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Intel permette di assicurare la propria CPU sui danni da overclock

pubblicato da HellSpawn in: Geek to live Intel

Intel permette di assicurare la propria CPU sui danni da overclock

L’overclock della CPU è una pratica ormai piuttosto comune, diffusasi nel corso del tempo anche grazie alla crescente facilità di realizzazione, grazie alla quale anche chi non è proprio tecnicamente esperto può riuscire ad aumentare con successo la frequenza del proprio processore. Tuttavia, l’overclock non è un qualcosa con cui scherzare, visto che il rischio è quello di friggere irrimediabilmente il costoso componente.

Con il cosiddetto Performance Tuning Plan, Intel ha deciso di dare una nuova possibilità agli smanettoni di tutto il mondo: quella di assicurare la CPU su eventuali danni da overclock, con la possibilità di riceverne una nuova di zecca nel caso in cui come dicevamo qualcosa dovesse andare storto.

Per una cifra che parte da 20$, i clienti Intel possono così assicurare il proprio modello: l’elenco di quelli supportati vede Core i5-2500K, i7-2600K, i7-2700K, i7-3930K e i7-3960X. È bene sottolineare come fa PC Gamer che questo comunque non vuol dire poter dare libero sfogo alla propria sete di MHz, in quanto un overclock sbagliato può danneggiare anche altri componenti.

Foto | Flickr

Ultrabook, una nuova strategia per rilanciare il segmento dei laptop

pubblicato da Federico Moretti in: Intel Mobile

ASUS ZENBOOK UX 31Martedì prossimo aprirà a Las Vegas il CES 2012, la fiera di riferimento per la presentazione di nuovi prodotti tecnologici. La parola d’ordine di quest’anno è ultrabook: soltanto «una definizione estrosa» per rilanciare i laptop. È l’opinione di Ina Fried di AllThingsD e personalmente la condivido. Un’acuta strategia di marketing.

Forse, non troppo acuta. Intel ha definito ultrabook un design ispirato al MacBook Air, il costoso laptop di Apple, per i portatili con Windows. Cosa c’è di davvero “ultra” in questi prodotti? Nulla di trascendentale, in realtà: è la prevedibile evoluzione delle tecnologie esistenti. Un fenomeno giustificabile con la legge di Moore.

Gordon Moore, il co–fondatore di Intel con Robert Noyce, enunciò due leggi relative al mercato dei microprocessori in base alla potenza e ai costi di produzione. Estendendo il concetto a tutti i componenti, gli ultrabook rappresentano il momento nel quale lo sviluppo tecnologico passa dal boost prestazionale alla miniaturizzazione.

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Intel, nel 2012, porterà le interfacce di Thunderbolt dei Mac sui PC

pubblicato da Federico Moretti in: Apple Intel

ThunderboltThunderbolt, la tecnologia di Intel che è stata inaugurata sui Mac nel 2009, arriverà nei PC a partire dall’aprile del 2012. È un’interfaccia di comunicazione che unisce PCI Express e DisplayPort per il trasferimento combinato di video e dati: al momento è presente in esclusiva su iMac, MacBook Air, MacBook Pro e Mac Mini di Apple.

Le periferiche interessate sono principalmente dispositivi d’acquisizione video e schermi ad alta definizione. Tra i primi produttori hardware a prevedere la futura l’implementazione di Thunderbolt sui PC figurano Acer, ASUSTeK e Sony. Mancano ancora all’appello altre grandi società di Personal Computer, come Dell e Hewlett–Packard.

Il percorso di Thunderbolt richiama quello delle interfacce USB, inaugurate proprio sugli iMac nel 1998 e ormai presenti in differenti versioni su quasi tutti i dispositivi. L’auspicio è che Thunderbolt non finisca, invece, come la tecnologia per FireWire: inventata da Apple, non ha mai convinto ed è relegata a un ruolo secondario.

Via | AllThingsD

Google festeggia l’84° anno dalla nascita di Robert Noyce col Doodle

pubblicato da Federico Moretti in: Google Intel

Robert Noyce – Google DoodleRobert Noyce nacque il 12 dicembre del 1927, cioè esattamente ottantaquattro anni fa: Google gli ha dedicato il Doodle odierno. Morto il 3 giugno del 1990, prima di compiere sessantatré anni, Noyce è stato uno dei fondatori di Intel e – insieme a Jack Kilby di Texas Instruments – è ricordato come l’inventore del circuito integrato.

La tecnologia di Noyce e Kilby ha permesso a Federico Faggin di creare, nel 1968, il primo microprocessore: l’implementazione fisica di un’unità centrale sopra un unico circuito integrato. Il lavoro di Noyce consistette nella realizzazione di microchip in silicio, alla base dei moderni Complementary Metal–Oxide Semiconductor (CMOS).

Terminato un dottorato in fisica al Massachusetts Institute of Technology (MIT), Noyce fondò la Fairchild Semiconductor nel 1957 uscendo con altri sette professionisti dalla Beckman Instruments in cui era impiegato. L’invenzione del circuito integrato è dell’anno successivo, tra il 1958 e il 1959. Fu «il Sindaco di Silicon Valley».

Federico Faggin, l'inventore del microprocessore

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Curiosità Intel

Si chiama Federico Faggin, è nato a Vicenza, 1º dicembre 1941 ed è l’inventore del microprocessore. Dobbiamo ammetterlo: spesso ci prostriamo di fronte a scienziati ed inventori che arrivano dall’estero, dimenticandoci di alcuni italiani che hanno fatto la storia, in questo caso della tecnologia. Una piccola vena di tristezza sale quando si pensa che Faggin iniziò la propria attività nel campo dei “calcolatori” presso l’Olivetti, azienda che ai tempi aveva ben pochi rivali a livello mondiale…

Nel video realizzato da Intel una breve intervista per celebrare i 40 anni dalla nascita del microprocessore e un piccolo approfondimento su cosa ha significato il microprocessore nella vita quotidiana e cosa ci aspetta il futuro.

Intel trasforma l'esperienza con Facebook in un museo virtuale di sé

pubblicato da Federico Moretti in: Intel Facebook

The Museum of Me è un’applicazione realizzata da Intel: trasforma le informazioni fornite da Facebook in una specie di museo virtuale. È sufficiente un clic per autorizzare la condivisione dei dati del social network e attendere la creazione di un filmato in tutto simile a una visita guidata in un museo. Il risultato è spettacolare.

Intel ha utilizzato Flash Player per recuperare le informazioni necessarie e personalizzare il filmato di The Museum of Me. Purtroppo, il video risultante non si può salvare e scaricare. Il testo mostrato durante la riproduzione è esclusivamente in lingua inglese. Amici, foto e aggiornamenti sono come quadri di una galleria d’arte.

L’applicazione è una variante sul tema di Social Memories, che propone invece un libro cartaceo delle informazioni prese dal profilo di Facebook. In comune con Social Memories, The Museum of Me di Intel ha la possibilità di salvare i frame del filmato come immagini per un album sul social network. Il video però non è configurabile.

Via | Digital Inspiration

Toshiba MKxx61GSYG, un hard disk che si formatta da sé quando rubato

pubblicato da Federico Moretti in: Security Intel

Toshiba MKxx61GSYGToshiba ha immesso sul mercato l’MKxx61GSYG, un hard disk di capacità da 160Gb a 640Gb (è prevista una versione da 1Tb in futuro) capace di auto-formattarsi in caso di smarrimento o furto. Non è tanto importante il supporto in sé, quanto la tecnologia con cui è stato realizzato: diventerà popolare sugli hard disk interni ed esterni.

L’hard disk di Toshiba integra anzitutto la crittografia automatica dei file system grazie all’algoritmo AES-NI a 256-bit,. Quindi la tecnologia Intel vPro: quest’ultima permette di bloccare l’accesso ai dati, utilizzando Anti-Theft, e di formattare il disco da remoto con Active Management Technology. Una sicurezza in più su Intel.

È interessante notare come vPro, il nome affidato all’insieme dei servizi di sicurezza implementati via hardware da Intel, sia alla base delle remore dell’antitrust europeo sull’acquisizione di McAfee. Installato su AMD l’hard disk di Toshiba non servirebbe: né AES-NI, né Anti-Theft, né Active Management Technology sono supportati.

Via | TG Daily

Project Denver: NVIDIA entra nel mercato delle CPU

pubblicato da HellSpawn in: Windows Microsoft Intel

Project Denver: NVIDIA entra nel mercato delle CPUNVIDIA entrerà nel mercato delle CPU, facendo diretta concorrenza ad altri produttori attuali come AMD, Intel e IBM. È una delle principali notizie provenienti dal CES di Las Vegas, finalmente entrato nel vivo e destinato a durare fino a domenica. Project Denver, questo il nome del progetto dedicato da NVIDIA alla creazione di nuove CPU, si concluderà con la realizzazione di processori basati su architettura ARM e destinati a PC casalinghi, server e computer a elevato livello di potenza.

A quanto pare le CPU NVIDIA andranno a integrarsi sullo stesso chip della GPU, ottenendo così un minor consumo e migliorando le prestazioni della stessa grafica, al punto da offrire un guadagno pari ad addirittura 20 volte rispetto alle architetture attuali. Il destino delle nuove CPU basate su ARM sembra essere già indirizzato verso un sicuro successo, anche grazie alla collaborazione di Microsoft che dallo stesso CES ha fatto sapere di voler portare il proprio sistema operativo Windows su ARM.

Resta ovviamente tutto da vedere il modo in cui le nuove CPU arriveranno sul mercato, soprattutto per quanto riguarda il settore dei computer casalinghi che ovviamente a noi interessa di più: ma nel frattempo l’idea di un potenziale serio concorrente ad AMD e Intel, che possa anche offrire soluzioni nettamente migliorate dal punto di vista del risparmio energetico e della resa grafica, stuzzica sicuramente la nostra curiosità.

Via | Neowin.net

L'Unione Europea potrebbe bloccare l'acquisizione di McAfee da Intel

pubblicato da Federico Moretti in: Intel McAfee

IntelAttorno all’ultima settimana di agosto avevamo annunciato l’accordo preliminare tra Intel e McAfee. L’acquisizione potrebbe non essere così semplice com’era nei piani dei due soggetti coinvolti, perché l’Unione Europea potrebbe porre un veto a causa dell’antitrust. In sostanza, l’UE contesta a Intel la possibilità che l’assorbimento di McAfee svantaggi gli altri produttori di software per la sicurezza. Un’obiezione legittima.

Intel è già stata multata di 1,45 miliardi di euro dall’antitrust europeo nel maggio scorso, una cifra pari a un quinto della stima di McAfee. Il problema contestato dall’UE riguarda il canale preferenziale che il software prodotto da McAfee avrebbe nei confronti dell’hardware di Intel. L’integrazione di funzionalità accessibili soltanto a McAfee in processori, schede, ecc. di Intel porrebbe la concorrenza in un netto svantaggio.

Rallenta perciò il processo di fusione delle due multinazionali. Renee James di Intel sostiene che «il rafforzamento della sicurezza a livello hardware» è la sfida del prossimo futuro, ma l’Unione Europea non vede in tutto ciò le stesse prospettive di leale concorrenza tra le imprese. La prospettiva di Intel per migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza dei chip grazie a McAfee potrebbe essere più costosa che realistica.

Via | CNet News

Intel compra McAfee

pubblicato da HellSpawn in: Intel McAfee

L’affare non è ancora stato finalizzato, ma di fatto si tratta solo di sbrigare le ultime pratiche burocratiche: fatto sta che Intel ha comprato McAfee per 7,68 miliardi di dollari cash. La notizia è stata diffusa dagli stessi Renee James (Senior VP di Intel) e Dave DeWalt (presidente e CEO di McAfee) attraverso il video che vedete qui sopra apparso sul canale YouTube di Intel.

L’accordo apre ovviamente le porte a un maggior livello di sicurezza per Intel, che potrà contare sull’esperienza di McAfee per vendere software di questo tipo insieme alle proprie soluzioni hardware, in alcuni casi direttamente integrati al sistema. Stesso discorso anche per la connettività wireless, ma per vedere il primo risultato degli sforzi congiunti Intel-McAfee dovremo aspettare fino ai primi mesi del 2011; questo è quanto si sa al momento senza ulteriori dettagli in merito.

Il CTO di McAfee George Kurtz ha comunque offerto un’interessante anteprima di ciò che possiamo immaginarci arriverà:

“Date le sfide correnti nel gestire la proliferazione di malware, portare il software più vicino al silicone silicio fornirà un vantaggio sostanzioso per consumatori e aziende. Respingere la marea di tale proliferazione cambiando il gioco ai cattivoni è una proposta entusiasmante”

Credete che questo tipo di accordo possa portare effettivamente benefici anche ai piccoli consumatori?