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Kickstarter in piena espansione: due progetti superano il milione di dollari

pubblicato da Francesco L. in: Social Software e-Commerce


Kickstarter è un buon posto su cui passare qualche minuto ogni giorno, e diventa un sito ancora migliore se siete dei designer o degli sviluppatori a caccia di finanziamenti per un progetto o prodotto.

Kickstarter si occupa di gestire il crowdsourcing delle idee, allo scopo di finanziarle. Un’azienda, un gruppo o un individuo possono usarlo per esporre al pubblico un progetto chiedendo delle promesse di finanziamento, di solito in cambio di una prenotazione per il prodotto finito. Altre offerte tipiche includono uno sconto, bonus speciali, accessori o edizioni limitate.

Non si può comunque dire che Kickstarter sia riuscito ad emergere e diventare un punto di riferimento per conto proprio: la stampa specializzata sui gadget l’ha sempre trovato una fonte di buone notizie e di notevoli anteprime. I navigatori, dal canto loro, hanno sempre reagito con entusiasmo e sono stati capaci di unire le proprie infinite risorse collettive.

Il sito quindi va alla grande ed è davvero divertente da esplorare. Come elemento per misurare il suo successo globale, basta prendere in considerazione che due dei progetti sponsorizzati e presentati hanno superato nelle ultime ore la barriera psicologica del milione di dollari di finanziamento. Il primo prodotto è un accessorio per iPhone chiamato Elevation Dock, un elegantissimo oggetto in alluminio scolpito che completa le linee dello smartphone. L’altro invece è Double Fine Adventure, un videogame dello sviluppatore che una vita fa ci regalò l’indimenticabile Day of the Tentacle.

Via | The Verge

Forbes, Daniel Ek di Spotify è «l’uomo più importante» per la musica

pubblicato da Federico Moretti in: e-Commerce Mobile

Forbes ha definito Daniel Ek, il fondatore svedese di Spotify, «l’uomo più importante» del mercato musicale. Il servizio che ha creato – ed è tuttora inaccessibile dall’Italia – è destinato ad avere successo laddove tutti gli altri hanno fallito: sconfiggere la pirateria. Promuovendo, contemporaneamente, artisti e gruppi emergenti.

La formula di Spotify non è del tutto innovativa. Last.fm, ad esempio, proponeva già qualcosa di molto simile: è “soltanto” un servizio di streaming musicale in abbonamento, per ascoltare qualunque traccia da qualunque dispositivo. La novità reale di Spotify è, piuttosto, nel grande successo ottenuto dove il servizio è disponibile.

Creazione e condivisione di playlist, integrazione con Facebook, possibilità di creare applicazioni per integrare il servizio di base: Spotify è il riassunto delle caratteristiche di altre soluzioni preesistenti. Il vantaggio dei discografici è nel fatto che l’ascoltatore, grazie ai social network, diventa una pubblicità gratuita.

Via | Forbes

Il Vaticano non ha acquistato il suo dominio in .xxx da ICM Registry

pubblicato da Federico Moretti in: Curiosità e-Commerce

Stemma di Città del VaticanoLa querelle sui domini .xxx è arrivata in Italia. O, meglio, a Città del Vaticano: qualcuno ha acquistato vatican.xxx, ma non è stata la Santa Sede. Federico Lombardi – Direttore di Radio Vaticana e per la Sala Stampa di Benedetto XVI – ha smentito l’acquisto del Top–Level Domain (TLD) da parte della Chiesa. Ed è di nuovo polemica.

Da quando l’Internet Corporation for Assigned Domain and Numbers (ICANN) ha approvato la distribuzione di .xxx le critiche si sono susseguite incessantemente. ICM Registry, la società deputata all’assegnazione dei domini di secondo livello, ha subito bloccato l’acquisto d’alcuni termini: ad esempio, i nomi a dominio delle celebrità.

Lombardi non ha specificato se il Vaticano abbia preso parte all’asta del dominio e sia stato battuto o se, invece, la Santa Sede abbia del tutto ignorato l’acquisto del dominio. Benché .xxx non sia vincolato alla pubblicazione di contenuti pornografici, vatican.xxx è più adatto d’altri domini a danneggiare l’immagine del Vaticano.

Via | The Huffington Post

Google rinnova il sito dei Doodle e apre uno store dedicato

pubblicato da Daniele P. in: Google e-Commerce

Google Doodle archivio

I Google Doodle sono un tratto distintivo del celebre motore di ricerca, realizzati per occasioni speciali e capaci di fare tendenza in poche ore sui principali social network e non solo. Senza contare l’opportunità che offrono agli utenti di ricordare o scoprire personaggi o personalità importanti. Tutti i Doodle creati dal 1998 ad oggi sono raccolti in un sito che è stato rinnovato in queste ultime ore, come annunciato da Google con un post sul blog ufficiale.

Ora è possibile navigare tra gli oltre mille Doodle, anche tra quelli realizzati per Paesi diversi dal nostro. Possiamo effettuare ricerche per anno e per Paese, ma anche per parole chiave, selezionando così, ad esempio, tutti quelli dedicati al Natale. Ogni Doodle è corredato da una descrizione e una breve introduzione del suo creatore, mentre per quelli più elaborati - come quello dedicato al 65esimo compleanno di Freddy Mercury o ad Halloween 2011 - sono disponibili anche degli interessanti dietro le quinte.

La grande novità, però, è l’apertura di uno store online interamente dedicato ai Doodle, realizzato in collaborazione con Zazzle. Potete ordinare una serie di oggi con il vostro Doodle preferito stampato sopra, dai poster alle tele, dalle borse per la spesa alle tazze, skateboard, adesivi e le immancabili t-shirt. In occasione del lancio dello store è disponibile uno sconto del 20% su tutti i prodotti. Basta inserire il codice GOOGLEDOODLE al momento del checkout.

Via | Google blog

Non tutte le pubblicità si equivalgono: almeno, secondo AdBlock Plus

pubblicato da Federico Moretti in: Browser e-Commerce

AdBlock Plus (ABP)AdBlock Plus (ABP) ha introdotto, con la versione 2.0, un’opzione che prevede la possibilità di ricevere alcuni annunci pubblicitari poco “fastidiosi”. L’estensione – disponibile per Chrome e Firefox – servirebbe proprio ad eliminare la pubblicità dalle pagine web e la novità è stata accolta molto negativamente dagli utenti di ABP.

Wladimir Palant, il creatore di ABP, pensa che l’introduzione di questa caratteristica possa incentivare i pubblicitari alla realizzazione d’annunci meno intrusivi. La risposta della maggioranza degli utenti, al contrario, non ammette delle eccezioni ad ABP: tutti gli annunci pubblicitari sono considerati intrusivi. Per definizione.

Il problema, in realtà, è molto relativo: ABP 2.0 può disabilitare la nuova opzione dalle preferenze e l’estensione torna a bloccare tutte le pubblicità con un paio di clic. Gli estimatori di ABP «possono dormire sonni tranquilli», perché nessuno impedirà loro di tornare alla modalità precedente. Tanto rumore per nulla, in pratica.

Via | ZDNet

Apple indagata dall’antitrust europeo per collusione con gli editori

pubblicato da Federico Moretti in: Apple e-Commerce

AppleApple potrebbe essere chiamata a rispondere dei propri rapporti con cinque delle maggiori società del settore dell’editoria digitale per la creazione d’un “cartello” sul prezzo degli eBook. È la tesi della Commissione Europea, che martedì ha iscritto la multinazionale di Cupertino nel registro degli indagati dell’antitrust europeo.

L’accusa riguarda, in particolare, gli accordi di Apple con la britannica Penguin e la statunitense HarperCollins. Insieme ad Apple sono indagate per lo stesso atteggiamento la francese Hachette Livre (Francia), Simon & Schuster – una divisione della CBS – e Macmillan (Germania). Cupertino ha preferito non rilasciare alcun commento.

L’indagine è basata sul controllo dei prezzi che Apple avrebbe la possibilità d’operare, grazie alla diffusione di iPad in Europa. L’accusa è quella di vendere gli eBook a un costo più elevato degli Stati Uniti perché non esiste un’adeguata competizione: ad esempio, tuttora il Kindle Fire di Amazon non è distribuito sul continente.

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Twitter ha iniziato la distribuzione dei propri annunci pubblicitari

pubblicato da Federico Moretti in: e-Commerce Twitter

TwitterTwitter, il popolare servizio di microblogging, ha iniziato a proporre la propria soluzione di advertising a un numero selezionatissimo di partner. Discussa a più riprese, la pubblicità su Twitter è inserita tra gli aggiornamenti di stato pubblici o i profili suggeriti e un’etichetta distingue le inserzioni a pagamento dalle altre.

La piattaforma di Twitter prevede l’autogestione dei messaggi pubblicitari che possono essere acquistati con una normale carta di credito. Non sono trapelati molti dettagli sul meccanismo perché la disponibilità pubblica del sistema d’acquisto è prevista soltanto per le prime settimane del 2012. La soluzione è in fase di “rodaggio”.

La novità non risiede nella presenza della pubblicità sulla linea temporale di Twitter. La piattaforma ha cominciato a proporre dei contenuti sponsorizzati da diverso tempo: a cambiare è la soluzione adottata. Il servizio di microblogging venderà da sé la pubblicità, evitando di coinvolgere terze parti. Sulla falsariga di Facebook.

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WordAds, i nuovi banner pubblicitari per guadagnare su WordPress.com

pubblicato da Federico Moretti in: Blog e-Commerce

WordPress.comWordAds è una risposta di Automattic e Federated Media a Google AdSense per gli annunci pubblicitari su WordPress.com. Finora, infatti, la piattaforma non permetteva l’inserimento dei banner sui blog ospitati: Automattic non apprezza la soluzione di Google, perciò ha optato per un proprio circuito di inserzioni con Federated Media.

Purtroppo la nuova opzione di Automattic deluderà molti utenti: il programma di WordAds, per il momento, è limitato ai blog che utilizzano un dominio personalizzato col Domain Mapping di WordPress.com. La creazione di WordAds, inoltre, elimina una volta per tutte la possibilità d’inserire i banner di Google AdSense su WordPress.com.

L’iscrizione a WordAds può avvenire compilando un modulo di presentazione. Automattic e Federated Media si riservano il diritto d’accettare le candidature e, a quanto pare, la lingua utilizzata per i blog ha una grande influenza: gli Italiani potrebbero essere immediatamente esclusi dal programma, se non scrivessero già in inglese.

Via | Just Another WordPress Weblog

Crea una lista dei desideri universale grazie ad Amazon

pubblicato da Daniele P. in: e-Commerce Amazon

lista desideri universale AmazonCon l’arrivo del periodo natalizio, e le relative corse ai regali, è sempre utile creare una lista dei desideri, evitando così di ritrovarsi a gennaio con una serie di oggetti da rivendere su eBay. Amazon, anche nella sua versione in italiano, ci viene in aiuto e già da qualche tempo ci dà la possibilità di creare una lista universale con oggetti provenienti da qualunque sito internet.

E’ sufficiente installare l’estensione ufficiale (disponibile per Chrome, Internet Explorer, Firefox, Safari e iPad) ed iniziare la ricerca degli oggetti che volete inserire nella lista dei desideri. Una volta trovata la pagina che contiene il prodotto vi basterà cliccare sull’icona in alto a destra, inserire il prezzo e confermare l’inserimento. Più facile a farsi che a dirsi: il prodotto desiderato comparirà nella stessa lista contente gli oggetti in vendita su Amazon, pronta ad essere condivisa con amici, parenti e conoscenti.

Se utilizzate un browser diverso da quelli sopra indicati, potete usufruire del servizio Lista Desideri Universale installando l’add-on che trovate a questo indirizzo: basterà trascinare il pulsante “Aggiungi alla Lista Desideri” sulla barra dei segnalibri.

Adobe insidia la popolarità di AdSense grazie a Project Adthenticate

pubblicato da Federico Moretti in: Adobe e-Commerce

Adobe SystemsAdobe ha rilasciato una prima versione di Project Adthenticate, un nuovo progetto per realizzare e distribuire annunci pubblicitari sul web. La piattaforma era stata testata negli ultimi mesi in forma privata con alcuni partner selezionati. La soluzione di Adobe riassume in sé le funzioni di tre popolari servizi proposti da Google.

Project Adthenticate può sostituire AdWords, AdSense e Analytics. Anziché proporre dei canali pubblicitari propri Adobe ha preferito realizzare uno strumento in grado di gestire tutto il procedimento per la creazione delle campagne. L’obiettivo di Project Adthenticate è creare annunci compatibili coi supporti su cui devono apparire.

A differenza di altre aziende, Adobe non sembra interessata ad assumere un ruolo d’intermediazione tra investitori ed editori. Project Adthenticate permette d’ottimizzare le campagne pubblicitarie sotto l’aspetto tecnico, ma non offre degli strumenti per incontrare dei potenziali clienti e ora funziona soltanto sui server di Adobe.

Via | Adobe Featured Blogs