
Su Github/a> l’utente Alan Dipert ha postato i sorgenti di Mosaic, padre degli attuali browser sviluppato dal National Center for Supercomputing Applications (NCSA) rilasciato per la prima volta nell’ormai lontanissimo 1993.
Il programma è scaricabile liberamente e funziona su tutte le distribuzioni Linux più recenti, con la community di Github intenta a migliorarne la compatibilità attraverso il rilascio di patch. Se avete un PC con installato il suddetto sistema operativo e avete voglia di fare un piccolo tuffo nel passato, non lasciatevi scappare questa chicca.
Via | Webmonkey.com

Il sito di informazione tecnologica Ars Technica ha posto ai suoi (tanti) lettori un quesito di non facile soluzione: perché bloccate le nostre pubblicità online? Il post è molto pensato e sofferto, non c’è dubbio. E’ certo più facile rispondere a una domanda del genere che porla, per un realtà importante come Ars Technica, nel settore dei siti d’informazione. Ma, come risulta dal post stesso, ormai più del 40% dell’audience di Ars (che ha un pubblico di utenti avanzati della rete) fa uso di ad blocker per intercettare e non visualizzare le campagne pubblicitarie ospitate dalle pagine del sito.
Il fatto è che non tutte le ad via web sono redditizie solo “per click”. Normalmente, chi blocca le ad in buona fede, tramite appositi add-on del suo browser, pensa che, dal momento che comunque non tenderebbe a cliccarle per abitudini di navigazione, non sta facendo alcun male alle economie del sito. Niente di più falso, secondo Ars. Molte campagne sono redditizie per numero di visualizzazioni, prima ancora che per numero di click. E il danno allora c’è, ed è ingente. Le parole usate da Ken Fisher sono dure:
“Bloccare la pubblicità può devastare i siti che amate di più. Non sto sostenendo che bloccarle sia una forma di furto, o sia immorale, o sia antietica. Ma può significare far perdere il lavoro a qualcuno. Può significare meno contenuti. E può significare meno qualità nei contenuti”.
Pensateci due volte, insomma, prima di installare software adblocker, anche nelle sue forme più creative o “pacifiche”. E ricordate anche che un conto sono i pop-up e certe odiose animazioni in flash (anche pubblicitarie), un conto è bloccare tutte le forme di pubblicità online, senza averne una seria ragione.

Opera ha reso noto che i download del proprio software di navigazione Internet sono triplicati dal giorno in cui Microsoft ha introdotto come aggiornamento l’ormai famoso browser ballot, con il quale su Windows viene proposta una scelta dei principali programmi alternativi a Internet Explorer.
Secondo quanto fatto sapere da Rolf Assev ai microfoni di Reuters, l’incremento nei download si sarebbe riscontrato soprattutto nelle nazioni di Belgio, Francia, Spagna, Polonia e Regno Unito, probabilmente anche grazie al rilascio della versione 10.5 di Opera.
Via | Mashable.com

Gli amanti del browser Opera possono scaricare dal suo sito ufficiale la versione 10.50 del software, finalmente attesa da molti e annunciata dagli sviluppatori “semplicemente” come “Il browser più veloce sulla Terra”.
Tra le novità presenti in Opera 10.50 troviamo un rinnovato motore (Carakan) di rendering Javascript delle pagine, che per l’appunto lo rende uno tra i più rapidi software di navigazione Internet in circolazione, oltre a una nuova interfaccia utente, l’integrazione del private browsing e l’utilizzo di desktop widget per visualizzare i widget anche con Opera chiuso.
Per i più pigri infine, ecco il link diretto alla pagina di download di Opera 10.50.
Mozilla ha rilasciato la versione stabile di Firefox 3.6, scaricabile da qui.
Tra le novità ci sono la protezione dai plugins obsoleti, il supporto al sistema di skinning Personas, una migliorata stabilità del browser ed una maggiore velocità, tanto che Firefox 3.6 sarebbe più rapido del 20% rispetto alla versione 3.5.
Un elenco completo delle nuove caratteristiche è disponibile in questa pagina, inoltre vi segnaliamo anche un interessante video esplicativo visionabile sempre sul sito Mozilla.
Da non dimenticare infine che l’ottimo John T. Haller ha già approntato la versione Portable di Firefox 3.6 ottimizzata per l’uso con una chiavetta USB. La trovate su PortableApps.com.

Nonostante la buona volontà di Microsoft di inserire l’ormai famoso browser ballot per lasciare che siano gli utenti di Windows 7 a scegliere quale programma di navigazione installare, l’Unione Europea ha riscontrato due ulteriori modifiche da effettuare alla pagina di scelta.
Prima di tutto il ballot dovrà essere un programma esterno a sé stante e non integrato all’interno di Internet Explorer, cosa che potrebbe influenzare in qualche modo la scelta. In più l’ordine in cui i browser vengono proposti dovrà essere puramente casuale, per non dare anche in questo caso l’impressione agli utenti che uno di loro possa essere migliore degli altri.
Il tutto comunque non arriverà prima dell’anno prossimo.
Via | Geek.com
In un recente articolo Anandtech confronta le prestazioni di diversi sistemi Apple al fine di confrontarne prestazioni, look e durata della batteria. Al di là delle interessanti informazioni, emerge un dato estremamente curioso e, se volete, preoccupante.
Durante i test di durata della batteria in stato di semi idle, ossia durante una semplice navigazione su internet, l’utilizzo del browser Safari in versione 64 bit avrebbe un impatto negativo impressionante sulla durata della batteria, riducendone la durata di oltre il 40%
A quanto pare la problematica è legata al plugin Flash utilizzato da Safari che, quando utilizzato nella release a 64 bit del noto browser, porta un sensibile aumento dei cicli operativi della CPU con conseguente riduzione della durata della batteria. Utilizzando la versione a 32 bit di Safari il problema sparisce. Anandtech sostiene di aver segnalato ad Apple l’anomalia, senza aver però avuto alcuna risposta dalla casa di Cupertino. É forse un bug noto ad Apple, magari non molto famoso e quindi non “urgente”? Il sospetto c’è, staremo a vedere in futuro.
Nel frattempo è stato rilasciato un aggiornamento alla versione 4.0.4 di Safari, sia per sistemi Windows che Mac, ma nei due changelog disponibili non si fa riferimento al problema menzionato sopra.