Google non ha prelevato dati significativi sulla privacy delle persone con i suoi mezzi di Street View: è la conclusione tratta dal Information Commissioner’s Office (ICO) dopo l’analisi di un campione dei dati sottratti da Google per errore non solo nel Regno Unito, ma in praticamente tutte le nazioni percorse dalle auto di Street View, in molte delle quali attualmente si continua a indagare sull’accaduto.
Pur bacchettando Google, l’ICO ha dunque stabilito che “non ci sono prove che i dati catturati da Google abbiano causato o possano causare danni individuali”, anche se l’ufficio inglese si dice intenzionato a continuare nel monitoraggio delle indagini degli altri Paesi.
Una conclusione che sicuramente farà felice il colosso informatico, e che va a contrastare dichiarazioni precedenti di altri organi coinvolti.
Via | BBC

L’immagine che vedete è una porzione di un poster disponibile su Etsy con le 500 password che mai andrebbero usate.
La lista è stata creata grazie a Mark Burnett (autore di Perfect Password Selection and Protection).
Da evitare 123456, video, angela, password, prince ecc.
Se volete farne sfoggio nel vostro ufficio o camera geek, il poster costa 8,00 $.
Via | Labnol.org
Sempre carine le Search Story di Google. Questa volta l’oggetto è un comune mortale in procinto di diventare padre: la moglie che è incita, quali libri comprare per prepararsi, come vendere la propria collezione di vinili per fare un po’ di soldi e poi tutti i mille interrogativi sul nuovo esserino.
In questa sorta di spot il motore di Google aiuta a dare le riposte ai mille quesiti del nuovo padre.
Via | Googleblog.blogspot.com
La partnership con Microsoft annunciata da Adobe non è che la conseguenza del lavoro cominciato alla fine della scorsa settimana con la “modalità protetta” di Reader. L’ufficializzazione del rapporto tra le due aziende è avvenuta a Las Vegas nel corso del Black Hat USA 2010, una conferenza dedicata alla sicurezza. A beneficiare della collaborazione saranno anche tutti gli altri partner commerciali di Microsoft.
Durante il summit in Nevada, Microsoft ha infatti annunciato l’apertura del programma MAPP: è un’estensione degli aggiornamenti di sicurezza mensili per i produttori di software per Windows. Come primo passo avverrà la condivisione delle informazioni per la protezione dei programmi con Adobe e le aziende che sottoscriveranno l’iniziativa. Un progetto d’ampio respiro che però desta qualche perplessità.
Estendere il Microsoft Active Protections Program (MAPP), un progetto risalente addirittura al 2008, in sé non significa trovare nuove soluzioni per la sicurezza del software. Certo, il dialogo con Adobe e altri 65 partner da tutto il mondo è una nota positiva. Tuttavia l’unica differenza col passato è «l’accesso anticipato» ai bollettini di sicurezza distribuiti da Microsoft. L’innovazione è decisamente un’altra cosa.
Via | Adobe Featured Blogs
La corte di Komsomolsk-on-Amur ha chiesto al provider russo Rosnet di bloccare l’accesso a YouTube a causa della presenza di materiale inneggiante al razzismo sotto lo slogan Russia for Russians, contro l’attuale composizione multietnica della società nella nazione. Oltre a YouTube, nel provvedimento sono stati coinvolti anche Internet Archive e gli altri archivi Lib.rus.ec, Thelib.ru e Zhurnal.ru, colpevoli di ospitare scritti di Adolf Hitler.
Il proprietario del provider Rosnet, Aleksandr Ermakov, ha commentato la decisione in modo prevedibilmente contrariato:
“Tutta la razza umana usa questo sito. E i provider come noi non violano le leggi russe, ma ci costringono a chiudere il sito in modo che i nostri utenti non possano entrare e guardare i video. È assurdo! Seguendo questa logica, dovremmo demolire tutti i palazzi con una svastica sul muro, oppure quando due persone parlano di una bomba al telefono, dovremmo sequestrare tutti i telefoni dei Russi”
Una posizione sicuramente condivisibile nel nome della libertà d’espressione, ma che arriva in una situazione molto delicata nella quale ancora non si è riusciti a trovare un compromesso tra tale libertà e la necessità di rimuovere in modo tempestivo contenuti scellerati inneggianti a razzismo e altre idiozie.
Via | Mashable

ExtensionFM, l’estensione per Chrom* che trasforma il web in una playlist MP3 pressoché illimitata, ha aggiunto il supporto a SoundCloud. Quest’ultimo è un servizio di condivisione musicale molto apprezzato da artisti/gruppi emergenti. La riproduzione e lo scrobbling su Last.fm sono disponibili anche per quei i siti che ne integrano i widget.
Via | SoundCloud
I dati di più di 100 milioni di iscritti a Facebook sarebbero attualmente in giro per la rete torrent, per un totale di 2,8GB di materiale contenente foto e tutto quanto sia stato condiviso da questi utenti sul social network.
L’autore del “pacchetto” sarebbe tale Ron Bowes di Skull Security, che per raccogliere il materiale avrebbe creato un crawler ad hoc in grado di girare per Facebook alla ricerca di profili aperti al pubblico, soprattutto in seguito alle modifiche sulle impostazioni per la privacy lanciate qualche tempo fa. I dati dei 100 milioni di iscritti significano alla luce dell’annuncio dei 500 milioni totali che una persona su cinque è incappata nel crawler, rendendo così disponibili indirizzi e dati personali incluso il numero di telefono.
È comunque bene notare che in quanto fatto da Ron Bowes non c’è nulla d’illegale, visto che si tratta di dati provenienti da profili aperti: ancora una volta però, se leggendo tutto ciò vi siete preoccupati è bene che diade un’occhiata alle vostre impostazioni.
Via | Thinq.co.uk

Sebbene si tratti di un aggiornamento minore, almeno guardando il numero di versione, Safari arriva con una novità annunciata.
Infatti ora è possibile utilizzare le estensioni per il browser made in Cupertino, dopo che queste erano disponibili solo su siti non ufficiali.
Safari Extension Gallery è la pagina ufficiale delle estensioni e qui il link per scaricare Safari 5.0.1 (per Windows e Mac).
Il creatore della botnet Mariposa sarebbe stato identificato in un cittadino sloveno di 23 anni, conosciuto sulla rete col nickname Iserdo. Secondo quanto riporta The Register l’arresto sarebbe avvenuto già da circa dieci giorni, a distanza di cinque mesi dall’arresto di tre persone in Spagna (Mariposa significa farfalla proprio in spagnolo), sospettate di aver creato la botnet che nel giro di poco tempo ha infettato 12 milioni di PC in giro per il mondo.
L’arresto di Iserdo sarebbe avvenuto insieme a quello di altri due sospettati, sempre in Slovenia, dopo uno sforzo congiunto d’indagine tra FBI, Guardia Civil spagnola e polizia slovena: non è escluso al momento che con l’avanzare delle indagini possano essere trovati altri responsabili. Quasi contemporaneamente, Panda Labs ha dedicato un articolo alla questione Mariposa, facendo chiarezza su quello che sarebbe stato l’operato di Iserdo, dipinto come mente principale dietro alla botnet.

Firefox 4.0 Beta 2 è disponibile anche in italiano, oltre ad altre 22 lingue inserite dagli sviluppatori del browser all’interno della beta della prossima major release contrassegnata con il numero 4.0, prevista nella sua versione finale entro fine 2010.
Tra le maggiori novità della versione 4.0 di Firefox troviamo un riposizionamento delle tab in alto alla finestra del browser, il completo supporto ad HTML5 e WebM, un nuovo manager per gli add-on oltre a una migliorata gestione della privacy personale.
Microsoft continua ad inseguire Google e questa volta ci prova con Street Slide. Come si vede dal video, essenzialmente è simile a Street View e permette di navigare nelle città sfruttando le immagini panoramiche a 360 gradi.
Rispetto a Stret View, si può notare la presenza dei “panorami multi-prospettici”. In pratica, Street Slide fornisce una sorta di visione da distanza della strada, ricostruita con le foto panoramiche. Il video comunque è piuttosto esplicativo.
Nulla si sa sulla data di rilascio.
Via | Engadget.com

Al momento della stesura di questo articolo non ci sono ancora conferme ufficiali da parte di Twitter, ma alcuni utenti hanno notato già da ieri la possibilità di controllare il flusso d’immagini e video sulla timeline della piattaforma. In particolare è stato Nick Starr (@nickstarr) il primo a darne comunicazione. La feature è tra le più richieste dagli utenti.
Non si conoscono i dettagli sulla possibilità d’integrare contenuti multimediali negli aggiornamenti di stato, tuttavia è probabile che si tratti di un’implementazione con oEmbed. In pratica, come avviene da tempo su FriendFeed, basterà ad esempio il link a una pagina di YouTube perché il video sia visibile su Twitter. Difficile che sia abilitato anche l’upload.
La nuova funzionalità potrebbe cambiare radicalmente l’approccio al popolare servizio di microblogging. Twitter, da sempre apprezzato per la sua immediatezza, rischia di perdere una delle caratteristiche che l’hanno reso celebre. L’abbandono della modalità solo-testo è intrigante, eppure non si può escludere il “collasso” quando le novità saranno pubbliche.
Immagine | Mashable