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  <title>Downloadblog.it</title>
  <subtitle>Download di software e di programmi gratis per PC</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-02-15T17:58:04+00:00</updated>
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    <title type="html">Il &quot;diritto a essere dimenticati&quot; e la libertà di parola su Internet</title>
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      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2012-02-14T11:30:11+00:00</published>
    <updated>2012-02-14T11:30:11+00:00</updated>
    <dc:subject>privacy</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>diritto a essere dimenticati</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>jeffrey rosen</dc:subject><dc:subject>viviane reding</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ricorderete forse il &amp;#8220;diritto a essere dimenticati&amp;#8221;, grazie al quale l&amp;#8217;Unione Europea vuole regolamentare la presenza dei dati personali online, dando alle persone la[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16433/il-diritto-a-essere-dimenticati-e-la-liberta-di-parola-su-internet"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/deletebutton.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="Il &quot;diritto a essere dimenticati&quot; &Atilde;&uml; un pericolo per la libert&Atilde;&nbsp; di parola su Internet?" />Ricorderete forse il <a href="http://www.downloadblog.it/post/13313/lunione-europea-e-il-diritto-a-essere-dimenticati-online">&#8220;diritto a essere dimenticati&#8221;</a>, grazie al quale l&#8217;Unione Europea vuole regolamentare la presenza dei dati personali online, dando alle persone la possibilità di cancellarli a loro piacimento quando ritenuto opportuno. Tale diritto è riassunto nelle parole di qualche tempo fa da Viviane Reding, capo della commissione UE per la società dell’informazione e dei media:</p>
<blockquote><p>“Le persone devono essere in grado di dare il loro consenso informato sul trattamento dei loro dati. Devono inoltre avere il “diritto a essere dimenticati” quando le informazioni non sono più necessarie o quando vogliono che i loro dati siano cancellati”</p></blockquote>
<p>All&#8217;epoca dell&#8217;annuncio dell&#8217;intenzione di garantire tale diritto, le reazioni immediate furono principalmente favorevoli. Il dibattito però è andato ancora avanti, sia per la difficoltà di mettere in atto l&#8217;intera operazione, per la quale è stata avviata una consultazione pubblica, sia per punti di vista inizialmente ignorati che sono venuti fuori nel corso del tempo.</p>
<p>Tra le varie reazioni &#8220;alternative&#8221;, è interessante quella di Jeffrey Rosen su <a href="http://www.stanfordlawreview.org/online/privacy-paradox/right-to-be-forgotten">Stanford Law Review</a>, che vede di fatto il diritto a essere dimenticati come &#8220;la più grande minaccia alla libertà di parola su Internet nel decennio che verrà&#8221;. Queste le sue parole:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il diritto a essere dimenticati potrebbe privare per esempio Facebook e Google fino al due percento dei loro ricavi globali, nel caso di fallimento nel rimuovere foto che le persone postano e di cui poi si pentono, anche se tali foto sono state distribuite ampiamente via rete. A meno che il diritto non sia definito in modo più preciso quando sarà promulgato nei prossimi tempi, potrebbe causare un drammatico scontro tra i concetti europei e americani di bilanciamento tra privacy e libertà di parola, portando a un&#8217;Internet molto meno aperta. &#8220;</p></blockquote>
<p>Continua <strong>dopo il break</strong>.</p>
 <p>
Il problema, secondo Rosen, starebbe nel fatto che le richieste di &#8220;suicidio virtuale&#8221; tratterebbero le informazioni postate da terzi in modo identico a quelle postate in prima persona, includendo entrambe nella definizione &#8220;qualsiasi dato riguardante la persona&#8221; indipendentemente dalla sorgente dalla quale il dato proviene. Citati come esempi quelli legati alla rimozione dei propri dati chieste e ottenute a Google e Yahoo da alcune <a href="http://www.downloadblog.it/post/8176/celebrita-argentine-rimuovono-il-proprio-nome-da-google-e-yahoo/">celebrità in Argentina</a>.</p>
<p>Il problema dunque starebbe tutto nei dati inseriti personalmente, di cui poi ci si ritrova pentiti: su questo, consideriamo un altro passo del lungo post.</p>
<blockquote><p>&#8220;Se io posto qualcosa, e qualcun altro lo copia e lo riposta sul proprio sito, ho diritto a cancellarlo? Immaginate un adolescente che si pente di aver postato una foto di sé stesso con una bottiglia di birra sul proprio sito e, dopo averla cancellata, scopre che alcuni suoi amici hanno copiato e ripostato la foto sui loro siti. Se chiede loro di rimuovere le foto, e i suoi amici rifiutano o risultano non rintracciabili, si può obbligare Facebook a cancellare la foto dagli album senza il consenso dei proprietari basandosi solo sull&#8217;obiezione dell&#8217;adolescente?&#8221;</p></blockquote>
<p>Secondo il diritto a essere dimenticati, la risposta sarebbe sì. Il problema diventa a questo punto un altro, quello legato alla responsabilità di terzi indipendentemente da chi mette la foto online: possiamo ritenere Google, Facebook o chi per loro responsabili? Possiamo soprattutto obbligarli a diventare un&#8217;autorità di censura, in molti casi preventiva visto che è facile immaginare una serie di contromisure drastiche di fronte a eventuali leggi che vadano in tale direzione?</p>
<p>Senza ombra di dubbio, il diritto a essere dimenticati è un argomento che va dibattuto in un epoca in cui ormai chiunque può finire spiattellato in rete nel giro di pochi secondi, ma occorrerà fare molta attenzione sulle responsabilità individuate e sui soggetti ai quali queste verranno addossate.</p>
<p>Via | <a href="http://yro.slashdot.org/story/12/02/13/2156214/europes-right-to-be-forgotten-threatens-online-free-speech?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+Slashdot%2Fslashdot+%28Slashdot%29">Slashdot.org</a></p>
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    <title type="html">RePress, un plugin per bypassare l’oscuramento dei blog su WordPress</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.downloadblog.it/post/16409/repress-un-plugin-per-bypassare-loscuramento-dei-blog-su-wordpress" />
    <id>http://www.downloadblog.it/?p=16409</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-13T12:03:03+00:00</published>
    <updated>2012-02-13T12:03:03+00:00</updated>
    <dc:subject>blog</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>censura in rete</dc:subject><dc:subject>contenuti protetti</dc:subject><dc:subject>diritto d’autore</dc:subject><dc:subject>proprietà intellettuale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[RePress è un plugin, sviluppato dal provider olandese Greenhost, che permette di bypassare la censura dei blog realizzati con WordPress. L’intenzione è quella di prevenire l’oscuramento dei siti[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16409/repress-un-plugin-per-bypassare-loscuramento-dei-blog-su-wordpress"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/repress.jpg" class="post" border="0" width="586" height="190" alt="RePress" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://wordpress.org/extend/plugins/repress/">RePress</a> è un <em>plugin</em>, sviluppato dal provider olandese <a href="https://greenhost.nl/">Greenhost</a>, che permette di bypassare la censura dei <em>blog</em> realizzati con WordPress. L’intenzione è quella di prevenire l’oscuramento dei siti in base alla posizione geografica, <a href="http://www.downloadblog.it/post/16269/blogger-ha-seguito-lesempio-di-twitter-per-la-censura-dei-contenuti">una strategia adottata di recente</a> da Google su Blogger — dopo <a href="http://www.downloadblog.it/post/16199/lunione-europea-firma-lacta-dovra-essere-approvato-dal-parlamento">la firma europea del trattato</a> per l’ACTA.</p>
<p>Il <em>plugin</em> non è compatibile con WordPress.com e richiede la presenza della funzione <code>fopen();</code> di PHP sul dominio del <em>blog</em>. Per controllare che sia attiva, è sufficiente consultare l’output del comando <code>phpinfo();</code> in una pagina con estensione <code>.php</code> sul dominio di proprietà. RePress richiede l’utilizzo di <em>proxy</em> per evitare l’oscuramento.</p>
<p>Questa soluzione potrebbe essere considerata illegale, se il sito è stato oggetto di condanne nel Paese dove l’accesso è inibito o per altre motivazioni affini. RePress è ancora in una fase sperimentale: il corretto funzionamento del <em>plugin</em> non è garantito. In futuro, RePress potrebbe supportare cURL per estendere la compatibilità.</p>
<p>Via | <a href="http://www.makeuseof.com/tag/setup-a-proxy-on-your-wordpress-site-to-bypass-filters-firewalls/">MakeUseOf</a></p>
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    <title type="html">Eolas: brevetto non valido, il web interattivo è salvo (almeno per ora)</title>
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    <author>
      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2012-02-11T11:29:03+00:00</published>
    <updated>2012-02-11T11:29:03+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>eolas</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>patent troll</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee eolas</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ricorderete probabilmente il caso Eolas di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. A beneficio di chi non sapesse di cosa stiamo parlando, oltre a rimandare al link precedente riassumiamo anche in breve:[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16397/eolas-brevetto-non-valido-il-web-interattivo-e-salvo-almeno-per-ora"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/timbernersleeeolas_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="" alt="Eolas: brevetto non valido, il web interattivo &Atilde;�&Acirc;&uml; salvo (almeno per ora)" /><br clear="all" /></p>
<p>Ricorderete probabilmente <a href="http://www.downloadblog.it/post/16379/patent-troll-mette-a-rischio-tutti-i-siti-web-moderni-tim-berners-lee-chiamato-a-testimoniare/">il caso Eolas</a> di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. A beneficio di chi non sapesse di cosa stiamo parlando, oltre a rimandare al link precedente riassumiamo anche in breve: una società con due brevetti ritiene di aver diritto a chiedere royalty ai cosiddetti &#8220;siti web interattivi&#8221;, in possesso cioè di video in streaming o immagini con effetti. Al processo, in svolgimento in Texas, le società della difesa (tra le quali anche Google, Yahoo e Amazon) hanno chiamato a testimoniare personaggi di spicco del web, come il suo &#8220;papà&#8221; <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Tim Berners-Lee">Tim Berners-Lee</a>, il fondatore di Netscape, Eric Bina, il creatore del browser Viola, Pei Wei, e l&#8217;inventore del tag HTML &lt;embed&gt;, Dave Raggett.</p>
<p>A quanto pare, una prima immediata vittoria è stata ottenuta: uno dei due brevetti è stato infatti ritenuto<strong> non valido</strong>, come annunciato dallo stesso <a href="https://twitter.com/#!/timberners_lee/status/167724524299759616">Berners-Lee via Twitter</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;La giuria in Texas ha deliberato che il brevetto Eolas 906 non è valido. Buona cosa!&#8221;</p></blockquote>
<p>Soddisfatte per il momento anche le società coinvolte nella difesa, come riportato da Google ad <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2012/02/jury-rules-that-eolass-interactive-web-patent-is-invalid.ars">Arstechnica.com</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo felici che la corte abbia trovato il brevetto non valido, il che afferma la nostra affermazione che le pretese sono senza fondamento.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ma la strada per debellare eventuali minacce è ancora lunga, o almeno lo sarà fino a quando il sistema di brevetti USA (fortemente criticato da Tim Berners-Lee come riportato nel post precedente sull&#8217;argomento) non sarà cambiato alla radice.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/knightfoundation/2859432258/sizes/z/in/photostream/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Patent troll mette a rischio tutti i siti web moderni: Tim Berners-Lee chiamato a testimoniare</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.downloadblog.it/post/16379/patent-troll-mette-a-rischio-tutti-i-siti-web-moderni-tim-berners-lee-chiamato-a-testimoniare" />
    <id>http://www.downloadblog.it/post/16379/patent-troll-mette-a-rischio-tutti-i-siti-web-moderni-tim-berners-lee-chiamato-a-testimoniare/</id>
    <author>
      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2012-02-09T18:00:32+00:00</published>
    <updated>2012-02-09T18:00:32+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>eolas</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>patent troll</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee</dc:subject><dc:subject>tim berners-lee eolas</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Come al solito, quando parla Tim Berners-Lee il nostro rispetto per quello che viene universalmente riconosciuto come papà del World Wide Web ci impone di prestare attenzione a ciò che egli dice.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16379/patent-troll-mette-a-rischio-tutti-i-siti-web-moderni-tim-berners-lee-chiamato-a-testimoniare"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/bernerslee_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="Tim Berners-Lee in difesa della libert&Atilde;�&Acirc;&nbsp; della rete" /><br clear="all" /></p>
<p>Come al solito, quando parla <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Tim Berners-Lee">Tim Berners-Lee</a> il nostro rispetto per quello che viene universalmente riconosciuto come <em>papà del World Wide Web</em> ci impone di prestare attenzione a ciò che egli dice. L&#8217;argomento di oggi ci arriva dall&#8217;insolito scenario di un&#8217;aula di <strong>tribunale del Texas</strong>, dove Berners-Lee è stato chiamato a testimoniare nel caso che vede un gruppo di società difendersi contro l&#8217;accusa di violare alcuni brevetti, che la società Eolas e l&#8217;Università della California sostengono essere di loro proprietà. Qualora dovesse essere riconosciuta, tale proprietà garantirebbe all&#8217;accusa il diritto di pretendere royalty praticamente da chiunque possieda un sito con &#8220;funzionalità interattive&#8221;, come un video in streaming o immagini con effetti.</p>
<p>Mentre su <a href="http://www.wired.com/threatlevel/2012/02/patent-troll-trial/">Wired USA</a> è riportato il background dell&#8217;intera faccenda, che vede tra i vari soggetti impegnati nella difesa società come Google, Amazon e Yahoo, proprio tali aziende hanno chiamato Berners-Lee a testimoniare sul caso, insieme ad altri veterani del web come il fondatore di Netscape, Eric Bina, il creatore del browser Viola, Pei Wei, e l&#8217;inventore del tag HTML &lt;embed&gt;, Dave Raggett. Come dicevamo, nel caso in cui la tesi di Eolas dovesse risultare vincitrice, il suo fondatore Michael Doyle potrebbe decidere di rivalersi nei confronti di praticamente qualsiasi sito web moderno, nonché di sancire la definitiva vittoria dei cosiddetti <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Patent_troll">patent-troll</a>, in un sistema di brevetti USA che appare sempre più bacato quanto pericoloso.</p>
<p>La presenza di Berners-Lee al processo è motivata dalle sue stesse parole, quando interrogato dall&#8217;avvocato di Yahoo e Amazon, Jennifer Doan:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sono qui perché voglio aiutare a fare chiarezza su qualcosa di ovvio, e quello che era il senso dell&#8217;informatica all&#8217; inizio degli anni &#8216;90. Gli attrezzi che avevo nella mia borsa, per dirla così.&#8221;</p></blockquote>
<p>Perché all&#8217;epoca della nascita del WWW, non pensò a brevettare l&#8217;idea?</p>
<blockquote><p>&#8220;Internet era già in giro. Mi occupavo dell&#8217;ipertesto, ed era già in giro da parecchio anch&#8217;esso. Mi occupavo di cose che conoscevamo già&#8230; tutto quello che facevo era mettere insieme i pezzi che erano sparsi da anni, in una combinazione particolare che incontrasse i bisogni che avevo. [&#8230;] Noi (inteso come la collettività, NdR) siamo proprietari del web.&#8221;</p></blockquote>
<p>Continua <strong>dopo il break</strong>.</p>
 <p>
Dal punto di vista processuale, il centro della testimonianza del padre del WWW per dimostrare che la tesi di Eolas non è valida è costituito dalla ricostruzione dei rapporti tra egli stesso e Pei Wei, già alcuni anni prima che Doyle brevettasse la propria invenzione di &#8220;web interattivo&#8221;: lo stesso Berners-Lee parla infatti di Viola come &#8220;pezzo importante nello sviluppo del web&#8221;, riportando anche uno scambio di email tra i due, all&#8217;interno del quale si parla già dal 1991 di dare la possibilità d&#8217;inserire oggetti in embed all&#8217;interno di file HTML:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il mio libro è la storia di quei tempi - inventare il web, ma in realtà non fare molto nell&#8217;inventarlo rispetto al processo sociale di provare a far sì che tutti usassero gli stessi standard. La ragione per cui il web è decollato non fu perché era un&#8217;idea magica, ma perché convinsi tutti a usare HTML e HTTP.&#8221;</p></blockquote>
<p>Da buona tradizione nei processi, Berners-Lee è stato poi interrogato anche dal legale di Eolas, Mike McKool, scambio ancora più interessante in quanto contenente la visione di Berners-Lee sui brevetti software:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ho avuto chiaramente delle preoccupazioni sul sistema di brevetti in USA, e questo particolare brevetto è la chiave che mi ha portato ad avere i miei dubbi.&#8221;</p></blockquote>
<p>Lo stesso McKool ha tirato fuori una slide di un vecchio discorso di Berners-Lee del 2004 in Finlandia, dove il sistema di brevetti veniva riportato come portatore di &#8220;paura, incertezza e dubbio&#8221;, grazie al fatto che il Patent Office USA abbia un&#8217;idea di livello &#8220;ridicolmente basso&#8221; per definire una nuova invenzione. Per una persona come il povero Tim, in grado 20 anni fa di &#8220;non-inventare&#8221; il web, un processo del genere deve essere stato sicuramente un duro colpo: a noi, ovviamente schierati con lui, non resta che sperare che il resto delle testimonianze in programma in questi giorni possa contribuire a smontare l&#8217;intero caso.</p>
<p>Via | <a href="http://www.wired.com/threatlevel/2012/02/tim-berners-lee-patent/">Wired.com</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/tanaka/3212373419/sizes/z/in/photostream/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Il Brasile contro gli utenti di Twitter che segnalano autovelox ed altri punti di controllo</title>
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    <id>http://www.downloadblog.it/?p=16329</id>
    <author>
      <name>Daniele P.</name>
    </author>
    <published>2012-02-07T17:00:01+00:00</published>
    <updated>2012-02-07T17:00:01+00:00</updated>
    <dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>twitter</dc:subject><dc:subject>censura in rete</dc:subject><dc:subject>censura twitter</dc:subject><dc:subject>contenuti protetti</dc:subject><dc:subject>diritto d’autore</dc:subject><dc:subject>proprietà intellettuale</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Aveva fatto molto discutere, e fatto nascere una serie di proteste più o meno velate, la notizia dell&amp;#8217;adozione, da parte di Twitter, di un nuovo sistema per il filtraggio degli utenti o dei[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16329/il-brasile-contro-gli-utenti-di-twitter-che-segnalano-autovelox-ed-altri-punti-di-controllo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/RadarBlitz.jpg" class="post" border="0" width="586" height="127" alt="RadarBlitz" /><br clear="all" /></p>
<p>Aveva fatto molto discutere, e fatto nascere una serie di proteste più o meno velate, la notizia dell&#8217;adozione, da parte di <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/twitter">Twitter</a>, di un nuovo sistema per il <a href="http://www.downloadblog.it/post/16203/twitter-pratica-una-censura-di-utenti-o-tweet-in-base-alla-geografia">filtraggio degli utenti</a> o dei tweet in base alla provenienza geografica dei visitatori. Sulla questione era intervenuto anche il CEO dell&#8217;azienda, Dick Costolo, che aveva <a href="http://www.downloadblog.it/post/16227/dick-costolo-ceo-di-twitter-parla-della-censura-e-di-google">sottolineato la necessità</a> di un ordine legale per rendere invisibile un certo contenuto agli utenti di un determinato Paese. Ora quell&#8217;ordine è arrivato, direttamente dal Brasile.</p>
<p>L&#8217;attorney general del Brasile ha presentato un&#8217;ingiunzione preliminare per bloccare alcuni tweet e sospendere diversi account di utenti che stanno utilizzando Twitter per segnalare la presenza di autovelox ed altri punti di controllo stradali nello stato brasiliano di Goiás. Per il governo locale questi utenti metterebbero in pericolo la popolazione, dal momento che impediscono alle autorità di svolgere correttamente il loro lavoro e incentivano i cittadini a violare il codice penale e stradale. Se l&#8217;ingiunzione andrà a buon fine, questi utenti rischierebbero fino a 300 mila euro di multa per ogni giorno di attività.</p>
<p><a href="http://chillingeffects.org/twitter">Twitter</a> non ha ancora intrapreso alcuna azione e dall&#8217;azienda, interpellata da <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-57372297-93/brazil-sues-twitter-users-over-speed-trap-and-traffic-tweets/?tag=cnetRiver">CNet</a>, hanno preferito non rilasciare alcun commento sulla vicenda. Che sia questo il primo passo verso l&#8217;applicazione della nuova policy? Lo scopriremo nei prossimi giorni.</p>
<p>Via | <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-57372297-93/brazil-sues-twitter-users-over-speed-trap-and-traffic-tweets/?tag=cnetRiver">CNet</a></p>
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    <title type="html">Il tribunale le ha ordinato di decrittare il portatile, ma lei &quot;ha dimenticato la password&quot;</title>
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    <id>http://www.downloadblog.it/?p=16325</id>
    <author>
      <name>Francesco L.</name>
    </author>
    <published>2012-02-07T15:00:35+00:00</published>
    <updated>2012-02-07T15:00:35+00:00</updated>
    <dc:subject>privacy</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>crittografia</dc:subject><dc:subject>diritto alla privacy</dc:subject><dc:subject>giustizia usa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A Ramona Fricusu, una cittadina del Colorado, è stato ordinato di rivelare il contenuto del proprio portatile, affinchè l’accusa del processo in cui è coinvolta potesse usare i file contro di lei.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16325/il-tribunale-le-ha-ordinato-di-decrittare-il-portatile-ma-lei-ha-dimenticato-la-password"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/tastieralaptop.jpg" class="post" border="0" width="586" height="495" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>A Ramona Fricusu, una cittadina del Colorado, è stato ordinato di rivelare il contenuto del proprio portatile, affinchè l’accusa del processo in cui è coinvolta potesse usare i file contro di lei. Negli Stati Uniti la legge (sotto forma del Quinto Emendamento) garantisce ai cittadini il diritto di non auto-incriminarsi, ma il giudice distrettuale ha sancito che in questo caso le norme in questione non sono valide. </p>
<p>L’avvocato di Ramona non s’è certo perso d’animo e per salvare la donna ha invocato una delle situazioni più tipiche per chiunque bazzichi con i computer: “La mia cliente ha dimenticato la password” ha comunicato il legale, “E’ davvero probabile che se la sia scordata. Al momento non mi è neppure chiaro se la mia cliente è colei che è l’originario responsabile del processo di crittografia dei dati presenti sul laptop, e ne consegue che non sono certo che sia in grado di decrittarli”. Non serve un tribunale americano per ammettere che dimenticare una password, specie una di quelle “aziendali”, è davvero facile ed completamente plausibile.</p>
 <p>Nonostante i toni quasi farseschi dell’affermazione, che potrebbero farci ridere sotto i baffi, il problema per il giudice ora è concreto. La Corte Suprema americana non ha mai affrontato la questione e queste “ordinanze di decrittazione” sono state molto infrequenti, con ripercussioni ancora poco chiare. Se questa “dimenticanza” risulterà essere la dichiarazione ufficiale dell’imputata, il giudice sarà costretto a stabilire senza alcun elemento di prova se la donna mente oppure no, una situazione che qualsiasi giudice americano cerca di evitare come la peste. Se la donna fosse sul serio incapace di decrittare il disco, infatti, non potrebbe essere arrestata per il suo rifiuto di cooperare.</p>
<p>Del resto, se davvero il portatile Toshiba che è oggetto del contendere è l’unica prova disponibile all’accusa, allora l’imputata dal proprio punto di vista fa davvero bene a “dimenticare” la password, anche a costo di subire i sei mesi di carcere che sono il massimo che la legge americana assegna a chi non collabora in un processo. Il precedente che si andrà a creare con questo caso avrà sicuramente delle ripercussioni sui casi futuri.</p>
<p>Via | <a href="http://www.wired.com/threatlevel/2012/02/forgotten-password/">Wired</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/computermonger/2581373471/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">L&#039;archeologia software dipende dalla pirateria</title>
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    <author>
      <name>Francesco L.</name>
    </author>
    <published>2012-02-03T17:00:24+00:00</published>
    <updated>2012-02-03T17:00:24+00:00</updated>
    <dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>archeologia software</dc:subject><dc:subject>pirateria informatica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Potrebbe sembrare strano preoccuparsene, ma alla fin fine per qualcuno, probabilmente fra molti e molti anni da adesso, sarà molto importante capire come l’era del personal computing si è evoluta.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16283/larcheologia-software-dipende-dalla-pirateria"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/Commodore1541FloppyDiskDriveFlickrCondivisionedifoto.jpg" class="post" border="0" width="586" height="368" alt="floppy drive" /><br clear="all" /></p>
<p>Potrebbe sembrare strano preoccuparsene, ma alla fin fine per qualcuno, probabilmente fra molti e molti anni da adesso, sarà molto importante capire come l’era del personal computing si è evoluta. Questi pronipoti, archeologi o appassionati che siano, vorranno certamente esplorare i migliaia e migliaia di software che giravano su vecchi computer come Commodore 64, Apple II, Amiga e PC 8086. Per uno scherzo del destino, se tutti avessero sempre rispettato la legge questa folta gamma di programmi sarebbe già dovuta scomparire in una nuvoletta di tristi byte corrotti.</p>
<p>Come dice un interessante articolo di Benj Edwards, tutti quei software obsoleti sono stati registrati su supporto magnetico, come nastri, cassette, floppy, un genere di media estremamente delicato e che nelle condizioni ideali comunque non sopravvive per più di 30 anni - Molto meno in qualsiasi ambiente &#8220;normale&#8221;. </p>
<p>Chiunque sia vissuto nell’era del floppy, a dire il vero, avrà fronteggiato dischi danneggiati e malfunzionanti, un problema che continua a verificarsi sui moderni HDD, gli ultimi discendenti della categoria. Ne consegue logicamente che quei floppy che forse avete a prendere polvere cantina a questo punto sono già “morti”, il loro contenuto perso per sempre. </p>
 <p>Per fortuna, continua a vivere altrove. Ciò che ha salvato gli anni ottanta e novanta dell’informatica è la <a href="http://www.downloadblog.it/tag/pirateria+informatica">pirateria</a> sui cosiddetti abandonware, i software che nessuno vuole più. Non son più compatibili con le macchine moderne, ma restano protetti da copyright, ed è tecnicamente illegale copiarli. Nessuna università o biblioteca o ente benefico potrebbe mai archiviarli in forma digitale.</p>
<p>Eppure sono tanti gli appassionati che si scambiano grazie al web ed ai circuiti del p2p i vecchi software, gli unici che si prendono la briga di sconfiggere gli antiquati ma cervellotici meccanismi anti-copia degli sviluppatori di venti e trenta anni fa, e ci sono persino degli eroi del coding che passano il proprio tempo liberi a creare emulatori per far girare al giorno d’oggi questi programmi.</p>
<p>E se qualcuno pensasse che il problema si esaurisce qui, sbaglia. Basta pensare ai prodotti sull’iTunes App Store per esempio, e a come spariranno quando <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/apple">Apple</a> smetterà di supportare gli hardware per cui sono stati creati. E’ sufficiente tenere a mente tutti i contenuti protetti da DRM, che inevitabilmente diventeranno illeggibili in futuro. E’ ironico, insomma, che per gli archeologi del futuro una gran parte della nostra cultura si salverà solo se qualcuno oggi infrange la legge per copiarla e diffonderla, mettendola al sicuro.</p>
<p>Via | <a href="http://technologizer.com/2012/01/23/why-history-needs-software-piracy/">Technologizer</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/moparx/4013824025/">Flickr</a></p>
]]></content>
    

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    <title type="html">Megaupload, negata ancora la cauzione a Kit Dotcom. Nuova udienza il 22 febbraio</title>
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    <author>
      <name>Daniele P.</name>
    </author>
    <published>2012-02-03T14:00:08+00:00</published>
    <updated>2012-02-03T14:00:08+00:00</updated>
    <dc:subject>aziende</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>accuse kim dotcom</dc:subject><dc:subject>aggiornamenti kim dotcom</dc:subject><dc:subject>dati megaupload</dc:subject><dc:subject>fondatore megaupload</dc:subject><dc:subject>kim dotcom</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16275/megaupload-negata-ancora-la-cauzione-a-kit-dotcom-nuova-udienza-il-22-febbraio"><![CDATA[<p><object width="586" height="328">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OSQitZdVToE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/OSQitZdVToE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="586" height="328" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.downloadblog.it/post/16167/dieci-curiosita-su-kim-dotcom-il-fondatore-di-megaupload">Kim Dotcom</a> - al secolo Kim Schmitz - fondatore di Megaupload, deve rimanere in carcere. Lo ha deciso la Corte Suprema neozelandese, adducendo ancora una volta il pericolo di fuga: il 38enne, infatti, con tutte le risorse che ha a disposizione (inclusi un elicottero e un jet privato) se rilasciato su cauzione  potrebbe lasciare il Paese ed evitare così l&#8217;estradizione negli Stati Uniti, dove lo attende un processo per <a href="http://www.downloadblog.it/post/16107/megaupload-e-megavideo-chiudono-lfbi-denuncia-sette-persone-per-pirateria-online">violazione di copyright</a>, racket e riciclaggio di denaro.</p>
<p>A nulla sono serviti i vari tentativi del suo legale difensore, Paul Davison - le condizioni di salute di Dotcom non sono idonee al regime carcerario, sua moglie è a casa in attesa di due gemelli e il possesso di elicottero e jet non sono garanzia di fuga - il giudice McNaughton è stato irremovibile: Dotcom resterà in carcere almeno fino al 22 febbraio, giorno della nuova udienza per estradizione.</p>
<p>Intanto, ed è forse questo che interessa di più i vecchi utenti di <a href="http://www.downloadblog.it/tag/MegaUpload">Megaupload</a>, proseguono i tentativi per poter recuperare i file di fatto congelati con la <a href="http://www.downloadblog.it/post/16107/megaupload-e-megavideo-chiudono-lfbi-denuncia-sette-persone-per-pirateria-online">chiusura del servizio</a> da parte dell&#8217;FBI. Mentre le compagnie di hosting Carpathia Hosting e Cogent Communications Group dovrebbero mantenere in vita quei file per almeno altre due settimane, la <a href="http://www.downloadblog.it/post/16245/megaupload-la-electronic-frontier-foundation-vuole-recuperare-i-dati-perduti">Electronic Frontier Foundation</a> si sta impegnando per il loro recupero. Per tutti gli aggiornamenti del caso vi consigliamo di monitorare i siti internet comunicati dalla Carpathia (<a href="http://www.carpathia.com">www.carpathia.com</a> e <a href="http://www.megaretrieval.com">www.megaretrieval.com</a>) attraverso i quali gli utenti verranno avvisati, con almeno una settimana di anticipo, nel caso in cui si decida di cancellare tutto.</p>
<p>Via | <a href="http://torrentfreak.com/megaupload-founder-accuses-police-of-assault-denied-bail-again-120203/">TorrentFreak</a></p>
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    <title type="html">È stato rifiutato, alla Camera, l’emendamento dell’On. Giovanni Fava</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-03T13:00:32+00:00</published>
    <updated>2012-02-03T13:00:32+00:00</updated>
    <dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>sicurezza-informatica</dc:subject><dc:subject>censura preventiva</dc:subject><dc:subject>controllo dell’informazione</dc:subject><dc:subject>libertà d’espressione</dc:subject><dc:subject>obbligo di rettifica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La Camera dei Deputati ha respinto, con una maggioranza “schiacciante”, l’emendamento firmato dall’On. Giovanni Fava — che intendeva riproporre una variante dell’obbligo di rettifica, per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16271/e-stato-rifiutato-alla-camera-lemendamento-dellon-giovanni-fava"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/cameradeideputati.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Camera dei Deputati" />La Camera dei Deputati ha respinto, con una maggioranza “schiacciante”, <a href="http://www.downloadblog.it/post/16161/litalia-e-il-nostro-sopapipa-lemendamento-dellon-giovanni-fava">l’emendamento</a> firmato dall’On. Giovanni Fava — che intendeva riproporre una variante dell’obbligo di rettifica, per tutelare il diritto d’autore sul web. Il testo dell’articolo è stato completamente cancellato con 365 voti a favore, 57 contrari e 14 astensioni.</p>
<p>Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura, non è soddisfatto: è stata «un’occasione persa per combattere la pirateria informatica». Le parole di Polillo hanno un certo fondamento. Una parte dell’articolo bocciato riguardava la responsabilità dei provider sull’inserimento illecito dei contenuti protetti dal diritto d’autore.</p>
<p>Se si fosse trattato solo di punire chi lucra sulla diffusione clandestina di contenuti multimediali e/o ipertestuali, il presidente di Confindustria Cultura avrebbe tutte le ragioni. Il problema è che, per tutelare gli editori, quell’emendamento avrebbe condannato qualunque citazione testuale non autorizzata dai rispettivi autori.</p>
 <p>
La citazione dei contenuti di terzi è una delle basi del web: non soltanto promuove la libera circolazione delle idee, ma incrementa il traffico delle fonti originali. Traducendosi, inevitabilmente, in un guadagno per gli editori. Il mancato inserimento dei crediti, laddove fosse previsto, è punito dalla legge sul diritto d’autore.</p>
<p>In Italia, le disposizioni in materia di diritto d’autore sono già particolarmente restrittive: esiste una divisione tra la proprietà intellettuale e il diritto patrimoniale. La citazione di estratti da articoli giornalistici e testi letterari è sempre consentita riportando puntualmente la fonte originale. Polillo vorrebbe abolirla.</p>
<p>Prescindendo dal concetto morale che vorrebbe impedire, ad esempio, la critica contestualizzata l’emendamento dell&#8217;On. Fava sarebbe stato un danno per l’economia. La crisi internazionale dei mercati dovrebbe insegnare che non è più possibile guadagnare dalle rendite finanziarie, ma bisogna produrre. Qualcuno non l’ha ancora capito.</p>
<p>Via | <a href="http://www.agoradigitale.org/salta-il-bavaglio-al-web-365-voti-gli-emendamenti-la-repubblicait">Agorà Digitale</a></p>
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    <title type="html">The Pirate Bay va su un dominio .se per evitare la confisca da parte degli Stati Uniti</title>
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    <author>
      <name>Francesco L.</name>
    </author>
    <published>2012-02-02T13:00:09+00:00</published>
    <updated>2012-02-02T13:00:09+00:00</updated>
    <dc:subject>p2p</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>appello the pirate bay</dc:subject><dc:subject>cambio dominio</dc:subject><dc:subject>the pirate bay</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nel 2010 tanto The Pirate Bay quanto Megaupload sono stati sull’orlo della confisca del dominio da parte del governo degli Stati Uniti. Nel caso di Megaupload la faccenda si è evoluta molto male per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16257/the-pirate-bay-va-su-un-dominio-se-per-evitare-la-confisca-da-parte-degli-stati-uniti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/piratebayfist.jpg" class="post" border="0" align="left" width="233" height="250" alt="" /> Nel 2010 tanto <a href="http://www.downloadblog.it/tag/The%20Pirate%20Bay">The Pirate Bay</a> quanto Megaupload sono stati sull’orlo della confisca del dominio da parte del governo degli Stati Uniti. Nel caso di Megaupload la faccenda si è evoluta molto male per i gestori e per il sito, mentre TPB è stata temporaneamente graziata perchè in Svezia era in corso il <a href="http://www.downloadblog.it/post/16233/the-pirate-bay-la-corte-suprema-respinge-lappello-le-condanne-diventano-definitive">processo d’appello</a>.</p>
<p>Ora che il processo si è risolto sfavorevolmente contro tre individui collegati al sito, non esiste più questa barriera legale ed il governo americano potrebbe imporre la stessa sorte disgraziata alla Baia, confiscandole il dominio .org. Coloro che stanno gestendo TPB, però, sono dotati di riflessi rapidissimi, ed hanno già fatto in modo di trasferire il dominio su suffisso .se, al di fuori delle grinfie dell’autorità federale a stelle e strisce.</p>
<p>A chi si chiedesse perchè “avvicinare” metaforicamente il dominio a chi li ha appena condannati (i compatrioti svedesi), la faccenda è presto spiegata: il processo era contro tre individui (peraltro condannati in contumacia), non contro il sito che sta continuando ad operare normalmente.  Gli americani, invece, hanno dato prova di essere prontissimi ad agire alla minima denuncia.</p>
<p>Assieme al cambiamento di dominio è arrivato anche una dichiarazione dai toni intransigenti: </p>
<blockquote><p>
<em>“Il 2012 è l’anno della tempesta. Dopo aver assaggiato irruzioni, spionaggio e minacce di morte siamo ancora qui. Siamo stati all’inferno e siamo tornati più forti che mai.</p>
<p>I nostri tre amici e fratelli di sangue sono stati condannati alla prigione. Questo potrebbe suonare peggio di quanto in realtà non sia. Siccome nessuno di loro vive più in Svezia, non andranno in galera. Sono tanto liberi oggi quanto lo erano ieri. </p>
<p>In quest’anno della tempesta, i vincitori innalzeranno mulini a vento ed i perdenti costruiranno rifugi. Quindi flettete i vostri muscoli, compagni pirati, e donateci il vostro potere! Costruite più siti! Più reti! Più protocolli! Urlate più forte che potete e portate la lotta ad un livello di intensità superiore!”</em></p></blockquote>
<p>Via | <a href="http://torrentfreak.com/the-pirate-bay-moves-to-se-domain-prevent-domain-seizure-120201/">TorrentFreak</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Megaupload: la Electronic Frontier Foundation vuole recuperare i dati perduti</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.downloadblog.it/post/16245/megaupload-la-electronic-frontier-foundation-vuole-recuperare-i-dati-perduti" />
    <id>http://www.downloadblog.it/?p=16245</id>
    <author>
      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2012-02-02T11:00:35+00:00</published>
    <updated>2012-02-02T11:00:35+00:00</updated>
    <dc:subject>web-apps</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>cancellazione megaupload</dc:subject><dc:subject>carpathia hosting</dc:subject><dc:subject>electronic frontier foundation</dc:subject><dc:subject>megaupload</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Vicenda Megaupload, nuova puntata: l&amp;#8217;attenzione è rivolta sempre ai dati inseriti sulla piattaforma dalla sua moltitudine d&amp;#8217;iscritti, soprattutto a quelli che non violano alcun[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16245/megaupload-la-electronic-frontier-foundation-vuole-recuperare-i-dati-perduti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/megaupload2.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="megaupload2" />Vicenda <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Megaupload">Megaupload</a>, nuova puntata: l&#8217;attenzione è rivolta sempre ai dati inseriti sulla piattaforma dalla sua moltitudine d&#8217;iscritti, soprattutto a quelli che non violano alcun copyright e non fanno quindi male a nessuno. La <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Electronic Frontier Foundation">Electronic Frontier Foundation</a> ha dato vita a uno sforzo congiunto con Carpathia Hosting, una delle società che ospita i server di Megaupload: obiettivo quello di <strong>proteggere i dati legali dalla cancellazione</strong>.</p>
<p>Per l&#8217;occasione è stato aperto il sito web <a href="http://www.megaretrieval.com/">Megaretrieval.com</a>, dove sono presenti anche le motivazioni di entrambi i soggetti coinvolti. Ecco come la spiega l&#8217;avvocato della EFF Julie Samuels:</p>
<blockquote><p>&#8220;La EFF è preoccupata per i tanti utenti rispettosi della legge di Megaupload.com che hanno visto la loro proprietà portata via senza avvisi e senza che il governo facesse nulla per aiutarli. Pensiamo sia importante che questi utenti ottengano che le loro voci siano ascoltate nell&#8217;andare avanti del processo.&#8221;</p></blockquote>
<p>Interessante invece la dichiarazione di Carpathia Hosting sulla cancellazione dei dati:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non abbiamo piani immediati per i server di Megaupload. Ciò significa che non ci sarà a breve alcuna perdita di dati per gli iscritti a Megaupload. Se la situazione dovesse cambiare, pubblicheremo un avviso con almeno 7 giorni d&#8217;anticipo su www.Carpathia.com e www.MegaRetrieval.com.&#8221;</p></blockquote>
<p>Via | <a href="http://yro.slashdot.org/story/12/02/01/1649222/eff-seeking-information-of-legal-users-of-megaupload?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+Slashdot%2Fslashdot+%28Slashdot%29">Slashdot.org</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">The Pirate Bay, la Corte Suprema respinge l&#039;appello: le condanne diventano definitive</title>
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    <author>
      <name>Daniele P.</name>
    </author>
    <published>2012-02-01T12:00:09+00:00</published>
    <updated>2012-02-01T12:00:09+00:00</updated>
    <dc:subject>p2p</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>appello the pirate bay</dc:subject><dc:subject>carl lundström</dc:subject><dc:subject>ricorso carl lundström</dc:subject><dc:subject>the pirate bay</dc:subject><dc:subject>the pirate bay corte suprema</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La Corte Suprema svedese ha appena annunciato di aver respinto il ricorso presentato da tre dei quattro fondatori di The Pirate Bay contro la sentenza emessa nel novembre 2010 nei loro confronti,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16233/the-pirate-bay-la-corte-suprema-respinge-lappello-le-condanne-diventano-definitive"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/ThePirateBayLogo.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="267" alt="ThePirateBayLogo" />La Corte Suprema svedese ha appena annunciato di aver respinto il <a href="http://www.downloadblog.it/post/13558/the-pirate-bay-arriva-lappello-alla-corte-suprema/">ricorso presentato</a> da tre dei quattro fondatori di <a href="http://www.downloadblog.it/tag/The%20Pirate%20Bay">The Pirate Bay</a> contro la sentenza emessa nel <a href="http://www.downloadblog.it/post/13440/the-pirate-bay-il-verdetto-dappello-conferma-tutti-colpevoli">novembre 2010</a> nei loro confronti, rendendo di fatto definitive le loro condanne: 8 mesi di carcere per Peter Sunde, 10 mesi per Fredrik Neij e 4 per Carl Lundström, oltre alla salatissima multa di 46 milioni di corone svedesi (6,8 milioni di dollari). Per il quarto imputato, Gottfrid Svartholm, assente per motivi di salute durante il processo d&#8217;appello, è diventata definitiva la <a href="http://www.downloadblog.it/post/9642/the-pirate-bay-il-verdetto-della-giuria-tutti-colpevoli">condanna a 12 mesi</a> di carcere inflittagli in primo grado. </p>
<p>Tutti gli imputati erano stati condannati per aver reso disponibile per file sharing illegale materiale protetto da copyright. Immediato il commento di Per E. Samuelsson, difensore di Lundström: &#8220;<em>Questo verdetto è assurdo. Mi spiace che alla Corte non interessi dissezionare ed analizzare le varie sfaccettature di uno dei casi legali di più alto profilo di tutti i tempi</em>&#8220;. E dire che le motivazioni dell&#8217;appello erano tutte molto valide, come vi avevamo spiegato <a href="http://www.downloadblog.it/post/13558/the-pirate-bay-arriva-lappello-alla-corte-suprema/">a suo tempo</a>:</p>
<blockquote><p>Secondo il ricco fondatore di Rix Telecom AB infatti la colpa delle violazioni compiute da The Pirate Bay dovrebbe ricadere su chi ha in realtà fondato e gestito il sito, e non quindi su chi come lui ha fornito solo i servizi necessari a tenerlo in piedi, con la pericolosità tra l’altro di creare uno spinoso precedente nei confronti di tutti i provider. [&#8230;] pone anche l’accento sul perché si possa ritenere The Pirate Bay colpevole delle violazioni al copyright, mentre altri siti dai quali è possibile accedere ai medesimi contenuti (come anche Google) non sono al momento sotto processo. Terzo motivo infine, il presunto fallimento delle autorità nel dimostrare il suo aver agito “unitamente e in concerto” con gli altri imputati.</p></blockquote>
<p>Alla luce di questa decisione, comunque, è già stato annunciato il ricorso alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>Via | <a href="http://torrentfreak.com/pirate-bay-founders-prison-sentences-final-supreme-court-appeal-rejected-120201/">TorrentFreak</a></p>
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    <title type="html">Wikileaks offshore: la fuga verso Sealand</title>
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      <name>Francesco L.</name>
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    <published>2012-02-01T11:00:40+00:00</published>
    <updated>2012-02-01T11:00:40+00:00</updated>
    <dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>informazione</dc:subject><dc:subject>wiki</dc:subject><dc:subject>julian assange</dc:subject><dc:subject>principato di sealand</dc:subject><dc:subject>wikileaks</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16229/wikileaks-offshore-la-fuga-verso-sealand"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/File_Sealandafterfire2.JPGWikipedia.jpg" class="post" border="0" width="586" height="337" alt="sealand" /><br clear="all" /></p>
<p>Secondo FoxNews, Wikileaks starebbe pianificando di lasciare Svezia ed Islanda, dove attualmente sono localizzati la maggior parte dei suoi server. Il piano, dicono i pettegolezzi della Fox, è di spostare le proprie operazioni a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principato_di_Sealand">Sealand</a>, una semi-nazione che vive ai confini delle leggi internazionali su una vecchia piattaforma petrolifera arrugginita nel Mare del Nord.</p>
<p>La storia di Sealand è addirittura più rocambolesca di quella di <a href="http://www.downloadblog.it/tag/wikileaks">Wikileaks</a>, essendo stata occupata da un veterano inglese della Seconda Guerra Mondiale e poi dichiarata “nazione” dallo stesso, che se ne è autonominato sovrano assoluto. Secondo le leggi internazionali non esiste, ma fino al 2008 vi albergava un server indipendente chiamato HavenCo, che ha cessato le operazioni per ragioni sconosciute. Per FoxNews Wikileaks vorrebbe fare lo stesso, piazzandosi fuori dalla legge, in acque internazionali - Un po’ come la nave del film <em>I Love Radio Rock</em>.</p>
<p>Purtroppo il piano è tutt&#8217;altro che geniale e i problemi che ne insorgerebbero sono tanto insormontabili da rendere l&#8217;articolo di FoxNews davvero inverosimile. Per prima cosa, coloro che lavorano ed operano attraverso Wikileaks non sarebbero certo al sicuro, perchè poco conta dove sono i dati: le persone fisiche sarebbero comunque sotto la giurisdizione del loro paese d’origine o del paese in cui vivono. Riterrei piuttosto strano se desiderassero trasferirsi a loro volta su un ammasso di ruggine nel Mare del Nord, magari con tutta la famiglia.</p>
 <p>In secondo luogo, porsi fuori dai confini nazionali vuol dire rinunciare a tutte le protezioni statali e garanzie che ogni paese più o meno civilizzato offre ai cittadini. Sarebbe un po’ come trasferirsi nella Tortuga dei film sui Pirati dei Caraibi, ma purtroppo senza uscire fuori dalla portata di azioni militari e di polizia di chi ti sta cercando - E qui non ci sarebbe nessuna restrizione sull’uso eccessivo di violenza.</p>
<p>Come terzo problema, qualsiasi server allestito su una stazione petrolifera (o una nave che viaggia in acque internazionali) avrebbe immensi problemi gestionali, e sarebbe una vittima anche troppo facile per hacker e atti di guerra informatica. Insomma, se devo proprio esprimere il mio parere questa è solo una bella storia piena di sensazionalismo. Wikileaks dovrà gestire i suoi grandi problemi a muso duro, senza ricorrere a piani alla Lupin III.</p>
<p>Via | <a href="http://www.foxnews.com/scitech/2012/01/31/exclusive-wikileaks-to-move-servers-offshore-sources-say/">Foxnews</a> | <a href="http://mashable.com/2012/01/31/wikileaks-servers-offshore/">Mashable</a><br />
Foto | <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Sealandafterfire2.JPG">Wikipedia</a></p>
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    <title type="html">Giusto chiudere Megaupload? I risultati del sondaggio</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-01-31T13:00:05+00:00</published>
    <updated>2012-01-31T13:00:05+00:00</updated>
    <dc:subject>web-apps</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>sondaggi</dc:subject><dc:subject>megaupload</dc:subject><dc:subject>megaupload chiuso</dc:subject><dc:subject>sondaggio megaupload</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[È stato giusto chiudere Megaupload? La domanda relativa al sondaggio del lunedì ha concluso la settimana di votazioni, dandoci così modo di scoprire cosa ne pensate voi lettori sulla questione che[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16225/giusto-chiudere-megaupload-i-risultati-del-sondaggio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/megauploadsondaggiodownloadblog.png" class="post" border="0" width="586" height="452" alt="Giusto chiudere Megaupload? I risultati del sondaggio" /><br clear="all" /></p>
<p>È stato giusto <a href="http://www.downloadblog.it/post/16107/megaupload-e-megavideo-chiudono-lfbi-denuncia-sette-persone-per-pirateria-online/">chiudere Megaupload</a>? La domanda relativa al <a href="http://www.downloadblog.it/tag/sondaggio del lunedì">sondaggio del lunedì</a> ha concluso la settimana di votazioni, dandoci così modo di scoprire cosa ne pensate voi lettori sulla questione che sta tenendo banco negli ultimi tempi sulla rete.</p>
<p>Col <strong>69% dei voti</strong>, vince il partito di chi non ritiene giusta la chiusura e che quindi pensa fosse lecito quanto effettuato dalla piattaforma online. Ma è comunque alta anche la percentuale di chi pensa che invece fosse giusto prendere provvedimenti, senza però arrivare alla chiusura definitiva <strong>23%</strong> per questa opzione, seguita invece da quella di chi pensa che la chiusura sia stata giusta col <strong>9%</strong>.</p>
<p>Ricordiamo che proprio in queste ore la cancellazione dei dati di MegaUpload <a href="http://www.downloadblog.it/post/16219/megaupload-i-dati-sono-salvi-per-ora/">è stata scongiurata</a> almeno per qualche tempo: come vi siete organizzati intanto? Avete individuato una delle <a href="http://www.downloadblog.it/post/16193/dove-sono-andati-i-milioni-di-utenti-di-megaupload/">alternative</a>?</p>
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    <title type="html">MegaUpload: i dati sono salvi, per ora</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-01-31T09:00:13+00:00</published>
    <updated>2012-01-31T09:00:13+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Passando da queste parti ieri avrete sicuramente letto la notizia secondo la quale i dati di MegaUpload sarebbero stati cancellati a breve dal fornitore di hosting per la piattaforma di Kim Dotcom:[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16219/megaupload-i-dati-sono-salvi-per-ora"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/megaupload2.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="megaupload2" />Passando da queste parti ieri avrete sicuramente letto la notizia secondo la quale i dati di <a href="http://www.downloadblog.it/tag/MegaUpload">MegaUpload</a> sarebbero stati <a href="http://www.downloadblog.it/post/16209/tutti-i-dati-di-megaupload-potrebbero-essere-cancellati-giovedi/">cancellati a breve</a> dal fornitore di hosting per la piattaforma di <a href="http://www.downloadblog.it/post/16167/dieci-curiosita-su-kim-dotcom-il-fondatore-di-megaupload/">Kim Dotcom</a>: sappiate invece che potete tirare un sospiro di sollievo, visto che il pericolo è almeno per il momento scongiurato.</p>
<p>I dati dei 50 milioni e passa di utenti di MegaUpload non saranno cancellati, o almeno non così a stretto giro: lo ha reso noto <a href="http://news.cnet.com/8301-31001_3-57368635-261/reprieve-megauploads-data-safe-for-two-weeks/?tag=mncol;cnetRiver">News.com</a>, citando come fonte direttamente gli avvocati che si stanno occupando della difesa di MegaUpload. L&#8217;accordo sarebbe stato stretto direttamente con le due compagnie di hosting, Carpathia Hosting e Cogent Communications Group, per mantenere i file in vita per <strong>almeno due settimane</strong>.</p>
<p>L&#8217;avvocato Ira Rothken ha inoltre reso noto di essere al lavoro per risolvere la questione in modo permanente, in modo da non perdere il tesoro di file inseriti sulla piattaforma da tutti gli iscritti: per farlo però, Rothken sostiene di avere la necessità di sbloccare alcuni dei beni confiscati dalle autorità durante le operazioni che hanno portato alla <a href="http://www.downloadblog.it/post/16107/megaupload-e-megavideo-chiudono-lfbi-denuncia-sette-persone-per-pirateria-online/">chiusura di MegaUpload</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.neowin.net/news/megaupload-data-safe-from-deletion---for-now?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+neowin-all+%28Neowin+All+News%29">Neowin.net</a></p>
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