Esattamente a mezzanotte ora italiana è cominciato il 44° SuperBowl, tradizionalmente l’evento sportivo dell’anno negli Stati Uniti: da qualche mese a questa parte – non senza che ciò suscitasse asperrime polemiche tra gli addetti ai lavori – il football americano è diventato anche uno degli argomenti più popolari sui social network: team e giocatori stessi mantengono disparati profili su Facebook e Twitter attraverso i quali comunicano coi propri fan. Per chiudere la parentesi, mi piacerebbe che avvenisse altrettanto in Italia col calcio.
Tornando in argomento (a proposito, anche la NFL ha un account su Twitter) i Saints di New Orleans sfidano i Colts di Indianapolis sul campo del Sun Life Stadium di Miami: il match è trasmesso negli USA dalla CBS e per l’occasione è stato creato l’hashtag #SB44 in uso specialmente su FriendFeed e Twitter — giusto per ribadire il rapporto col web 2.0. Ciò che ormai viene dato per scontato è che tra il 3° e l’ultimo quarto sarà trasmesso uno spot di Google intitolato Parisian Love.
Il video – che fa parte delle SearchStories di Google – ha già raggiunto più di 1 milione di visualizzazioni da quando i primi rumor hanno annunciato la sua presenza al SuperBowl: la visibilità di simili inserzioni è straordinaria, così come il loro prezzo. Le indiscrezioni sono cominciate quando il CEO di Google, Eric Schmidt, ha pubblicato un tweet in risposta alla polemica innestata da John Battelle (fondatore della Federated Media Publishing, editore tra gli altri di BoingBoing). Querelle che ha giovato soltanto a Google, apparentemente.
Via | CNET News
Se state leggendo questo articolo a breve distanza dall’orario di pubblicazione è probabile che anche voi soffriate d’insonnia — a meno che non stiate lavorando e siate perciò costretti a fare le ore piccole: nel primo caso esiste una teoria tutt’altro che scientificamente confermata per aiutarvi a conciliare il sonno.
Forse ricorderete la querelle sui fantomatici suoni bineurali e i loro presunti effetti riguardo distorsione della realtà e assuefazione: studi complementari hanno portato anche al concepimento di rumori per dare energia al posto del caffè… ma anche per combattere l’insonnia. È di questi ultimi che intendo parlare.
Una raccolta di “rumori bianchi” gratuitamente scaricabili allo scopo è stata pubblicata da MakeUseOf, che suggerisce alcune risorse utili — tra cui una radio personalizzata su Last.fm: esistono persino dei portali dedicati come SoundSleeping, oppure WhiteNoisePlayer, White Noise 24/7, RainyMood e NapSounds. Io rimango piuttosto scettico, ma provare non vi costerà nulla.
Foto | Picasa Web Albums
Se Dante avesse visto Internet, come avrebbe giudicato gli utenti? Su Predicate-llc un disegno di Foomandoonian.net con lo schema dell’Inferno di Dante.
Si va dal peccato veniale come non leggere le faq, fino ai reati veri e propri. Il tutto raggruppato in incompetenza, flaming e… qualcosa di poco traducibile in italiano. I gironi sembrano completi: secondo voi manca qualcuno?
Il blog San Precario riporta l’analisi di una delle foto presenti nell’album Noi amiamo Silvio uscito in questi giorni, dedicato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tale foto sarebbe stata ritoccata con Photoshop o chi per lui al punto da rimbalzare anche in siti-raccolta di immagini questo genere come Photoshop Disasters, segnalato anche su queste pagine qualche tempo fa.
Nella foto sembra abbastanza evidente il ritocco effettuato per aggiungere il mazzo di fiori in mano a Berlusconi, mentre l’errore più eclatante e grossolano sembra essere la clonazione del pubblico presente sull’estrema sinistra in posizione esattamente speculare dall’altro lato dell’immagine: o si tratta di due gemelli piazzati tra la folla, o di un attacco dei cloni, oppure di un macroscopico errore. Voi che ne dite?
Lo stesso Photoshop Disasters ha realizzato un ingrandimento abbastanza eloquente, che potete vedere cliccando sull’immagine a capo post.
Via | Gossipblog.it
Ringraziamo Wikipedia per la definizione di errore 404:
L’errore 404 (o Not Found, inglese per non trovato), è un codice standard del protocollo HTTP. Con questo, viene indicato che il client è in grado di comunicare con il server, ma che il server non ha trovato ciò che è stato richiesto, o il server è stato configurato in modo tale da non completare la richiesta
Trovarsi di fronte ad un Error 404 spesso è frustante, fortunatamente in molti si sono sbizzarriti nel creare pagine simpatiche o comunque soprendenti. Ho raccolto qualche esempio nella galleria di oggi con gli Errori 404 personalizzati di siti noti e meno noti.
Davvero raccapricciante quella con Sean Connery in Zardoz. Lascio invece a voi la parola per decidere la migliore. Meritevoli di menzione l’errore “parlante” di Ferdaze ed il diagramma di flusso di Orangecoat.com. Segnalo invece che il record del più “grosso” errore 404 sembra appartenere ad Ikea…
Se dei giochi olimpici invernali di Vancouver 2010 che inizieranno tra poco più di due settimane si è già occupato (e continuerà a parlare) Outdoorblog.it, c’è un aspetto intrigante che è squisitamente geek e arriva nientemeno che da Wolfram Alpha: il noto motore di ricerca computazionale si è preparato appositamente per l’occasione.
Tanto che in un intervento apparso mercoledì sul blog ufficiale di Wolfram Alpha si spiega come siano state aggiunte informazioni statistiche sulle passate edizioni delle olimpiadi estive e invernali: l’iniziativa ha già raccolto commenti entusiastici e feedback per il miglioramento delle query — come la possibilità di comparare due team nazionali.
Al momento è possibile interrogare il database del motore di ricerca con dozzine di domande differenti che riguardano il medagliere di una nazione o, di una specialità olimpica definita: sono davvero molte le combinazioni in questo senso. In alternativa si possono ottenere dati sul singolo atleta e sulla sua partecipazione, oppure domandare dove si terranno le olimpiadi in un anno specifico.
Il Web 2.0 è social, possiamo fare conoscere cosa pensiamo e cosa stiamo facendo, in pochi istanti e con un semplice click. Ma non sarebbe bello se qualcuno potesse aggiornare i nostri status automaticamente, oppure che inviasse email al posto nostro? Ecco che arriva in nostro aiuto Google Xistence: let Google live it for you, ovvero lascia che Google viva per te (o al posto tuo?).
Google Xistence è come al solito una versione beta disponibile solo su inviti. Per la prima volta Google sceglie Twitter per inviare i propri update: GoogLabs. Davvero può l’intelligenza artificiale sostituirsi a quella umana?
Continua a leggere: Google Xistence: let Google live it for you

Mentre si parla di XP, Vista e Windows 7, upgrade e migrazioni varie, qualcun altro ricorda i tempi dell’ormai vetusto Windows 3. L’apripista al più noto Windows 3.1 aveva un’interfaccia spartana ma quasi “miracolosa” se si pensa che la maggior parte degli utenti usava tranquillamente il proprio DOS.
Tutto questo per presentare il sito di Michael Vincent che è qualcosa di simile ad un emulatore di Windows 3. C’è più o meno tutto quello che avevamo sui nostri 286 o 386. Le finestre “principale”, “accessori”, “giochi”, nelle quali troviamo il pannello di controllo, il prompt ms-dos, il blocco note ed ovviamente il campo minato.
L’utilità di tutto ciò è nulla, è vero, ma se volete fare un tuffo nel passato Michaelv.org è un piccolo grande sito.
Dopo la tastiera da suonare su YouTube proseguiamo la giornata dedicata ai video con uno di tutt’altro genere, contenente un invito al matrimonio di due persone che si sono prese la briga di realizzare un filmato e inserirlo sulla piattaforma di video-sharing per comunicare le proprie nozze ad amici e parenti.
Tali Jeff ed Erin hanno quindi realizzato quello che da molti è stato definito il miglior invito a un matrimonio di sempre, o almeno supponiamo possa essere il migliore tra i geek: un’idea originale e, perché no, da tenere in considerazione per le proprie nozze invece del “solito” cartoncino.
Via | Thenextweb.com
Microsoft e Apple potrebbero in un prossimo futuro non essere più gli acerrimi nemici che sono stati fino a qualche tempo fa, viste e considerate anche le voci che vorrebbero Bing come motore di ricerca predefinito su iPhone nei prossimi tempi.
Fa comunque scalpore vedere Steve Ballmer (che comunque non è nuovo a uscite eclatanti) prendere un MacBook dalle mani di uno studente della Trevecca Nazarene University e autografarlo quasi senza battere ciglio. Il tutto documentato dal video che vedete qui sopra.
I nostri amici di Melablog ci segnalano anche il blog personale dello studente, letteralmente preso d’assalto dopo la pubblicazione della notizia e del video.
Via | Mashable.com

Mi rendo conto che in questi giorni le notizie sul devastante terremoto di Haiti siano state tante (e dubito che si finisca qui), al punto che qualcuno – me compreso, s’intenda – potrebbe essere portato a reagire come ha fatto Taylor Momsen secondo i colleghi di Gossipblog.it. Peraltro mi chiedo perché si siano spenti i riflettori sul terremoto in Abruzzo e mi rispondo da solo, stizzito. Penso comunque che valga la pena di parlare nuovamente di Haiti, specie in riferimento alla mobilitazione di Facebook.
Diversamente da Google – che ha messo a disposizione i propri servizi per agevolare la ricerca dei dispersi e coadiuvare le operazioni di soccorso – quello di Facebook è un approccio più consono ai social network: è intervenuta direttamente Randi, la sorella di Mark Zuckerberg, con un articolo riassuntivo delle risorse disponibili — prevalentemente destinate alle donazioni. La tragica occasione ha convinto gli sviluppatori a creare una pagina che sarà sfruttata anche in futuro per le emergenze di questo tipo.
In pratica Facebook ha concentrato gli sforzi su due applicazioni, di cui una già concepita per scopi analoghi: mi riferisco alle Cause – creata esplicitamente per raccogliere fondi indirizzati a progetti no-profit – e ai Regali per gli amici, tradizionalmente più ludica — benché ora serva “anche” per trasferire somme di denaro alla precedente. A proposito d’intrattenimento, Playfish ha pensato di dare il proprio contributo con una campagna su MercyCorps che al raggiungimento di $100.000 in donazioni regalerà un gadget virtuale a tutti i videogiocatori.
Non so come siate venuti a conoscenza del tragico terremoto che ha investito Haiti: personalmente – avendo un pessimo rapporto con la televisione e lavorando di notte – ho ricevuto le prime notizie proprio attraverso Twitter, esattamente com’è avvenuto per la sommossa popolare durante lo spoglio dei voti per le ultime elezioni presidenziali iraniane.
Se da un lato è possibile avere accesso alle immagini e ai video del disastro attraverso i servizi di Google, dall’altro – fermo restando la positività di un’informazione accurata – c’è chi ha deciso di andare oltre quel disgustoso “feticismo” del dolore sovente proposto dai medium tradizionali. E non poteva trattarsi d’altro che del web.
Consapevole dell’importante ruolo sociale assunto rapidamente da Twitter, è lo stesso Biz Stone a richiamare tutti alla coscienza civile: l’ha fatto con un intervento sul blog ufficiale — segnalando le principali risorse (su Twitter e non) online per provvedere a donazioni destinate all’aiuto e alla ricostruzione della popolazione di Haiti. È cosa buona e giusta.
Foto | AdnKronos