Watson è un progetto di IBM che consiste in un super-computer in grado d’effettuare rapide ed efficaci ricerche tra enormi volumi di dati. È diventato piuttosto popolare per la partecipazione a Jeopardy, un quiz televisivo statunitense, nel corso del quale è riuscito a sconfiggere i due avversari umani. Servirà alla diagnosi medica.
WellPoint, una società operante nel settore sanitario, ha stretto una partnership con IBM per trasformare Watson in un’unità centrale per le aziende ospedaliere. Il super-computer servirà ad assicurare la corretta diagnosi medica delle patologie (applicato all’oncologia). WellPoint intende ridurre i costi e migliorare l’assistenza.
La tecnologia di Watson è in grado d’interrogare oltre duecentomila pagine di informazioni in meno di tre secondi: WellPoint inizierà a utilizzarlo dal 2012 per supplire gli infermieri nel rapporto coi pazienti. Dopodiché, sarà impiegato per il trattamento dei tumori. Gli specialisti potranno accedere a Watson dal proprio computer.
Via | The Wall Street Journal
Food Safety Simulator è una nuova piattaforma dei ricercatori di IBM per controllare la qualità dei cibi, dalla produzione al consumo: è stata presentata agli Asian Innovation Awards di Pechino. Sarà sufficiente una scansione del codice a barre della confezione, perché il consumatore possa verificare l’integrità dei cibi acquistati.
L’applicazione è in grado di riportare tutti i passaggi della filiera produttiva e confrontare le proprietà di un cibo con quelle della concorrenza riportando eventuali rischi per la salute. Food Safety Simulator non è ancora sul mercato: IBM non ha definito una tabella di marcia per la distribuzione. Può servire pure ai grossisti.
Applicato alla grande distribuzione, ad esempio, Food Safety Simulator avrebbe potuto prevenire l’infezione da Escherichia Coli (E. Coli), avvenuta in Europa lo scorso maggio. IBM avrebbe già effettuato dei test dell’applicazione con una società statunitense, che non è stata rivelata. L’approdo al mercato potrebbe essere imminente.
Via | The Wall Street Journal

Watson, il super-computer di IBM, è riuscito a sconfiggere i due concorrenti umani a Jeopardy: è stata una vittoria netta. Eppure stando all’opinione di John Dvorak (giornalista laureato alla University of California, Berkeley) a preoccuparsi dovrebbero essere Bing e Google. Watson sarebbe il prototipo di un nuovo motore di ricerca.
Dvorak vorrebbe l’immediata disponibilità in rete di Watson, poiché fonde le caratteristiche di un classico motore di ricerca a quelle computazionali di Wolfram Alpha. Se la tecnologia di Watson lo consente. Dvorak ne fa una questione economica: abbiamo visto come IBM “cresca” più di Microsoft, circa gli investimenti di Bill Gates.
Parlando di prospettive reali Dvorak non ha trovato conferme in IBM sull’intenzione di realizzare un motore di ricerca: la multinazionale è impegnata nel settore, tuttavia potrebbe limitarsi a registrare dei brevetti da rivendere a terzi, tra cui pure Google e Microsoft, allo scopo. Un atteggiamento economicamente più remunerativo.
Via | MarketWatch
Grazie ad IBM, la città texana di Corpus Christi, che conta 280000 abitanti, potrebbe diventare un esempio di efficienza e di sostenibilità ambientale. Il progetto di IBM battezzato Smarter Planet promette di usare le tecnologie più avanzate per trasformare le città mediante software per la misurazione, il monitoraggio e l’ottimizzazione delle risorse idriche, delle strade, degli aeroporti, parcheggi e tutte le infrastrutture fondamentali per la vita di un centro urbano.
Il software sviluppato da IBM permette una visione in tempo reale dello stato delle risorse controllate ed, insieme ad una rappresentazione su una mappa dettagliata del territorio, mette in evidenza le zone che presentano delle criticità da affrontare. I cittadini di Corpus Christi hanno già risparmiato molti litri d’acqua grazie all’uso dei sistemi di controllo messi a loro disposizione dal colosso americano: piccole falle nel sistema di tubature, che causavano enormi perdite globali, sono state individuate e pian piano sono in via di riparazione.
Altre città sarebbero all’attenzione dei tecnici: presto grandi centri come Londra, Stoccolma, Sydney, Dublino ed Amsterdam potrebbero adottare un sistema simile per gestire le loro risorse in maniera più intelligente. La somiglianza di questo sistema con giochi come SimCity salta all’occhio immediatamente e già ci si immagina il sindaco o l’amministrazione comunale con un mouse in pugno a cercar di risolvere ingorghi stradali o ristrutturazioni di edifici fatiscenti. Per fortuna nessuno avrà l’opzione di inviare alieni, uragani o terremoti con un semplice click come nel gioco della Maxis.
Via | Venturebeat

Economia e questioni ambientali possono viaggiare insieme? Spesso accade che questioni di mercato vengano anteposte alla necessità dell’ambiente. Altre volte può la situazione può invertirsi. Se pensiamo ad esempio alla riduzione degli sprechi, otteniamo il risultato di risparmiare risorse e denaro, quindi CO2.
Su Fastcompany un interessante articolo parla di un software aziendale prodotto da IBM per l’industria farmaceutica. Ebbene, anche per quanto riguarda la distribuzione dei medicinali nelle farmacia, diventa fondamentale la logistica, quindi cercare di inviare i farmaci adeguati nelle quantità ottimali, presso le farmacie che ne hanno bisogno.
Il Supply Chain Sustainability Management Solution (SCSM) di IBM è un piattaforma web di analisi che combina la catena di distribuzione, con i dati geografici, combinati in scenari “what if”. Vengono tenute in conto tutte le possibili variabili, dalla distanza in ore dei depositi, sia al consumo di elettrica dovuto ad esempio ai medicinali che necessitano di refrigerazione piuttosto che dei carrelli elevatori. Viene quindi elaborata una possibile necessità di farmaci in una determinata area nonchè il modo ed il momento migliore per trasportarla, associata al “da dove”.
Continua a leggere: SCSM prevede i bisogni, per tagliare la CO2

IBM ha sviluppato una nuova tecnologia per la produzione di chip, grazie alla quale sarebbe possibile aumentare drasticamente la capacità di memoria e la velocità di elaborazione dei processori usati nei router e negli switch che gestiscono reti wireless o in fibra ottica. L’idea nasce dall’esigenza di fornire ai produttori di apparati di rete, e quindi ai service provider, la capacità di gestire l’enorme mole di dati generati dagli smartphone e da altri dispositivi connessi al web.
Il nuovo processo, noto come Cu-32, risulta essere il 15% più veloce di quelli attuali e permetterebbe, secondo le stime di IBM, di produrre tecnologie capaci di gestire un anno intero di traffico di sms (6.000.000.000.000 nel 2010) in meno di 10 secondi, di scaricare un film intero in meno di 10 secondi e di produrre router che possono inviare in streaming qualsiasi film fin’ora prodotto in meno di un minuto. Secondo IBM, la necessità di questa nuova tecnologia costruttiva è chiara “il numero di persone che utilizzano la rete è raddoppiato negli ultimi cinque anni, e nel 2010 ci sono stati 2 miliardi di connessioni”. Oltre ai computer infatti sono aumentati gli altri dispositivi che si collegano alla rete per il loro funzionamento: dalle console di gioco ai lettori mp3. Al traffico da essi generato si unisce quello di sensori, sistemi di controllo, strumenti medici e tutti i dispositivi che inviano notifiche e risultati attraverso internet.
E’ interessante ogni tanto vedere come viene supportata, da dietro le quinte, l’enorme crescita che la rete sta vivendo: le nuove idee arrivano a valanga e la tecnologia deve fornire strumenti innovativi per restare al passo con le esigenze degli sviluppatori e degli utenti. E mentre poco tempo fa per pubblicizzare nuovi processori se ne esaltavano soprattutto le capacità di calcolo, adesso l’attenzione viene spostata sulla possibilità di manipolazione di traffico destinato alla rete.
Foto | Flickr
Via | NetworkWorld

Un nuovo brevetto della IBM sarebbe in grado di registrare eventi sismici e prevederne lo sviluppo in tempi rapidissimi.
Come descritto su IBM Press Room, la tecnica sfrutta le caratteristiche degli accelerometri eletromeccanici (MEMS) installati sugli hard disk dei computer per registrare le vibrazioni della terra dovute ad eventi sismici. I dati vengono raccolti da un software che può essere installato su tutti i computer che possiedono la tecnologia adeguata (ormai diffusissima) per poi venir inviati immediatamente ad un server remoto che, incrociando le informazioni ricevute dalle varie fonti, può fornire in tempo reale non solo la descrizione dell’evento (potenza, localizzazione, orario del sisma, …) ma addirittura fornire indicazioni precise sulla possibile evoluzione.
Sarebbe ad esempio possibile riuscire ad prevedere la formazione di uno tsunami ed suo percorso dall’analisi dei dati relativi all’evento sismico che lo provocherebbe. In uno scenario del genere le autorità locali sarebbero allertate immediatamente dal sistema di analisi e potrebbero essere presi provvedimenti d’emergenza (come una evacuazione) per mettere al sicuro vite umane.
Continua a leggere: IBM brevetta un software per prevedere catastrofi naturali

IBM aspira a diventare concorrente di Google nel settore delle web apps, e bisogna dire che ha già cominciato a farlo con una marcia piuttosto battagliera.
Il suo anti Google Apps si chiama iNotes, e punta tutto sulla semplicità, sulla professionalità, sulla stabilità e, non ultimo, sul prezzo. Infatti la suite di applicazioni online per gestire contatti, mail e calendari di IBM costa solo 36$ l’anno alle aziende che decidono di adottarlo, contro i 50 chiesti da Google.
Certo, Googe Apps dà anche molto di più delle semplici applicazioni che IBM ha inserito nell’offerta iniziale, inclusa una suite di applicazioni da ufficio come elaboratore di testi e di fogli di calcolo, ma IBM ha posto chiaramente l’accento sulla stabilità e la sicurezza. Le parole di Sean Poulley, che coordina il progetto IBM:
“Google ha mostrato di essere debole. C’è un mondo di differenze fra offrire un prodotto consumer e un prodotto destinato ai professionisti”

Ibm ha rilasciato la versione definitiva, la 1.0, di Lotus Symphony, un competitor gratuito di Microsoft Office basato su OpenOffice.org (ne avevamo parlato nel settembre scorso, quando era stata lanciata la beta pubblica).
A diffrenza di OpenOffice.org, però, Lotus Symphony non è un software open-source, anche se comunque la Ibm ha deciso di distribuirlo gratuitamente. L’applicazione da ufficio è basata sulla versione 1.1.4 del popolare OpenOffce, e spera di attrarre soprattutto il segmento delle piccole e medie imprese, anche se sappiamo che almeno per il momento in questo settore Microsoft Office continua ad essere imbattibile (pur essendo a pagamento).
Lotus Symphony è una suite composta da tre software: Documents (per scrivere), Presentations (per progettare presentazioni) e Spreadsheets (per creare fogli di calcolo). Tra le migliorie e le potenzialità che gli sviluppatori segnalano, una maggiore performance nel creare documenti, controllo ortografico anche su fogli di calcolo e presentazioni, possibilità di salvare presentazioni in formato Ppt e, in generale, interoperabilità migliorata con i documenti creati da Microsoft Office, OpenOffice.com e SmartSuite. Tra le 28 localizzazioni, è presente anche la lingua italiana.
Gli scienziati della IBM hanno progettato una nuova tecnologia di immagazzinamento dati chiamata “Racetrack” che, se pur ancora in via sperimentale, promette capacità superiori a costi più bassi. Semplificando si potrebbe dire che il funzionamento di questo nuovo tipo di memoria sarà simile alle memorie flash, ma con meno problemi: scritture infinite e errori pressoché inesistenti.
Cellulari, iPods e molte altre apparecchiature saranno quindi in grado di ospitare un numero di informazioni centinaia di volte maggiore degli standard attuali: un mp3 player potrà contenere circa mezzo milione di canzoni o 3.500 film. Per il sottoscritto il problema maggiore di questo tipo di dispositivi non è la capacità di storage ma la durata della batteria, ma un gruppo di ricercatori ha dichiarato che grazie a questa nuova tecnologia i consumi saranno nettamente inferiori.
Si crede addirittura meno di una ricarica a settimana e si “assicura” la durata totale della batteria per più di 10 anni. Inoltre, come nelle memorie flash, non ci sono parti mobili e questo minimizza i problemi meccanici.
Continua a leggere: Racetrack: una nuova rivoluzionaria tecnologia inventata dalla IBM