Quella che inizialmente è stata una semplice voce potrebbe in temi molto brevi diventare realtà, portandoci a vedere Gmail diventare un po’ più “social” con aggiornamenti di stato e possibilità di inserire contenuti provenienti da YouTube, Picasa e altre applicazioni web.
Secondo quanto riporta Mashable l’annuncio della nuova funzionalità potrebbe arrivare addirittura durante la giornata di oggi, visto l’invito inviato da parte di Google allo staff del sito per “svelare alcune innovazioni in due dei suoi prodotti più famosi”.
In questo modo Gmail andrebbe direttamente a lanciare la concorrenza a social network come Twitter e Facebook: staremo a vedere.
Nuovo rischio chiusura in Italia per The Pirate Bay, che a distanza di mesi dall’ultimo attacco rischia di diventare nuovamente inaccessibile nel nostro Paese, dopo che il Tribunale di Bergamo ha nuovamente imposto agli ISP italiani di oscurare il sito.
Mentre gran parte del web e dei media in Italia ancora sembrano dormire senza riportare la notizia, come al solito all’estero si parla dell’argomento con abbastanza incredulità. Gli avvocati della Baia in Italia Giovanni Battista Gallus, Giuseppe Campanelli e Francesco Micozzi starebbero valutando se fare ricorso o no sul provvedimento, che dovrebbe essere messo in atto a breve dai provider.
Piuttosto che su quello della Cassazione, il caso potrebbe finire sul tavolo della Corte di Giustizia Europea, almeno stando a quanto riporta TorrentFreak.

Interessante questo servizio inventato da alcuni studenti di un campus americano. Si tratta di un piccolo social network dedicato esclusivamente alla compravendita di testi scolastici o universitari usati. Speriamo che una versione italiana o un clone più o meno adattato al nostro mercato possa presto fare la sua comparsa sul nostro territorio.
Il sito si chiama TextBook Crooks e promette di far beneficiare gli studenti in molte maniere:
“Non permettete al vostro libraio di comprare il vostro libro usato per 10 dollari e rivenderlo poi al vostro compagno di classe a 70. Vendetelo voi stessi a un collega di studi per 50 dollari, in modo che sia il compratore che il rivenditore possano beneficiarne”.
Per adesso, mettere in vendita ogni libro costa 1$. Non vengono fatte particolari pressioni di policy affinché le transazioni siano tutte completate online. Anzi, è favorita caldamente la chiusura di esse di persona. In ogni caso, per le lunghe distanze, sono previste una serie di automazioni per il calcolo delle spese di spedizione e varie ed eventuali.

Nei giorni intorno al suo sesto anniversario, Facebook non accenna a smettere di annunciare e promettere rivoluzioni. Una delle più importanti, come abbiamo visto, è il quella relativa al futuro dei suoi messaggi privati, che evolveranno in una webmail.
Uno degli aspetti di Facebook più criticati dagli utenti è l’uploader delle foto. Assurdo che uno dei principali strumenti del successo della piattaforma fosse ancora affidato a una web application in Java lentissima e non del tutto affidabile. Ed ecco pronto il nuovo uploader.
Mancano solo poche settimane alla sua introduzione su tutti gli account e Silicon Alley Insider ce ne ha fornito uno screenshot in anteprima. Il nuovo software sembra funzionare come un file manager più pulito ed efficiente ed era proprio ora di darsi una mossa, per Facebook.

Sebbene l’attesa per Microsoft Office 2010 (di cui è già disponibile una beta gratuita) stia per essere premiata, ci sono ancora dei buoni motivi per utilizzare Word 2007 e precedenti: tra questi spicca Word Hyperlink Checker — un’utile estensione compatibile con Office dalla versione 2000 a quella attuale.
Se il nome non bastasse, l’enorme screenshot dell’applicazione di AbleBits sarebbe già sufficiente a spiegare di cosa si tratti: Word Hyperlink Checker è un plugin per controllare l’effettiva raggiungibilità degli URL inseriti in un documento ed è particolarmente utile per chi debba distribuire (come nell’esempio) file molto grandi.
L’estensione – nota anche con il nome di Document Hyperlink Checker – è completamente gratuita: il supporto è relativo espressamente ai file di Word e consente di controllare pagine singole, specifici range oppure un intero documento — anche la presenza di controlli ActiveX è inclusa tra le feature.
Via | MakeUseOf
Esattamente a mezzanotte ora italiana è cominciato il 44° SuperBowl, tradizionalmente l’evento sportivo dell’anno negli Stati Uniti: da qualche mese a questa parte – non senza che ciò suscitasse asperrime polemiche tra gli addetti ai lavori – il football americano è diventato anche uno degli argomenti più popolari sui social network: team e giocatori stessi mantengono disparati profili su Facebook e Twitter attraverso i quali comunicano coi propri fan. Per chiudere la parentesi, mi piacerebbe che avvenisse altrettanto in Italia col calcio.
Tornando in argomento (a proposito, anche la NFL ha un account su Twitter) i Saints di New Orleans sfidano i Colts di Indianapolis sul campo del Sun Life Stadium di Miami: il match è trasmesso negli USA dalla CBS e per l’occasione è stato creato l’hashtag #SB44 in uso specialmente su FriendFeed e Twitter — giusto per ribadire il rapporto col web 2.0. Ciò che ormai viene dato per scontato è che tra il 3° e l’ultimo quarto sarà trasmesso uno spot di Google intitolato Parisian Love.
Il video – che fa parte delle SearchStories di Google – ha già raggiunto più di 1 milione di visualizzazioni da quando i primi rumor hanno annunciato la sua presenza al SuperBowl: la visibilità di simili inserzioni è straordinaria, così come il loro prezzo. Le indiscrezioni sono cominciate quando il CEO di Google, Eric Schmidt, ha pubblicato un tweet in risposta alla polemica innestata da John Battelle (fondatore della Federated Media Publishing, editore tra gli altri di BoingBoing). Querelle che ha giovato soltanto a Google, apparentemente.
Via | CNET News

Sketchpad è un interessante esperimento di programmazione con HTML5, con il quale l’autore dell’applicazione ha realizzato un paint vero e proprio dove dipingere, cancellare e modellare quasi come se fosse un programma vero e proprio di disegno.
Chi ha segnalato Sketchpad su Reddit si chiede se i giorni di Flash a questo punto non siano davvero contati come sostenuto da Steve Jobs: viste le potenzialità offerte dalla nuova versione del linguaggio per le pagine web, ce lo chiediamo anche noi. Voi cosa ne pensate?

Avete già provato Blippy? A me sembra un interessante spin-off di Twitter. Con una caratteristica fondamentale: invece di comunicare, sottoforma di microblog, ai vostri amici (e non) quello che vi pare, su Blippy si parla solo di acquisti fatti in rete.
Collegandosi ai vostri account su vari servizi e siti di distribuzione online, informerà automaticamente i contatti che vi “seguono” di quanto avete speso e di cosa avete comprato, giorno dopo giorno. Un esempio lampante è l’integrazione con iTunes Store.
Da un certo punto di vista è la morte definitiva (o quantomeno apparente) di un certo margine di privacy da ecommerce. Per altri versi, se riuscite a non includere nelle vostre liste della spesa gli acquisti più imbarazzanti o privati, per molti potrebbe essere una fonte inesauribile di consigli per gli acquisti. E, naturalmente, una di guadagno per i rivenditori che riescano a mettere dalla loro parte questa forma così spontanea e democratica della “vox populi”. Provatelo con moderazione e fateci sapere.

Recuva 1.35.472 è il più recente aggiornamento del famoso software per recuperare file cancellati per errore o per cause di forza maggiore (crash, errori di sistema) sviluppato da Piriform, la stessa software house degli apprezzatissimi CCleaner e Defraggler.
Recuva può essere utilizzato sia su hard disk di ogni genere che su memory card, chiavette USB e qualsiasi altro genere di periferiche di memorizzazione. Il software è completamente gratuito e compatibile con Windows 98/ME/NT/2000/XP/2003/Vista/7.
In quest’ultima versione è stato migliorato l’algoritmo di scansione su dischi NTFS, il tempo di avvio, e alcuni aspetti dell’interfaccia utente. Facendo un veloce confronto con la versione precedente abbiamo notato che, come dichiarato da Piriform, la scansione riesce a trovare un numero maggiore di file da recuperare. In quanto a velocità sembra invece che le cose siano rimaste sostanzialmente invariate.
Visita la pagina ufficiale di Recuva
Scarica Recuva 1.35.472 (3,7MB)
Purtroppo l’immagine appare un po’ sgranata, ma rende comunque l’idea di come sia cambiata l’applicazione ufficiale di Wolfram Alpha per iPhone e iPod Touch, testé aggiornata alla versione 1.1: ciò che salta subito all’occhio è la tastiera virtuale di tipo QWERTY, attorno alla quale girano tutte le novità di cui mi accingo a parlare. Non sono un entusiasta dei device portatili Apple, ma questa applicazione – che spero di vedere presto anche su Android – è qualcosa d’eccezionale.
Gli sviluppatori di Wolfram Alpha hanno pensato soprattutto all’ergonomia: la parte superiore della tastiera virtuale può assumere 4 stati differenti a seconda delle operazioni che s’intendono svolgere sul motore di ricerca computazionale. Il simbolo del dollaro, ad esempio, consente conversioni “al volo” svelando (se cliccato) quelli di euro, yen, ecc… con aggiornamenti in tempo reale sul cambio effettivo.
Le icone ai lati invece offrono la possibilità di cambiare il layout superiore della tastiera passando agevolmente ai pulsanti personalizzati per operazioni matematiche complesse e alfabeto greco: altri bottoni speciali consentono di raggiungere rapidamente le statistiche sulla popolazione maschile/femminile et similia. Indubbiamente una killer app che a detta degli stessi sviluppatori vi spingerà a lasciare a casa la vetusta calcolatrice.
Per fortuna questa volta il governo italiano non c’entra nulla con gli aggiornamenti dal fronte YouTube: la breaking news è squisitamente tecnica e riguarda i server della piattaforma — ufficializzando i rumor dei giorni scorsi (che abbiamo pubblicato anche su Ossblog.it).
YouTube – che è uno dei siti che generano più traffico di tutto il web – da qualche ora “gira” su IPv6: anche Google riprende nel suo comunicato ufficiale le statistiche che danno gli indirizzi IPv4 in scadenza — nonostante lo switch del protocollo sia stato posticipato alla fine del 2011.
Ciò nonostante non è stato predisposto un indirizzo dedicato per gli utenti: diversamente dal motore di ricerca, che è raggiungibile dal sottodominio ipv6.google.com già dal 2008, quello di YouTube è un cambiamento del “backend” (nel senso che gli utenti non si accorgeranno ancora della differenza). In sostanza sono i server su cui gira YouTube a generare indirizzi di tipo IPv6 per sé, ma i visitatori continueranno a visitare l’interfaccia dai propri IP relativi allo standard attuale.

L’ultimo restyling della homepage di Facebook ha posto sicuramente l’accento sulla messaggistica interna alla piattaforma. Ebbene, secondo TechCrunch, che ha sentito voci interne a Facebook a riguardo, questo potrebbe essere solo un primo passo verso una decisa presa di posizione da parte dell’azienda: fare concorrenza a Gmail.
La notizia sembrerà risibile agli appassionati e fedelissimi utenti della webmail di Google ma, se fatte le dovute riflessioni, già la faccenda cambia, e molto. Pensate solo a un indirizzo mail automaticamente generato per tutti i milioni e milioni di utenti Facebook, gestibile via POP e IMAP, del tipo “nome_utente@facebook.com”. Non cambia già molto?
Un indirizzo su cui ricevere mail da mail esterne a Facebook e da cui fare altrettanto. Se Google non trema adesso, non so quando dovrebbe farlo. Il progetto pare abbia un nome in codice - “Titanium”, tutt’altro che rassicurante. Staremo a vedere.