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Browser

Android e Chrome: finalmente riuniti

pubblicato da Francesco L. in: Browser Google Mobile Chrome

chrome for Android

Chrome ed Android sono nati entrambi in nell’ormai lontano settembre del 2008, e fino ad oggi hanno camminato separati, ciascuno per la propria strada. Le cose sono appena cambiate, dato che Google è stata tanto gentile da rilasciare la beta di Chrome nell’Android Market, libera e gratuita, per chiunque sia disposto a “collaudarla”.

Purtroppo, però, non credo saranno molti a godere di questo nuovo browser mobile, che vi annuncio essere un prodotto fantastico. Parliamo dell’1% degli utenti, cioè tutti coloro che hanno Ice Cream Sandwich in giro per il mondo. A parte i casi di root e hack, in effetti, sono pochissimi gli smartphone ed i tablet che sono già passati alla nuova versione di Android.

Il browser che rimpiazza (semplicemente definito “Browser”) non era un gran che, un vero tappabuchi. Il nuovo Chrome per Android è stato ripensato e ricostruito apposta per funzionare nel mercato mobile. Un’altra novità, che tocca l’utente in modo indiretto, è che Chrome e Android d’ora in poi saranno inscindibili, e Browser sparirà dalle release del sistema operativo successive a ICS. I produttori dovranno creare un browser diverso se non vogliono usare Chrome.

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Mozilla progetta di estendere le notifiche push ai feed tradizionali

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Mozilla

MozillaMozilla ha iniziato a lavorare su delle nuove Application Programming Interface (API) che permetteranno agli sviluppatori d’integrare le notifiche push in qualunque sito, a prescindere dall’accesso con un dispositivo mobile. Lo stesso sistema, infatti, è integrato sugli smartphone con Android o iOS per notificare gli aggiornamenti.

La nuova soluzione permette di ricevere gli aggiornamenti dai feed di un sito iscrivendosi alle notifiche, ma – diversamente dall’approccio tradizionale – senza la necessità di consultare un feed reader. Quando un nuovo contenuto fosse pubblicato, l’utente iscritto riceverebbe direttamente sul desktop la notifica dell’aggiornamento.

L’invio di brevi messaggi testuali da parte di un sito non sarà limitato ai feed: come avviene con le notifiche push dei dispositivi portatili, potranno essere configurate altre tipologie d’aggiornamento. Il supporto alle notifiche sul desktop, oltre a Firefox, è già presente su Chrome e Safari che condividono l’utilizzo di WebKit.

Via | Jeff Balogh

Norton Identity Safe è il nuovo password manager fornito da Symantec

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Utilities

Norton Identity SafeNorton Identity Safe è un nuovo password manager realizzato da Symantec. Disponibile in versione beta, al momento può essere scaricato e installato gratuitamente su Windows: inoltre, prevede due applicazioni per sincronizzare le password coi dispositivi mobili di Android e iOS. È integrato con Norton Internet Security e Norton 360.

È compatibile con Internet Explorer, Chrome, Firefox, Safari e Opera. Norton Identity Safe prevede l’installazione di Norton Safe Web — la soluzione di Symantec per il controllo della validità dei siti contro il phishing. Funziona come qualsiasi password manager, ovvero richiede una password principale per accedere a quelle salvate.

Le applicazioni per i dispositivi portatili possono essere installate soltanto dopo aver completato l’installazione di Norton Identity Safe sul computer di Windows. Non si trovano né sull’Android Market, né sull’App Store di Apple: è richiesta l’autorizzazione al download delle applicazioni di terze parti perché possano funzionare.

Via | MakeUseOf

Stephen Wolfram s'impegna a supportare la creazione dei domini .data

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Applicazioni web

Wolfram MathematicaStephen Wolfram, il ricercatore britannico di Mathematica e Wolfram Alpha, è intervenuto a sostegno della candidatura del nuovo Top–Level Domain (TLD) .data. Internet e il web hanno subito una radicale evoluzione, rispetto all’iniziale disponibilità dei nomi a dominio: Wolfram ha sottolineato perché l’estensione .data è necessaria.

La funzione di “vetrina” digitale del web è un concetto assodato e per molti aspetti superato. In un primo momento i domini hanno risposto a questa necessità, offrendo un’indicazione immediata del sito corrispondente: la posizione geografica, la natura commerciale o non lucrativa dell’editore. Oggi esistono dei domini più specifici.

Non esistono dei vincoli che associno l’acquisto d’un dominio alle caratteristiche di quanto sarà raggiungibile al dato indirizzo. Tant’è che i “famigerati” domini .xxx sarebbero idonei ai contenuti pornografici, ma non è un obbligo. Oppure .ly – il dominio della Libia – è stato utilizzato per rendere più accattivante un indirizzo.

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Google gioca a palle di neve con Android nell’easter egg sul browser

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Humor

Android – Easter Egg

Le vacanze natalizie sono ormai volte al termine, eppure Google non vuole cedere all’evidenza. Domani riapriranno le scuole, ma Android regala un ultimo momento di relax. Un’easter egg – direttamente sul sito ufficiale del sistema operativo – perpetua la battaglia a palle di neve che ha caratterizzato tutto il periodo dell’Avvento.

Scorrendo la pagina del sito di Android e posizionando il mouse sul robot a sinistra, infatti, appare una “strana” palla bianca nella mano del logo. Un clic dà il via al gioco: sulla destra dello schermo compare un agguerrito omino di neve pronto alla sfida. Basta prendere la mira e lanciare le palle col pulsante sinistro del mouse.

Colpendo tre volte l’avversario in movimento, il gioco finisce e il logo conquista una medaglia d’oro. Quest’anno sembra che abbia nevicato più sul browser, che sugli impianti sciistici. Dopo i Doodle e le varie easter egg, l’impressione è che i dipendenti di Google abbiano molta fantasia… e altrettanto tempo libero a disposizione.

Via | The Next Web

Ottenere un sistema di messaggistica con la propria connessione WiFi

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Comunicazione

wifis.orgLa caratteristica principale di wifis.org è quella di fornire un sistema di messaggistica istantanea collegato alla propria connessione wireless. In pratica, trovandosi nei pressi di un punto d’accesso senza fili, si può contattare il proprietario: ad esempio, per delucidazioni sull’utilizzo della linea in totale sicurezza o quasi.

Il servizio è completamente gratuito — e resterà sempre tale. Per usufruirne è sufficiente iscriversi a wifis.org e cambiare il SSID della propria connessione: questo è un aspetto che, personalmente, non mi convince granché a livello di sicurezza. È l’unico requisito richiesto e non sono forniti ulteriori dettagli sul funzionamento.

In pratica quando qualcuno è nelle vicinanze di una connessione wireless identificata da un SSID del tipo wifis.org/example può inviare un messaggio al proprietario dal browser. Un sistema piuttosto utile a chi fornisce dei servizi di WiFi gratuito, soprattutto nei luoghi pubblici: avrebbe poco significato nelle abitazioni private.

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Il futuro dei layout in HTML5 è iniziato col nuovo The Boston Globe

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Informazione

The Boston GlobeThe Boston Globe – una testata di The New York Times Company – s’è rinnovato lunedì scorso, adottando un layout “fluido” in HTML5 e CSS3. La novità è nell’approccio utilizzato dai designer, che hanno fatto in modo di creare un tema adattabile al dispositivo di consultazione. La stessa interfaccia è accessibile da qualunque device.

Il layout è stato realizzato da Filament Group, una società di Boston, garantire accessibilità e adattabilità. Lo stile è minimale: ricalca un po’ i trend del web design di dieci anni fa. E, infatti, la forza del progetto non è nell’impatto visivo d’effetto. Il tema di The Boston Globe è concepito per essere estremamente leggibile.

Anziché applicare stili diversi, a seconda dello strumento utilizzato per leggere le colonne della testata, Filament Group ha costruito un’interfaccia dinamica che s’adatta automaticamente alle caratteristiche del device d’accesso. Ad esempio, visitando il sito da uno smartphone, non è necessario alcun ingrandimento dei contenuti.

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CircleMe, una piattaforma per trovare suggerimenti dai propri “like”

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Social Software

CircleMeCircleMe è quello che, in gergo, si definisce un recommendation engine: in italiano “suonerebbe” come un motore di raccomandazioni. A dispetto dell’interfaccia, proposta esclusivamente in inglese, il portale è italiano e proposto soltanto su invito — almeno, in questa fase iniziale. Ha già riscosso una certa attenzione oltreoceano.

Il motto di CircleMe è «sii ciò che ti piace» ed è una frase particolarmente adatta a riassumerne le funzionalità. In pratica, iscrivendosi a CircleMe si possono condividere i propri apprezzamenti – a partire dai “like” di Facebook – e trovare nuovi elementi a essi correlati. Un po’ come i suggerimenti di Last.fm sui gusti musicali.

Il concetto non è inedito: tra i recommendation engine più famosi, ad esempio, c’è GetGlue. CircleMe funziona pressoché allo stesso modo, ampliando l’esperienza coi servizi tipici d’un social network. Dai messaggi privati alle liste di cose da fare. Il profilo può essere personalizzato nell’aspetto per rispecchiare il proprietario.

CircleMe

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Sorpresa, l’80% dei video in HTML5 è codificato con H.264 di MPEG LA

pubblicato da Federico Moretti in: Browser Video

MPEG LAH.264, il codec proprietario del consorzio MPEG LA, è usato dall’80% dei video in HTML5. Una statistica impressionante, soprattutto se consideriamo la campagna di Google per l’utilizzo di VP8 — acquistato da On2 Technologies e reso open source nel maggio del 2010. H.264, invece, è soggetto a delle royalty per la codifica dei video.

Il consorzio MPEG LA è composto da una serie di produttori di hardware e software: anzitutto, da Apple e Microsoft. H.264 – prima di HTML5 – era sfruttato da Blu–ray Disc, QuickTime e Adobe Flash. La stessa Google, che l’ha rimosso da Chrome in favore di VP8, lo utilizza tuttora in HTML5 per i filmati ad alta definizione su YouTube.

L’aspetto più curioso della statistica è che la popolarità di H.264 è cresciuta da meno di due anni a questa parte. Nel gennaio del 2010 la percentuale di video codificati in H.264 era ferma al 10%, mentre quando Google ha presentato WebM – il formato di VP8 – è passata dal 26% all’80%. L’unica spiegazione è il divario qualitativo.

Via | GigaOM

Non tutte le pubblicità si equivalgono: almeno, secondo AdBlock Plus

pubblicato da Federico Moretti in: Browser e-Commerce

AdBlock Plus (ABP)AdBlock Plus (ABP) ha introdotto, con la versione 2.0, un’opzione che prevede la possibilità di ricevere alcuni annunci pubblicitari poco “fastidiosi”. L’estensione – disponibile per Chrome e Firefox – servirebbe proprio ad eliminare la pubblicità dalle pagine web e la novità è stata accolta molto negativamente dagli utenti di ABP.

Wladimir Palant, il creatore di ABP, pensa che l’introduzione di questa caratteristica possa incentivare i pubblicitari alla realizzazione d’annunci meno intrusivi. La risposta della maggioranza degli utenti, al contrario, non ammette delle eccezioni ad ABP: tutti gli annunci pubblicitari sono considerati intrusivi. Per definizione.

Il problema, in realtà, è molto relativo: ABP 2.0 può disabilitare la nuova opzione dalle preferenze e l’estensione torna a bloccare tutte le pubblicità con un paio di clic. Gli estimatori di ABP «possono dormire sonni tranquilli», perché nessuno impedirà loro di tornare alla modalità precedente. Tanto rumore per nulla, in pratica.

Via | ZDNet