217;acquisto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15423/i-domini-xxx-comprati-anche-dalle-universita"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/xxxdomains.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="I domini .xxx comprati dalle scuole" /><br clear="all" /></p>
<p>Suonerà a molti un po&#8217; strano leggere una notizia del genere, eppure <a href="http://www.cbsnews.com/8301-501465_162-57321368-501465/schools-grab-.xxx-sites-to-protect-names-from-porn/">a quanto pare</a> al di là dell&#8217;industria pornografica i soggetti maggiormente intenzionati all&#8217;acquisto dei <strong>domini .xxx</strong> sembrano essere le <strong>scuole</strong>. Università come la University of Missouri e la Washington University sarebbero infatti in prima fila per comprare i rispettivi domini mizzou.xxx e washu.xxx: in realtà, tale mossa dovrebbe servire come misura preventiva sia nei confronti di produttori pornografici intenzionati a dare la loro interpretazione degli &#8220;studi&#8221; effettuati in quei luoghi, sia nei confronti di eventuali studenti mattacchioni.</p>
<p>Terry Robb, direttore del reparto information technology della University of Missouri è stato abbastanza chiaro in merito, affermando di non voler assolutamente vedere &#8220;cose che solo Dio sa&#8221; realizzate con domini .xxx riconducibili all&#8217;università, che ha registrato anche missouri.xxx e missouritigers.xxx: una voce in realtà anche abbastanza costosa a livello di budget, visto che si tratta di sborsare circa <strong>200$ a dominio</strong> per assicurarsi un .xxx. Sulla stessa linea di Robb anche Chad Shepherd, suo omologo alla St. Louis College of Pharmacy che ha addirittura registrato in pieno attacco di pornofobia il dominio stlcop.xxx, uno che non proprio daremmo a un sito per adulti.</p>
<p>Per quanto riguarda i domini .xxx, al momento sono in atto solo le prenotazioni, visto che le registrazioni effettive partiranno il prossimo 6 dicembre seguendo però le richieste effettuate già nelle settimane precedenti attraverso la politica del &#8220;first come first served&#8221; in caso di dispute. Facile immaginare che anche altri soggetti vogliano appropriarsi di tali domini seguendo l&#8217;esempio delle università USA.</p>
<p>Via | <a href="http://www.cbsnews.com/8301-501465_162-57321368-501465/schools-grab-.xxx-sites-to-protect-names-from-porn/">Cbsnews.com</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/tisue/2828921665/">Flickr</a></p>
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