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  <title>Downloadblog.it</title>
  <subtitle>Download di software e di programmi gratis per PC</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T02:12:30+00:00</updated>
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    <title type="html">Kaspersky aiuta Apple sulla sicurezza di Mac OS X</title>
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      <name>Daniele P.</name>
    </author>
    <published>2012-05-15T09:00:02+00:00</published>
    <updated>2012-05-15T09:00:02+00:00</updated>
    <dc:subject>antivirus</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>sicurezza-informatica</dc:subject><dc:subject>antivirus mac</dc:subject><dc:subject>flashback botnet</dc:subject><dc:subject>kaspersky</dc:subject><dc:subject>malware os x</dc:subject><dc:subject>sicureza os x</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Kaspersky torna a parlare di Apple in relazione alla sicurezza di Mac OS X, ma stavolta lo fa per annunciare di aver avviato una collaborazione con l&amp;#8217;azienda di Cupertino, prima sostenendo che[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17609/kaspersky-aiuta-apple-sulla-sicurezza-di-mac-os-x"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/kasperskylogo_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="170" alt="kaspersky-logo" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.downloadblog.it/tag/kaspersky">Kaspersky</a> torna a parlare di Apple in relazione alla sicurezza di Mac OS X, ma stavolta lo fa per annunciare di aver avviato una collaborazione con l&#8217;azienda di Cupertino, prima sostenendo che fosse stata proprio quest&#8217;ultima a chiedere aiuto, poi correggendo il tiro e dichiarando di aver condotto un&#8217;analisi indipendente su OS X e di aver contattato Apple. L&#8217;azienda, lo sostiene Nikolai Grebennikov, chief technology officer di Kaspersky Labs, si sarebbe detta &#8220;<em>aperta ad una collaborazione relativamente alle nuove vulnerabilità di OS X</em>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Mac OS è davvero vulnerabile. Abbiamo iniziato un&#8217;analisi di tutte le sue vulnerabilità e dei malware che lo affliggono. La nostra prima indagine dimostra che Apple non ha prestato abbastanza attenzione alla sicurezza.</p></blockquote>
<p>Il CTO ha citato l&#8217;esempio del <a href="http://www.downloadblog.it/post/17097/flashback-il-trojan-che-controlla-piu-di-mezzo-milione-di-mac">trojan Flashback</a> che nei mesi scorsi ha sfruttato una vulnerabilità di Java ed ha contagiato moltissimi sistemi. Oracle chiuse subito quella vulnerabilità, mentre Apple agì con diverse settimane di ritardo: prima impedì ad Oracle di aggiornare Java su Mac OS e decise di gestire da sola tutti gli aggiornamenti, poi rilasciò la patch necessaria. L&#8217;azienda, sostiene Grebennikov, avrebbe potuto e dovuto agire molto più velocemente ed è proprio per questo motivo che Kaspersky Lab si è messa a disposizione di <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/apple">Apple</a>.</p>
<p>Le due aziende, in sintesi, dovrebbero sedersi allo stesso tavolo con lo scopo di blindare Mountain Lion, la versione 10.8 di <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/macintosh">OS X</a>, ormai prossimo al rilascio. Da parte di Apple, però, non sono arrivate né conferme né smentite a tal proposito.</p>
<p>Via | <a href="http://www.computing.co.uk/ctg/news/2174190/apple-vulnerable-claims-kaspersky-lab-cto">Computing</a></p>
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    <title type="html">Apple respinge le app che usano Dropbox dal suo store</title>
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    <author>
      <name>Francesco L.</name>
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    <published>2012-05-02T09:30:06+00:00</published>
    <updated>2012-05-02T09:30:06+00:00</updated>
    <dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>apple app store</dc:subject><dc:subject>cloud computing</dc:subject><dc:subject>dropbox</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Negli ultimi tempi le app iOS che usano la SDK di Dropbox sono state rifiutate tutte. La ragione è un cavillo nelle linee guida fornite da Apple, che come al solito ha deciso di non guardare in faccia[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17459/apple-respinge-le-app-che-usano-dropbox-dal-suo-store"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/dropboxSDK.jpg" class="post" border="0" width="586" height="291" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Negli ultimi tempi le app iOS che usano la SDK di <a href="http://www.downloadblog.it/tag/dropbox">Dropbox</a> sono state rifiutate tutte. La ragione è un cavillo nelle linee guida fornite da Apple, che come al solito ha deciso di non guardare in faccia a nessuno.</p>
<p>E’ passato un anno da quando Apple ha deciso di dettare regole molto severe ed impedire alle app accolte nel suo store di contenere link a servizi a pagamento, abbonamenti, acquisti esterni alla struttura dello store stesso. La decisione aveva causato molte critiche allora, ma gli sviluppatori hanno dovuto ingoiare il boccone amaro e adattarsi, cedendo una parte dei propri guadagni ad Apple.</p>
<p>La ragione per il rifiuto delle app basate su Dropbox è che la nuova SDK di questo servizio manda gli utenti su Safari per il login, dove è presente un link per iscriversi. Se la tua app usa le potenzialità di Dropbox per funzionare, è piuttosto ovvio che tu ti debba iscrivere a quest’ultimo. Ciò che Apple trova inaccettabile è che nella fase di creazione dell’account sia disponibile anche la possibilità di fare l’upgrade al servizio a pagamento. E’ stato sufficiente per mettere tutte le app che usano la SDK sulla “lista nera”.</p>
 <p>Il team di Dropbox ha tentato di risolvere il problema eliminando i link alla versione per desktop, ma Apple ha continuato con silenziosa determinazione a rispedire le app al mittente. L’unica soluzione funzionante è stata quella di eliminare la possibilità di iscriversi a Dropbox tramite SDK, che è piuttosto castrante per gli sviluppatori ed un’immensa seccatura per gli utenti.</p>
<p>Al momento il team di Dropbox sta comunicando con Apple e cercando una soluzione meno fastidiosa. Qualcuno ha già parlato di vero e proprio sabotaggio da parte di Apple, che un tempo avrebbe voluto acquistare Dropbox ma che dopo essere stata costretta a rinunciare ha creato un servizio concorrente chiamato iCloud. Trovo queste voci esagerate, ma allo stesso tempo ritengo che l’atteggiamento di Apple crei una pubblicità negativa che non è davvero necessaria.</p>
<p>Via | <a href="http://www.theverge.com/2012/5/2/2993027/dropbox-confirms-apple-rejecting-apps-use-sdk">The Verge</a> | <a href="http://thenextweb.com/apple/2012/05/02/apps-using-dropbox-are-being-rejected-because-apple-is-playing-hardball/">The Next Web</a> | <a href="http://www.appleinsider.com/articles/12/05/02/dropbox_working_with_apple_to_resolve_app_rejection_issue.html">Apple Insider</a></p>
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    <title type="html">Il CEO di Kaspersky: &quot;Apple è 10 anni indietro rispetto a Microsoft in fatto di sicurezza&quot;</title>
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      <name>Daniele P.</name>
    </author>
    <published>2012-04-26T12:00:04+00:00</published>
    <updated>2012-04-26T12:00:04+00:00</updated>
    <dc:subject>antivirus</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>sicurezza-informatica</dc:subject><dc:subject>antivirus mac</dc:subject><dc:subject>flashback botnet</dc:subject><dc:subject>kaspersky</dc:subject><dc:subject>malware os x</dc:subject><dc:subject>sicureza os x</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dopo aver definito &amp;#8220;un mito&amp;#8221; l’invulnerabilità di OS X, da Kaspersky arriva un secondo affondo al mondo Apple. Stavolta a parlare è addirittura il CEO Eugene Kaspersky, che[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17391/il-ceo-di-kaspersky-apple-e-10-anni-indietro-rispetto-a-microsoft-in-fatto-di-sicurezza"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/kasperskylogo_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="170" alt="kaspersky-logo" /><br clear="all" /></p>
<p>Dopo aver definito &#8220;<em><a href="http://www.downloadblog.it/post/17317/kaspersky-il-mito-dellinvulnerabilita-di-os-x-e-infranto">un mito</a></em>&#8221; l’invulnerabilità di OS X, da <a href="http://www.downloadblog.it/tag/kaspersky">Kaspersky</a> arriva un secondo affondo al mondo Apple. Stavolta a parlare è addirittura il CEO Eugene Kaspersky, che parlando di sicurezza dei sistemi operativi ha dichiarato a <a href="http://malware.cbronline.com/news/apple-10-years-behind-microsoft-on-security-kaspersky-250412">Computer Business Review</a> quanto segue:</p>
<blockquote><p>Credo che Apple, in termini di sicurezza, sia dieci anni indietro rispetto a Microsoft. Per molti anni ho affermato che dal punto di vista della sicurezza non c&#8217;era una grande differenza tra Mac e Windows. E&#8217; sempre stato possibile sviluppare un malware per Mac, con una differenza: questo chiedeva di essere installato nel sistema e, sfruttando le sue vulnerabilità, era in grado di raggiungere lo user mode senza alcun avvertimento. Ora i cyber criminali hanno capito che Mac è un&#8217;area di grande interesse. E ora ce ne sono molti, non si tratta soltanto di Flashback o Flashfake. Benvenuto nel mondo di Microsoft, Mac.</p></blockquote>
<p>Per Kaspersky il problema è ben più grave di quanto si possa immaginare e mette in guardia <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/apple">Apple</a>: &#8220;<em>capiranno molto presto di avere a che fare con gli stessi problemi affrontati da Microsoft dieci e dodici anni fa. Saranno costretti a fare dei cambiamenti per ciò che riguarda i cicli di aggiornamento e dovranno investirte molto di più nelle verifiche sulla sicurezza dei software, che è quello che ha fatto Microsoft in passato dopo tanti incidenti: l&#8217;azienda ha dovuto lavorare a lungo per controllare i codici e trovare errori e vulnerabilità, ora tocca ad Apple</em>&#8220;.</p>
<p>La domanda è sempre la stessa: secondo voi si tratta di una minaccia concreta o il problema è stato ingigantito da Kaspersky per spingere gli utenti ad acquistare i suoi prodotti? La verità, come al solito, potrebbe stare nel mezzo.</p>
<p>Via | <a href="http://malware.cbronline.com/news/apple-10-years-behind-microsoft-on-security-kaspersky-250412">CBR</a></p>
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    <title type="html">Kaspersky: il mito dell&#039;invulnerabilità di OS X è infranto</title>
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      <name>Francesco L.</name>
    </author>
    <published>2012-04-20T12:00:51+00:00</published>
    <updated>2012-04-20T12:00:51+00:00</updated>
    <dc:subject>macintosh</dc:subject><dc:subject>antivirus</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>antivirus mac</dc:subject><dc:subject>flashback botnet</dc:subject><dc:subject>kaspersky</dc:subject><dc:subject>malware os x</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Kaspersky, il noto produttore di antivirus, ha fatto sapere che gli utenti di OS X si possono attendere più virus, botnet, attacchi drive by ed altre infezioni di massa nel futuro prossimo:[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17317/kaspersky-il-mito-dellinvulnerabilita-di-os-x-e-infranto"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/kasperskypermac.jpg" class="post" border="0" width="586" height="305" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Kaspersky, il noto produttore di antivirus, ha fatto sapere che gli utenti di OS X si possono attendere più virus, botnet, attacchi drive by ed altre infezioni di massa nel futuro prossimo: <em>“L’invulnerabilità di OS X è un mito”</em>.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni abbiamo sentito più e più volte questo “richiamo all’ordine”. Va detto che le parole di un’azienda che viene pagata per debellare virus suonano un po’ interessate, sia ben chiaro, eppure dopo il problema di <a href="http://www.downloadblog.it/post/17097/flashback-il-trojan-che-controlla-piu-di-mezzo-milione-di-mac">Flashback</a> gli utenti Apple non possono evitare di prendere in considerazione il pericolo rappresentato dal vagare nel web con software poco aggiornati, cliccando ogni link sospetto a cuor leggero. In realtà, non avrebbero mai dovuto distrarsi.</p>
<p>I malware su OS X esistono da tanto, ma questa volta il salto di qualità è indubbio. Centinaia di migliaia di utenti sono stati ingannati tramite social engineering ed hanno subito un dirottamento del proprio sistema operativo attraverso una debolezza di Java - un modus operandi che ha sempre tormentato Windows. Secondo Kaspersky sono stati alcuni blog Wordpress ad infettare OS X, e parliamo di siti ignari ed innocenti, lontani dallo stereotipo della pagina russa di warez e pornografia.</p>
 <p>I dati parlano di un residuo di 30.000 Mac infettati da Flashback, un numero molto diverso dai 700.000 iniziali, ma lo stesso significativo. Il produttore di antivirus giudica che si è innescato un gioco di gatto e topo tra Apple e i creatori di malware, ora che la fetta di mercato è sufficiente a garantire un ecosistema economico invitante per i cybercriminali. Con OS X 10.8 Mountain Lion verrà implementato GateKeeper, una procedura di autenticazione del software che dovrebbe rendere la vita meno facile ai malware, ma per Kasperski è solo il passo successivo di una guerra appena iniziata. Apple finora ha evitato di rispondere alla provocazione.</p>
<p>Dal canto mio sono d’accordo con l’opinione generale di Kasperski, che chi usa OS X non è inattaccabile. Questa consapevolezza va però temperata da una constatazione: il produttore di antivirus sta visibilmente spargendo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fear,_uncertainty_and_doubt">FUD</a> per vendere il proprio prodotto. Se proprio dobbiamo essere pignoli, poi, nessun antivirus per Mac (compreso quello di Kaspersky) avrebbe potuto vedere Flashback in tempo per impedire la sua esplosione.</p>
<p>Via | <a href="http://arstechnica.com/apple/news/2012/04/kaspersky-lab-mac-os-x-invulnerability-to-malware-is-a-myth.ars">Ars Technica</a></p>
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    <title type="html">Sergey Brin fa marcia indietro: &quot;ammiro Apple e Facebook&quot;</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-04-18T15:00:12+00:00</published>
    <updated>2012-04-18T15:00:12+00:00</updated>
    <dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>facebook</dc:subject><dc:subject>google vs apple</dc:subject><dc:subject>google vs facebook</dc:subject><dc:subject>internet aperto</dc:subject><dc:subject>internet libero</dc:subject><dc:subject>sergey brin</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dopo le critiche ad Apple e Facebook legate al loro voler &amp;#8220;chiudere&amp;#8221; la rete, il co-fondatore di Google Sergey Brin si è sentito in dovere di chiarire le sue parole pubblicate[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17289/sergey-brin-fa-marcia-indietro-ammiro-apple-e-facebook"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/SergeyBrin.jpg" class="post" border="0" width="586" height="381" alt="Sergey Brin" /><br clear="all" /></p>
<p>Dopo le <a href="http://www.downloadblog.it/post/17243/facebook-ed-apple-sono-una-minaccia-alla-liberta-di-internet-parola-del-co-fondatore-di-google">critiche ad Apple e Facebook</a> legate al loro voler &#8220;chiudere&#8221; la rete, il co-fondatore di Google <a href="http://www.downloadblog.it/tag/Sergey Brin">Sergey Brin</a> si è sentito in dovere di chiarire le sue parole pubblicate qualche giorno fa dal Guardian e rimbalzate su ogni sito web specializzato della Terra. Ecco la frase incriminata riferita alle due società:</p>
<blockquote><p>Ora devi giocare secondo le loro regole, che sono davvero restrittive. Il tipo di ambiente in cui è stato sviluppato Google, la ragione che ci ha permesso di sviluppare un motore di ricerca, è che internet era aperto. Troppe regole soffocano e reprimono l’innovazione. Sono più preoccupato che mai… è spaventoso!</p></blockquote>
<p>Il chiarimento è arrivato tramite <a href="https://plus.google.com/109813896768294978296/posts/44gsPvAm5a5">Google+</a>, dove Brin ha definito l&#8217;articolo come &#8220;breve sommario di una discussione lunga&#8221;, credendo poi che i dettagli abbiano finito per essere degradati e distorti nei vari passaggi della notizia dalla fonte iniziale. Ecco le sue nuove parole:</p>
<blockquote><p>&#8220;Per chiarire, non credo che questi problemi siano al pari con la censura dei governi. Inoltre, ho molta ammirazione per due delle società di cui abbiamo parlato &#8212; Apple e Facebook. Ho sempre ammirato i prodotti Apple. Infatti, scrivo questo post da un iMac e uso una tastiera Apple che ho amato per gli ultimi sette anni. Allo stesso modo, Facebook ha aiutato a collegare centinaia di milioni di persone, è stato uno strumento chiave per l&#8217;espressione politica e per la Primavera Araba. Entrambi hanno dato grandi contributi al flusso libero d&#8217;informazione intorno al mondo.&#8221;</p></blockquote>
<p>Nessun problema quindi con Apple e Facebook per il buon Sergey, anche se i più scettici staranno già pensando a un intervento riparatore dopo le reazioni suscitate dalla prima frase.</p>
<p>Via | <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-57415654-93/googles-brin-i-have-much-admiration-for-apple-facebook/?part=rss&#038;subj=news&#038;tag=title">Cnet</a></p>
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    <title type="html">Dov&#039;è l&#039;amore: iKamasutra e le rimozioni da App e Android Store</title>
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      <name>Rosario</name>
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    <published>2012-04-18T13:30:04+00:00</published>
    <updated>2012-04-18T13:30:04+00:00</updated>
    <dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>microsoft</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>amazon</dc:subject><dc:subject>app store</dc:subject><dc:subject>ikamasutra</dc:subject><dc:subject>ikamasutra app store</dc:subject><dc:subject>ikamasutra apple</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[&amp;#8220;Dopo anni e 13 milioni di utenti, il 20 febbraio 2012 Apple ha sommariamente rimosso iKamasutra dall&amp;#8217;App Store, apparentemente per aver aggiunto peluria marrone nei nostri disegni.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17285/dove-lamore-ikamasutra-e-le-rimozioni-da-app-e-android-store"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/ikamasutrarejected.jpg" class="post" border="0" width="586" height="154" alt="Dov'è l'amore: iKamasutra e le rimozioni da App e Android Store" /><br clear="all" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Dopo anni e 13 milioni di utenti, il 20 febbraio 2012 Apple ha sommariamente rimosso iKamasutra dall&#8217;App Store, apparentemente per aver aggiunto peluria marrone nei nostri disegni. Poi, il 14 marzo, è stata allo stesso modo arbitrariamente rimossa da Google Play Store.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ecco come parte la curiosa <a href="http://ikamasutra.com/blog/">storia di iKamasutra</a>, applicazione inviata all&#8217;App Store di Apple addirittura dal lontano 2008, per essere poi <strong>rimossa</strong> come abbiamo detto un paio di mesi fa. Il motivo, secondo l&#8217;azienda di Cupertino, la presenza di immagini come quella dell&#8217;icona che vedete qui sopra, troppo &#8220;esplicite&#8221; per continuare ad apparire sul negozio virtuale dove ogni giorno si collegano tutti gli utenti iPhone e iPad. Visto l&#8217;argomento trattato, per il team di sviluppo NBITE scontrarsi con le approvazioni non è cosa nuova, visto che anche all&#8217;epoca della prima approvazione iKamasutra non arrivò sull&#8217;App Store prima del dicembre 2009.</p>
<p>Ma restiamo sui fatti attuali: il 20 febbraio l&#8217;app viene rimossa da Apple, il creatore Naim Cesur prova a chiedere spiegazioni all&#8217;azienda tramite iTunes Connect, via email ad appreview@apple.com e via telefono, senza ricevere risposta. Dopo aver faticosamente ottenuto un contatto diretto di una persona all&#8217;interno del <em>verification department</em> di Apple, al povero Cesur viene spiegato quanto riportato a inizio post, e cioè che a causa dell&#8217;icona troppo esplicita e della peluria marrone dei disegni, iKamasutra erano stati rimossi.</p>
<p>Allo sviluppatore non è restato altro che prendere atto della decisione, cambiando così l&#8217;icona come vedete qui sopra, eliminando la colorazione dei capelli dei personaggi raffigurati nelle immagini ritraenti le posizioni sessuali e cancellando anche le linee grigie con le quali venivano individuate le &#8220;curve&#8221; delle figure: il risultato? Ancora una volta, niente da fare: continua <strong>dopo il break</strong>.</p>
 <p>
Ecco infatti la risposta ottenuta dal team NBITE, a questo punto incredulo:</p>
<blockquote><p>&#8220;Le applicazioni che duplicano altre già presenti nell&#8217;App Store possono essere rifiutate, in particolare se riguardano peti, rutti, flashlight e Kamasutra.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ora, dagli screenshot postati su iKamasutra appare chiaro come l&#8217;applicazione sia, nel suo genere, di qualità, proprio a differenza di altre applicazioni nate invece solo per sfruttare argomenti particolarmente caldi. <em>Scam apps</em> nei confronti delle quali proprio la regola appena citata dovrebbe difendere in teoria applicazioni come iKamasutra. Tanto per aggiungere al danno anche la beffa, l&#8217;applicazione concorrente Kamasutra Alive è stata rinominata in Kamasutra+ usando un&#8217;icona molto simile a quella di iKamasutra.</p>
<p>Qualcuno a questo punto dirà &#8220;Se Apple ha rifiutato, c&#8217;è sempre Google con Android&#8221;. Ebbene, iKamasutra è stato rimosso anche da Google Play Store lo scorso 14 marzo, dopo esservi stata presente fin dal dicembre 2010. Nonostante la sbandierata natura <em>open</em> del marketplace Android, anche Google come ragione della rimozione dell&#8217;applicazione ha indicato la violazione della policy sui contenuti sessualmente espliciti, facendo rivivere a NBITE lo spettro dell&#8217;odissea con Apple. Per fortuna, non senza una buona dose di sbattimento, in questo caso per rivedere iKamasutra su Google Play Store è bastato mettere la stessa versione &#8220;censurata&#8221; per iOS.</p>
<p>Chi resta a questo punto? Microsoft e Amazon, per fortuna di Cesur e del suo staff in grado di dare meno problemi: su Windows Phone infatti l&#8217;azienda di Redmond non ha mai dato problemi, e iKamasutra è presente nella sua versione originale, capelli marroni inclusi. Stessa sorte anche su Amazon Appstore, dove l&#8217;applicazione è stata immediatamente ammessa. Morale della favola: ad Apple e Google, evidentemente, non piacciono le brune.</p>
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    <title type="html">Gli Stati Uniti citano in giudizio Apple e gli editori: una congiura degna di un romanzo</title>
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      <name>Francesco L.</name>
    </author>
    <published>2012-04-12T10:00:30+00:00</published>
    <updated>2012-04-12T10:00:30+00:00</updated>
    <dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>ebook</dc:subject><dc:subject>cartello dell'editoria</dc:subject><dc:subject>cybercrime</dc:subject><dc:subject>editoria online</dc:subject><dc:subject>mercato ebook</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17203/gli-stati-uniti-citano-in-giudizio-apple-e-gli-editori-una-congiura-degna-di-un-romanzo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/iTunes_apple_complotto.jpg" class="post" border="0" width="586" height="329" alt="Apple e il complotto dell&#39;ebook" /><br clear="all" /></p>
<p>Il Dipartimento di Giustizia ha deciso di procedere dritto per la propria strada e citare in giudizio Apple e cinque grandi case editrici americane per violazione delle norme antitrust. A giudicare dal documento con il quale il governo statunitense accusa le multinazionali, arrivare in tribunale era inevitabile - Anche perchè Apple e Macmillian (uno dei cinque editori) hanno finora rifiutato un accordo extragiudiziario.</p>
<p>Abbiamo già trattato con <a href="http://www.downloadblog.it/post/16759/il-governo-americano-minaccia-apple-e-le-case-editrici-avete-fatto-cartello-per-alzare-il-prezzo-degli-ebook">una certa dovizia di particolari</a> le indagini che hanno circondato la scoperta di questa miliardaria cospirazione. Le accuse sono gravi e circostanziate: secondo il governo statunitense c’è stata una congiura ordita allo scopo di tenere i prezzi degli ebook alti e di impedire ad Amazon di diventare l’unico padrone del mercato. Da questi accordi segreti è nato il modello commerciale attuale, che offre ad Apple e ad Amazon il 30% del prezzo di copertina, invece di vendere all&#8217;ingrosso i singoli ebook come capita con i libri fisici. Prima di questa &#8220;rivoluzione artificiale&#8221;, Amazon era in grado di scontare un prezzo di copertina all’infinito - Cosa che faceva per invogliare i clienti ad apprezzare gli ebook, con l’effetto collaterale di spingere i concorrenti fuori mercato e ridurre i margini di guadagno degli editori.</p>
<p>Oltre ad Apple e alla già citata Macmillian, nel cartello partecipano Hachette, HarperCollins, Penguin e Simon &#038; Schuster. Sia gli accusati che la vittima illustre, Amazon, hanno una presenza anche su questo lato dell’Atlantico, quindi è impossibile che le ripercussioni di questo scandalo non si sentano anche in Europa.</p>
 <p>Fa davvero impressione la modalità con la quale la congiura ha preso vita: una drammaticità e teatralità degna di un romanzo. Le decisioni sono state prese dal cartello nelle sale private dei ristoranti alla moda di Manhattan, come il <em>Picholene</em> e l&#8217;<em>Alto</em>. Viene esplicitamente citata come location <em>&#8220;La cantina privata dello Chef&#8221;</em>, una scenografia suggestiva per un complotto dell&#8217;alta finanza. Le mail scambiate durante le trattative sono estremamente esplicite, e vengono dettagliati tanto la strategia quanto lo scopo, ricattare Amazon.</p>
<p>Secondo il Dipartimento di Giustizia, Apple ha partecipato senza remore alle manovre. Su The Verge sono pubblicati alcuni stralci di mail compromettenti, una inviata a Steve Jobs dal direttore di iTunes che si vanta di poter stracciare Amazon grazie a questi nuovi termini, mentre altre citano la possibilità di ottenere un accordo separato con la grande libreria online per dividersi il mercato dei media digitali (cosa chiaramente mai avvenuta). Jobs stesso sembra essere stato molto violento: </p>
<blockquote><p><em>“[…] Voi decidete il prezzo, noi ci prendiamo il nostro 30%; sì, siamo d’accordo, l’utente paga un po’ di più, ma questo è quello che volete, giusto?”.</em> </p></blockquote>
<p>Non è finita: Apple ha anche ottenuto delle clausole di favore, in base alle quali ciascuno dei 5 editori avrebbe dovuto far coincidere i prezzi dell’iBookstore con quelli più bassi offerti dai concorrenti. Risulta piuttosto evidente che Apple voleva ottenere la sua percentuale su ogni ebook e non era pronta ad accettare alternative - E che ha accettato delle lucrose contropartite affinché gli editori potessero usare il suo peso contro i concorrenti. Amazon e gli altri si sono dovuti adeguare al nuovo modello o essere estromessi dagli editori. Entro quattro mesi dal lancio dell’iPad tutti i rivenditori di ebook usavano questa modalità di vendita, detta “agency model”, <em>modello agenzia</em> in italiano.</p>
<p>Ora resta da vedere quali sono i piani del governo americano. E’ assolutamente chiaro che il caso è molto serio e che il Dipartimento di Giustizia lo sta trattando con estremo interesse. E’ sufficiente dire che sono anche stati richiesti ed ottenuti i registri telefonici dei CEO di tutte le corporation coinvolte, per sapere quanto e come hanno parlato tra di loro. Secondo Bloomberg il desiderio del governo è di riportare sul mercato il modello precedente di vendita all&#8217;ingrosso, in cui sono i rivenditori a decidere il prezzo (e questo senza necessariamente eliminare del tutto il modello agenzia). Un altro punto importante è spezzare le clausole che favoriscono Apple sulla concorrenza e riaprire il mercato ad una competizione sana. E’ probabile che una serie di multe milionarie siano una parte integrante di questo arduo percorso legale. Ma come dice Ben Kershberg di Forbes: <em>&#8220;Questo genere di cause legali levano gli occhi dalla palla, per usare una metafora sportiva, ed Apple è un&#8217;azienda molto concentrata su quello che fa […] E&#8217; probabile che si giunga ad un accordo entro pochi mesi, un accordo a nove cifre&#8221;</em>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-04-11/u-s-files-antitrust-lawsuit-against-apple-hachette.html">Bloomberg</a> | <a href="http://www.theverge.com/2012/4/11/2941053/inside-the-dojs-ebook-price-fixing-case-against-apple-an-analysis">The Verge</a> | <a href="http://www.forbes.com/sites/benkerschberg/2012/04/11/doj-vs-apple-what-happens-next/">Forbes</a></p>
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    <title type="html">Google è il brand tecnologico più conosciuto e affermato</title>
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    <id>http://www.downloadblog.it/?p=17187</id>
    <author>
      <name>claudiasantini</name>
    </author>
    <published>2012-04-11T09:00:06+00:00</published>
    <updated>2012-04-11T09:00:06+00:00</updated>
    <dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>facebook</dc:subject><dc:subject>twitter</dc:subject><dc:subject>brand google</dc:subject><dc:subject>google android</dc:subject><dc:subject>popolarità apple</dc:subject><dc:subject>popolarità twitter</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A quanto pare, le recenti discussioni riguardo alla privacy violata degli utenti non hanno danneggiato il marchio di Google in modo significativo agli occhi dei consumatori statunitensi. Secondo un[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17187/google-e-il-brand-tecnologico-piu-conosciuto-e-affermato"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/Google_01.png" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="Google" /><br clear="all" /></p>
<p>A quanto pare, le recenti discussioni riguardo alla privacy violata degli utenti non hanno danneggiato il <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/google">marchio di Google</a> in modo significativo agli occhi dei consumatori statunitensi. Secondo un recente sondaggio commissionato da ABC News/Washington Post, Google batte <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/apple">Apple</a> come brand &#8220;più popolare nel settore tech&#8221;. Secondo quanto emerge dell&#8217;analisi, l&#8217;82% degli intervistati negli Stati Uniti ha una visione positiva di Google, il 53% esprime un parere &#8220;fortemente favorevole&#8221; nei suoi riguardi, solo il 9% ne ha maturato una visione negativa e, infine, il 10% non ha un&#8217;opinione in merito</p>
<p>Numeri per i quali un qualsiasi politico ucciderebbe! Apple non rimane troppo indietro rispetto a Google: il 74% ha un&#8217;opinione favorevole, di cui il 40% vede Apple &#8220;molto favorevolmente&#8221;. I brand social media <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/facebook">Facebook</a> e <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/twitter">Twitter</a> non se la cavano altrettanto bene. Twitter, in particolare, sembra avere un problema di immagine: i favorevoli, i contrari e gli utenti senza una posizione in particolare nei riguardi del servizio si dividono quasi perfettamente in tre tranches. Un livello così alto di risposta &#8220;non so&#8221; suggerisce quanto il servizio di microblogging rappresenti ancora una sorta di mistero per molti utenti. </p>
<p>Non sorprende che l&#8217;età degli intervistati abbia svolto un ruolo particolarmente importante nella categoria dei &#8220;non so&#8221;: il 30% dei meno giovani non ha un parere su Google e il numero aumenta esponenzialmente al 51% quando si parla di Twitter. Non è chiaro quanto collabori al successo dell&#8217;immagine di Google anche il sistema operativo mobile Android, purtroppo lo studio non approfondisce quanto avviene nel regno delle piattaforme mobile, concludendo solo che Android trarrebbe maggior beneficio da una più stretta associazione col brand di Google e, in questo senso, cambiare nome all&#8217;Android Market potrebbe essere stata un&#8217;ottima mossa. </p>
<p>Via | <a href="http://www.langerresearch.com/uploads/1127a22FavorabilityNo22.pdf">Langer Research</a></p>
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    <title type="html">Pair, un’applicazione per mantenere la propria relazione in mobilità</title>
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    <id>http://www.downloadblog.it/?p=17019</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-01T08:00:16+00:00</published>
    <updated>2012-04-01T08:00:16+00:00</updated>
    <dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>mobile</dc:subject><dc:subject>dispositivi portatili</dc:subject><dc:subject>rapporto di coppia</dc:subject><dc:subject>relazioni sentimentali</dc:subject><dc:subject>reti sociali</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Pair, un’applicazione gratuita per i possessori di iPhone, risponde con semplicità alla domanda che gli utenti dei social network si pongono di continuo. Qual è il giusto numero di “amici” da[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/17019/pair-unapplicazione-per-mantenere-la-propria-relazione-in-mobilita"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/pair.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Pair" /><a href="http://www.trypair.com/">Pair</a>, un’applicazione gratuita per i possessori di iPhone, risponde con semplicità alla domanda che gli utenti dei <em>social network</em> si pongono di continuo. Qual è il giusto numero di “amici” da aggiungere? Solo uno, quando si parla di relazioni sentimentali. L’intento di Pair è proprio quello di condividere le esperienze col partner.</p>
<p>Messaggi, fotografie, filmati e “schizzi” da abbozzare col proprio lui o la propria lei — per un <em>social network</em> che resta all’interno della coppia. Pair è un modo di sentirsi più vicini, quand’è fisicamente impossibile. Nulla vieta d’utilizzare <a href="http://itunes.apple.com/it/app/pair/id503663173">l’applicazione</a> con persone diverse dal partner: magari, con un amico o un figlio lontano.</p>
<p>Una caratteristica interessante di Pair è il “bacio”. Grazie alle gestualità del <em>multi-touch</em>, quando le dita degli utenti sfiorano contemporaneamente lo schermo entrambi gli iPhone vibrano. Una soluzione molto <em>geek</em> per sublimare la distanza: al più presto, l’applicazione sarà disponibile pure su Android. L’idea è davvero simpatica.</p>
<p>Via | <a href="http://www.technologyreview.com/computing/40009/">Technology Review</a></p>
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    <title type="html">Il governo americano minaccia Apple e le case editrici: &quot;Avete fatto cartello per alzare il prezzo degli ebook&quot;</title>
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    <author>
      <name>Francesco L.</name>
    </author>
    <published>2012-03-08T13:00:04+00:00</published>
    <updated>2012-03-08T13:00:04+00:00</updated>
    <dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>e-commerce</dc:subject><dc:subject>ebook</dc:subject><dc:subject>cybercrime</dc:subject><dc:subject>editoria online</dc:subject><dc:subject>mercato ebook</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Secondo il dipartimento di Giustizia del Governo Americano, Apple ed altre cinque grandi case editrici avrebbero congiurato assieme per creare un cartello ed alzare artificialmente il prezzo degli[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16759/il-governo-americano-minaccia-apple-e-le-case-editrici-avete-fatto-cartello-per-alzare-il-prezzo-degli-ebook"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/bookshop.jpg" class="post" border="0" width="586" height="441" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Secondo il dipartimento di Giustizia del Governo Americano, <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/apple">Apple</a> ed altre cinque grandi case editrici avrebbero congiurato assieme per creare un cartello ed alzare artificialmente il prezzo degli ebook.</p>
<p>Secondo una soffiata al Wall Street Journal le accuse sarebbero tanto gravi e circostanziate da aver già indotto alcune delle parti in causa a venire separatamente ad un accordo, con lo scopo evidente di non venire trascinate in un costoso, dannoso e pubblico procedimento legale per violazione dell’anti-trust.</p>
<p>Le aziende nominate assieme ad Apple sono Simon &#038; Schuster, Hachette, Penguin Group, Macmillian ed HarpersCollins, delle multinazionali molto potenti.</p>
 <p>Il cartello ha iniziato a prendere forma nel 2010, quando Apple ha introdotto sul mercato il suo primo iPad. Gli editori erano già preoccupati per i movimenti di Amazon, che per stimolare il mercato degli <a href="http://www.downloadblog.it/categoria/ebook">ebook</a> offriva titoli nuovi a meno di $10. La paura che rivenditori “fisici” come Barnes&#038;Nobles cadessero sotto i colpi di una politica sconti estrema come quella di Amazon era palpabile. Secondo le case editrici, l&#8217;intero business era in pericolo, tant&#8217;è vero che c&#8217;era il piano di &#8220;ritardare&#8221; artificialmente l&#8217;uscita in formato elettronico dei best seller per evitare danni sostanziali.</p>
<p>All&#8217;entrata in scena dell&#8217;iPad nel mondo degli ebook, Steve Jobs fece una proposta alle case editrici: il prezzo l’avrebbero stabilito loro, ma Apple si sarebbe tenuta il 30% delle vendite di ciascun libro. Forti di questo patto, le case editrici furono in grado di imporre a Amazon gli stessi termini, minacciando di rompere qualsiasi rapporto se messi di fronte ad un diniego.</p>
<p>Ed è stato proprio questo ricatto ad attirare l’attenzione del Dipartimento di Giustizia, dato che gli editori hanno agito in gruppo, coralmente, per forzare un aumento dei prezzi globale, violando così le leggi federali sull’anti-trust. La domanda resta piuttosto interessante: se Amazon avesse continuato a “fare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dumping">dumping</a>” vendendo i libri a meno del loro valore, si sarebbe davvero formato un monopolio? Se la risposta è affermativa, allora gli editori avrebbero avuto ragione a perseguire la propria politica del ricatto. D’altro canto anche l’accusa ha degli argomenti molto convincenti: come è possibile che esista un regime di concorrenza libero e reale se i prezzi si sono universalmente ed improvvisamente alzati?</p>
<p>La notizia ci colpisce molto da vicino, dato che la questione ha già attraversato l’atlantico e sta venendo esaminata con attenzione dall’Unione Europea.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/mrs_logic/2842485322/">Flickr</a><br />
Via | <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203961204577267831767489216.html">Wall Street Journal</a></p>
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    <title type="html">Apple e Google citati in giudizio assieme per Street View</title>
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    <id>http://www.downloadblog.it/?p=16641</id>
    <author>
      <name>Francesco L.</name>
    </author>
    <published>2012-02-28T18:00:48+00:00</published>
    <updated>2012-02-28T18:00:48+00:00</updated>
    <dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>patent troll</dc:subject><dc:subject>street view</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Apple e Google, ormai rivali feroci, si trovano invece assieme sul banco degli imputati per una causa intentata loro da un’azienda che sostiene di aver brevettato in concetto di Street View prima di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16641/apple-e-google-citati-in-giudizio-assieme-per-street-view"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/googlestreetviewpatenttroll.jpg" class="post" border="0" width="586" height="303" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Apple e Google, ormai rivali feroci, si trovano invece assieme sul banco degli imputati per una causa intentata loro da un’azienda che sostiene di aver brevettato in concetto di Street View prima di Google. Perchè c’è anche Apple? Perchè il patent riguarda specificamente la visualizzazione di Street View come feature su iPad ed iPhone.</p>
<p>Se vi sembra che l’affermazione del querelante sia un po’ contorta, non siete i soli. Ci si trova infatti di fronte all’ennesimo patent troll. Le prove “schiaccianti” sono le seguenti: Apple &#8220;ha visitato&#8221; un sito web che esponeva il brevetto (US Patent <a href="http://patft.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect2=PTO1&#038;Sect2=HITOFF&#038;p=1&#038;u=/netahtml/PTO/search-bool.html&#038;r=1&#038;f=G&#038;l=50&#038;d=PALL&#038;RefSrch=yes&#038;Query=PN/6563529">N° 6563529</a>) nel 2007, mentre Google ha citato il suddetto patent in una propria richiesta di brevetto presentata al relativo ufficio.</p>
 <p>Le due corporation sono invischiate nella stessa causa indirettamente, solo perchè sugli apparecchi iOS è inclusa la possibilità di usare Street View. Secondo il brevetto, il metodo con il quale un apparecchio fotografico può riprendere una data immagine e poi includerla in una mappa è depositato e non sfruttabile liberamente da questi due parvenu ritardatari chiamati Google ed Apple.</p>
<p>Si capisce facilmente che ci si ritrova davanti ad un’azienda fasulla, fondata apposta per dare la caccia ai soldi generati con infinite cause sui brevetti. Basta guardare chi ha depositato originariamente il patent e ricostruirne la storia: l&#8217;inventore è un certo Jerry Jongerius, uno scienziato informatico che ha depositato l&#8217;idea e svolto la procedura burocratica nel 2003. Da lì il patent è stato venduto ad una compagnia fantasma chiamata Empire IP nel 2011, per poi diventare di proprietà di una tale PanoMap Technologies dai primi di febbraio 2012. PanoMap non sembra esistere davvero, se non con il proprio nome. L’azienda è apparentemente un guscio, e l&#8217;unica traccia sulla sua paternità porta ad un’ulteriore persona giuridica, CSA, che si occupa di strumenti laser per i rilievi architettonici. I dirigenti di CSA si sono fatti sentire ed hanno detto che non sono stati loro a fare causa a Google e Apple, quindi come minimo ci troviamo di fronte ad un caso di furto di identità commerciale. Come vedete, quando si inizia a scavare in queste storie si trova solo fumo e specchi - E grosse parcelle per gli avvocati.</p>
<p>Via | <a href="http://paidcontent.org/article/419-google-apple-hit-with-patent-over-street-view-for-ipad/">PaidContent.org</a></p>
]]></content>
    

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    <title type="html">Daniel Glazman del W3C: Google e Apple peggio di Internet Explorer 6 coi loro browser mobile</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.downloadblog.it/post/16381/daniel-glazman-del-w3c-google-e-apple-peggio-di-internet-explorer-6-coi-loro-browser-mobile" />
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    <author>
      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2012-02-10T13:00:59+00:00</published>
    <updated>2012-02-10T13:00:59+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>browsers</dc:subject><dc:subject>daniel glazman</dc:subject><dc:subject>daniel glazman css</dc:subject><dc:subject>daniel glazman w3c</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>w3c</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Se qualcuno vi dicesse di essere peggio di Internet Explorer 6 la prendereste probabilmente come una grande offesa. Ma andiamo per gradi: Daniel Glazman è un programmatore francese, famoso soprattutto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/16381/daniel-glazman-del-w3c-google-e-apple-peggio-di-internet-explorer-6-coi-loro-browser-mobile"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/daniel_glazman.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="Daniel Glazman del W3C: Google e Apple peggio di Internet Explorer 6 coi loro browser mobile" /><br clear="all" /></p>
<p>Se qualcuno vi dicesse di essere <strong>peggio di Internet Explorer 6</strong> la prendereste probabilmente come una grande offesa. Ma andiamo per gradi: <strong>Daniel Glazman</strong> è un programmatore francese, famoso soprattutto per essere stato lo sviluppatore principale dell&#8217;editor open source <a href="http://www.nvu.com/">Nvu</a> e per aver lavorato alla standardizzazione di HTML 4 e CSS 2. Proprio nel <a href="http://www.w3.org/">W3C</a>, Glazman è dal 2008 co-presidente del gruppo che lavora su CSS: uno che di browser, standard e compagnia bella ne capisce, insomma.</p>
<p>Torniamo all&#8217;offesa di cui sopra, scritta proprio da Glazman in una cosiddetta <a href="http://www.glazman.org/weblog/dotclear/index.php?post/2012/02/09/CALL-FOR-ACTION%3A-THE-OPEN-WEB-NEEDS-YOU-NOW">call to action</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non tanto tempo fa, IE6 era il browser dominante sul Web. Tecnicamente, il Web era pieno di siti del tipo <em>funziona-solo-con-IE6</em> e per gli altri browser gli utenti piangevano. IE6 è morto, quei tempi sono passati, e tutti i fornitori di browser inclusa Microsoft gioiscono. Tutto risolto? Non interamente&#8230; IE6 è andato, ma il problema è tornato.</p>
<p>WebKit, il motore di rendering cuore di Safari e Chrome, presente in iPhone, iPad e dispositivi Android, è ora il browser dominante nel Web mobile, e tecnicamente il Web mobile è pieno di siti <em>funziona-solo-con-WebKit</em> mentre gli altri browser e i loro utenti piangono.&#8221;</p></blockquote>
<p>Scherzi a parte su offese varie, il problema riguarderebbe il modo in cui attualmente gli standard Web vengono definiti e avanzano: nuovi browser introducono tecnologie che poi diventano standard, ma che inizialmente funzionano su un solo browser. Questo sarebbe in teoria risolvibile con l&#8217;uso dei <a href="http://peter.sh/experiments/vendor-prefixed-css-property-overview/">prefissi</a> che individuano istruzioni sperimentali, ma la pratica è che mentre il prefisso &#8220;-webkit&#8221; viene usato, gli sviluppatori spesso si dimenticano dell&#8217;esistenza di &#8220;-o&#8221; per Opera, &#8220;-ms&#8221; per Internet Explorer e &#8220;-moz&#8221; per Firefox, addirittura anche quando i browser in questione supportano la proprietà CSS usata.</p>
<blockquote><p>&#8220;Quello che chiedo alla comunità di sviluppatori Web è di smettere di costruire siti che funzionino solo su WebKit, in particolare aggiungere il supporto agli altri browser è solo questione di aggiungere alcune proprietà CSS aggiuntive coi loro prefissi.&#8221;</p></blockquote>
<p>I pericoli in tutto questo? Più di quelli che si potrebbero immaginare: l&#8217;uso di una sola soluzione, in questo caso WebKit, creerebbe nei programmatori l&#8217;aspettativa che quella di WebKit sia effettivamente la strada per fare qualcosa. Questo porta tale soluzione a diventare uno standard di fatto, e con IE6 sappiamo quali sono stati (e sono ancora) i danni. Un&#8217;ulteriore conseguenza è costituita dal fatto che un&#8217;eventuale gestore degli standard come il W3C diventi praticamente irrilevante, facendo così affondare agli standard di fatto le loro radici all&#8217;interno del Web.</p>
<p>Come dicevamo, non sono paure teoriche: lo spettro di IE6 è ancora vivo e le parole di Glazman dovrebbero essere prese in considerazione. Noi almeno ce lo auguriamo.</p>
<p>Via | <a href="http://news.cnet.com/8301-30685_3-57373764-264/web-leader-apple-google-power-causing-open-web-crisis/?part=rss&#038;subj=news&#038;tag=2547-1_3-0-20">Cnet.com</a><br />
Foto | <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Glazman">Flickr</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Il tablet Google destinato a far concorrenza a Kindle Fire?</title>
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    <author>
      <name>Rosario</name>
    </author>
    <published>2012-01-05T14:00:39+00:00</published>
    <updated>2012-01-05T14:00:39+00:00</updated>
    <dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>amazon</dc:subject><dc:subject>kindle fire</dc:subject><dc:subject>tablet android</dc:subject><dc:subject>tablet google</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Tra Amazon e Apple nella lotta sul mercato dei tablet potrebbe a breve inserirsi un nuovo protagonista: Google. L&amp;#8217;azienda di Mountain View potrebbe infatti aver preso di mira non tanto iPad,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15933/il-tablet-google-destinato-a-far-concorrenza-a-kindle-fire"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/kindlefire.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Il tablet Google destinato a far concorrenza a Kindle Fire?" /><a href="http://www.melablog.it/post/15777/kindle-fire-costa-caro-ad-apple/">Tra Amazon e Apple</a> nella lotta sul mercato dei tablet potrebbe a breve inserirsi un nuovo protagonista: Google. L&#8217;azienda di Mountain View potrebbe infatti aver preso di mira non tanto iPad, quanto <strong>Kindle Fire</strong>, modello di punta della famiglia Kindle creata da Amazon.</p>
<p>Il tablet con sistema Android targato Google potrebbe infatti vedere la luce in <strong>primavera</strong> secondo quanto riporta <a href="http://www.digitimes.com/news/a20120104PD212.html">DigiTimes</a>, citando alcune fonti legate alla catena di produzione di Google. Il nuovo tablet da 7 pollici potrebbe essere venduto a un prezzo inferiore a 299$, proprio per fare concorrenza ad Amazon che attualmente vende il modello Fire di Kindle a 199$.</p>
<p>Una voce di corridoio che si trova in linea con le parole di <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_19/il-capo-di-google-e-i-piani-segreti-brutale-concorrenza-con-apple-massimo-gaggi_72dc3402-2a09-11e1-88bd-433b1e8e4c01.shtml">Eric Schmidt al Corriere della Sera</a>, secondo le quali Google pubblicherà un tablet di prima fascia nel giro dei prossimi <strong>sei mesi</strong>. Sempre secondo le passate voci di corridoio, la stessa Apple potrebbe inoltre rilasciare una versione di iPad da 7,85 pollici per dire la sua all&#8217;interno di questa fascia di mercato tablet. Staremo a vedere.</p>
<p>Via | <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-57352642-93/now-its-a-google-tablet-that-will-challenge-kindle-fire/?part=rss&#038;subj=news&#038;tag=2547-1_3-0-20">Cnet.com</a></p>
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    <title type="html">Intel, nel 2012, porterà le interfacce di Thunderbolt dei Mac sui PC</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-29T09:00:46+00:00</published>
    <updated>2011-12-29T09:00:46+00:00</updated>
    <dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>intel</dc:subject><dc:subject>alta definizione</dc:subject><dc:subject>periferiche esterne</dc:subject><dc:subject>riproduzione video</dc:subject><dc:subject>trasmissione dati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Thunderbolt, la tecnologia di Intel che è stata inaugurata sui Mac nel 2009, arriverà nei PC a partire dall’aprile del 2012. È un’interfaccia di comunicazione che unisce PCI Express e DisplayPort[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15869/intel-nel-2012-portera-le-interfacce-di-thunderbolt-dei-mac-sui-pc"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/thunderbolt.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Thunderbolt" /><a href="http://www.intel.com/content/www/us/en/io/thunderbolt/thunderbolt-technology-developer.html">Thunderbolt</a>, la tecnologia di Intel che è stata inaugurata sui Mac nel 2009, arriverà nei PC a partire dall’aprile del 2012. È <a href="http://www.apple.com/it/thunderbolt/">un’interfaccia di comunicazione</a> che unisce PCI Express e DisplayPort per il trasferimento combinato di video e dati: al momento è presente in esclusiva su iMac, MacBook Air, MacBook Pro e Mac Mini di Apple.</p>
<p>Le periferiche interessate sono principalmente dispositivi d’acquisizione video e schermi ad alta definizione. Tra i primi produttori hardware a prevedere la futura l&#8217;implementazione di Thunderbolt sui PC figurano Acer, ASUSTeK e Sony. Mancano ancora all’appello altre grandi società di Personal Computer, come Dell e Hewlett–Packard.</p>
<p>Il percorso di Thunderbolt richiama quello delle interfacce USB, inaugurate proprio sugli iMac nel 1998 e ormai presenti in differenti versioni su quasi tutti i dispositivi. L’auspicio è che Thunderbolt non finisca, invece, come la tecnologia per FireWire: inventata da Apple, non ha mai convinto ed è relegata a un ruolo secondario.</p>
<p>Via | <a href="http://allthingsd.com/20111227/intels-thunderbolt-technology-is-coming-to-non-mac-pcs/">AllThingsD</a></p>
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    <title type="html">Il Garante ha multato Apple di 900.000€, ma è solo “disinformazione”</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-12-28T09:00:50+00:00</published>
    <updated>2011-12-28T09:00:50+00:00</updated>
    <dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>diritti-digitali</dc:subject><dc:subject>antitrust europeo</dc:subject><dc:subject>apple italia</dc:subject><dc:subject>concorrenza e mercato</dc:subject><dc:subject>sanzioni amministrative</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L’Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha multato Apple di 900.000€ perché la società non forniva una garanzia di due anni – prevista dall’Unione Europea – sui prodotti.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.downloadblog.it/post/15865/il-garante-ha-multato-apple-di-900000e-ma-e-solo-disinformazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/autoritagarantedellaconcorrenzaedelmercatoagcm.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)" />L’Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato (<a href="http://www.agcm.it/">AGCM</a>) ha multato Apple di 900.000€ perché la società non forniva una garanzia di due anni – prevista dall’Unione Europea – sui prodotti. Peccato, soltanto, che il periodo di un anno e novanta giorni citato dal Garante a giustificare questa sanzione si riferisca al supporto tecnico.</p>
<p>Si sono occupati subito del “caso” anche i colleghi di <a href="http://www.melablog.it/post/15721/lantitrust-multa-apple-per-pratiche-commerciali-scorrette">Melablog.it</a>. Le imputazioni sono due: una si riferisce all’omissione dell’informativa sulla garanzia gratuita di due anni, obbligatoria in Europa, e una all&#8217;induzione truffaldina (!?) a sottoscrivere il programma <a href="http://www.apple.com/it/support/products/">AppleCare</a> — facoltativo e a pagamento. Un problema d’informazione.</p>
<p>Il principio difeso dall’AGCM è ineccepibile. Desta qualche “sospetto” il fatto che la multa ad Apple sia un provvedimento eccezionale, spesso ignorato quando a fornire davvero delle informazioni sommarie sui servizi erogati siano banche o assicurazioni. Avete presente quelle clausole dei contratti, scritte a caratteri illeggibili?</p>
 <p>
Insomma, la giustificazione del Garante somiglia un po’ troppo alla favola del lupo e dell’agnello di Fedro. Ti multo perché non fornisci una garanzia di due anni. Anzi, ti multo perché non dichiari l’esistenza della garanzia gratuita obbligatoria. No, meglio, ti multo perché obblighi alla sottoscrizione di un servizio facoltativo.</p>
<p>La triste sensazione è che il provvedimento dell’AGCM, in questo periodo di crisi, sia stato piuttosto un espediente per “recuperare” 900.000€. Se un consumatore, infatti, non avesse ricevuto una garanzia adeguata sui prodotti acquistati avrebbe potuto tranquillamente denunciare Apple o esercitare il diritto di recesso su AppleCare.</p>
<p>Il <a href="http://www.codacons.it/">CODACONS</a>, un’associazione di privati e non un organo istituzionale, ha accolto la sanzione valutando <a href="http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=141314">la possibilità</a> di una <em>class action</em>. Per quanto mi riguarda, penso che allora il provvedimento dovrebbe essere applicato a qualunque commerciante. Nessuno ribadisce i termini di garanzia ad ogni acquisto, come richiesto dall’AGCM.</p>
<p>Via | <a href="http://www.agcm.it/stampa/news/5829-sanzioni-per-complessivi-900mila-euro-al-gruppo-apple-per-pratiche-commerciali-scorrette.html">AGCM</a></p>
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