Photoshop Lightroom 4, l’aggiornamento del programma di Adobe dedicato alle fotografie, è in beta pubblica: il download gratuito ha una durata limitata. Scadrà il 31 marzo, quando dovrebbe avvenire il rilascio. Le nuove funzionalità rispecchiano le caratteristiche delle fotocamere digitali più moderne, magari acquistate per Natale.
Ad esempio, Lightroom 4 riconosce i dati relativi al posizionamento geografico — recuperati da un sistema GPS integrato, oppure da una scheda di memoria MiFi. Funziona pure con gli smartphone, che in molti casi sostituiscono le compatte. Presentato a sei anni esatti dall’annuncio della prima versione, Lightroom 4 supporterà i video.
Adobe ha migliorato il supporto al formato Digital Negative (DNG), proposto anche a 64-bit per Windows e Mac OS X. La rinnovata partnership con Blurb permetterà di stampare album fotografici a partire da 12,5€ dalle raccolte ottenute con Lightroom 4. L’installazione della beta non sovrascriverà le versioni precedenti del programma.
Via | Lightroom Journal
Ogni giorno, quasi senza rendercene conto, utilizziamo delle espressioni derivate da marchi, slogan e quant’altro riguardi la realtà commerciale che ci circonda. In Italia, è un fenomeno che risale ai tempi del Carosello. Basti pensare al luogo comune su Babbo Natale: il colore rosso del suo costume è un’intuizione della Coca–Cola.
Eppure, soprattutto per quanto concerne il software, le società non sono così felici dell’utilizzo del nome dei propri prodotti nelle espressioni d’uso comune. Apple, ad esempio, è tempestiva nel querelare chi ne sfrutta il marchio per attrarre l’attenzione dei consumatori e Google ha citato Oxford, per l’inserimento nel dizionario.
Adobe non è da meno e, poiché Photoshop è un marchio registrato, parlare d’immagini “photoshoppate” potrebbe valere una denuncia. Soprattutto se l’applicazione usata nel foto–ritocco non è quella di Adobe. È soltanto uno dei tanti eccessi di una tutela esasperata del copyright: non resta che sperare nell’intervento di Neelie Kroes.
Via | The Next Web
Occupy Flash è una nuova campagna di sensibilizzazione sull’abbandono del plugin per il browser della Rich Internet Application (RIA) di Adobe, in favore dell’utilizzo di HTML5. L’iniziativa richiama, col proprio nome, le proteste del movimento d’occupazione delle piazze che è partito da Wall Street e s’è diffuso in tutto il mondo.
La tesi di Occupy Flash è condivisibile al punto da coincidere con la strategia della stessa Adobe, che ha dichiarato l’intenzione di rimuovere il supporto a Flash Player dai dispositivi mobili, investendo su nuovi strumenti di sviluppo per HTML5. Non si può dire altrettanto dei risultati: rimuovere il plugin crea più d’un problema.
L’entusiasmo nei confronti di HTML5 è giustificato. Tuttavia, persino il World Wide Web Consortium (W3C) incaricato di realizzare lo standard ha frenato sull’impiego del linguaggio: HTML5 sarà pronto soltanto nella seconda metà del 2012 — e Adobe Flash ha ancora una grande importanza sul web. Sono molti i servizi che lo richiedono.
Continua a leggere: Occupy Flash promuove l’abbandono della RIA (col motto di Anonymous)
Chissà cosa direbbe a questo punto Steve Jobs nel leggere il report pubblicato da ZDnet, secondo il quale fonti vicine ad Adobe avrebbero affermato quanto segue, anticipando quello che dovrebbe essere un imminente annuncio ufficiale da parte della società:
“Il nostro lavoro futuro con Flash per dispositivi mobili sarà concentrato nel permettere agli sviluppatori di creare package di applicazioni native con Adobe AIR per tutti i più importanti app store. Non adatteremo più il Flash Player per dispositivi mobili a nuovi browser, versioni di SO o configurazioni. Una parte di chi è in possesso della licenza per il nostro codice sorgente potrebbe continuare a lavorare pubblicando le proprie implementazioni. Noi continueremo a supportare le attuali configurazioni Android e PlayBook con fix a bug critici e update di sicurezza.”
La diatriba tra Apple e la stessa Adobe è andata avanti come saprete per anni, dando luogo a una serie interminabile di dibattiti e critiche tra i due schieramenti. I vincitori della decisione di Adobe saranno sicuramente HTML 5 e gli stessi app store, sui quali come sopra riportato potranno essere pubblicate applicazioni Flash grazie all’uso di Adobe AIR. Tutto ciò darà luogo come anticipato nel titolo all’ultima vittoria di Steve Jobs, per il quale già anni fa Flash doveva essere accantonato dal mercato.
Adobe ha rilasciato una prima versione di Project Adthenticate, un nuovo progetto per realizzare e distribuire annunci pubblicitari sul web. La piattaforma era stata testata negli ultimi mesi in forma privata con alcuni partner selezionati. La soluzione di Adobe riassume in sé le funzioni di tre popolari servizi proposti da Google.
Project Adthenticate può sostituire AdWords, AdSense e Analytics. Anziché proporre dei canali pubblicitari propri Adobe ha preferito realizzare uno strumento in grado di gestire tutto il procedimento per la creazione delle campagne. L’obiettivo di Project Adthenticate è creare annunci compatibili coi supporti su cui devono apparire.
A differenza di altre aziende, Adobe non sembra interessata ad assumere un ruolo d’intermediazione tra investitori ed editori. Project Adthenticate permette d’ottimizzare le campagne pubblicitarie sotto l’aspetto tecnico, ma non offre degli strumenti per incontrare dei potenziali clienti e ora funziona soltanto sui server di Adobe.
Via | Adobe Featured Blogs
Adobe ha risolto il problema di clickjacking che affliggeva Flash Player dall’ormai lontano 2008: un bug nel pannello di controllo della privacy permetteva, infatti, l’accesso alla webcam dei visitatori d’un sito. Un vero e proprio caso di “spionaggio” degli utenti, chiuso una volta per tutte senza bisogno d’aggiornare il software.
L’attacco avveniva in maniera piuttosto blanda: un frame nascosto sulle pagine web modificava le impostazioni di Flash Player Settings Manager, ospitato sul dominio di Macromedia proprio per escludere le infiltrazioni. Agendo sulla configurazione il frame autorizzava l’accesso alla webcam da qualunque sito all’insaputa degli utenti.
Flash Player 11 ha riportato il pannello di controllo sul desktop: tuttavia, il mirror di Macromedia funziona ancora e Feross Aboukhadijeh della Stanford University ha dimostrato come fosse possibile l’accesso, non autorizzato, alla webcam degli utenti. Almeno, finché Adobe non è intervenuta a chiudere il bug. Meglio tardi che mai.
Via | The H Security
Adobe ha tenuto ieri, attorno alle 18:30 (per il fuso orario italiano), il primo dei due interventi più attesi del MAX 2011 di Los Angeles. Kevin Lynch, responsabile delle tecnologie, ha presentato Creative Cloud: il nuovo prodotto di Adobe per l’editoria digitale sul cloud computing. È stato subito annunciato l’acquisto di Typekit.
Dopo una breve panoramica sui contenuti del proprio intervento, Lynch ha chiamato sul palco Jeffrey Veen che ha esposto i dettagli della partnership con Adobe per Typekit. La piattaforma serve circa tre miliardi di font per il web ai clienti: in occasione dell’acquisto è stata predisposta una nuova interfaccia, disponibile a breve.
Congedato Veen, è partito un video registrato nella redazione statunitense di Vanity Fair. Hamish Robertson è intervenuto a descrivere l’entusiasmo della testata per gli strumenti di pubblicazione predisposti da Adobe: l’escamotage è servito ad annunciare la Single Edition di Digital Publishing, la suite dedicata ai professionisti.
Continua a leggere: Adobe: Typekit, Photoshop Touch e Creative Cloud durante il MAX 2011
Microsoft ha introdotto una modalità plugin-free per Internet Explorer 10 nella versione di Metro su Windows 8: una delle conseguenze è l’indisponibilità di Flash Player sul browser ottimizzato per i tablet (quello per il desktop ne permette ancora l’installazione). Adobe perciò vuole estendere le applicazioni a tutta l’interfaccia.
In sostanza, le applicazioni sviluppate con AIR e Flash di Adobe potranno essere lanciate a tutto schermo dal menù d’avvio di Metro, anziché integrate nel browser. È una soluzione di compromesso per aggirare la politica di Microsoft e approdare su entrambe le interfacce previste per Windows 8. A prescindere da Internet Explorer 10.
La “chiave” è proprio in AIR, la piattaforma di Adobe che più s’avvicina a Silverlight: coniugandone gli strumenti di sviluppo con Flash Player e WinRT si potrà fare a meno dei controlli ActiveX assenti da Internet Explorer 10 su Metro. Adobe pensa che la modalità fullscreen di Flash possa integrarsi con l’interfaccia di Windows 8.
Via | ReadWriteWeb
Muse è un progetto di Adobe per avvicinare i grafici alla realizzazione di siti web completi. Non è richiesta la conoscenza del codice HTML e/o CSS: funzionando con AIR, Muse permette di “disegnare” un sito e caricarlo sul proprio spazio. È una nuova opportunità, per quei designer che non conoscono i linguaggi di markup e scripting.
La promessa di Muse è quella di creare siti web accessibili, sfruttando gli standard, evitando di doversi preoccupare del codice. È un’ulteriore salto di qualità dopo Edge, il programma per realizzare animazioni in HTML5 e JavaScript: Adobe si preoccupa di mantenere una certa leadership a prescindere dall’abbandono di Flash Player.
Al contrario di Edge, per provare Muse Beta non bisogna registrarsi al portale di Adobe. Il programma d’installazione prevede il download automatico di AIR e si può lanciare direttamente dal browser. Tutte le applicazioni saranno incluse nel prossimo aggiornamento di Creative Suite: resteranno gratis soltanto per un tempo limitato.
Via | Adobe TV
Edge è un nuovo strumento di Adobe per creare soluzioni utilizzando gli standard del web al posto di Flash. È proposto in anteprima gratuita per Windows e Mac OS X. Edge è anzitutto una risposta all’esclusione di Flash Player da iOS: il prodotto finale è previsto entro il 2012 e conviverà con Flash che Adobe non intende abbandonare.
Il programma non è un semplice “convertitore” da Flash ad HTML5: Adobe aveva già pubblicato Wallaby a questo scopo. Edge è invece una piattaforma di sviluppo completa per HTML5, CSS3 e JavaScript. Dovrebbe essere incluso nel prossimo aggiornamento di Creative Suite. Per dimostrarne le potenzialità, Adobe propone una serie d’esempi.
Per scaricare l’anteprima di Edge su Windows o Mac OS X bisogna iscriversi gratuitamente al portale di Adobe: il programma ha una scadenza a 152 giorni dal primo avvio. Edge è stato realizzato sfruttando WebKit, lo stesso motore del browser di Apple, Safari, e Google Chrome. L’interfaccia al momento è soltanto nella lingua inglese.
Via | ReadWriteWeb