martedì 09 febbraio 2010

Oggi è il Safer Internet Day

pubblicato da fedmor in: Web 2.0 Diritti digitali

Safer Internet Day Da un’idea di Ins@fe – patrocinata dall’Unione Europea – si tiene oggi il Safer Internet Day: si tratta di un’iniziativa per la sensibilizzazione circa le esigenze dei piccoli navigatori della rete organizzata dal Safer Internet Programme europeo in più di 60 Paesi. Quest’anno il tema dell’evento è Think B4 U Post.

In sostanza la crescita dei social network (in questi giorni si parla spesso delle immagini di minori pubblicate dai famigliari su Facebook) ha posto l’accento sui problemi legati alla privacy e all’adeguatezza dei contenuti condivisi sul web: con un video molto simpatico e incisivo Ins@fe ha riassunto la potenziale pericolosità di un social sharing inconsapevole.

L’hanno passato il tema è stato quello del bullismo digitale, un argomento tutt’altro che esaurito: l’invito che il Safer Internet Day 2010 rivolge agli utenti è una maggiore padronanza dei social network, tenendo in considerazione l’audience potenziale dei contenuti che si decide di condividere — con particolare attenzione alla tutela dei minori.

lunedì 08 febbraio 2010

L'Italia blocca di nuovo The Pirate Bay

pubblicato da Rosario in: Peer-to-peer Diritti digitali

L'Italia blocca di nuovo The Pirate BayNuovo rischio chiusura in Italia per The Pirate Bay, che a distanza di mesi dall’ultimo attacco rischia di diventare nuovamente inaccessibile nel nostro Paese, dopo che il Tribunale di Bergamo ha nuovamente imposto agli ISP italiani di oscurare il sito.

Mentre gran parte del web e dei media in Italia ancora sembrano dormire senza riportare la notizia, come al solito all’estero si parla dell’argomento con abbastanza incredulità. Gli avvocati della Baia in Italia Giovanni Battista Gallus, Giuseppe Campanelli e Francesco Micozzi starebbero valutando se fare ricorso o no sul provvedimento, che dovrebbe essere messo in atto a breve dai provider.

Piuttosto che su quello della Cassazione, il caso potrebbe finire sul tavolo della Corte di Giustizia Europea, almeno stando a quanto riporta TorrentFreak.

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giovedì 04 febbraio 2010

Negoziati ACTA, segreti e silenzio assoluto

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Diritti digitali

actaACTA, un nome che sulla carta dovrebbe significare Anti-Counterfeiting Trade Agreement, ovvero un trattato internazionale anticontraffazione. C’è qualcosa di oscuro in questi negoziati ACTA, se davvero si fa fatica a capire di cosa si tratti in realtà.

C’è infatti un velo di silenzio impenetrabile attorno a questo accordo internazionale. ACTA dovrebbe portare in teoria ad una stretta alla contraffazione, in pratica sarà qualcos’altro. Come spiegare altrimenti il segreto di stato posto da Obama per motivi di “sicurezza nazionale” nello scorso Marzo? Qualcosa non quadra se vengono “svelati” i segreti delle torture della Cia, mentre si vuole far passare sotto silenzio i dettagli di un semplice negoziato anticontraffazione.

Non si riesce a trovare materiale di una certa rilevanza sui media tradizionali italiani, è allora necessario passare in rassegna i siti “underground”, cercando di risalire alle fonti. Parla di ACTA LSDI Lsdi (Libertà di Stampa Diritto Informazione), con un articolo sull’ultimo round tenuto a fine Gennaio in Messico. Ecco cosa si celerebbe dietro ad ACTA:

imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore attraverso una risposta graduata e un filtraggio oppure la soppressione automatizzata dei contenuti. Per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni al diritto d’ autore compiuto dai loro utenti.

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YouTube: in Italia come un'emittente TV

pubblicato da fedmor in: Google Diritti digitali

YouTube Continuano le discussioni attorno al decreto Romani: la situazione iniziale circa la proposta di legge sull’erogazione di servizi web che propongono materiale audiovisivo è cambiata – anche grazie alle voci contrarie del Garante, Corrado Calabrò, e del deputato e membro della Commissione Cultura alla Camera del PdL, Bruno Murgia – e non è detto che ciò sia un bene.

L’orientamento attuale (sempre che non ci siano ulteriori stravolgimenti nelle prossime ore) propone l’equiparazione di YouTube e piattaforme equivalenti alle tradizionali emittenti televisive: in pratica un provvedimento simile a quello già concepito nei confronti dei blog, che dovrebbero adeguarsi alle testate cartacee — con gli oneri, gli impedimenti e i doveri del caso.

La legge incontrerebbe però il parere contrario dell’Unione Europea, che in una direttiva sul commercio elettronico ha definito letteralmente «mere conduits» (parafrasato significherebbe che essi sono soltanto dei “contenitori”) i provider di servizi alla YouTube. Occorre sottolineare che rispetto alla Germania e alla Gran Bretagna – tanto per citare due Paesi europei – i contenuti per l’Italia sono già soggetti a restrizioni.

Via | ReadWriteWeb

mercoledì 03 febbraio 2010

Engadget chiude i commenti temporaneamente

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Diritti digitali

engadget

Engadget ha chiuso i commenti, almeno per un po’. Si tratta di una misura eccezionale per quello che consideriamo il blog numero uno al mondo in fatto di gadegts elettronici.

Ma cosa è successo? Semplicemente gli animi si sono “scaldati” e i gestori di Engadget hanno deciso di bloccare tutto, in attesa che le acque si plachino un po’. Un sassolino se lo sono tolti, facendo riferimento a troll e spammers e a quanto quest’ultimi scrivono nei “downtime” della redazione.

Ma è davvero questa la mossa giusta per fermare i commenti troppo “caustici”? Come reagireste se anche Downloadblog decidesse di adottare lo stesso tipo di scelta? Rimaniamo in attesa di sviluppi e reazioni, soprattutto negli Usa.

UPDATE: Gizmodo prende spunto dalla vicenda per spiegare il proprio sistema di moderazione commenti.

martedì 02 febbraio 2010

Decreto Romani: aumentano le voci contrarie

pubblicato da Vittorio in: Internet Diritti digitali

Paolo RomaniPoche settimane fa vi abbiamo segnalato alcune importanti voci contro il Decreto Romani, quello - per intenderci - che riguarda anche i filtri per i contenuti internet. Negli ultimi giorni ci sono state altre significative prese di posizione contrarie al decreto, come quella di Corrado Calabrò: il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ritiene infatti che “un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori.”

E sulla questione appare scettico anche Bruno Murgia, deputato del Pdl e componente della commissione Cultura alla Camera, che in una nota diffusa oggi ha comunicato tutte le sue perplessità a riguardo:

“Concordo in pieno con le osservazioni del Garante Calabrò. Il filtro su internet è restrittivo e rischia di risultare del tutto inefficace. Sono d’accordissimo sul perseguire, anche penalmente, tutti quei soggetti che attraverso i siti delinquono a vario titolo - le leggi esistono già - ma non si può tollerare una mano pesante in un settore che è considerato decisivo per lo sviluppo della democrazia e l’affermarsi dei diritti civili, come il caso Iran insegna.”

Insomma, questo decreto proprio non piace e la cosa che più colpisce è che, una volta tanto, la levata di scudi contro i filtri sul web sembra essere più bipartisan del solito. Lo prendiamo come un buon segno?

Via | Agi

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giovedì 21 gennaio 2010

Hillary Clinton: inizia il discorso su Netfreedom

pubblicato da Francesco in: Diritti digitali

Sta iniziando al Newseum di Washington il discorso di Hillary Clinton dedicato alla libertà del web, collegatevi a Netfreedom sul sito State.gov. I commenti su Friendfeed fioccano, una anticipazione del discorso è uscita da una mezz’oretta sulla stampa italiana, su Repubblica:

Stando ai contenuti anticipati alla stampa, il senso del ragionamento è che “in un mondo interconnesso un attacco sulla rete di una nazione può essere un attacco a tutti. Rafforzando questo messaggio possiamo creare norme di comportamento tra Stati e incoraggiare il rispetto”.

Il consigliere del segretario di Stato per l’Innovazione, Alec Ross, ha spiegato che oltre alla vicenda Google-Cina, Hillary Clinton affronterà altri importanti argomenti: “Noi non consideriamo la questione della libertà su Internet solo come una questione di libertà di espressione, ma come qualcosa che investe la visione stessa del mondo in cui vogliamo vivere. Vogliamo vivere in un mondo dove esiste un solo Internet o in un mondo dove le informazioni a cui abbiamo accesso, la conoscenza a cui abbiamo accesso dipende dal paese in cui viviamo?”.

Un pò paradossale il richiamo alla sicurezza da parte di una amministrazione che proprio in questi giorni è stata stigmatizzata dalla stampa estera per i grandi buchi di sicurezza negli aeroporti, e prima anche alla stessa Casa Bianca in occasione del ricevimento con ospiti imbuicati. Resta forte il messaggio ufficiale sulla libertà della rete e sulla censura, così come l’accenno all’hacking “di Stato”.

giovedì 31 dicembre 2009

Il governo canadese chiude 4500 siti

pubblicato da Mirko in: Diritti digitali Informazione

Il Canada blocca 4500 sitiIl governo canadese chiude 4500 siti: a causare ciò sono stati i due siti eg-gc.ca e enviro-canada.ca, che da due settimane circa portavano avanti una sorta di parodia mirando ad evidenziare gli scarsi sviluppi di Copenhagen, concentrandosi principalmente sul Canada e sulla sua politica ambientale.

Il governo, evidentemente a corto di umorismo, ha chiesto al provider tedesco statunitense Serverloft di rimuovere dai loro servers entrambi i siti e tutti gli altri collegati a faccende ambientali. Il provider ha replicato disattivando un intero blocco di indirizzi IP, rendendo irraggiungibili circa 4.500 siti che non avevano nulla a che fare con la burla.

Mike Bonanno di YesMan (il gruppo che ha creato i due siti incriminati) si dichiara deluso non solo dal comportamento del governo riguardo le tematiche ambientali ma anche dalla violazione della libertà di espressione.

Non è però chiaro, e ci domandiamo noi, in base a quale legislazione un governo straniero possa chiedere o obbligare un provider estero alla chiusura di un sito. Resta ancora da capire come sia stata gestita tale richiesta, visto l’oscuramento di un blocco di indirizzi IP anzichè andare diretti sui due siti in questione…

Via | TGDaily.com
Foto | Flickr

Viacom fa causa a YouTube per rimuovere video illeciti inseriti da... Viacom

pubblicato da Rosario in: Video Google Diritti digitali

Viacom vuole colpire il cuore di Google?Se la notizia non provenisse dalle aule di un tribunale sembrerebbe quasi una barzelletta, ma come riporta Techdirt nella causa di Viacom contro Google destinata a far rimuovere circa 250 video dalla piattaforma, la stessa Viacom avrebbe incluso una serie di filmati inseriti da essa stessa.

La lista di video di cui Viacom avrebbe effettuato l’upload sarebbe addirittura di circa 100 filmati, praticamente quasi la metà. Come lo stesso articolo di Techdirt suggerisce, ciò non può altro che diventare indice di quanto Viacom abbia decisamente le idee poco chiare in merito di video inseriti illecitamente sulla piattaforma, su cui Google non ha ovviamente responsabilità non potendo controllare tutti i filmati uno per uno.

giovedì 26 novembre 2009

Mininova rimuove tutti i torrent fuorilegge e diventa legale

pubblicato da Rosario in: Peer-to-peer Diritti digitali

Mininova rimuove tutti i torrent fuorilegge e diventa legaleRicorderete quando a fine agosto un giudice impose a Mininova di rimuovere tutti i torrent illegali, pena una supermulta da 5 milioni di € se non l’avesse fatto entro 3 mesi dalla sentenza.

Quasi allo scadere dell’ultimatum la piattaforma di tracking indexing ha annunciato di aver completamente rimosso tutti i torrent collegati a materiale in grado di violare le leggi sul copyright, vedendolo probabilmente come l’unico modo per evitare di dover pagare la salatissima multa minacciata dal giudice di Utrecht.

L’unica speranza per rivedere Mininova ai fasti di un tempo è quella di una possibile vittoria in appello, anche se lo staff stesso della piattaforma ancora non ha deciso se ricorrere oppure lasciar stare il tutto. Si prevedono tempi duri per la rete p2p.

Via | Torrentfreak.com

mercoledì 25 novembre 2009

Google Analytics illegale in Germania

pubblicato da Rosario in: Applicazioni web Google Diritti digitali

Google Analytics illegale in GermaniaAbitate in Germania e usate Google Analytics per tenere traccia e analizzare gli accessi al vostro sito? Sappiate che a breve potreste vedervi scippato da sotto al naso il vostro tool preferito, stando almeno a quanto alcuni uffici governativi tedeschi starebbero tentando di fare chiedendo il ban dell’applicazione web.

Secondo quanto riporta Zeit Online Google Analytics sarebbe contro le leggi tedesche e per questo ci sarebbero in cantiere addirittura delle multe per i possessori di siti che utilizzano lo strumento Google, attualmente parti al 13% di tutti i webmaster tedeschi.

Le autorità tedesche in particolar modo non vedrebbero di buon occhio la poca chiarezza sulle informazioni collezionate da Google e quanto queste siano anonimamente protette in server posizionati negli USA, dati che tra l’altro secondo la legge tedesca non possono varcare i confini della Germania.

Secondo una stima fatta da un avvocato tedesco, la multa potrebbe ammontare a un totale di 50.000€ per ogni sito che fa uso di Google Analytics. A quanto pare è destino che tra Google e Germania non debba correre buon sangue.

venerdì 20 novembre 2009

Trapela un agghiacciante progetto di legge antipirateria in Gran Bretagna

pubblicato da Rosario in: Peer-to-peer Diritti digitali

Trapela un agghiacciante progetto di legge antipirateria in Gran BretagnaDefinire agghiacciante quanto trapelato nelle ultime ore su un progetto di legge inglese sul copyright è forse poco, e l’immagine da inquisizione usata da Boingboing e quanto mai più che appropriata: roba che in confronto le tre disconnessioni sono una passeggiata di salute.

Secondo una fonte affidabile citata dallo stesso Cory Doctorow su BB, il Segretario di Stato inglese Peter Mandelson starebbe lavorando a una serie di emendamenti da portare in parlamento, dove attualmente si sta discutendo sul progetto di legge riguardante l’economia digitale: punto principale la possibilità per il Segretario stesso di legiferare in materia di copyright senza passare per le Camere.

In poche parole dunque una carica nemmeno eletta direttamente dal popolo avrebbe la possibilità di fare praticamente il bello e il cattivo tempo, offrendo al Segretario nella visione di Mandelson la possibilità di combattere efficacemente il download illegale e la pirateria in generale, incluse piattaforme come YouSendIt, da molti usate non per scopi illeciti.

Libertà di parola, privacy e presunzione d’innocenza sono solo 3 dei diritti/principi messi a rischio da questo disegno di legge: non ci resta che sperare per i nostri amici Inglesi che sia solo un’invenzione di qualche buontempone.

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