domenica 21 marzo 2010

My Mom's on Facebook

pubblicato da Rosario in: Humor Facebook

Una delle hit del momento su YouTube è la canzone My Mom’s on Facebook, parodia rockettara del rapporto genitore-figlio sul social network realizzata dai Back of the Class, gruppo comico di Los Angeles.

Inserito sulla piattaforma martedì scorso, in soli quattro giorni il divertente video è riuscito a superare abbondantemente la soglia delle 400.000 visite diventando così uno dei nuovi tormentoni su YouTube. Non sono riuscito a ritrovare il testo da nessuna parte, quindi è d’obbligo prestare attenzione con l’orecchio.

Edit: il testo dopo la pausa, grazie a thelostone.

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giovedì 18 marzo 2010

Stalking su Facebook

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Facebook

Lo Stalking su Facebook è un fenomeno reale, ma dai contorni “fumosi” quando si parla di applicazioni specifiche. Sappiamo tutti che è facile per uno stalker creare una rete di contatti fittizi, approfittando della buona fede altrui, per carpire informazioni varie.

Negli scorsi mesi Facebook è stata messa sotto accusa per la nascita di alcune applicazioni che permettevano di sapere chi stava guardando il proprio profilo. Alcune di queste erano delle vere e proprie bufale, altre erano semplicemente fanpage nate a scopo di spamming, però il dubbio ha iniziato a serpeggiare.

BBC riporta allora che Facebook sta chiudendo tutte le applicazioni di stalking, anche se l’azienda precisa che queste non permettono l’accesso a dati personali. Per ora si è fatto il nome di “Stalker Check” e “Who has visited my profile”, effettivamente scomparse da Facebook.

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mercoledì 17 marzo 2010

Ecco come le spie USA usano Facebook

pubblicato da Rosario in: Privacy MySpace Facebook Twitter

Ecco come le spie USA usano Facebook

I social network sono una grandissima fonte d’informazione, questo lo sappiamo noi e lo sanno anche le autorità governative di tutto il mondo, spesso spaventate o attratte da Facebook a seconda dei casi. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato le slide di una presentazione intitolata Obtaining and Using Evidence from Social Networking Sites (Ottenere e usare prove dai siti di social networking).

Nel documento, interamente scaricabile, proprio Facebook viene descritto come più collaborativo con le autorità rispetto a Twitter e MySpace nei casi di emergenza, oltre a spiegare i vantaggi e le possibilità di operare sui social network sotto copertura per comunicare coi sospetti, accedere alle loro informazioni private stringendo amicizia e mappare le loro relazioni.

Tra i dati presenti su Facebook, i più interessanti sembrano essere foto, informazioni di contatto, e indirizzi IP, anche se nel documento si parla di “altri dati” in possesso del social network, come dicevamo più disposto a collaborare rispetto per esempio a Twitter, che sempre secondo le slide fornirebbe i dati solo dietro richiesta ufficiale per un processo in corso.

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martedì 16 marzo 2010

Facebook usa Exchange via Owa

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Microsoft Facebook

Facebook Exchange OwaFacebook usa come webmail Exchange via Owa, ovvero Outlook Web Access. E’ questa la piccola curiosità che ci ha segnalato il nostro lettore Filippo, che ringraziamo.

La schermata si ottiene digitando http://mail.facebook.com che punta su http://mail.thefacebook.com.

Scelta praticamente obbligata, quella di Exchange, vista l’acquisizione di una parte di Facebook da parte di Microsoft avvenuta ormai qualche anno fa.

Microsoft Exchange
è senza dubbio uno dei software più usati in ambito aziendale, ricordiamo allora qualcuno tra i concorrenti come Lotus Notes, Zimbra o Zarafa. Se avete avuto modo di testare qualcuno di questi, provate a darci le vostre impressioni nei commenti.

lunedì 15 marzo 2010

Faceroulette, Chatroulette su Facebook

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Video Curiosità Facebook

Faceroulette

Faceroulette ovvero Chatroulette su Facebook, è appena sbarcata tra noi. Che l’idea di Chatroulette fosse talmente semplice da poter essere presa come “ispirazione”, era cosa che avevamo capito più o meno tutti. Non ci aspettavamo invece potesse essere accoppiata a Facebook così rapidamente.

Faceroulette è praticamente identica a Chatroulette, con l’unica differenza che ci si connette tra utenti registrati su Facebook. E’ necessario dare l’autorizzazione per l’accesso al proprio account, alla webcam ed al microfono e poi tentare di connettersi. In pratica se Chatroulette è, o dovrebbe essere, totalmente anonima, Faceroulette si basa invece sugli account Facebook.

I tentativi di far funzionare Faceroulette sono stati fallimentari: abbiamo visto solo la poltrona del 26enne olandese che vedete nelle immagini. Detto questo, se l’utilità di Chatroulette è quasi nulla, quella di Faceroulette rasenta lo zero. Se non altro, su Chatroulette abbiamo avuto l’occasione di vedere una vagina in webcam

FacerouletteFaceroulette

Gartic, un social game basato sul disegno

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Giochi Applicazioni web Web 2.0 Facebook


Gartic è un social game ancora agli inizi, ma l’idea su cui è basato mi sembra abbastanza promettente. Soprattutto, considerato che Gartic ha il coraggio di cominciare “da solo” la sua corsa verso il successo, senza appoggiarsi alla solita piattaforma Facebook come fa la quasi totalità dei suoi concorrenti.

Gartic si basa sulla capacità di disegnare: a turno, si cerca di indovinare o di far indovinare ai propri amici la parola che il sistema ci suggerisce di volta in volta, disegnando su un tool apposito disponibile online. Non è necessaria nessuna installazione di software sul proprio PC, per giocare; né lo è una registrazione di account. Per provare il gioco, basta inserire un nickname sulla sidebar di destra dell’interfaccia del sito, come in una vecchia chat javascript, e si parte.

Fra i difetti, probabilmente, l’eccessivo isolamento dagli altri social network: d’accordo non essere un’applicazione Facebook, ma almeno poter condividere i propri punteggi su Twitter o altro sarebbe carino. Inoltre, non è ancora ben implementata una classifica dei migliori giocatori. Per il resto, davvero divertente e, soprattutto, abbastanza oltre le barriere linguistiche.

GarticGarticGartic

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venerdì 05 marzo 2010

Qual è la miglior invenzione del decennio? I risultati del sondaggio

pubblicato da Rosario in: Applicazioni web Sondaggi Facebook

Qual è la miglior invenzione del decennio? I risultati del sondaggio

Dopo l’elezione della miglior invenzione del decennio per gli Inglesi, andiamo a scoprire nel sondaggio proposto da noi di Downloadblog quale secondo voi lettori è stato il miglior strumento/servizio creato nell’ultima decade.

Se per i sudditi della regina (chiamati a esprimere tre preferenze) al primo posto c’era Facebook al 73%, seguito da iPhone al 62% e Twitter al 59%, per voi il primo in assoluto è stato YouTube con il 33% dei voti, seguito proprio dal telefono Apple al 18% e dai navigatori satellitari al 16%. Nonostante a votare non siate stati in molti, la discussione scaturita nei commenti si è dimostrata abbastanza vivace, per cui vi ripongo la domanda sperando che il dibattito continui: siete d’accordo con la scelta di YouTube?

giovedì 04 marzo 2010

Foto Facebook: dimensione aumentata a 720 pixel

pubblicato da Rosario in: Foto Facebook

Foto Facebook: dimensione aumentata a 720 pixel

La dimensione massima delle immagini su Facebook è stata aumentata a 720 pixel, incrementando così la grandezza del 20% circa rispetto ai 604 pixel impostati fino a ieri come limite, da molti ritenuto troppo basso vista la qualità delle connessioni che ormai permettono anche di visualizzare foto ben più grandi senza dover aspettare tempi enormi.

La modifica riguarda solo le nuove foto caricate sul social network, mentre le vecchie continueranno a rimanere a 604 pixel: per averle a 720 bisogna caricarle nuovamente. Secondo quanto riporta il blog ufficiale gli upload provenienti da applicazioni esterne a Facebook potrebbero continuare a usare il formato più piccolo.

Via | Geek.com

mercoledì 03 marzo 2010

Nuovi orizzonti dei social network: la compravendita dei gruppi di Facebook

pubblicato da giovanni de stefano in: Social Software Applicazioni web Web 2.0 Facebook

Per un motivo o per un altro, i gruppi di Facebook sono sempre sulla cresta dell’onda, quando si tratta di denigrare i social network. Quando proprio va bene, cambiano nome per sfruttare il loro database di contatti a fini di propaganda politica. Quando va davvero male, se la prendono coi bambini malati. Sono fonte di spam, di noie, di distrazione.

Un post comparso su AlVerde.net si pone il problema della vendita di questi gruppi - o di parte di essi - una volta raggiunti numeri da successo: qualche decina di migliaia di iscritti, nella maggior parte dei casi. Le ipotesi principali che avanza il post sono due: o cedere in toto l’amministrazione del gruppo, oppure contrattare per dei messaggi pubblicitari da inviare via messaggio privato ai vari membri. Spam puro, ma in qualche modo autorizzato da Facebook, dal momento che i destinatari dei messaggi sono regolarmente iscritti al gruppo in questione (fino alla ricezione del messaggio, s’intende). L’autore del post lamenta di non aver trovato traccia, all’interno del vasto regolamento di Facebook, di cenni contro queste due pratiche.

Il post è interessante, perché contiene diversi spunti di riflessione. Per qualche malintenzionato potenziale, anche diversi spunti di business, oltretutto. Ma chiedersi se sia lecita la compravendita di gruppi Facebook o di spazi pubblicitari o pseudo-pubblicitari all’interno di essi, alla luce del regolamento interno di Facebook, non ha molto senso. Anche se fosse “ammessa e non concessa” da un eventuale (ormai, probabile) vuoto “legislativo” dello stesso regolamento, non si potrebbe in alcun modo giustificare la transazione agli occhi delle leggi nazionali e soprattutto del fisco. Naturalmente, questo vale se si considerano le leggi di un paese più importanti di quelle che regolano un social network.

Comunque, non è facile imbattersi nella rete di un caso di successo nella compravendita di un sito. Per ovvie ragioni. Abbondano invece i casi di spammer via gruppi sanzionati o bannati da Facebook.

martedì 02 marzo 2010

Ning integra Facebook Connect su tutti i network

pubblicato da fedmor in: Web 2.0 Facebook

Ning Facebook Connect Ning è un social network di cui colpevolmente si parla molto poco, nonostante rispetto a equivalenti più blasonati offra funzionalità più interessanti — e difficilmente ospita contenuti deprecabili. Le community presenti su Ning (che è tra i preferiti dai professionisti dell’ICT) sono “decentralizzate” e oltre ad avere URL invididuali possono essere raggiunte impostando i DNS verso il proprio dominio.

Tra le feature di Ning c’è ovviamente l’integrazione con OpenSocial (perciò con Google Friend Connect, MySpace e affini) e il supporto agli aggiornamenti di stato per Twitter: ogni utente ha un singolo NingID che può essere utilizzato per iscriversi a qualunque network dell’intera piattaforma. Indovinate un po’ cosa ancora mancava.

Ovviamente all’appello risultava assente proprio Facebook, che molti utenti di Ning hanno abbandonato in favore di quest’ultimo, ma che non può essere ignorato nella realtà del web: in tempi record è stato prima annunciato e poi esteso a tutti i network il supporto a Facebook Connect — abilitando la possibilità di legare il proprio NingID al profilo su Facebook.

sabato 27 febbraio 2010

Facebook inoltra i messaggi alle persone sbagliate: alcuni nuovi utenti esposti

pubblicato da fedmor in: E-Mail Facebook

Facebook Glitch La notizia ha fatto il giro del mondo nelle ultime ore, sebbene non ci sia granché di cui preoccuparsi: in sintesi alcuni nuovi utenti di Facebook sono stati esposti all’inoltro dei messaggi privati alle persone sbagliate (e con le nuove impostazioni della piattaforma è stato possibile leggerli senza dover accedere al sito).

Un utente in particolare, ovvero Zachary Seward, ha ricevuto una cifra record di notifiche: centinaia di e-mail che non gli appartenevano gli hanno intasato la casella di posta in pochi minuti. Il bug è stato definito come Facebook Glitch e ha coinvolto un numero esiguo di iscritti sul totale di 400 milioni e più.

Il problema dovrebbe essere rientrato, sebbene non ci siano ancora comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda che attualmente è impegnata sul fronte dei crediti virtuali: è augurabile che non sussistano problemi simili anche con le transazioni in denaro. Resta un punto di domanda circa le potenziali querele per violazione della privacy che qualcuno potrebbe sporgere per quanto accaduto.

Foto | Twitpic

venerdì 26 febbraio 2010

Facebook brevetta il suo news feed: farà causa a tutti i social network?

pubblicato da giovanni de stefano in: Applicazioni web Web 2.0 Facebook Twitter


Per i dirigenti e gli azionisti di Facebook, ecco un secondo motivo, nell’arco di poche ore, per gioire della loro creatura. Giusto qualche giorno dopo la nomina a “migliore invenzione del decennio“, l’Ufficio Brevetti americano ha riconosciuto a Facebook un brevetto molto importante, presentato nel lontano 2006 e solo ora approvato. Di questi tempi di esplosione dei social network, si tratta del brevetto dei brevetti.

Il brevetto in questione riguarda la “Fornitura di un flusso di notizie dinamico riguardo gli utenti di un social network”. Compresi filtri, strumenti di ricerca vari, pubblicità basata su tale flusso. Curioso come questo brevetto copra sistematicamente gli aspetti del suo funzionamento che Facebook ha maggiormente traslato da rivali più piccoli, come Twitter e soprattutto FriendFeed. Ma nel 2006 molte di queste migliorie non potevano ancora essere presenti, perché Twitter e FriendFeed, semplicemente, non esistevano.

Ora, si pone questo problema. Visto che altri servizi di microblogging come quelli appena citati hanno costruito se stessi (e permesso a Facebook certe notevoli “migliorie”) sulla base di questo meccanismo del flusso (o feed), ora Facebook farà loro causa? Il mondo dei blog tecnologici sta reagendo alla notizia rapidamente e con una certa apprensione. Nelle prossime settimane sapremo come intende regolarsi il management di Facebook, ora che possiede questo potere. Il potere di citare in giudizio praticamente tutti i social network di successo.

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