
Non sempre ci sono buone notizie riguardo Google Books. Questa volta, invece di libri nuovi in arrivo, ci sono grandi autori che se ne vanno.
Il 28 gennaio è il termine presentato da Google per accettare o no la “transazione” proposta ad autori ed editori: prendere o lasciare. E molti, soprattutto chi è già affermato e non fa fatica a vedere il frutto del proprio lavoro editoriale, stanno lasciando. si tratta di nomi come Quentin Blake, Anne Fine e Jacqueline Wilson; ma anche Thomas Pynchon, Zadie Smith e Jeanette Winterson.
Sono più di 6500 in totale gli autori di cui non vedremo più, per ora, le opere su Google Books. Certo, è una perdita anche abbastanza grande per un servizio che esalta al massimo l’accessibilità del materiale editoriale (o, almeno, di un’anteprima di esso). D’altra parte, se decisioni come questa, da parte degli autori, possono tranquillizzarli nello svolgimento della loro attività creativa - che, in fondo, è la cosa che più ci interessa - tanto meglio anche per noi lettori.

Curioso il servizio offerto da una startup chiamata FastPencil. In pratica, si occupa di pubblicare i vostri libri, ma questo è solo un aspetto della faccenda. In realtà, li scrive pure.
Dispone di un team di ghost writer professionisti che, stabilito con voi il tema da trattare - specialmente se si tratta di saggi sulla vostra attività di politico o excursus autobiografici nel tempo libero, se siete un manager di successo - lo scrive, lo pubblica e lo distribuisce (anche sottoforma di ebook, se necessario). In più, lo promuove anche, specialmente sui social media come Twitter.
C’è perfino un’applicazione per iPhone in grado di permettervi di seguire passo passo le varie fasi della stesura. Insomma, FastPencile scrive e voi continuate a fare il vostro lavoro. Magari, grazie a questi servizi leggeremo qualche libro mal scritto in meno, l’anno prossimo.

Nel mezzo della diatriba “iPad sì, iPad no”, fra meno di un mese, si inserirà un dispositivo tablet dallo schermo da 12 pollici, e abilitato al Flash: JooJoo, prodotto da Fusion Garage.
Certo, pesa quasi il doppio rispetto ad iPad (1,1 chilogrammi9 ma certe caratteristiche lo rendono davvero molto accattivante. Una su tutte: il supporto anche a Flash HD, per poter visualizzare i servizi di siti come Hulu.com (non disponibili in Italia).
JooJoo supporta anche il video HD e si vanta di potersi accendere in 9 secondi, oltre ad avere una presa USB, accelerometro, webcam e sensore di luce. Su altri fronti promette meno: 5 ore di autonomia d’uso con WiFi acceso, 4 GB di memoria. Il sistema operativo, per ora, è tutto da scoprire e da provare. E’ l’incognita più grande. Sul sito ufficiale, alla voce specifiche tecniche, tutto quello che se ne può sapere è che sia “browser based”.
Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Devono essere pensieri simili che passano per la testa ai capi di Amazon in questi giorni, all’indomani della presentazione dell’iPad Apple. D’accordo che il loro lettore ebook è il leader del mercato (60% di quota) e che rappresenta il miglior modo di leggere (con concentrazione, a lungo) un testo in assenza di carta.
Ma le lusinghe del touchscreen sembrano aver coinvolto anche i creatori del Kindle. Secondo il Daily Telegraph, Amazon sarebbe al lavoro su un nuovo “super Kindle”. La prova? Amazon ha appena annunciato di aver comprato Touchco, un’azienda specializzata nella produzione di touchscreen. Più chiaro di così.
Ora, bisognerà vedere se una mossa del genere lascerà scontenti gli utenti di una macchina di nicchia come il Kindle (schermo bianco/nero, poco affanno per gli occhi e per la batteria) oppure se permetterà loro di sognare un futuro più complesso e completo per il loro gadget di riferimento (e, chissà, magari vedere crescere il numero di affezionati lettori di ebook Amazon).
Torno a parlare del CES 2010 – di cui è fisicamente impossibile citare tutte le novità presentate – per introdurre il QUE, ovvero l’e-book reader di Plastic Logic (prodotto però da Barnes & Noble): si tratta di un device professionale rivolto agli operatori dell’editoria più che al grande pubblico e lo si evince anche dal prezzo del pre-ordine.
Il QUE – considerando che il produttore è il medesimo leader di settore – è una sorta di versione “pro” (come pure viene definito dagli stessi sviluppatori) del Nook, il lettore di e-book che avevo già descritto su Ossblog.it e che B&N offre equipaggiato con Android agli utenti di fascia medio-bassa.
Disponibile in due soluzioni da 4Gb con WiFi a $649 e da 8Gb con 3G+WiFi a $799 il proReader di Plastic Logic può contenere da 35.000 a 75.000 documenti: grazie alla tecnologia Bluetooth integrata in entrambi i modelli può interagire anche con gli smartphone — è già predisposto per il BlackBerry. Sarà sul mercato dal 15 aprile di quest’anno per i soli Stati Uniti.
Ne avevano già accennato i colleghi di Booksblog.it in tempi non sospetti — ovvero a metà settembre, quando ancora il libro non era stato distribuito in Italia. Ma dagli ultimi mesi di un 2009 ormai alle spalle – anche grazie all’ampia diffusione degli e-book per il Natale – il fenomeno sembra essersi “radicalizzato” e non riguardare più il solo libro di Dan Brown.
Così recita un articolo della CNN (che già parla del tablet di Apple, nonostante questo sia ancora una chimera) attribuendo le cause all’hype generato dall’uscita contemporanea di e-book reader come il Kindle di Amazon, il Nook di Barnes & Nobles – di cui avevo già parlato su Ossblog.it – il Sony Reader e così via.
Sembra proprio che non ci sia tregua per la tutela dei diritti d’autore e a farne le spese (se di ciò si dovesse trattare, visto che spesso le statistiche dicono il contrario) questa volta è l’editoria: in Italia la vendita dei lettori di e-book è ancora “acerba”, rispetto a Stati Uniti e Canada, sebbene vi sia un progetto ministeriale per effettuare al più presto lo switch nelle scuole.
Foto | CNN

Un po’ meno altisonante e sognatore come progetto rispetto a quell’altro, sempre dedicato ai libri, che si chiama Book Search, Google ha intenzione di lanciare un servizio molto concreto di vendita di ebook.
Non sarà un progetto del tutto avulso da Book Search, però. Infatti prenderà le mosse proprio dagli editori che già hanno accettato di collaborare, appunto, con la babelica biblioteca di Mountain View.
Saranno circa 500.000 i titoli disponibili sullo store entro la prima metà del prossimo anno. Pare piuttosto strategico come momento per annunciare una simile scelta commerciale, dato che Amazon, produttore di Kindle, ha appena dichiarato che il suo lettore di ebook sarà presto disponibile in 100 nuovi paesi, e in molto altre lingue rispetto all’inglese.
A differenza del sistema di Amazon, però, Google non distribuirà ebook in un formato proprietario, ma lascerà ai suoi utenti piena libertà sulla scelta del supporto da utilizzare per leggere i suoi libri in formato digitale: laptop, iPhone, lettori di ebook di ogni tipo.
via | Yahoo! News
Comparando la classifica dei libri più scaricati su BitTorrent con la classifica dei best seller in libreria, notiamo che non c’è una coincidenza. Su BitTorrent, generalmente, vanno di moda i classici della letteratura o i manuali. Eppure questa volta stiamo parlando del libro più atteso degli ultimi anni, ovvero “The Lost Symbol”, ultima fatica dello scrittore Dan Brown, già autore di “Angeli e Demoni” e de “Il Codice da Vinci”.
Poche ore dopo l’inizio della vendita nelle librerie americane il libro è subito comparso su Internet ed è già stato scaricato da migliaia di utenti in tutto il mondo, come hanno segnalato i nostri colleghi di BooksBlog. Per la maggior parte delle persone, infatti, “scaricare” il libro è l’unico modo per ottenerlo, visto che sarà disponibile in molti paesi solo fra alcune settimane, se non addirittura mesi.
Su Internet sono comparsi sia l’EBook sia un Audio Book, messo in condivisione da migliaia di seeders. Ovviamente l’editore Alison Barrow ha subito chiesto ai siti di eliminare i collegamenti ai Torrent pirata. Bisogna vedere, ora, se la disponibilità di copie non autorizzate avrà un effetto negativo sulle vendite del libro. Paulo Coelho, che si è dichiarato favorevole alla condivisione online, ha dimostrato che la diffusione di copie digitali dei libri può addirittura aumentare le vendite delle copie cartacee.
Via | Torrentfreak.com
Google Books è una risorsa davvero enorme per i cultori del sapere, utile soprattutto quando interi libri ormai liberi dal diritto d’autore vengono resi disponibili gratuitamente.
Google ha annunciato che a partire da oggi, Google Books offrirà download gratuiti di oltre un milione di libri nel formato EPUB, oltre che nel già conosciuto PDF.
Sempre più persone, secondo Google, usano i dispositivi portatili come lettori di Ebooks, telefonini, netbook e altri oggetti tecnologici dalle piccole dimensioni, che spesso hanno difficoltà a visualizzare gli oggetti in PDF. EPUB, invece, è un formato che permette di adattare il testo allo schermo utilizzato.
E, poichè EPUB è un formato aperto e sostenuto da numerosi dispositivi, Google augura che i suoi download possano sviluppare un valore positivo e contribuire alla diffusione della cultura.
Via | Booksearch.blogspot.com

In passato abbiamo avuto modo di parlare più volte di Scribd, il social network che consente di condividere documenti sul Web. Considerato spesso da molti come lo “YouTube” dei documenti, il sito ha avuto un successo enorme nel 2008, diventando uno dei servizi con il più alto fattore di crescita.
Diverse Università hanno notato il sito, iniziando ad utilizzarlo per pubblicare documenti, libri e dispense per gli studenti. Eppure secondo le ultime stime Scribd ha subito un calo delle visite impressionante, passando dagli iniziali 58.3 milioni di utenti mensili ai 30 milioni in soli due mesi.
Il CEO di Scribd, Trip Adler, ha parlato degli sforzi del team di sviluppo per migliorare le funzioni SEO del sito e di riduzione dei contenuti illegali. A tutto questo,però, si aggiunga il naturale calo di visite dovuto alla stagione estiva. In ogni caso sembra che Scribd abbia alcune novità in cantiere alle quali sta lavorando e che potremo vedere nei prossimi mesi.
Via | Techcrunch.com
Il futuro dell’istruzione? E’ sempre di più online. Probabilmente i tentativi di lezione su Second Life non sono stati entusiasmanti, ma se la migliore università al mondo, come la Harvard University, ha deciso di pubblicare tramite la sua casa editrice oltre 1000 libiri digitalizzati su Scribd, il popolare social network dei documenti.
Forse anche per venire incontro alle spese di pubblicazione e stampa dei libri,considerata anche la crisi economica che ha investito Harvard, questa decisione darà una spinta decisa al mondo dell’editoria in favore del mondo digitale. Inoltre la scelta di Harvard segue gli ingressi del MIT e della New York University di alcuni mesi fa.
L’editoria potrebbe quindi cambiare drasticamente e passare da un modello economico in cui la pubblicità non servirà più, perchè troppo costosa, e i libri verranno promossi grazie ad un buon ranking su Google.
Via | Arstechnica.com

Il popolarissimo sito di condivisione di documenti online Scribd, noto ai più per essere una sorta di YouTube dei contenuti scritti, e per una serie di controversie legali sul diritto d’autore, ha cambiato rotta ed è pronto a diventare l’iTunes dei libri.
E’ quanto sostiene su Mashable Stan Schroeder. La novità si chiama Scribd Store e permette a chiunque di creare un profilo autore e cominciare a vendere la sua opera letteraria online, sottoforma di ebook sfruttabile dai più vari formati disponibili sul mercato.
Il modello di business dietro il progetto è semplice e abbastanza vantaggioso. Scribd preleverà il 20% del prezzo finale dell’opera, mentre l’autore godrà dell’80%. Sono molto flessibili le forme di vendita. Si può comprare un lavoro intero, o uno solo dei suoi capitoli. Oppure ancora si potrà acquistare l’abbonamento a un’opera serializzata: il feuilleton del 2000.