Vi abbiamo parlato precedentemente della nuova versione di Google SketchUp. In questo video tutte le novità, soprattutto per quanto riguarda la creazione di edifici per Google Earth.
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Findicons.com è un servizio online per la ricerca online di icone. Segnalatoci dai nostri colleghi di Motoblog, il sito si presenta immediato nell’utilizzo. Inserendo il termine di ricerca si ottengono suggerimenti automatici su possibili ricerche simili. La stessa cosa accade dopo la ricerca, dando così ulteriori spunti e idee.
I risultati sono sorprendenti dal punto di vista della qualità ma anche della quantità. Per ogni icona è possibile scegliere il formato in cui verrà scaricata (es: ICO, PNG) oppure convertirla online in BMP, EPS, GIF, JPEG, PSD, SVG, TGA oppure TIFF. E’ inoltre possibile visualizzare l’icona in diverse dimensioni, in modo da valutare immediatamente l’impatto visivo.
Per finire, c’è la possibilità di curiosare tra le icone tramite i tag, oppure per “pacchetti” di icone stilisticamente omogenei mentre con la funzione “stupiscimi” si avranno 60 icone a caso tra quelle dell’archivio.
Il sito sembra ben curato, potrebbe essere uno di quei motori di ricerca specializzati da usare nei momenti di difficoltà “grafica”.
Tra le applicazioni di Google, SketchUp non è certamente quella più fortunata. Sono passati dieci anni dalla prima versione del programma e il rilascio di SketchUp e SketchUp Pro 8 è il modo che Google ha trovato per festeggiare questo decimo compleanno. Il software per la modellazione 2D/3D è proposto infatti in due versioni: una gratuita e una a pagamento, disponibile per 8 ore in prova.
Pubblicato nella tarda serata di ieri, SketchUp 8 è previsto anche tradotto in italiano. È probabile che per aggiornare le pagine di download del programma ci vorrà ancora qualche tempo, perché ciò nonostante l’unica versione scaricabile è tuttora offerta nella sola lingua inglese. SketchUp è installabile su Microsoft Windows XP, Vista, 7 e Mac OS X 10.5 o, superiore a 32-bit. Non funziona su Linux.
La scarsa popolarità di Google SketchUp è dovuta più che altro al fatto che si tratta di un’applicazione professionale. Apprezzata da architetti, designer e ingegneri, non è molto utile a chi non lavora con la modellazione grafica avanzata. L’interfaccia del programma è abbastanza intuitiva e dargli un’opportunità nella versione gratuita non è una cattiva idea: può essere interessante capire come funziona.
Google SKetchUp Pro 8 su Windows Server 2008 R2
Via | Google
Da qualche giorno si parla di un interesse di Cisco nei confronti di Skype. Sarebbe la seconda acquisizione degna di nota dopo quella di Intel che ha comprato McAfee. Di fronte a “mosse” simili, è inevitabile chiedersi cosa ci sia in gioco. Su CNet una interessante analisi ci spiega i motivi per i quali Skype è perfetta per Cisco.
In molti tendono a pensare che le due aziende siano compatibili e complementari tra loro. Da una parte Cisco, con la propria offerta di apparati di networking, dall’altra Skype con il proprio protocollo Voip ed una quantità di utenti, chiamate e messaggi testuali difficilmente uguagliabili al mondo. Un’accoppiata ben diversa da quella sperimentata anni fa, ovvero quando Skype venne acquistata da Ebay nel 2005 per 2,6 miliardi di dollari. Si diceva che Ebay avrebbe integrato Skype all’interno del proprio sito di aste per favorire la comunicazione tra compratori e venditori. Eppure le comunicazioni vocali tra gli utenti Ebay, sarebbero state possibili anche con sistemi meno dispendiosi. Quel che è certo è che il sistema non è mai realmente partito, e il fatto che non sia mai stato reso noto un business model convincente, ha dato la sensazione che tutto sommato Ebay non sapesse bene cosa farsene di Skype.
Con Cisco la situazione appare decisamente diversa. Cisco non ha bisogno di modificare l’attuale business model di Skype, i cui ricavi arrivano quasi esclusivamente dalle chiamate SkypeOut. Il punto è un altro: integrando invece il protocollo Skype in alcuni prodotti come WebEx e Unified Communications, Cisco potrebbe renderli più appetibili. Per Cisco Skype andrebbe bene così com’è, senza dover aumentare la profittabilità del servizio per giustificare i costi dell’acquisizione. Da notare che Skype è tornata in attivo subito dopo la separazione da Ebay: 406 milioni di dollari di fatturato con un utile netto di 13,2 milioni.
Sì, anche la Search Engine Optimization (SEO) ha i suoi rischi. E non derivano soltanto dall’affidamento accordato a servizi poco credibili per migliorare la posizione del proprio sito/blog sui motori di ricerca. Symantec aveva già affrontato il problema parlando della pericolosità degli iframe circa un anno fa e ieri ha distribuito un video che dimostra come sia possibile essere attaccati. Gli attacchi di SEO Poisoning avvengono installando script che agiscono sui crawler per l’indicizzazione di pagine e immagini attraverso delle parole-chiave.
Via | Symantec
In Francia, gli spammer hanno trovato un modo per cercare di carpire i dati sensibili dei navigatori mettendo in forte imbarazzo le autorità transalpine.
Da qualche tempo circolano infatti false email che sembrano provenire dall’Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’Internet (Hadopi), l’agenzia statale creata appositamente per far rispettare la legge omonima. In realtà si tratta però di messaggi spam che simulano gli avvisi previsti per l’invio da Hadopi quando un navigatore scarica dalla rete file coperti da copyright.
Nei messaggi gli spammer chiedono ai navigatori di fornire il loro numero di carta di credito e altri dati sensibili. Gli spammer si stanno approfittando del fatto che alcuni giorni fa le autorità francesi hanno dichiarato che i primi avvisi da Hadopi sono imminenti. “Nei messaggi ufficiali provenienti da Hadopi non sarà mai prevista la richiesta di dati personali e bancari e non ci saranno link verso siti esterni” ha spiegato Eric Walter, il segretario generale di Hadopi.
La legge Hadopi, approvata nell’ottobre 2009 in seguito alle forti pressioni dei detentori dei diritti sul governo Sarkozy è anche chiamata three strike alla francese, poiché prevede l’invio agli utenti che scaricano file coperti da copyright di tre differenti messaggi: il primo è un semplice ammonimento, il secondo comunica al navigatore che è stata limitata la sua banda di connessione e al terzo avviso scatta la disconnessione dalla rete. I dati dimostrano però che il metodo intimidatorio e repressivo non funziona. Dopo l’approvazione della legge Hadopi infatti, in Francia la pirateria è aumentata.

Si chiama Christopher Poole, aka M00t, ha 22 anni ed è uno dei re di internet. Un monarca poco noto al grande pubblico per via del suo comportamento schivo, ma anche per le terre che governa. E’ lui il creatore e deus ex machina di 4chan, l’image board più temuta al mondo. Technology Review gli dedica un interessante speciale questo mese.
Poole non è famoso come Mark Zuckerberg e non è ricco come Bill Gates o Steve Jobs. Anzi, all’inizio del 2009 il Washington Post affermava che Poole aveva accumulato debiti per 20.000 dollari e viveva in casa con sua madre a New York, quasi fosse un “bamboccione” qualsiasi.
Eppure i numeri di 4chan sono impressionanti. Creato nel 2003 quando Poole era 15enne, su 4chan oggi sono presenti 567 milioni di post, oggi si stima che gli utenti che visitano il sito siano 11 milioni al mese e che scrivano un milione di post al giorno. E’ logico pensare che le spese per il mantenimento siano ingenti e che non bastino di certo le donazioni spontanee per mantenere in vita il tutto. Figuriamoci per diventare ricchi. D’altra parte chi vorrebbe sponsorizzare quello che è di fatto il lato oscuro della forza di internet? Se la rete fosse stata protagonista in Star Wars, 4chan sarebbe stato uno strumento nelle mail dell’Imperatore Palpatine.
Continua a leggere: 4chan ed il suo creatore: Christopher Poole
SeeqPod (il dominio ora riporta a Sony) era un motore di ricerca per MP3 che potevano essere ascoltati direttamente dai risultati. Oltre alla musica si potevano rintracciare podcast, video e ovviamente testi. È finito in bancarotta nel 2008 per una causa con Warner Music.
Ironia della sorte o, naturale evoluzione… SeeqPod è stata acquistata da Intertrust Technology Corporation, un’azienda che si occupa principalmente di DRM. SeeqPod era stato messo all’asta nel 2009 a seguito della sconfitta legale. Era già indebitato per $1,6 milioni.
L’aspetto interessante dell’acquisto è nell’uso che Intertrust intende fare di SeeqPod. Sembra, infatti, che ITC voglia distribuire contenuti audiovisivi a televisori e dispositivi mobili attraverso internet via peer-to-peer. L’annuncio di Google TV ha aperto la strada a molti investitori, ancora prima del lancio.

Blogger ha introdotto due nuovi gadget per le statistiche dei blog. La piattaforma aveva aggiunto le statistiche in stile Google Analytics soltanto all’inizio di luglio e i due gadget, disponibili da ieri, aumentano le funzionalità per tracciare le visite ai blog. Il primo è semplicemente un contatore degli accessi, configurabile nello stile. Nulla di eccezionale.
È più interessante il secondo gadget (nella lista che potete vedere sopra è quello in alto). Quest’ultimo dà la possibilità di mostrare un elenco di post basato sulle visite: i Post più popolari seguono la stessa logica di un widget per WordPress.com che si chiama Più cliccati. La funzione è inedita per Blogger ed è stata integrata sulla base del feedback degli utenti.
Blogger vanta le proprie statistiche assicurando che il conto è «quasi in tempo reale», mentre WordPress.com Stats aggiorna i dati ogni 24 ore. A prescindere, è positivo che Blogger si stia aggiornando per offrire una piattaforma alla pari coi competitori. Ormai il “gap” con WordPress.com è stato praticamente annullato: gli utenti hanno più possibilità di scelta.
Via | Blogger in Draft

Il team di sviluppo di Diaspora, alternativa open source a Facebook ha annunciato sul Blog ufficiale del progetto che il lancio del social network è schedulato per il 15 settembre.
Diaspora ha ricevuto negli scorsi mesi ottime recensioni da chi lo ha testato. I maggiori sostenitori di un’alternativa open source a Facebook sono in primis coloro che puntano il dito contro le problematiche relative alla privacy che affliggono il social network di Palo Alto. Gli sviluppatori di Diaspora dichiarano di aver lavorato sodo su plug-in e API, focalizzandosi su aspetti dell’interfaccia utente e su funzionalità che Facebook non possiede, come per esempio la condivisione contestuale. Si tratta della possibilità per gli iscritti di poter decidere quali contenuti condividere in differenti contesti sociali. Un concetto abbracciato anche da Google e che potrebbe essere alla base del social network che sta sviluppando: Google Me.
Il team di Diaspora è composto da quattro studenti del dipartimento di computer science della New York University, che sono già riusciti a rastrellare 10 mila dollari di fondi e 200 mila dollari di donazioni. Anche Mark Zuckerberg aveva dichiarato di aver dato un suo contributo al progetto. Non è però nota la cifra donata dal CEO Facebook: “Ho visto in loro un pò di me stesso” aveva motivato il suo gesto Zuckerberg, nel corso di un’intervista a Wired.
Via | ReadWriteWeb

Le novità di MySpace non sono ancora finite. Dopo l’aggiornamento dei profili, che ha introdotto il rinnovamento dello stream per gli aggiornamenti di stato, MySpace ha aggiunto la possibilità di sincronizzare il profilo con Facebook e Twitter. La funzione è stata presentata nella notte con un intervento sul blog di Jennifer Ruffner (responsabile del prodotto).
La possibilità di sincronizzare gli status update con Twitter non è proprio una novità. Anche prima del restyling era già possibile fare altrettanto: si tratta piuttosto di una modalità in linea coi nuovi requisiti di Twitter. Quest’ultimo, infatti, si appresta a rimuovere la connessione HTTP in chiaro per sfruttare esclusivamente OAuth e i suoi parametri di sicurezza.
Se la sincronizzazione con Twitter è speculare, ossia permette l’aggiornamento di MySpace da Twitter e viceversa, quella con Facebook non è ancora completa. Per il momento si può aggiornare lo stato di Facebook da MySpace, ma non è possibile il contrario: presto il gap sarà comunque risolto. La nuova funzione ha una guida rapida predisposta da MySpace.
Via | MySpace
In tempi brevi Gmail dovrebbe introdurre una nuova ed interessante funzione: Priority Inbox.
Tale funzione arriverà in soccorso di quanti ricevono ogni giorno molte mail e perdono diverso tempo a districarsi cercando di rispondere o leggere quelle importanti. Priority Inbox infatti separerà automaticamente le mail importanti (quelle dell’amico con cui comunichiamo spesso, quelle che apriamo ecc.) inserendole nella sezione “Important and unread”. Potremo sempre segnare come “Starred” le mail che leggeremo in futuro e le altre infine saranno inserite nella sezione “Everything else”.
Ovviamente l’utente avrà la possibilità di “addestrare” Gmail nel caso commetta errori nel valutare l’importanza di una mail, grazie a dei piccolo bottoni con i simboli + e - che servono ad indicare la corretta priorità.
Via | Gmailblog.blogspot.com