
Grandi cambiamenti annunciati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR): dal prossimo anno scolastico saranno messi al bando tutti i libri di testo che esistono soltanto in forma cartacea. Saranno ritenuti idonei soltanto quei testi redatti “in forma mista (parte cartacea e parte in formato digitale) ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet“. La comunicazione, firmata dal Direttore Generale del MIUR Carmela Palumbo, è arrivata tramite la circolare n. 18 del 9 febbraio 2012 inviata a presidi, dirigenti ed uffici scolastici regionali.
Le adozioni da effettuare nel corrente anno scolastico, a valere per il 2012/2013, presentano una novità di assoluto rilievo, in quanto, come è noto, i libri di testo devono essere redatti in forma mista […] Pertanto, per l’anno scolastico 2012/2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei. I libri di testo in adozione dall’anno scolastico 2008/2009 (in cui ha trovato per la prima volta applicazione la legge n. 169/2008) devono essere sostituiti da testi in forma mista o scaricabili da internet, nel caso in cui siano in forma interamente cartacea.
Se da un lato la scuola italiana entra ufficialmente - e obbligatoriamente - nel mondo del digitale, dall’altro il mercato dell’usato subirà un duro colpo. Le case editrici, infatti, coglieranno la palla al balzo e, nel digitalizzare un testo, provvederanno senza dubbio al suo aggiornamento, rendendo di fatto obsoleti libri magari acquistati meno di un anno fa, in pensione perché disponibili soltanto in formato cartaceo.
Continua a leggere: Addio ai libri scolastici solo di carta: il MIUR detta le nuove disposizioni

L’amministrazione Obama ha proclamato l’obiettivo ambizioso di migrare tutti i libri di testo degli studenti al formato digitale entro il 2017. Sarà solo il clima da promesse elettorali?
Il piano è difficile da portare a termine in soli 5 anni. Di sicuro tutti sappiamo quanto i libri di testo cartacei siano pesanti per bambini e ragazzi, a maggior ragione per gli italiani che tradizionalmente se li sono sempre dovuti portare a casa, non avendo neppure i pratici armadietti che si vedono nelle high school dei telefilm americani. Al problema del peso si somma anche quello della rapidità con cui le edizioni si susseguono, non senza malizia da parte degli editori che sono perennemente interessati a spennare un pubblico indifeso.
Obama e i suoi sono stati piuttosto aperti nel descrivere la loro intenzione di cambiare pagina, esprimendosi in tal senso già nella conferenza sullo Stato dell’Unione l’anno scorso. Da allora è stato anche diffuso un pamphlet intitolato Digital Textbook Playbook, che esamina i benefici del piano di digitalizzazione ed i suoi costi (come ad esempio la creazione di una struttura broadband per tutte le strutture scolastiche). Secondo gli esperti, i libri digitali renderebbero gli studenti capaci di imparare più in fretta, e di approfondire gli argomenti con un tocco, di fatto di rivoluzionare il modo di intendere l’apprendimento.
Ci sarebbe certamente da decidere se affidare i dati ad un immagazzinamento locale oppure propendere per il cloud, ma per il resto le infrastrutture dovrebbero essere di facile realizzazione - Anche se i costi iniziali si preannunciano come veramente elevati. Sul lungo termine, invece, l’approccio dovrebbe far risparmiare circa $600 a studente, non senza approfittare degli apparecchi che i ragazzi ed i loro genitori già possiedono, anche se si pianifica di fornire i mezzi tecnologici necessari a scuole e famiglie.

Quella che stiamo ormai per lasciarci completamente alle spalle è stata la migliore “holiday season” di sempre per Kindle. Lo ha annunciato Amazon, rendendo noti alcuni dettagli sul volume di vendite del proprio lettore di eBook, arrivato anche in Italia giusto in tempo per il Natale. Anche se non si parla di cifre nello specifico, la compagnia guidata da Jeff Bezos ha annunciato di aver venduto a dicembre più di 1 milione di pezzi a settimana, che sommati fanno per l’appunto 4 milioni di unità vendute nell’ultimo mese.
Un risultato sicuramente straordinario per il dispositivo, combinato ovviamente sia tra i modelli base che i Kindle Fire. Secondo quanto reso noto da Amazon inoltre, gli eBook al primo e al quarto posto nella classifica di best-seller del 2011 sarebbero stati pubblicati da autori indipendenti direttamente attraverso la piattaforma Kindle Direct Publishing, promuovendo così l’abbandono degli editori classici già auspicato da Bezos e i suoi.
Proprio il Kindle Fire è stato il modello più venduto, seguito da Kindle Touch e Kindle (unico disponibile al momento in Italia). Sempre secondo Amazon, tra il Black Friday e il giorno di Natale i regali di eBook hanno avuto un aumento pari al 175% rispetto allo stesso periodo del 2010. La rivoluzione degli eBook è ormai in atto.
The New York Times ha pubblicato l’esito inaspettato di un’indagine tra i lettori più entusiasti degli eBook. Negli Stati Uniti, la tecnologia e i prezzi sono più accessibili, rispetto all’Italia, e così la diffusione degli eBook è maggiore. Tuttavia, è emerso che il formato digitale non è adatto ai bambini: è preferibile la carta.
L’editoria per i bambini è un’offerta molto particolare, diversa da quella prevista per gli adulti, e il contatto fisico con la carta ha un’importanza che gli eBook non possono sublimare. È un argomento dibattuto spesso su queste pagine, parlando del mercato degli eReader e soprattutto della politica di Amazon riguardo agli editori.
Col rinnovo della serie dei Kindle, ancora lontana dall’approdo in Europa, Amazon ha voluto estendere ai consumatori non abituali la fruizione di contenuti digitali. Quanto a prezzo e catalogo, le opzioni di Amazon sono vincenti: non significa che gli eBook possano sostituire i libri. Persino i principali acquirenti lo smentiscono.
Via | The New York Times
Amazon ha quasi ultimato la propria strategia per aumentare l’influenza nel settore editoriale. Kindle Cloud Reader è un’applicazione web per leggere gli eBook: è approdata pure su Firefox, l’ultimo dei browser più popolari dai quali era assente. All’appello manca soltanto Internet Explorer. Con l’eReader è arrivato il formato KF8.
Kindle Format 8 (KF8) è un formato, alternativo a PDF ed ePUB, per gli eBook. Kindle Cloud Reader supporta KF8 su tutte le piattaforme. Non servono eReader o tablet per leggere: gli acquisti effettuati su Amazon possono essere visualizzati su qualunque dispositivo. Dove non arriva Kindle Cloud Reader esistono le applicazioni mobili.
Kindle Cloud Reader non richiede l’installazione di estensioni per il browser. La disponibilità iniziale risale all’agosto scorso esclusivamente su Chrome e Safari. L’arrivo su Firefox sancisce la conclusione della prima fase di sviluppo: Internet Explorer 9 dovrebbe essere in grado d’avviarlo, benché non risulti ancora supportato.
Continua a leggere: Kindle Cloud Reader è in HTML5 sui browser, tranne Internet Explorer
La Royal Society, la prestigiosa accademia scientifica inglese fondata oltre 350 anni fa da importanti personaggi del mondo della cultura e delle scienza, ha reso disponibile il suo vastissimo archivio sul web. Oltre 60.000 documenti pubblicati tra il 1665 e il 2011 ed ora consultabili e scaricabili gratuitamente da chiunque, senza bisogno di effettuare alcuna registrazione.
Tra i tesori contenuti nell’archivio è doveroso segnalare il primo saggio scientifico pubblicato da Isaac Newton, gli scritti di un giovane Charles Darwin e il famoso esperimento dell’aquilone di Benjamin Franklin.
Un ottimo sistema di ricerca rende la consultazione ancor più piacevole: si possono cercare i testi di un determinato autore, quelli pubblicati in un dato lasso di tempo o quelli che trattano un argomento in particolare, senza dimenticare la possibilità di limitare la ricerca alle biografie, alle note e molto altro ancora. Tutti i testi sono in lingua inglese, compresi quelli originariamente stampati in altre lingue.
Una selezione di documenti dall’archivio della Royal Society
Continua a leggere: La Royal Society rende disponibile gratuitamente il proprio archivio
Amazon ha una nuova politica per la pubblicazione di eBook e libri cartacei: l’abbattimento dei costi passa per l’abbandono degli editori, perciò l’azienda ha assunto un agente per trattare con gli autori. Laurence Kirshbaum è portatore di un nuovo approccio, un «divide et impera» affinché Amazon realizzi la conquista dell’editoria.
Kirshbaum, ex-TimeWarner, ha guidato l’operazione di Amazon per pubblicare centoventidue titoli sia in forma cartacea sia in forma digitale, escludendo gli editori dal contratto e dialogando con gli autori. È un atteggiamento che preoccupa l’editoria statunitense, impotente nella circostanza, e potrebbe estendersi a macchia d’olio.
L’eventuale successo della nuova politica di Amazon potrebbe arrivare a riscrivere le regole dell’editoria. L’intervento di Kirshbaum porta con sé vantaggi evidenti, per gli autori e per i consumatori: tuttavia, il rischio è quello di consegnare ad Amazon un monopolio di fatto riguardo all’assegnazione dei prezzi di libri ed eBook.
Via | The New York Times
Ebooks allo stesso prezzo dei libri cartacei? Possibile? E’ questa la domanda che i lettori italiani si fanno dall’uscita dei primi libri digitali: ma non ci sono costi di stampa e di distribuzione e vengono venduti sulla rete internet – allora com’è possibile che costino poco meno o uguale ai libri di carta venduti in libreria?
Le spiegazioni sono molteplici. Innanzitutto è errato pensare che l’eBook sia una mera trasposizione della carta in digitale, un semplice copia incolla del file utilizzato per la stampa della versione cartacea. L’ePub è (e sarà soprattutto con l’ePub 3 - qui trovate qualche dettaglio del prossimo standard) molto di più di questo - dietro c’è un grande lavoro di conversione, di layout, di informatica pura (e gli ePub fatti bene hanno degli editor che si occupano solo di questo). In futuro poi sarà un complesso di audio, video e testo integrato tutto assieme secondo logiche e costruzioni informatiche di non semplice realizzazione. Insomma dietro l’eBooks c’è molto più lavoro di quello che si pensa.
Oltre a questo (che diciamocelo incide parzialmente sul costo finale dell’eBook) c’è il classico cartello dei grandi editori: Apple, Harper Collins, Hachette, Macmillan, Penguin e Simon & Schuster. A svelare l’arcano - anche se non era così segreto - ci hanno pensato i lettori che hanno denunciato presso una corte californiana questi grandi editori/distributori con l’accusa di essersi accordati al fine di mantenere alti i prezzi dei libri digitali (e soprattutto al fine di garantire alla piattaforma di Cupertino il cospicuo 30% sulle vendite degli stessi senza perdere un dollaro – ergo ci rimette come sempre SOLO il consumatore finale).
Continua a leggere: Il mistero del cartello nei prezzi degli eBooks e la nuova idea di Amazon
Parliamoci chiaro: l’editoria cartacea è in crisi piena e deve cambiare per adattarsi al più presto alle novità offerte dal digitale. Tutti gli editori – da quelli di nicchia ai grandi colossi – hanno bisogno di nuove idee e progetti concreti che prendano velocemente piede tra i nuovi lettori digitali.
Pare lungimirante l’idea del New York Times che ha lanciato Beta620 (dall’indirizzo della sua base newyorkese), un sito dove sperimentare nuovi progetti e nuove visioni dell’editoria del futuro. Dunque progetti sperimentali per far testare questi prodotti direttamente ai futuri fruitori, senza limitazioni all’accesso dei soli beta tester. Una buona idea per cercare di scovare i desideri dei lettori digitali e non cascare in clamorosi flop.
I progetti presenti al momento sono: Community Hub (feed per i commenti collegati a Facebook e visualizzazione di user generated content), Times Instant (per effettuare ricerche istantanee ed altre funzioni di analisi del testo sfruttando le API del sistema di archiviazione del NY Times), Times Skimmer (applicazione in HTML5 dotata di supporto touch screen per leggere il NY Times on-line) e NYTimes Crossword Web App (un simpatico cruciverba/puzzle in formato HTML5).
Quello annunciato ieri dal Gruppo Mondadori e da Amazon, è il primo importante passo verso l’annunciata apertura del colosso di Jeff Bezos verso gli eBooks in lingua italiana. L’accordo prevede la messa a disposizione per gli utenti europei del Kindle di circa 2.000 titoli delle case editrici Mondadori, Einaudi, Sperling & Kupfer e Piemme, e la distribuzione sarà resa disponibile dalle piattaforme di Amazon.co.uk, Amazon.de e Amazon.com.
Entro il periodo natalizio verranno messi in catalogo altri 1000 eBooks comprese le novità del prossimo autunno-inverno, mentre l’obiettivo dichiarato del Gruppo Mondadori è quello di raggiungere gli 8.000 eBooks entro la fine del 2012. Sin dal gennaio di quest’anno Mondadori ha attuato una politica di distribuzione contemporanea delle versioni cartacee e digitali per tutte le principali novità, puntando ad entrare a pieno regime nel 2012. Queste le parole del vice-presidente e A.D. di Mondadori Maurizio Costa:
“Nel mercato degli eBooks Mondadori ha l’obiettivo di giocare un ruolo trainante, e siamo certi che il 2012 segnerà l’avvio a pieno ritmo di questo mercato che ha grandi potenzialità anche nel nostro paese e che, dopo un anno di studio e sperimentazione, è pronto per esplodere».
Da parte di Amazon questa mossa pare il preludio all’imminente uscita del tanto atteso Kindle Store Italiano; lo sbarco del gigante americano in Italia porterà un caos totale tra gli editori nostrani che dovranno adattarsi immediatamente (e forse sarà già tardi) al nuovo mercato, onde evitare di soccombere. Non esagero quando dico che Amazon e il suo Kindle apriranno una nuova era per gli eBooks nel nostro paese, e chi già possiede il magico device può ben comprendermi. Per gli altri è solo questione di tempo prima di innamorarsene. In Italia intanto…il problema fondamentale pare essere la legge sul prezzo dei libri…
Via | Mondadori.com
Foto | Flickr