Magnavox Odyssey, la prima console per l’intrattenimento domestico, festeggerà quarant’anni dalla presentazione il prossimo 24 marzo. Ralph Baer, che la creò, ha compiuto novant’anni lo scorso 8 marzo. David Friedman, un fotografo newyorkese, ha intervistato l’ideatore di Pong, ovvero Table Tennis: il primo videogioco della storia.
Sorprendentemente, se a novant’anni ha ancora voglia d’innovare, Baer non è soddisfatto del ruolo assunto dai videogiochi. I giovani dedicano troppo tempo ai propri smartphone e non leggono più. In un certo senso, Baer riconosce d’aver creato un “mostro”. Le sue intenzioni erano diverse: riunire le famiglie davanti alla televisione al televisore.
Table Tennis e gli altri undici giochi di Magnavox Odyssey, ad esempio, erano pensati per essere utilizzati in famiglia. Baer – considerato l’inventore dei videogiochi – non ne ha mai concepito un utilizzo individuale. Le modalità a single player di smartphone e console è «una degenerazione» d’un modello ideato per la condivisione.
Via | AllThingsD

Siete pronti a sciogliere una rete sempre più intricata? È quello che ci viene chiesto in poche parole da Untangle, scelto questa settimana come gioco del venerdì con il quale ingannare come al solito le ore che ci separano dal meritato riposo del weekend.
Come dicevamo, per avanzare tra i vari livelli bisogna sciogliere le reti che man mano diventeranno sempre più complicate, selezionando uno dei loro punti mobili e spostandoli in modo da non avere più linee incrociate. Più facile a dirsi che a farsi, visto che se nei primi livelli la cosa è abbastanza semplice, le cose sono in grado di complicarsi nettamente andando avanti. Provare per credere.
Come al solito, anche Untangle è completamente gratuito e richiede solo un browser con supporto Flash.
Via | Howtogeek.com

Zynga ha fatto sapere ieri che tre grosse software house legate al mondo dei videogiochi hanno dichiarato di volersi unire alla sua nuova piattaforma per social gaming.
Zynga.com infatti è diventata un canale parallelo a Facebook per questo genere di giochi, diventato estremamente redditizio e popolare. I tre nomi sono di una certa importanza: Konami, Playdemic e Rebellion, che hanno evidentemente trovato molto invitante la prospettiva di una promozione che spazia dai 246 milioni di utenti mensili di Zynga fino alla moltitudine mondiale offerta dall’accesso a Facebook.
La piattaforma è stata inaugurata il 1° di marzo, e la nuova collaborazione è stata presentata da Rob Dyer, capo delle operazioni sulla piattaforma di Zynga, alla Games Developers Conference di San Francisco. I partner saranno in grado di accedere ai canali di distribuzione di Zynga, all’analisi del traffico e del cosiddetto “social engagement”, ovverosia quanto gli utenti condividono e parlano delle applicazioni che si appoggiano alla piattaforma.
Dei tre nomi solo Rebellion sembra pronta a portare un nuovo social game sulla piattaforma in tempi brevi: “Lanceremo presto il nostro primo social game. Non vediamo l’ora di far vedere ai giocatori quello a cui stiamo lavorando”, queste le parole di Jason Kingsley, CEO della software house.
Via | Venturebeat
Project Z, il portale indipendente di Zynga – dedicato ai giochi – è vicino all’apertura: la società, dopo le prime difficoltà in borsa, è riuscita a rivalutare il proprio titolo e vuole “svincolarsi” da Facebook. Almeno, in parte… perché, per giocare a FarmVille, Mafia Wars, ecc. è comunque richiesto un profilo sul social network.
Gli utenti attivi sui titoli di Zynga, infatti, ammontano a oltre 54 milioni al giorno (e 240 milioni al mese): Facebook è la piattaforma sulla quale la società ha puntato di più e un abbandono definitivo avrebbe un impatto negativo, sul traffico generato dai giochi. Perciò, per accedere ai giochi, Zynga richiederà Facebook Connect.
Nelle ultime settimane, peraltro, Zynga ha annunciato l’intenzione di lasciare Amazon EC2: già la scorsa estate avevo pubblicato una breve digressione sull’infrastruttura di Z Cloud — una piattaforma open source realizzata da Zynga sul cloud computing. La decisione della società potrebbe condizionare l’approdo in borsa di Facebook.
Via | AllThingsD

Uno studio compiuto dalla divisione sugli studi di monetizzazione di Visa, Playspan, conferma quello che Facebook ed il mercato avevano già capito: i beni virtuali sono un business incredibile che fa sempre più breccia nel cuore degli utenti.
Per beni virtuali si intendono accessori o contenuti acquistabili per migliorare l’esperienza di un videogame, specialmente se di tipo social. Inizialmente accolti con sospetto da un’utenza che non ha mai avuto molta voglia di spendere per bit e byte di dati, ora i beni virtuali sono perfettamente in grado di sostenere a galla intere azienda, come la miliardaria Zynga oppure la Riot (creatrice di League of Legends).
Che si tratti di migliorie cosmetiche ai propri personaggi o case, nuove skin, poteri aggiuntivi o livelli, il giocatore medio spende circa $64 in questi beni - All’incirca il valore di un blockbuster da console. Stupirà anche la preponderanza maschile (più del doppio delle femmine) verso questo genere di acquisto, anche perchè si parla molto spesso di migliorie estetiche e non funzionali.
Dal 2009 ad oggi la spesa nei beni virtuali è raddoppiata, arrivando a 2.3 miliardi di dollari per il 2011. Tra quelli che non hanno mai comprato un bene virtuale il 70% si è dichiarato disposto a farlo, o così almeno ha risposto ai questionari di Visa. Possiamo essere sicuri che ci saranno innumerevoli compagnie a fondare le proprie fortune su questo mercato in espansione violentissima.
Via | VentureBeat

I tempi sono duri per tutti, persino per una delle software house più stimate e tentacolari del mondo online: la Blizzard licenzia ben 600 dipendenti. E’ possibile ipotizzare che si tratti di addetti al customer support, un tempo un vero e proprio fiore all’occhiello della Blizzard.
Non sono mai stato uno di quelli che hanno dedicato mesi o addirittura anni di serate in disperati raid, coordinando una dozzina di pazzi per avere sempre l’abilità giusta al momento giusto, però un po’ come tutti ho tutt’ora amici che si dilettano di World of Warcraft. Le ultime testimonianze, per “spannometriche” che possano essere, è che il customer service ultimamente non è più quello di una volta. I ticket vengono ignorati o talvolta viene risposto che il problema non sarà affatto risolto.
Ed ora arriva la notizia di questi 600 licenziamenti, che la Blizzard si è affrettata a chiarificare non sono stati apportati ai team che si occupano di Starcraft 2, Diablo 3 o WoW: Mists of Pandaria. Restano ben poche altre possibilità al di fuori del servizio clienti, che ultimamente è stato anche soppiantato in maniera crescente da procedure automatizzate.
Il comunicato di Blizzard è stato volutamente poco chiaro e conciliatorio, come accade in questi casi “[…] a volte dobbiamo prendere decisioni difficili per mantenere al meglio la salute della compagnia. E questo è uno di quei momenti.” Difficile dire se si sia trattato di un tentativo di essere politically correct, ma il tono di Mike Morhaime (presidente della Blizzard) ha dato l’impressione che l’azienda non è attualmente in condizioni perfette. Secondo i suoi apprezzamenti, di fatto, alcuni dipartimenti avevano troppo personale ed andavano ridimensionati - In modo piuttosto radicale, direi.
Via | The Verge

Nuovo fine settimana in arrivo e nuovo appuntamento con il gioco del venerdì, modo con il quale allietare l’attesa che ci porta tutti quanti verso l’aperitivo del venerdì sera, o a seconda delle proprie esigenze verso lo stravacco sul divano di casa propria con il weekend davanti.
Oggi vi segnaliamo Kingdom Rush, tower defense dove bisogna difendere coi mezzi a propria disposizione una strada dal passaggio degli orribili nemici che sono intenzionati a percorrerla. Per farlo abbiamo a nostra disposizione soldati, arcieri, maghi e poteri speciali da ottenere man mano, grazie ai quali fronteggiare le orde sempre più numerose di goblin e loro simili in arrivo.
Un gioco dall’impostazione abbastanza classica, ma dall’impostazione interessante e dalla grafica pulita e carina che ricorda un po’ quella colorata di Fat Princess.
Via | Howtogeek.com

Dai famosi Yeti Sports e simili in poi, di giochi dove lanciare, calciare e scaraventare oggetti o malcapitati essere viventi se ne sono visti sicuramente molti. Il gioco del venerdì che abbiamo scelto questa settimana però, è forse quello ideale per chi cerca un modo per scaricare la tensione accumulata durante la settimana, visto che il malcapitato essere di cui sopra risulta essere il capo del protagonista del gioco.
Si tratta di My Dear Boss, gioco in flash come al solito gratuito, all’interno del quale occorre prendere letteralmente a pedate il proprio capoufficio potendo contare su una serie di utili bonus, da ottenere con l’avanzare del gioco e naturalmente in grado di far tirare calci più potenti per far percorrere al boss distanze maggiori.
Se il vostro capo è realmente nei paraggi, magari prima di fare una partitina aspettate di tornare a casa!
Angry Birds, il popolare gioco di Rovio Mobile, ha finalmente – almeno, per gli appassionati – esordito su Facebook. In occasione del lancio, che avevo annunciato qualche settimana fa, i giocatori otterranno un bonus spendibile nelle tre categorie di livello proposte. Le novità, rispetto al gioco sul Chrome Web Store, sono diverse.
Considerato in fase sperimentale, Angry Birds presenta su Facebook il classico Poached Eggs, insieme a Surf and Turf e Mighty Hoax. La ricerca delle uova d’oro, a margine del gioco, è stata sostituita con quella delle piume: in questi termini non sarebbe molto diverso dalle altre versioni. Sei accessori aprono alla nuova esperienza.
Possono essere vinti o acquistati dal gioco sei espedienti per terminare i livelli con maggiore facilità: Mighty Eagle, che è pure il nomignolo del creatore di Angry Birds, deriva dalla versione per iOS. Gli altri sono un mirino, una fionda più grande, dei semi per ingrandire gli uccelli e il terremoto. Con un pacco tutto compreso.
Continua a leggere: Angry Birds esordisce su Facebook in corrispondenza di San Valentino
Zynga, la società di FarmVille e altri videogiochi accessibili dai principali social network, ha appena firmato un contratto di collaborazione con Hasbro: una multinazionale che distribuisce pupazzi e giochi da tavolo in tutto il mondo. L’intenzione è quella di creare un merchandising per titoli come Mafia Wars o Hidden Chronicles.
Non sono stati divulgati i dettagli dell’operazione, ma – a partire dal prossimo autunno – gli scaffali dei negozi di giocattoli potrebbero ospitare delle versioni da tavolo di FarmVille, CityVille, ecc. o le action figure di Mafia Wars. È una strategia adottata con successo da imprese come Rovio Mobile che distribuisce Angry Birds.
Se finora bastava chiudere il browser per stare lontani dalle incessanti richieste d’innaffiare i semi di FarmVille o respingere un attacco nemico su Empires & Allies… al posto della tombola, dal prossimo Natale potrebbe comparire CityVille sul tavolo imbandito. Coraggio, abbiamo un anno per abituarci all’idea. No, non è un incubo.
Via | Forbes