Logo Blogo

Comunicazione

Facebook introdurrà i messaggi privati per le Pagine

pubblicato da Daniele P. in: Comunicazione Facebook

Messaggi privati per le pagine FacebookChi gestisce una pagina su Facebook lo sa bene: gli utenti possono comunicare con voi soltanto attraverso la bacheca, quindi pubblicamente. Non sarà così ancora a lungo, dal momento che l’azienda ha iniziato a testare i messaggi privati anche per le Pagine, così che gli utenti potranno contattare i proprietari delle pagine in forma con la massima discrezione, senza dover passare per la bacheca e senza dover dare il “like” alla pagina.

I proprietari delle pagine potranno scegliere se abilitare l’opzione o se continuare ad usare la bacheca per i contatti con gli utenti. Se decideranno di abilitare i messaggi privati, tutte le comunicazioni finiranno nella cartella Messaggi del loro profilo, la stessa in cui finiscono quelle degli amici.

Questo potrebbe creare un po’ di confusione e non è escluso che Facebook decida di creare una cartella dedicata ai messaggi inviati alle Pagine, così da permettere agli utenti di tenere separate le loro conversazioni personali da quelle coi loro “follower”. Al momento i messaggi privati per le pagine sono disponibili per gli utenti dell’Asia e pare molto probabile che vengano estesi a tutti in concomitanza con l’introduzione dell’attesa Timeline.

Via | ReadWriteWeb

Julian Assange può essere estradato in Svezia per l’accusa di stupro

pubblicato da Federico Moretti in: Comunicazione Informazione

WikiLeaksIl fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, potrebbe essere estradato in Svezia prima della metà di novembre. L’hanno stabilito i giudici britannici, che hanno autorizzato le autorità svedesi a processare Assange per un presunto episodio di molestie sessuali, avvenuto nel 2010. I legali di Assange hanno due settimane per appellarsi.

Assange è considerato un latitante dall’Interpol, a causa del mandato d’arresto europeo emesso dalla Svezia. Il fondatore di WikiLeaks ha sempre sostenuto d’essere estraneo allo stupro sul quale sarebbe processato e di non trovarsi nel Paese all’epoca dei fatti contestati. Perciò, il giornalista potrebbe decidere di farsi giudicare.

Qualunque debba essere il destino di Assange, WikiLeaks è un’esperienza pressoché conclusa. Tra le difficoltà economica e le defezioni “illustri” dei co–fondatori, il portale ha terminato il proprio ruolo. In positivo, WikiLeaks ha aperto un nuovo modo di fare giornalismo sul web: l’informazione tradizionale n’è stata “contagiata”.

Via | The New York Times

Israele tenta di “bloccare” le comunicazioni palestinesi con un DDoS

pubblicato da Federico Moretti in: Comunicazione Informazione

Autorità Nazionale PalestineseLe reti telefoniche palestinesi sono oggetto d’un attacco di Distributed Denial of Service (DDoS), proveniente da varie parti del mondo. L’ha denunciato il Ministro delle Comunicazioni dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mashur Abu Daqqa: il sospetto è che sia una rappresaglia israeliana per l’ingresso della Palestina nell’UNESCO.

Martedì le Nazioni Unite avevano annunciato l’ammissione del Paese nell’Organizzazione per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e Israele ha risposto disponendo delle occupazioni dei territori palestinesi. Nel giro di ventiquattr’ore, le comunicazioni in Palestina sono state interrotte da un DDoS che ha colpito internet e telefoni.

Israele non è nuova a questo tipo d’attacchi: in passato, i servizi segreti avevano stimolato un DDoS nei confronti dei siti controllati da Hamas. Il collasso delle linee telefoniche isolerebbe la Palestina dal mondo, in un momento di grande tensione politica con Israele. Internet ha un ruolo essenziale nella diffusione di notizie.

Via | The Washington Post

Social Media Week 2011 Milano: Watchdog, Giampaolo Colletti e le microweb tv d'inchiesta

pubblicato da Gabriele Ferraresi in: Comunicazione Interviste Diritti digitali

tremolada colletti social media week

È partita il 19 settembre la Social Media Week 2011 a Milano. Quest’anno Blogo - insieme a Blogosfere e Populis - è media partner dell’evento. Che cos’è la Social Media Week? Una serie di incontri e di eventi in cui chi “abita” e lavora sul web può raccontare quello che fa, proporre le sue esperienze, scambiarle con altri ospiti. Un’occasione interessante per fare networking e conoscere qualcuno di nuovo. Come tutte le cose belle però, dura poco: domani 23 settembre la SMW si chiude. Date un’occhiata agli eventi nel programma in pdf.

Ieri sono andato a sentire e ho fatto quattro chiacchiere con Giampaolo Colletti, fondatore di AltraTv.tv, primo osservatorio sulle micro web tv italiane e sui micromedia iperlocali in rete. Durante il breve incontro presentato da Luca Tremolada del Sole24Ore, Giampiero ha presentato un rapporto con qualche dato interessante sulle micro web tv. Canali di informazione dal basso molto importanti al di fuori dei grandi centri urbani dove un po’ per abitudine siamo abituati a pensare che accada tutto. Altre volte quei piccoli canali di informazione grassroot sono essenziali a livello di quartiere, in quei grandi centri urbani.

In “quell’altra Italia”, che non vive in un grande centro urbano, ma magari a Pordenone, a Molfetta, in un paesino sperduto sulla Sila, la micro web tv può essere una ventata di ossigeno in un panorama informativo asfittico o controllato dai soliti noti incapaci di intercettare i bisogni dei lettori - e dei telespettatori - o abituati a vivere in una comoda posizione di monopolio informativo. Ma quali sono e come funzionano le web tv iperlocal in Italia? Cosa sono i canali “watchdog”, cani da guardia del Potere? Dopo il salto un paio di battute veloci che ho scambiato con Giampiero a fine incontro.

Continua a leggere: Social Media Week 2011 Milano: Watchdog, Giampaolo Colletti e le microweb tv d'inchiesta

Apre l'asta dei domini pornografici: bloccati i nomi delle celebrità

pubblicato da Federico Moretti in: Curiosità Comunicazione

ICANNÈ iniziata oggi l’asta dei domini del tipo .xxx, quelli ipoteticamente riservati alla pornografia, con alcune limitazioni: non si potranno acquistare indirizzi legati ai nomi delle celebrità o dei personaggi pubblici. Ad esempio, beyonce.xxx e margaret-tatcher.xxx. L’iniziativa è stata prevista per evitare cybersquatting sui domini.

Il fenomeno del cybersquatting (domain squatting e/o grabbing) consiste nell’acquisto d’indirizzi internet legati a marchi e individui che sono “parcheggiati” e rimessi all’asta a scopo di lucro. Nel particolare caso dei domini .xxx il rischio è amplificato, benché non esista un obbligo alla distribuzione di contenuti pornografici.

ICM Registry, l’autorità deputata alla gestione dei top-level domain .xxx, cerca di mettere le mani avanti: la registrazione degli indirizzi comincerà ufficialmente alle 17:00 e le cause civili sarebbero potute partire poco più in là, se l’acquisto di un dominio che includa nome e cognome non fosse stato limitato in questi termini.

Via | The Guardian

Daniel Domscheit-Berg ammette di avere rimosso dei dati da WikiLeaks

pubblicato da Federico Moretti in: Comunicazione Informazione

Daniel Domscheit-Berg - WikiLeaks

Daniel Domscheit-Berg, noto con lo pseudonimo di Daniel Schmitt, ha ammesso la rimozione di circa 5Gb di dati da WikiLeaks: in polemica con Julian Assange aveva lasciato il portale per creare in proprio OpenLeaks. Le informazioni rimosse sono di carattere diverso: le no-fly list per l’antiterrorismo e dei dati sulla Bank of America.

Domscheit-Berg è pure l’autore di Inside WikiLeaks, un libro in cui spiega i termini della polemica con Assange. WikiLeaks ha confermato in dettaglio la natura delle informazioni rimosse: oltre a quelle già citate, ci sarebbero dei dati su venti organizzazioni neo-naziste statunitensi e le intercettazioni d’un centinaio di società.

L’eccessiva “personalizzazione” dei portali di whistleblowing (così si chiamano i progetti d’informazione sulla falsariga di WikiLeaks) e gli “sgarri” tra i loro rappresentanti rischiano seriamente di trasformare le rivelazioni in gossip di cattivo gusto, mentre i medium tradizionali annullano ogni reazione per la società di massa.

Via | Spiegel Online

Londra, Tottenham, ecc. e i tafferugli: qual è il ruolo di internet?

pubblicato da Federico Moretti in: Comunicazione Informazione

Metropolitan Police

Internet è uno dei protagonisti degli scontri tra la popolazione in rivolta e la polizia britannica, a Londra e nelle altre città inglesi più popolate. Twitter è una delle piattaforme scelte dai rivoltosi per organizzarsi e Scotland Yard ha imparato a fare altrettanto, sfruttando le fotografie su Flickr per identificare i criminali.

La Metropolitan Police ha adottato proprio Flickr per raccogliere gli scatti dei rivoltosi e identificarli. Tuttavia, le fonti delle forze dell’ordine sono varie: RIM ha messo a disposizione le informazioni trasmesse dai manifestati via BlackBerry e degli hacker hanno manomesso il sito dell’azienda per rappresaglia. E non è tutto.

Se i rivoltosi hanno scelto Twitter, i cittadini che vogliono collaborare con la polizia usano Tumblr: Catch A Looter è stato realizzato per pubblicare fotografie, filmati e altre informazioni, utili a Scotland Yard per arrestare i delinquenti. Qualunque sia la motivazione, gli scontri “rimbalzano” su internet da entrambe le parti.

Una ricerca ha analizzato il “ciclo d'adozione” per i social network

pubblicato da Federico Moretti in: Comunicazione Informazione

Social Network Adoption Lifecycle

L’innovazione tecnologica segue dei percorsi che possono essere ricondotti a delle formule ricorrenti. Vincenzo Cosenza ha pensato d’applicarle alla diffusione dei social network ipotizzando un campione d’utenti di un miliardo. Il risultato è una curva che mostra il successo delle piattaforme e cerca d’anticiparne il destino futuro.

Ad esempio, Cosenza ha disegnato il declino di FriendFeed in favore di Google+: basandosi sulle statistiche d’adozione e abbandono dei social network, correlate agli eventi contingenti, si può ipotizzare lo “svuotamento” dell’uno a vantaggio dell’altro. È un fenomeno previsto dagli analisti con l’acquisto di FriendFeed da Facebook.

Lo studio prende in considerazione diverse tipologie psicografiche: gli innovatori (il 2,5% degli utenti potenziali), i primi adottanti (12,5%), la maggioranza anticipatrice (34%), la maggioranza ritardataria (34%), i ritardatari (16%). Le caratteristiche del social network hanno un ruolo primario nella percentuale degli adottanti.

Via | Vincenzo Cosenza

PlusRoulette: Google+ incontra Chatroulette

pubblicato da Rosario in: Applicazioni web Comunicazione

PlusRoulette: Google+ incontra Chatroulette

Ricorderete quando qualche giorno fa abbiamo parlato di Gphangouts, rimarcando come quest’ultimo con le dovute differenze trasformasse gli hangout di Google+ in una sorta di Chatroulette, l’applicazione web che come saprete si occupa di mettere in chat audio-video persone dotate di microfono e webcam in maniera casuale.

Ad avvicinarsi ancora di più a Chatroulette rispetto a Gphangouts è PlusRoulette, un’altra applicazione che per l’appunto ci dà la possibilità di usare il nostro account Google+ per entrare in videoritrovi casuali, automatizzando ancora di più il processo di creazione dell’hangout che Gphangouts non permette di fare.

Grazie a PlusRoulette è invece possibile creare e condividere l’hangout in modo diretto, mettendolo così a disposizione di tutti coloro che vogliono unirsi: vista la stretta politica di Google nel volere l’uso di nomi e cognomi reali per gli account Google+, il problema principale di Chatroulette (uomini nudi e altre oscenità) dovrebbe essere sensibilmente mitigato in questo caso.

Via | TechCrunch.com

Facebook sulla comunicazione: chat di gruppo e audio/video con Skype

pubblicato da Federico Moretti in: Comunicazione Facebook

Facebook e Skype hanno annunciato i risultati della propria partnership, mostrando in anteprima una nuova interfaccia per la chat. Come avevamo accennato, sarà implementata nei prossimi giorni la possibilità di “videochiamare” i contatti e i gruppi potranno avviare sessioni di chat multiutente tra gli iscritti. Tutto con pochi clic.

Mark Zuckerberg e Tony Bates non hanno indugiato troppo sulla tecnologia utilizzata per abilitare la chat audio/video su Facebook, sicuramente il punto più interessante della conferenza. Gli utenti dovranno soltanto scaricare un plugin alla prima chiamata e un nuovo pulsante apparirà sui profili per avviare subito la comunicazione.

La lista degli utenti disponibili a “chattare” assumerà ancora di più l’aspetto di una barra laterale e gli utenti di uno stesso gruppo potranno comunicare tra loro contemporaneamente. Le videochiamate, invece, prevedono soltanto due utenti per volta: sono state rese possibili grazie alla tecnologia realizzata da Skype sul browser.

Facebook Announcements

Facebook AnnouncementsFacebook AnnouncementsFacebook AnnouncementsFacebook Announcements

Via | Facebook