I dati di più di 100 milioni di iscritti a Facebook sarebbero attualmente in giro per la rete torrent, per un totale di 2,8GB di materiale contenente foto e tutto quanto sia stato condiviso da questi utenti sul social network.
L’autore del “pacchetto” sarebbe tale Ron Bowes di Skull Security, che per raccogliere il materiale avrebbe creato un crawler ad hoc in grado di girare per Facebook alla ricerca di profili aperti al pubblico, soprattutto in seguito alle modifiche sulle impostazioni per la privacy lanciate qualche tempo fa. I dati dei 100 milioni di iscritti significano alla luce dell’annuncio dei 500 milioni totali che una persona su cinque è incappata nel crawler, rendendo così disponibili indirizzi e dati personali incluso il numero di telefono.
È comunque bene notare che in quanto fatto da Ron Bowes non c’è nulla d’illegale, visto che si tratta di dati provenienti da profili aperti: ancora una volta però, se leggendo tutto ciò vi siete preoccupati è bene che diade un’occhiata alle vostre impostazioni.
Via | Thinq.co.uk

Pare che Facebook stia testando una nuova e semplice modalità per permettere di eliminare definitivamente il proprio account. Attualmente la cosa non è semplice tanto quanto l’iscriversi. Se si va infatti nella pagina relativa alla disattivazione del proprio account (da Account>Impostazioni account), fatta la scelta di tagliare con il social network, si dovranno comunque aspettare 14 giorni affinché il processo sia completato.
Nel frattempo Facebook provvederà a mandarci mail circa chi ha cercato di contattarci in quel periodo e, solo se non si cade in tentazione riloggandosi nei 14 giorni, finalmente si potrà tirarsi fuori.
Come vedete nell’immagine, la cosa dovrebbe essere più semplice. Un click alla casellina “Delete Information” e ciao ciao Facebook. Forse.
Via | Pcworld.com
Facebook ha cominciato a testare due nuovi sistemi per aumentare la sicurezza nella fase di login al social network.
Il primo sistema prevede che quando un iscritto utilizza per l’accesso una password che aveva cambiato in precedenza, gli venga indicato da quanto tempo la password è stata cambiata e gli venga domandato se ne ha memoria. In seguito a una mancata conferma il sistema procede alla verifica dell’identità e propone il reset della password.

Il secondo sistema è piuttosto originale ed entra invece in azione quando un navigatore si collega da un luogo distante rispetto a quello dei suo login più frequenti. In questo caso Facebook propone all’iscritto delle fotografie degli amici e ne domanda la loro identificazione.

Continua a leggere: Facebook introduce nuove verifiche di sicurezza

Merchant Law Group, famoso studio legale con sede a Toronto, dopo varie cause contro produttori di protesi al silicone per il seno, ha deciso il suo nuovo bersaglio: Facebook.
La class action contro Facebook Inc, è già partita, e riguarda l’uso improprio di informazioni riservate e la violazione della privacy.
Gli argomenti a favore di quest’azione sono principalmente questi: “Facebook ha cambiato le impostazioni della privacy dell’utente, e le relative condizioni di utilizzo - senza un adeguato consenso da parte degli stessi utenti – permettendo la diffusione di una quantità notevole di informazioni personali sul web”.
Si sostiene inoltre che, “Facebook intenzionalmente o per negligenza, predispone e pubblicizza le sue politiche sulla privacy, in modo tale da trarre in inganno gli utenti – causando una ulteriore violazione della privacy, in quanto si induce l’utente ad inserire tranquillamente i propri dati personali”.
I problemi che ne sono derivati sono: il data mining, il furto di identità, le molestie, ed il fatto che Facebook ha ingiustamente comunicato le informazioni personali dei membri della community, a società esterne. La richiesta di risarcimento, è pari alla somma totale dei ricavi che la società ha ottenuto, utilizzando queste informazioni.
Questo, il link alla pagina della class action.
Via: Merchant Law
Foto: Flickr

SurgeWorks ha realizzato un set d’immagini in formato .PSD che riprende tutti gli elementi del layout di Facebook. Il kit è fatto molto bene, tanto da consentire la modifica del testo sulle etichette. Icone e loghi sono costruiti su più livelli, permettendo un’estrema personalizzazione dei risultati. Una risorsa gratuita che è particolarmente utile per i web designer.
Via | Smashing Magazine

Facebook ha raggiunto qualche giorno fa i 500 milioni di utenti, aprendo Facebook Stories.
In questa infografica creata da Facebakers.com, che vedete dopo il salto, sono stati snocciolati un po’ di dati sulla popolazione di Facebook.
Ovviamente al primo posto ci sono gli statunitensi, con 125 milioni di utenti che staccano di netto gli inglesi, secondi con più di 26 milioni. L’Italia è sesta con più di 16 milioni di utenti.
Quasi un pareggio invece per quanto riguarda la concentrazione degli utenti nei continenti con il 34% del Nord America e 32% dell’Europa, mentre la fascia di età con più utenti (quasi 150 milioni) è quella che va tra i 18 e 24 anni.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Facebook ed i suoi 500 milioni di utenti in una infografica

“Se abbiamo dichiarato di essere insicuri, credo sia stato preso fuori dal contesto. Perché siamo sicuri che non abbiamo firmato un contratto nel quale si dà ad altri il diritto alla proprietà su Facebook”
È questa la risposta di Mark Zuckerberg alla domanda di Diane Sawyer durante un’intervista rilasciata dal CEO di Facebook ad ABC World News, legata ovviamente alla causa legale nella quale Paul Ceglia reclama l’84% della società. Risposta che spazzerebbe via i dubbi sollevati dall’avvocato del social network Lisa Simpson, che ieri si era detta “insicura” dell’esistenza di tale accordo firmato.
Nell’intervista Zuckerberg ha anche commentato il film di David Fincher sulla propria azienda, The Social Network, in uscita a novembre:
“Penso ci sia molta finzione. La storia reale di Facebook è che abbiamo lavorato duro per tutto questo tempo, e la storia reale è probabilmente abbastanza noiosa giusto? Siamo stati seduti ai nostri computer per sei anni a programmare”
Dopo la pausa, un paio di video dall’intervista.
Via | Venturebeat.com
L’ufficializzazione del dato era attesa ormai da diversi giorni, e finalmente Mark Zuckerberg ha reso pubblico dal blog di Facebook il raggiungimento di quota 500 milioni di iscritti, rendendo così quella del social network la “terza nazione” al mondo per popolazione, giusto per avere un’idea del numero di persone attualmente partecipanti al social network, anche se il numero ovviamente non tiene conto di fake e account vari farlocchi.
Per festeggiare il CEO di Facebook ha annunciato il lancio di Facebook Stories, luogo dove raccogliere le storie degli iscritti al social network che in qualche modo vedono anche questo come protagonista nella loro vita: finalmente una buona notizia per il “povero” Mark, che tra cause legali, sfottò e film ultimamente non se la sta passando proprio benone.
Via | Mashable
L’ormai famoso contratto che garantirebbe a Paul D. Ceglia l’84% della proprietà di Facebook sta diventando sempre più un caso d’interesse in giro per il mondo, soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni degli avvocati del social network stesso, che hanno ammesso il legame di lavoro intercorso diversi anni fa tra Ceglia e il CEO Mark Zuckerberg.
Pur ammettendo tale legame e l’esistenza di altri accordi firmati, l’avvocato Lisa Simpson (no, non è gialla e non ha i capelli a punta) ha dichiarato di avere ancora dei dubbi sull’autenticità del documento riguardante proprio la creazione di Facebook, e quindi anche della presunta firma di Zuckerberg su esso.
Quanto accaduto realmente tra il 2003 e il 2004 sarebbe ancora in fase di verifica da parte di Facebook stesso per cercare di capire se il CEO ha firmato o no il documento, sul quale per il momento la posizione del social network è quella di “non essere sicuri”. Insieme al film The Social Network dietro l’angolo, la causa costituisce una seria minaccia per la credibilità e il “pubblico gradimento” alla figura di Mark Zuckerberg. Staremo a vedere.
Via | Theregister.co.uk
Ai due fondatori di Facebook Mark Zuckerberg e Dustin Moscovitz il film sulla propria creatura non sembra andare molto a genio. Mentre Zuckerberg, famoso CEO di Facebook, ha dichiarato senza mezze misure lo scorso mese che avrebbe preferito che il film non fosse proprio stato creato, il suo collega ha provato a chiarire come stanno effettivamente le cose.
Secondo quanto scritto da Moscovitz su Quora, The Social Network enfatizzerebbe cose in realtà poco importanti (la causa dei gemelli Winklevoss riguardante il furto di proprietà intellettuali) dimenticandone invece altre fondamentali per la storia di Facebook, rendendo inoltre tutto più drammatico rispetto a come le cose siano realmente andate.
Secondo Moscovitz inoltre lo script del film attaccherebbe Zuckerberg “spudoratamente”, anche se dal trailer in realtà si riuscirebbero comunque a evincere le qualità e il genio del CEO di Facebook. Avete visto il video d’anteprima? Cosa ne pensate? Chissà che in realtà non ci sia tempo per includere nel film anche il nuovo caso-Ceglia, dall’uomo che reclama l’85% della società.
Via | Mashable.com
Quello che ormai viene chiamato film su Facebook, ma che in realtà si chiama The Social Network torna a mostrarsi in anteprima con un nuovo trailer, contenete rispetto al precedente anche una serie di sequenze della pellicola.
Ricordiamo che il film vede David Fincher (Zodiac e Fight Club, solo per citarne due) alla regia, mentre nei panni di Mark Zuckerberg apparirà Jesse Eisenberg con una parte riservata anche a Justin Timberlake. Uscita prevista anche in Italia il prossimo 11 novembre.
UPDATE: dopo la pausa anche il trailer in italiano.
Via | Quickonlinetips.com
Vaseline India, azienda produttrice di prodotti per la pelle, ha lanciato un’applicazione per Facebook in grado di “sbiancare” il volto presente sulle foto-profilo. L’iniziativa promuove l’uscita della linea per la cosmesi maschile. L’applicazione ha suscitato scalpore in tutto il mondo per le comprensibili implicazioni razziali del suo messaggio. Eppure in India sembra essere una prassi consolidata.
Tra la popolazione indiana sono molti gli individui che presentano una diversa sfumatura di colore tra la pelle del viso e quella del corpo, mentre nel resto del mondo è facile pensare a una propaganda razzista. La campagna pubblicitaria di Vaseline in inglese è effettivamente disarmante. Il messaggio esplicito diffonde l’idea che occorra un volto più chiaro per essere apprezzati nella società.
Per pubblicizzare Vaseline si sono mossi attori di Bollywood molto famosi in India e ciò nonostante la pagina su Facebook dell’azienda ha raccolto pochissimi apprezzamenti. Tante sono state invece le critiche arrivate dagli Stati Uniti, dove pure il Presidente è «abbronzato». Diversamente da quanto avvenuto ad altre applicazioni palesemente razziste, quella di Vaseline non è stata rimossa.
Via | CBS News