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Twitter lavora per diventare più veloce ed affidabile

Pubblicato da Francesco L.


Twitter ha lavorato silenziosamente “sotto al cofano” per presentare un servizio cinque volte più veloce. Vittima illustre della modifica è il #! (nome tecnico “hashbang”) nelle URL. La Fail Whale è finalmente in via d’estinzione?

Questo cambiamento, per quanto possa sembrare strano, è più hardware che software. Quando fu introdotta nell’ormai lontano 2010, l’architettura #! aveva lo scopo di rimuovere dai server di Twitter parte del lavoro, costringendo i nostri browser a elaborare il rendering localmente tramite Javascript.

Nel frattempo i server di Twitter sono migliorati, sono diventati più numerosi e più potenti e quindi è finalmente giunto il momento di tornare ad un’architettura più tradizionale. I nostri browser ora non si sobbarcheranno più il lavoro, rallentando il tempo di rendering iniziale della pagina. Il #! era davvero irritante quando ci si trovava a cliccare sul permalink a un tweet da un sito esterno: per vederlo dovevamo aspettare pazientemente il rendering della pagina - Il testo per qualche ragione sembrava sempre in ritardo rispetto al resto.

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condividi condividi 0 commenti mercoledì 30 maggio 2012

Facebook investe a Menlo Park per ampliare il proprio campus

Pubblicato da Rosario

Facebook investe a Menlo Park per ampliare il proprio campus

Mai espansione di un’azienda fu più lieta per un’amministrazione locale: chi gestisce la cittadina di Menlo Park (32.000 abitandi) deve infatti essere contento dell’accordo stretto con Facebook, intenzionata ad ampliare il proprio quartier generale nella località della Silicon Valley.

Il nuovo campus del social network sarà in grado di ospitare un totale di impiegati che passerà da 2.200 a un massimo 6.600 persone, triplicando così il numero della forza lavoro presente nel “Facebook HQ”. Ma l’amministrazione locale sarà lieta soprattutto per gli 850.000$ che Facebook verserà nelle casse della città ogni anno per dieci anni, per un totale di ben 8,5 milioni di dollari. Un accordo concepito per “risarcire” Menlo Park del carico aggiuntivo di persone e del suolo occupato.

Ma non finisce qui, visto che Mark Zuckerberg si è anche impegnato a investire una cifra aggiuntiva pari a 1 milione di dollari, destinato ai servizi per la comunità come stage interni e training lavorativi, portando così l’investimento totale a circa 10 milioni di bigliettoni. Sarà inoltre istituito un fondo di 500.000$, sempre a carico del social network, destinato a opere di carità all’interno delle comunità vicine al campus di Menlo Park.

Via | Thenextweb.com

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Facebook spiega come utilizzare gli aggiornamenti evidenziati a pagamento

Pubblicato da Daniele P.

promoted-post-reach

Dopo il lancio in fase di test in Nuova Zelanda, ci eravamo fatti l’idea gli aggiornamenti evidenziati a pagamento di Facebook sarebbero rimasti un puro esperimento per molto tempo a venire. E invece da una settimana a questa parte è iniziato il rollout per tutti gli utenti, che possono già cominciare a pagare per promuovere i post delle Pagine di cui sono amministratori.

Per illustrare questa nuova funzione è stata realizzata un’apposita pagina nel Centro Assistenza e poco fa è stato rilasciato anche un breve video che mostra passo passo tutti i passaggi da seguire promuovere a pagamento un post e raggiungere così il maggior numero di utenti possibile. L’idea di base è molto semplice: più alto è il budget scelto per ogni singolo post, più alto è il numero degli utenti che lo visualizzerà.

Gli amministratori delle Pagine possono promuovere tutti i post pubblicati negli ultimi tre giorni, basta selezionare quello desiderato e scegliere il pulsante Promuovi che si trova subito sotto l’area in cui le persone possono aggiungere un commento: “Tutti i post promossi vengono mostrati nella sezione Notizie delle persone a cui piace la tua Pagina. Se le persone a cui piace la tua Pagina interagiscono con il post, questo può comparire nella sezione Notizie dei loro amici e porteranno l’etichetta Sponsorizzati“.

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Tim Cook contro la natura ibrida di Windows 8

Pubblicato da Rosario

Tim Cook contro la natura ibrida di Windows 8

Apple contro Microsoft, nuovo atto. In occasione del suo lungo intervento al D10, il CEO della società di Cupertino Tim Cook non ha mancato di esprimere il proprio pensiero su Windows 8, in particolare per quanto riguarda la natura ibrida del nuovo sistema operativo di Redmond a metà tra tablet e PC.

Ecco le sue parole:

“Per come la vedo io, tablet e PC sono diversi. Puoi fare cose col tablet se non sei intralciato dall’eredità del PC. […] Se unisci i due, il PC non è così buono come potrebbe essere, lo stesso anche per il tablet.”

Che il tablet faccia il tablet e il PC il PC dunque, almeno secondo Tim Cook: una posizione naturalmente in linea con quella della sua azienda, che da tempo infatti tiene ben separati i suoi sistemi operativi con iOS da una parte e Mac OS dall’altra. Una visione che a quanto pare Microsoft proverà a superare con la nuova versione di Windows, attualmente prevista tra fine 2012 e inizio 2013.

Voi cosa ne pensate? Credete che Tim Cook abbia ragione e che non si possa provare a mettere insieme le funzionalità di tablet e PC in un unico sistema operativo?

Via | Neowin.net

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Le ricerce su Google aumentano dopo l'arrivo del Knowledge Graph

Pubblicato da Francesco L.

Knowledge Graph, successo semantico

Google ha ottenuto un risultato eccezionale con il nuovo Knowledge Graph: il numero di ricerche è aumentato, dato che gli utenti si sentono invogliati ad approfondire.

Come abbiamo già visto alla sua presentazione, il Knowledge Graph presenta un box di contenuti (immagini, mappe, bio, ecc…) sulla destra, contenente un set di informazioni collegate da algoritmi semantici. I dati vengono colti da una selezione di fonti come Wikipedia o i cataloghi di media di Google stesso.

Amit Singhal, uno degli sviluppatori al top della catena di comando di Google, non vuole condividere delle informazioni troppo dettagliate sulle cifre coinvolte. Si parla di una crescita del 10% o addirittura del 20% del numero delle ricerche. Se fosse così si tratterebbe di decine di miliardi di interazioni in più ogni mese.

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Google aggiorna i Chromebook — e inaugura un Chromebox per il desktop

Pubblicato da Federico Moretti

Google Chromebox

Ieri, in tarda serata, Google ha pubblicato un annuncio destinato a modificare il destino di Chrome OS — il sistema operativo Linux-based (costruito su Gentoo) che la società distribuiva esclusivamente sui Chromebook. Samsung, infatti, produce il Chromebox: un computer compatto, destinato al desktop, da $329. Il Chromebox è un prodotto dal prezzo competitivo che potrebbe risollevare il triste destino dei precedenti dispositivi e – in particolare – quello di Chrome OS. Il Chromebox non sembra essere ancora disponibile in Italia.

Le caratteristiche del Chromebox sono simili a quelle dei normali computer di fascia media: un processore Intel Core, 4Gb di RAM, 6 porte USB 2.0, Bluetooth 3.0, 2 uscite HDMI, connettore DVI-I, scheda Ethernet Gigabit e WiFi 802.11. Il dispositivo promette d’avviarsi in appena sette secondi. Non è stata dichiarata la dimensione dell’hard disk, perché il Chromebox utilizza – escludendo lo spazio destinato al sistema operativo – Google Drive per la memorizzazione dei documenti. È un limite relativo, considerando i dischi esterni.

Mentre si rincorrevano le indiscrezioni del rinnovo degli smartphone e dell’imminente uscita di un tablet, Google ha stravolto le aspettative del mercato annunciando un computer per l’utilizzo domestico. Una novità che mette in secondo piano la produzione del nuovo Chromebook di Samsung. A dispetto delle dimensioni, il Chromebox non compete nel segmento di Apple TV: i Set-Top Box (STB) con Android fanno storia a sé. Sarà interessante conoscere il prezzo proposto al pubblico e la futura disponibilità del device nel nostro Paese.

Google Chromebox

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Megaupload, ultimatum alle autorità: 21 giorni per svelare tutte le prove contro Kim Dotcom

Pubblicato da Daniele P.

KimDotCom2012

Iniziano a smuoversi un po’ le acque nel caso che vede Kim Dotcom, il fondatore di Megaupload, e sei suoi associati accusati di aver danneggiato i produttori di materiale protetto da copyright per ben 500 milioni di dollari e di aver guadagnato qualcosa come 175 milioni di dollari dallo sfruttamento illecito di quei contenuti.

Ieri il giudice del distretto neozelandese di Auckland David Harvey ha dato un ultimatum alle autorità locali - che il 20 gennaio scorso hanno arrestato DotCom in collaborazione con l’FBI e il Dipartimento di Stato statunitense - intimando loro di fornire entro tre settimane tutte le prove in loro possesso contro DotCom e soci.

La decisione è arrivata dopo la richiesta dei difensori di Megaupload, che hanno giustamente preteso di poter visionare tutti i documenti che, secondo l’accusa, proverebbero la colpevolezza dei sette uomini. Finora il Dipartimento di Giustizia statunitense si era limitato a presentare qualche documento ed una serie di conversazioni avvenute via mail, ma adesso è giunto il momento di scoprire tutte le carte, così da avere un quadro completo della situazione e permettere a DotCom & Co. di difendersi.

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Bit.ly ridisegna l’interfaccia grafica e le funzionalità per le masse

Pubblicato da Federico Moretti

Bit.lyBit.ly, una tra le più diffuse piattaforme di URL shortening, ha “rinfrescato” l’interfaccia grafica – che era davvero poco accattivante – e inaugurato delle nuove funzionalità, per cercare d’attrarre gli utenti meno abituati a questo genere di servizi. In un certo senso, Bit.ly è riuscito a trasformarsi nel successore ideale di Delicious (quanto al salvataggio dei preferiti) e Digg (sulla ricerca delle notizie in tempo reale). Partendo, però, da qualcosa di completamente diverso — e tenendo in considerazione il settore mobile.

Il nuovo Bit.ly è apparso soltanto ieri e ha già ricevuto molte recensioni positive. Integrato da numerose applicazioni per condividere i collegamenti su Twitter, recentemente è stato scelto da Microsoft per distribuire i link ai documenti di SkyDrive. Il valore aggiunto di Bit.ly è sempre stato nelle statistiche avanzate per professionisti e imprese sui domini personalizzati: le novità della piattaforma riguardano, invece, gli utenti occasionali. Ad esempio, i Bitmarks ripropongono il social bookmarking inaugurato da Delicious.

Che cosa sono, i Bitmarks? Nientemeno che dei segnalibri, salvabili sul proprio account e facilmente condivisibili nei social network. Il principio è lo stesso di Delicious: il vantaggio è che i link sono già accorciati per rientrare nei limiti degli aggiornamenti di stato — e propongono a titolo gratuito le statistiche avanzate di Bit.ly, circa la diffusione sul web. Se Yahoo! c’avesse pensato prima, è probabile che Delicious non sarebbe stato venduto ad AVOS e avrebbe tuttora dei margini di crescita. È andata in modo diverso.

Bit.ly

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Un appello a togliere le password al proprio Wi-Fi

Pubblicato da Francesco L.

aprire il WiFi per il terremoto

E’ un momento di crisi: se abitate nelle zone del terremoto aprite il vostro collegamento Wi Fi, generalmente soggetto a password per motivi di sicurezza. Potreste aiutare qualcuno in difficoltà. Sono in tanti ad aver notato su Twitter e su altri social media questo appello, ripreso da più parti: date loro ascolto. Tra i molti ci sono anche giornali, associazioni, radio, provider di telefonia che non si sono risparmiati ed hanno diffuso le istruzioni per aiutare l’iniziativa, volta a facilitare le comunicazioni nelle zone colpite dal sisma.

Ecco come fare:

  • Prima di tutto bisogna entrare nel router. Si deve digitare nella barra URL del vostro browser un indirizzo che generalmente dovrebbe essere http://192.168.0.1 oppure http://192.168.1.1
  • Inserite username e password. Nella stragrande maggioranza dei router/modem l’username è admin, mentre la password va cercata sul dispositivo stesso, visto che viene stampata sulla sua superficie esterna
  • Una volta ottenuto l’accesso cercate Opzioni, dovreste essere in grado di rimuovere le opzioni selezionando la rete come libera/non protetta.

Il router va riavviato. In questo modo tutti (salvo imprevisti) dovrebbero essere in grado di accedere alla vostra Wi Fi.

Se queste istruzioni non dovessero funzionare, cercate il manuale del vostro router su Google, sempre se non l’avete a mano, scoprirete piuttosto in fretta le informazioni che vi mancano (quasi tutto dovrebbe corrispondere, comunque).

Una volta aperta la vostra WiFi, già che ci siete segnalatelo su Twitter.

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Ricerca: troppa gente si sbarazza degli HD senza cancellare i dati in modo sicuro

Pubblicato da Francesco L.


Se solo provaste ad acquistare su eBay un po’ di HD usati, magari senza spendere più di €20, potreste tranquillamente recuperare i dati necessari a compiere un furto di identità, una frode, un ricatto o un furto telematico. Questo accade perchè molti di coloro che si liberano di un vecchio disco rigido pensano raramente ad eliminare in modo sicuro i dati.

La rivista online britannica Which? Computing ha ribadito ieri questo semplice concetto, che dovrebbe essere ben chiaro a chiunque usi la tecnologia odierna. Non basta cancellare, serve andare “più in profondità”. La maggior parte dei sistemi, infatti, marchia come cancellati i file che non vogliamo più, ma questi ultimi saranno eliminati davvero solo dopo la sovrascrittura.

L’esperimento di questi inglesi è forse un po’ “spannometrico”, ma significativo. I loro esperti sono riusciti a recuperare oltre 2500 file dai drive di seconda mano acquistati, comprese comunicazioni private, cronologie, foto, musica e fogli elettronici.

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Il dizionario secondo Google Immagini

Pubblicato da Daniele P.

galleria dizionario google immagini

Un’immagine vale più di mille parole. E’ da questo detto che è nata la curiosa idea degli artisti Felix Heyes e Ben West: realizzare un dizionario fotografico utilizzando i risultati di Google Immagini. L’esperimento, diventato realtà, è un colosso di ben 1.240 pagine che contiene la prima immagine fornita da Google per ogni parola presente nel dizionario inglese, dalla A alla Z. Tranquilli, nessuna fatica nel realizzarlo, come confermato da uno dei due creatori:

Abbiamo usato due script PHP che mio fratello Sam ha realizzato per noi. Uno ha preso la lista delle parole presenti nel dizionario ed ha scaricato in sequenza ogni immagine, mentre il secondo ha ordinato tutte le foto in due colonne ed ha salvato il lavoro in un file PDF.

Ben West ha anche confermato di aver stampato una copia del libro, rilegato a mano con tanto di copertina rigida e logo di Google inciso sopra, in un esperimento che potrebbe anche avere un seguito: i due hanno in programma di stampare una serie di copie e di metterle in vendita - su richiesta, si può scrivere a West e Heyes per chiedere maggiori informazioni - anche se resta da chiarire la questione del copyright.

Finché che si tratta di un’opera d’arte non dovrebbero esserci problemi di alcun sorta, ma l’entrata in produzione e la vendita potrebbero portare qualche grattacapo ai due giovani. In attesa di sapere come andrà a finire, vi invitiamo a “sfogliare” questo bestione dopo il break.

galleria dizionario google immaginigalleria dizionario google immaginigalleria dizionario google immaginigalleria dizionario google immagini

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La vittoria dell’Eurovision Song Contest 2012 era già stata predetta

Pubblicato da Federico Moretti

Eurovision Song ContestSabato 26 è terminato l’Eurovision Song Contest, la kermesse musicale europea, che nel 2012 s’è tenuta a Baku in Azerbaigian. La vittoria è andata alla Svezia, grazie a Loreen: una cantante pop che ha portato il singolo Euphoria. Niente di male, se non per il fatto che giovedì 24 negli Stati Uniti era stato annunciato il vincitore.

Martin O’Leary, un glaciologo della University of Michigan con la passione del blogging e della matematica, ha elaborato una serie di dati, predicendo il vincitore del festival con due giorni d’anticipo. All’evento ha partecipato anche Nina Zilli, già vincitrice tra i giovani di Sanremo 2012, data per favorita e classificatasi nona.

Il sistema elaborato da O’Leary non è stato impeccabile, tanto che la stampa maltese – galvanizzata dal secondo posto della previsione – ha dovuto «mangiare la foglia» quando Kurt Calleja è arrivato al ventunesimo posto con This is The Night. Gli aspetti interessanti della ricerca sono disparati: anzitutto, la classifica del gusto.

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