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BTJunkie chiude i battenti dopo 7 anni

pubblicato da Daniele P. in: Download

BTJunkie

Un altro importante punto di riferimento nel mondo dei file torrent - e del download illegale - è giunto alla fine del suo ciclo vitale. BTjunkie, “il più grande motore di ricerca BitTorrent“, ha deciso di chiudere dopo 7 anni di attività. L’annuncio, che ha colto tutti di sorpresa, è arrivato con un messaggio breve e conciso pubblicato qualche ora fa:

Questa è la fine, amici miei. la decisione non è stata facile, ma abbiamo deciso di chiudere volontariamente. Abbiamo combattuto per anni per il vostro diritto di comunicare, ma è giunto il momento di andare avanti. E’ stata l’esperienza di una vita, vi auguriamo il meglio!

Altri dettagli su questa chiusura, ormai definitiva, arrivano direttamente dal fondatore di BTJunkie che a TorrentFreak ha spiegato di essere arrivato a questa decisione dopo la recente chiusura di Megaupload e i guai legali di The Pirate Bay. BTJunkie non è mai stato preso di mira direttamente dai detentori di copyright, ma visti i recenti sviluppi il fondatore ha preferito evitare gli eventuali guai che sarebbero potuti arrivare, mossa già attuata, almeno in parte, da FileSonic. Questo non significa, come specifica il fondatore, che non ci sarà un futuro per questo genere di siti: “La guerra è di certo ben lontana da una fine“.

Via | TorrentFreak

µTorrent Control: l'add-on per gestire i download dal browser

pubblicato da Daniele P. in: Peer-to-peer Download

utorrent-control

BitTorrent ha da poco reso disponibile un add-on per il suo client ufficiale, µTorrent, che permette di controllare e gestire il download dei file direttamente dal browser, senza dover passare ogni volta dall’applicazione. µTorrent Control, questo il nome, supporta Internet Explorer 8+, Firefox 3+ e Chrome, mentre l’unico sistema operativo compatibile è Windows. Richiede uTorrent 3.0 o superiore.

Una volta installato l’add-on, scaricabile dal sito ufficiale, sarò necessario eseguire pochi passaggi di configurazione (qui le istruzioni) per essere subito operativi: si può controllare l’avvio, lo stop e la pausa dei download, aggiungere o rimuovere file torrent, avviare µTorrent Remote e gestire client multipli.

Inoltre, come spiegato da BitTorrent, “uTorrent Control include anche una funzione di ricerca sponsorizzata dai nostri partner, un modo per cercare facilmente sul Web direttamente dal vostro browser e per contribuire al sostentamento dell’innovazione del prodotto“. Se la toolbar ufficiale non vi convince, potete sempre rivolgervi ad uno dei tanti add-on non ufficiali disponibili per Chrome e per Firefox. Fateci sapere qual è la vostra soluzione preferita.

Via | CNet

La Royal Society rende disponibile gratuitamente il proprio archivio

pubblicato da Daniele P. in: Download eBook

la home page dell'archivio

La Royal Society, la prestigiosa accademia scientifica inglese fondata oltre 350 anni fa da importanti personaggi del mondo della cultura e delle scienza, ha reso disponibile il suo vastissimo archivio sul web. Oltre 60.000 documenti pubblicati tra il 1665 e il 2011 ed ora consultabili e scaricabili gratuitamente da chiunque, senza bisogno di effettuare alcuna registrazione.

Tra i tesori contenuti nell’archivio è doveroso segnalare il primo saggio scientifico pubblicato da Isaac Newton, gli scritti di un giovane Charles Darwin e il famoso esperimento dell’aquilone di Benjamin Franklin.

Un ottimo sistema di ricerca rende la consultazione ancor più piacevole: si possono cercare i testi di un determinato autore, quelli pubblicati in un dato lasso di tempo o quelli che trattano un argomento in particolare, senza dimenticare la possibilità di limitare la ricerca alle biografie, alle note e molto altro ancora. Tutti i testi sono in lingua inglese, compresi quelli originariamente stampati in altre lingue.

Una selezione di documenti dall’archivio della Royal Society

documento firmato da Benjamin Franklintesto di un giovane Isaac Newtondescrizione del terremoto in Sicilia del 1693

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Grapevine, il servizio di musica che LimeWire non ha mai distribuito

pubblicato da Federico Moretti in: Peer-to-peer Download

LimeWireÈ passato esattamente un anno dalla chiusura di LimeWire, il programma per scaricare documenti via peer-to-peer. L’azienda è stata citata in giudizio dalla RIAA e la motivazione potrebbe non essere il “danno” provocato alle etichette discografiche. O, per meglio dire, non quello determinato dal download illegale di tracce musicali.

Grapevine è stato un prototipo di applicazione, realizzato da LimeWire per approcciare il mercato dello streaming musicale: il lancio avrebbe anticipato l’arrivo di Spotify negli Stati Uniti. Il progetto aveva assorbito tutte le energie di LimeWire dall’estate del 2010 ed è stato abbandonato definitivamente nel maggio di quest’anno.

Ripercorrendo le tappe del processo a LimeWire, che abbiamo seguito con attenzione, si fatica a parlare di una coincidenza. Spotify è negli Stati Uniti soltanto da un mese e ha dovuto sospendere il servizio gratuito. Forse la RIAA ha più paura dello streaming legale rispetto alla pirateria perché danneggia il monopolio delle major.

Via | GigaOM

BayFiles, per condividere documenti (dai creatori di The Pirate Bay)

pubblicato da Federico Moretti in: Peer-to-peer Download

BayfilesBayFiles è la nuova creatura di due ex-membri di The Pirate Bay, ovvero Fredrik Neij e Peter Sunde. Il portale riprende la falsariga di Megaupload, RapidShare, ecc. per condividere documenti via HTTP: non è richiesta la registrazione per file fino a 250Mb. Gli utenti registrati possono usufruire di 500Mb e quelli a pagamento di 5Gb.

Neij, parlando del progetto, ha sottolineato l’importanza d’accedere ai documenti via HTTP, anziché via BitTorrent: i provider potrebbero bloccare soltanto quest’ultimo. BayFiles rispetta le norme sul diritto d’autore (almeno, nei termini d’utilizzo) e se dovesse avere successo potrebbe diventare qualcosa di molto simile a Dropbox.

Non mancano delle curiosità particolari su BayFiles. Ad esempio, qualcuno avrà già riconosciuto il logo: la “freccia” non è altro che metà dell’emblema del Kopimism, la religione del file sharing a più riprese rifiutata dalla Svezia. Inoltre, la società di BayFiles è stata registrata a Hong Kong (nonostante la nazionalità svedese).

Via | TorrentFreak

Aaron Swartz, co-fondatore di Reddit, accusato di hacking al MIT

pubblicato da claudiasantini in: Download Diritti digitali

Aaron Swartz Le biblioteche delle università dovrebbero essere i pilastri del pensiero libero, fornendo materiale e pubblicazioni in modalità aperta e gratuita a tutti per una maggiore diffusione del sapere: questo è quello che pensa Aaron Swartz, attivista digitale e co-fondatore di Reddit. Swartz è stato arrestato dai federali con l’accusa di hacking della rete del MIT, il noto Massachusetts Institute of Technology, dalla quale avrebbe scaricato 5 milioni di documenti accademici.

Se venisse provata la colpevolezza, Swartz potrebbe essere condannato a 35 anni di prigione e fino ad un milione di dollari di danni da pagare; pene decisamente non commisurate ad un “crimine” che non ha vittime reali. Il programmatore 24enne, co-fondatore anche di un gruppo non-profit a stampo politico chiamato Demand Progress, ha utilizzato un laptop e una serie di strumenti software per entrare nel sistema del MIT e ottenere i documenti, secondo il rapporto pubblicato.

Le pubblicazioni e i documenti scaricati (presumibilmente) da Swartz si trovavano nell’archivio soprannominato JSTOR, un database che raccoglie centinaia di giornali scolastici scritti da un’organizzazione non-profit fondata nel 1995 col compito di aiutare le istituzioni a diffondere più facilmente le pubblicazioni. L’organizzazione infatti si dissocia dalla denuncia di Swartz, nonostante abbia notato dell’attività di download esterna:

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Hollywood come le industrie musicali: la confusione nella lotta alla pirateria

pubblicato da claudiasantini in: Download

pirateria

La lotta alla pirateria delle case discografiche musicali è un argomento sempre attuale, che coinvolge anche i settori “fratelli” come quello cinematografico. Come si comporta Hollywood nei confronti dell’illegalità? Quali sono le mosse pensate per salvaguardare il proprio settore? Con il progresso tecnologico, le etichette musicali hanno visto crollare le proprie vendite del 60% in 12 anni. Il CD è nato, ma è stato creato anche il modo per copiarlo, poi è stato rimpiazzato dall’MP3, complice la comparsa di strumenti P2P come Napster, che ha a lungo combattuto prima di chiudere i battenti. Altri servizi simili sono spuntati per poi sparire, la disponibilità di connessioni veloci ha facilitato la condivisione del file, sono nati i torrent e l’industria musicale non ha fatto altro che minacciare vendetta. Qualche multa sonora, qualche denuncia, ma la passività nei confronti del fenomeno è durata ben 10 anni.

Arrivano poi i servizi come iTunes, che mettono d’accordo le etichette con gli utenti, proponendo musica a basso prezzo.Le industrie dell’intrattenimento televisivo e cinematografico non sembrano aver imparato la lezione: Bill Wyman di Slate analizza l’offerta illegale e le contromosse del settore, giungendo alla conclusione che:

Il modo più semplice e conveniente per guardare i film o gli show televisivi desiderati è quello di ottenerli illegalmente.

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Facebook ha mostrato la disponibilità di Vibes, il servizio musicale

pubblicato da Federico Moretti in: Download Facebook

Facebook Vibes

Facebook comincia a integrare la propria soluzione per la musica a livello di codice: una stringa in JavaScript ha rivelato l’esistenza di Vibes, il progetto di Facebook per il download dei brani musicali con Spotify e altri partner. È a questo che si riferiva Mark Zuckerberg, parlando di «una stagione d’annunci» iniziata con Skype?

Mercoledì è stato presentato il Video Calling per Windows e OS X con Skype: nel suo intervento, Zuckerberg ha espressamente definito la conferenza (di cui sono disponibili delle immagini riassuntive) come la prima di una più ampia “stagione” di novità per il 2011. Nel frattempo, Spotify è in procinto di raggiungere gli Stati Uniti.

Vibes è soltanto un nome fittizio: il Video Calling è definito Peep, forse perché la tecnologia di Skype è P2P. Le indiscrezioni raccolte in precedenza parlano di un Facebook Music e l’annuncio dovrebbe arrivare entro la fine dell’estate. Spotify negli Stati Uniti costerà $9.99 oppure $4.99, sulla base del piano scelto dall’utente.

Via | Digital Trends

Like +1: un'estensione browser per unire Facebook Like e Google +1

pubblicato da HellSpawn in: Download Google Facebook Browsers

Like +1: un'estensione browser per unire Facebook Like e Google +1

Tra Like di Facebook e Google +1, la vita di chi naviga e vuole condividere i siti visitati si fa sempre più complicata, non tanto per la “difficoltà” di cliccare sui due bottoni, ma per la necessità di districarsi tra elementi vari per importare le pagine su Facebook e Google, senza contare altri bottoni per condividere su Twitter, Friendfeed e così via.

Ashkan Soltani e Brian Kennish (la mente dietro Facebook Disconnect) hanno così deciso di venirci incontro, dando vita alla fusione tra Facebook Like e Google +1 intitolata Like +1, nuova estensione già disponibile per Firefox, Chrome, Safari e Internet Explorer 9.

Diversamente dall’estensione Google +Like, usata per integrare i Like di Facebook nei risultati di Google, Like +1 va come dicevamo a unire i due bottoni di Facebook e Google in uno solo, in grado di operare simultaneamente sul social network e sul motore di ricerca, facendo in modo che il risultato finale sia lo stesso che otterremmo cliccando su entrambi l’uno dopo l’altro.

Un’ulteriore funzionalità interessante la possibilità di salvare tutta l’attività di Like +1 in locale, in modo da ottenere rapidamente un’esportazione dei propri “like” e dei propri “+1″ in modo rapido direttamente dal proprio computer, senza doversi appoggiare in alcun modo sulle due piattaforme. “Internet ha troppi bottoni”, parola di Brian Kennish.

Via | Techcrunch.com

Facebook per il desktop: qualche ipotesi sull'applicazione che verrà

pubblicato da Federico Moretti in: Download Facebook

Facebook PlatformFacebook è alla ricerca di un ingegnere del software a Seattle per realizzare, stando alle indiscrezioni, un’applicazione dedicata al desktop di Windows e OS X. Le ipotesi su come potrebbe essere questa applicazione sono diverse: alcune riprendono dei rumor del passato. La meno accreditata sarebbe appunto la creazione di un browser.

Più credibile, benché molto limitata, appare la realizzazione di un uploader avanzato per le fotografie. Facebook è la piattaforma su cui quotidianamente vengono caricate più immagini e il sistema di upload subisce periodici miglioramenti. Tuttavia, un programma per caricare e modificare le foto non supporterebbe funzioni popolari.

Molto probabilmente Facebook Desktop, com’è stata definita la futura applicazione, sarà più simile alle versioni installabili su Android, iOS, ecc.: un programma completo per portare Facebook su Windows e OS X. Il valore aggiunto dell’applicazione dovrebbe riguardare il download di musica e video a pagamento, come Spotify e Warner.

Via | Digital Trends